Cosa fare a Milano a Giugno: tutti gli eventi e gli appuntamenti in programma

Giugno è finalmente arrivato e segna il via della stagione degli appuntamenti all'aria aperta. Dai concerti a San Siro alle feste e manifestazioni, la città si risveglia e torna a godere di parchi e spazi ampi.
Sono tanti gli eventi, infatti, che animano Milano questo mese, complice l'arrivo dell'estate e la voglia di trascorrere sempre più tempo fuori casa, non solo nel weekend.
Come sempre, abbiamo messo insieme tutti gli eventi e gli appuntamenti che ci sembrano più interessanti, oltre a qualche suggerimento su posti in cui rifocillarsi tra una cosa da fare e l'altra.
Abbiamo fatto una selezione di tutto quello che c'è da fare.
Cosa fare a Milano a Maggio
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Concerti e Festival
Il 2 giugno prende il via in grande stile con il live di Justin Timberlake I-Days Festival, la kermesse che ormai da anni anima l'estate milanese portando all'Ippodromo gli artisti italiani e internazionali più amati.
Qui i dettagli e tutti gli altri Festival dell'estate in giro per l'Italia
Ma non solo, perché giugno è anche il mese in cui lo stadio di San Siro dismette i panni di tempio del calcio e si trasforma in tempio della musica. Cesare Cremonini, Elisa, Marracash, Elodie, Gazzelle, Irama, Modà e Gabry Ponte sono solo alcuni dei nomi che si alterneranno nel corso del mese.
Party Like a Deejay
Dal 6 all’8 giugno 2025 torna a Piazza Sempione l'evento di Radio Deejay che celebra la musica e l'arrivo dell'estate. Due giorni ricchi di eventi, incontri e attività per divertirsi insieme agli speaker di Radio Deejay e alcuni degli artisti italiani più amati.
Durante la giornata, ci sarà spazio per tante attività, dagli incontri con le voci storiche dell'emittente agli eventi sportivi e ai momenti di relax. La sera protagonista ovviamente la musica con le performance live per cantare e ballare.
Milano Pride
La manifestazione che celebra l'orgoglio e il supporto alla comunità LGBTQI+ torna dal 25 al 29 giugno.
Culmine delle iniziative la parata di sabato 28 giugno, che partirà alle 15 da via Vittorio Pisani, proprio davanti alla Stazione Centrale, per poi proseguire lungo viale Liberazione fino all’Arco della Pace, dove dalle 18 in poi inizierà un grande evento pubblico e una lunga festa sotto le stelle.
Porta Venezia si conferma l'headquarter di Milano Pride, con tre piazze punti di ritrovo per talk, performance, incontri e attività di divulgazione.
Non solo. Prima ancora, sabato 21 e domenica 22 giugno, la piazza all’Arco della Pace si trasforma nella Pride Sport Arena per due giorni di tornei, incontri e festa aperti a tutta la città. Obiettivo: promuovere l’inclusione, la gentilezza e il rispetto attraverso lo sport.
Durante l’evento verrà anche presentata la Pride House, un progetto sportivo e culturale in collaborazione con il Comitato Olimpico Internazionale durante i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026.
Holi Dance
Torna anche quest'anno l'evento che prende spunto dalla Festa dei Colori indiana.
L'ex Macello si animerà di musica e soprattutto colore nella giornata di sabato 14 giugno, dalle 16 a mezzanotte. Tra lanci di polveri, balli e un'atmosfera sospesa nel tempo e nello spazio.
Elementi Festival
Dal 13 al 15 giugno pizza e musica protagonisti a mare culturale urbano (Cascina Torrette). Più di un evento gastronomico, un’occasione di incontro e contaminazione, di dialogo e ispirazione.
Ai forni si alterneranno durante le tre giornate diversi nomi da tutta Italia, con anche una postazione curata da Biga che proporrà la sua pizza senza glutine. E poi spazio anche alle “Nuova forme di lievitazione”.
Il tutto condito da tanta buona musica, con una line-up curata da Le Cannibale: DJ set, live e atmosfere immersive.
Milano per Gaber
La rassegna punto di riferimento per scoprire o ricordare il pensiero e l'arte di Giorgio Gaber torna dal 10 al 14 giugno al Piccolo Teatro Studio Melato per offrire nuovi spettacoli e spunti di riflessione.
L’iniziativa è curata dalla Fondazione Giorgio Gaber con il supporto del Comune di Milano e in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano.
Il programma si conferma vario, tra incontri, monologhi, musica dal vivo, e un evento speciale al Teatro Lirico Giorgio Gaber, il 13 giugno, con Neri Marcorè e la Medit Orchestra.
Milano Film Fest
Dal 3 all'8 giugno la città si trasforma in sala e palcoscenico con il Festival che "celebra il cinema e le nuove forme dell'immagine come esperienza collettiva".
La manifestazione diffusa, sotto la direzione artistica di Claudio Santamaria, si conferma "Non solo una rassegna, ma un’esperienza urbana aperta a tutti, per riscoprire insieme il potere del guardare".
In programma più di 110 film, tra anteprime assolute e serate speciali, sia nelle sale cinematografiche e teatrali, come quelle del Cinema Anteo e Teatro Piccolo, che nei luoghi della città.
Oaks d'Italia 2025
In occasione di Oaks Italia 2025, la competizione ippica di galoppo, in programma all'Ippodromo Snai San Siro il 22 giugno, saranno tanti gli appuntamenti e le attività a corredo.
Dalle 11 fino al tramonto sarà possibile visitare diverse esposizioni artistiche presso la Galleria Archivio Multimediale Ippodromo, mentre piazzale dello Sport accoglierà nel pomeriggio diversi modelli d’epoca Alfa Romeo e la presentazione del libro di Marco Monaco sui momenti salienti del mondo dell’ippica dell’ultimo anno. Dalle 15.30, il primo piano della tribuna sarà anche teatro di lezioni e di un torneo di bridge. Alle 16,15 poi l'inizio delle corse.
Estate al Castello
Anche per l'estate 2025 i milanesi potranno fare affidamento su un lungo programma di eventi al Castello Sforzesco.
Dal 21 giugno al 10 settembre, infatti, il Cortile delle Armi torna a fare da palcoscenico per concerti, spettacoli teatrali, performance di danza e incontri culturali.
Si parte il 21 giugno con il concerto d'apertura di Ariete. Il programma completo degli appuntamenti - in corso di aggiornamento - è disponibile qui.
Bierfest Platz
Due serate dedicate alla birra, alla cultura di questa bevanda e - ovviamente - alla convivialità. Venerdì 20 e sabato 21 giugno Piazza dei Mestieri ospita la seconda edizione del Bierfest Platz, punto di ritrovo per scoprire birre artigianali nuove e affermate e assaggiare specialità street food ascoltano musica dal vivo.
Non solo degustazioni: venerdì 20 giugno si terrà un seminario sul bere responsabile, con esperti che parleranno di consapevolezza e scelte alimentari. Un modo per avvicinarsi alla birra con curiosità e rispetto, senza dimenticare il piacere del gusto.
Oltre ai banchi di birra, ci saranno, inoltre, mostre, installazioni e performance artistiche.
Sky Inclusion Days e Sky Tg24 Live In
Due giorni per promuovere lo scambio di idee e dialogo, analizzare il presente e interpretare, quindi, i grandi cambiamenti in atto, per guardare al futuro sviluppando uno spirito critico e puntare a una società più consapevole e inclusiva.
Il 3 e il 4 giugno Sky Italia trasforma il Teatro Dal Verme in una location di dibattiti, interviste e approfondimenti, che vedranno alternarsi sul palco ospiti provenienti dai mondi piùdisparati: dalla cultura al cinema, dal teatro allo sport, fino alla scienza, la musica e la tecnologia.
In particolare, la giornata del 3 giugno sarà dedicata agli Sky Inclusion Days, terza edizione dell’evento, con il patrocinio del Comune di Milano.
Tra gli ospiti: Alessandro Borghese, Valeria Bruni Tedeschi, Josefa Idem, Mimì, Gianluca Zambrotta, Don Claudio Burgio, Ambra Sabatini, Vincenzo Schettini, Francesca Vecchioni. Alle 18:30, poi, un incontro con Lucio Corsi, mentre alle 21 si ride con Federico Basso, Nuzzo e Di Biase, Stefano Rapone e Luca Ravenna.
Il 4 giugno, invece, sarà la volta di Sky Tg24 Live In, che vedrà intervenire: Guido Crosetto, Matteo Piantedosi, Adolfo Urso, Pierbattista Pizzaballa, Matteo Renzi, Emanuele Orsini, Maurizio Landini, Stefano Zecchi e Zvonimir Boban.
Recruiting Day 2025
Giovedì 5 giugno Vicolungo The Style Outlets e Agenzia Piemonte Lavoro organizzano per il secondo anno la fiera dedicata a chi vuole intraprendere una carriera nel mondo del retail.
Dalle 11:30 alle 16:30 presso la piazza principale dell’outlet sarà possibile incontrare i recruiter di una trentina di brand - tra cui Calvin Klein Jeans, ASICS, Rituals e Liu Jo Uomo, oltre a tanti punti ristoro come Roadhouse e Signorvino - per candidarsi a numerose posizioni aperte a tempo determinato e indeterminato.
Per partecipare è necessario iscriversi qui entro il 4 giugno.
Prima Village
Prima Assicurazioni compie 10 anni e celebra la ricorrenza con una giornata di iniziative aperte al pubblico. Sabato 14 giugno il Castello Sforzesco farà da cornice al Prima Village, un evento gratuito dalle 10:30 alle 18:00 presso il Cortile delle Armi.
Il programma includerà uno spazio rally con simulatore e la presenza della pilota Rachele Somaschini, prove di abilità e velocità ispirate al mondo delle corse e dei motori, esperienze di realtà virtuale e simulatori, photobooth&reel, personalizzazione gadget con artista oltre ad un’area bambini dedicata con animazione, truccabimbi e tavoli tecnologici per trasformare il proprio disegno in 3D, popcorn e zucchero filato per tutti.
La sera poi, dalle 21.00 alle 23:30, arriva il Prima Sound: un momento dedicato alla musica live, con il duo internazionale Merk & Kremont, il DJ set di RTL 102.5 con Massimo Alberti e le performance di una delle band e una delle artiste italiane più amate, entrambe protagoniste durante l’ultima edizione del Festival di Sanremo, che saranno annunciate l’8 giugno.
I posti sono limitati. Per partecipare e vincere 2 biglietti bisogna partecipare al concorso cercando e scansionando il QR code di Prima presente in giro per Milano su pensiline, metro e tram oltre che sui social del brand, che rimanderà gli utenti direttamente al sito.
Il locale da provare a Milano a Giugno: Ristorante Caruso Nuovo Bistrot
Una cena al Caruso Nuovo Bistrot, nel cuore del quadrilatero della moda milanese, è molto più di un’esperienza gastronomica: è un invito a rallentare, a ritrovare il gusto della condivisione e della bellezza.
Nascosto all’interno del Grand Hotel et de Milan, con affaccio sulla riservata piazzetta Croce Rossa, questo ristorante è un rifugio urbano dove la classicità milanese incontra la generosa convivialità mediterranea. L’ambiente, firmato Dimorestudio, mescola sapientemente atmosfere rétro, colonne d’epoca, intarsi e pavimenti in graniglia a tocchi di design che parlano la lingua di chi ama viaggiare – anche a tavola.
Guidata dallo chef Francesco Potenza sotto la firma di Gennaro Esposito, la proposta culinaria del Caruso Nuovo è una dichiarazione d’amore alla cucina partenopea, alleggerita e reinterpretata con eleganza. Le radici campane sono ben presenti, ma si intrecciano con la stagionalità lombarda e una selezione accurata di piccoli fornitori.
Alcuni piatti chiave che esprimono al meglio l’identità del ristorante sono: l’Assoluto seppie e piselli, una sinfonia primaverile che rivisita con delicatezza un abbinamento classico e il sorprendente “Come una pizza marinara” - un Carnaroli ISOS mantecato con salsa alla marinara, alici in sale bilanciato e soffice di pane – che è un omaggio intelligente e raffinato ai sapori napoletani.
Il sandwich di branzino con la sua salsa e agretti croccanti, invece, unisce texture e sapori in un gioco sottile tra mare e orto. Mentre, il calamaro ripieno di vignarola e jus delle sue primizie è un piatto che racconta la primavera con poesia e precisione tecnica.
Caruso Nuovo è il posto giusto per chi cerca un angolo di calma e calore a Milano, dove ogni piatto diventa un racconto, ogni dettaglio è curato, e ogni ospite si sente a casa pur restando in uno dei luoghi più iconici e sofisticati della città.
Gite fuori porta
Dal 27 al 29 giugno torna a Bergamo l’appuntamento più atteso per gli amanti del cinema d’animazione: i Bergamo Animation Days 2025 (BAD), ospitati nella suggestiva cornice dell’Università degli Studi di Bergamo e del Chiostro della Fondazione Istituti Educativi.
A guidare questa quarta edizione sarà Andrea Bozzetto, che raccoglie il testimone da Pietro Pinetti, ideatore del festival. Tra gli ospiti d’onore spicca J.P. Vine, regista di capolavori come Inside Out e Ron’s Gone Wrong, che riceverà il Premio BAD 2025. Insieme a lui, anche Sandro Cleuzo, veterano dell’animazione Disney, premiato con il BAD Animation Hero. Un evento imperdibile tra incontri, proiezioni e laboratori creativi.
Il programma completo e gli eventi prenotabili sul sito ufficiale.
Inoltre, dal 19 al 22 giugno 2025, Rovereto (TN) si trasforma in una galleria a cielo aperto con Nuvolette, il festival dell’illustrazione, del racconto per immagini e del fumetto.
L'edizione di quest'anno, intitolata Shit Happens – Oh, capita!, gioca con ironia sull’imprevedibilità della vita, e porta nelle vie del centro storico live painting, disegni sulle vetrine, animazioni, mostre, laboratori e performance site specific.
Tra gli ospiti spiccano Enrico Pantani, artista toscano dallo stile dissacrante, e il cantautore italo-canadese James Jonathan Clancy, che si esibirà insieme al fumettista Michelangelo Setola in una suggestiva sonorizzazione dal vivo. Un’occasione unica per vivere Rovereto come un grande laboratorio creativo.
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Bad Bunny svela nuovi dettagli sull’halftime show del Super Bowl: «Sarà una grande festa»

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato: l’8 febbraio, durante il Super Bowl 2026, Bad Bunny sarà al il centro della scena dell’halftime show, firmando un momento destinato a entrare nella storia della cultura pop.
Non solo perché sarà il primo spettacolo dell’intervallo interamente in lingua spagnola, ma perché promette di essere una celebrazione collettiva, più che una semplice esibizione.
Alla vigilia dell’evento, l’artista portoricano ha scelto di non alimentare i rumors su potenziali altri cantanti a sorpresa e apparizioni stellari. Durante la conferenza stampa dell’Apple Music Super Bowl LX Halftime Show ha sorriso e tagliato corto: «È una cosa che non vi dirò. Non so perché me l’abbiate chiesto». Una risposta ironica, che però dice molto della direzione scelta: niente hype costruito a tavolino, ma un racconto che parte dalle radici.
Cosa sappiamo sull’halftime show di Bad Bunny
Più che di guest star, Bad Bunny preferisce parlare di “ospiti” in senso profondo. «Ho un sacco di ospiti», ha spiegato. «Ci saranno la mia famiglia, i miei amici e tutta la comunità latina nel mondo che mi sostiene. Ci sono tantissime persone che mi supportano ovunque». Un’idea di palco che diventa spazio condiviso, dove la musica è prima di tutto connessione.
Il set durerà 13 minuti e, parola dell’artista, sarà all’insegna del movimento.
«Non voglio fare spoiler. Vi dico solo che sarà divertente, sarà semplice e la gente dovrà preoccuparsi solo di ballare».
Un invito diretto anche a chi guarda da casa: meno performance da analizzare, più corpo da lasciar andare. «Credo che non ci sia danza migliore di quella che nasce dal cuore» ha aggiunto la star.
Arrivato a questo momento dopo un weekend trionfale ai Grammy (tre premi, incluso Album of the Year per Debí Tirar Más Fotos) Bad Bunny ha raccontato di sentirsi soprattutto grato. «Sto cercando solo di godermelo. So che mi divertirò, e si divertiranno anche tutte le persone che lavorano con me», ha spiegato, sottolineando come la sua priorità resti quella di creare e connettersi, non di inseguire traguardi.
Non è la prima volta che Bad Bunny calca il palco del Super Bowl: nel 2020 era stato ospite dello show di Jennifer Lopez e Shakira. Ma questa volta è diverso.
«Non stavo cercando tutto questo» ha ammesso il cantante, aggiungendo: «Stavo cercando di riconnettermi con le mie radici, con la mia gente, con la mia storia e con la mia cultura».
E sarà proprio quella cultura, portata sul palco senza filtri, a rendere questo halftime show qualcosa di più di uno spettacolo: una festa globale, in cui – parole sue – il mondo potrà «ballare e stare bene, anche solo per una sera».
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Kate Middleton racconta la sua battaglia contro il cancro: «Ci sono stati momenti di paura ed esaurimento, ma anche di forza»

Ci sono momenti in cui una figura pubblica smette di essere solo un simbolo e diventa, improvvisamente, profondamente umana. È quello che è successo quando Kate Middleton ha scelto di raccontare, con parole semplici ma densissime, il lato più fragile del suo anno più difficile.
Dopo mesi lontana dai riflettori e una battaglia silenziosa contro il cancro, la principessa del Galles è tornata a parlare della sua malattia in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, condividendo un messaggio che ha colpito per la sua autenticità.
In un video pubblicato su Instagram, Kate appare sorridente ma composta mentre incontra pazienti oncologici, famiglie e operatori sanitari. A colpire non è solo la sua presenza, ma il tono del messaggio che accompagna le immagini, un racconto che non cerca retorica né eroismi. «Nella Giornata mondiale contro il cancro, il mio pensiero va a tutte le persone che stanno affrontando una diagnosi, che sono in cura o che stanno cercando la propria strada verso la guarigione» dice.
E poi aggiunge una frase che racchiude il senso di tutto il suo percorso: «Il cancro tocca così tante vite; non solo quelle dei pazienti, ma anche quelle delle famiglie, degli amici e di chi cammina loro accanto».
Per Kate Middleton, oggi in remissione, la malattia non è stata un percorso lineare, e lo sottolinea con una lucidità che risuona in chiunque abbia vissuto un’esperienza simile. «Come chiunque abbia attraversato questo viaggio sa bene, non è lineare. Ci sono momenti di paura ed esaurimento. Ma anche momenti di forza, gentilezza e connessione profonda».
Parole che non edulcorano il dolore, ma lo collocano dentro una narrazione più ampia, fatta anche di solidarietà e speranza. «Per favore, sappiate che non siete soli» conclude.
**Il futuro della famiglia reale dipende tutto da Kate Middleton: lo dicono gli esperti**
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La battaglia di Kate Middleton contro il cancro e il suo ritorno alla vita pubblica
La storia clinica di Kate Middleton inizia nel gennaio 2024, con un intervento addominale che inizialmente non sembrava legato a una patologia oncologica. Solo in seguito, gli esami hanno rivelato la presenza di un tumore.
A marzo dello stesso anno, la principessa decide di rendere pubblica la diagnosi con un video che rompe il silenzio e chiarisce la necessità di allontanarsi temporaneamente dagli impegni ufficiali. «L’operazione è stata un successo» aveva spiegato allora, aggiungendo: «ma i test successivi hanno rilevato la presenza di un cancro. Il mio team medico mi ha quindi consigliato un ciclo di chemioterapia preventiva».
Un percorso che lei stessa ha definito «incredibilmente duro», concluso nel settembre 2024, e che ha portato, quattro mesi dopo, all’annuncio tanto atteso: la remissione. «È un sollievo essere ora in remissione e resto concentrata sulla mia ripresa» ha scritto nel gennaio 2025. «Serve tempo per adattarsi a una nuova normalità, ma guardo al futuro con speranza».
Nel frattempo, Kate Middleton ha scelto di trasformare l’esperienza personale in un impegno concreto, accettando il ruolo di Co-patrona del Royal Marsden, uno dei centri oncologici più importanti del Regno Unito. «Sostenendo la ricerca all’avanguardia e l’eccellenza clinica, e promuovendo il benessere dei pazienti e delle loro famiglie, possiamo salvare molte più vite e trasformare l’esperienza di chi affronta il cancro» aveva raccontato a riguardo.
Il ritorno alla vita pubblica è stato graduale e misurato. Nel corso del 2025, la principessa è riapparsa in occasioni simboliche come il Royal Garden Party, il Trooping the Colour e Wimbledon, segnando una presenza discreta ma significativa.
In questo nuovo capitolo di vita, Kate Middleton non si limita a essere una figura di rappresentanza. La sua voce si è trasformata in un punto di riferimento per chi vive la malattia lontano dai palazzi e dalle cerimonie. Non un racconto di invincibilità, ma di attraversamento: della paura, della stanchezza, e di quella forza silenziosa che spesso nasce proprio nei momenti più bui.
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Tutto quello che c'è da sapere sulla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina

Non sarà solo l’inizio ufficiale dei Giochi Invernali, ma un vero e proprio racconto collettivo, pensato per parlare al mondo. La cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi Milano-Cortina promette di essere uno degli eventi simbolici più potenti del 2026: una celebrazione diffusa, contemporanea e profondamente identitaria, capace di unire sport, cultura e futuro.
Per la prima volta nella storia olimpica, l’apertura si svolgerà in due luoghi diversi, Milano e Cortina d’Ampezzo, in dialogo costante tra città e montagna, innovazione e tradizione.
Un’idea che non nasce solo da esigenze logistiche, ma da una scelta narrativa precisa: raccontare l’Italia come un sistema di territori interconnessi, capaci di parlare una lingua comune pur restando profondamente diversi.
Ed è proprio da qui che parte la forza simbolica delle Olimpiadi Miliano-Cortina, pensate non come evento centralizzato, ma come esperienza condivisa e plurale.
4 cose da sapere sulla cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina
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Due città, un solo racconto
La grande novità dell’inaugurazione delle Olimpiadi Miliano-Cortina è la sua struttura senza precedenti.
Milano e Cortina ospiteranno due cerimonie parallele, collegate in tempo reale, che dialogheranno attraverso immagini, performance e passaggi simbolici. Da un lato lo Stadio di San Siro, emblema urbano e contemporaneo; dall’altro Cortina, cuore alpino e paesaggio iconico delle Dolomiti.
Non si tratta di una divisione, ma di una narrazione a due voci: la metropoli che guarda al futuro e la montagna che custodisce l’identità profonda del Paese. L’effetto sarà quello di un racconto corale, in cui le immagini si rincorrono e si completano, offrendo al pubblico internazionale una visione nuova dell’Italia, lontana dagli stereotipi ma fortemente riconoscibile.
Cosa vedremo davvero sul palco della cerimonia
La cerimonia di apertura sarà un grande spettacolo visivo e narrativo, costruito per parlare a un pubblico globale ma con un linguaggio profondamente italiano.
Al centro non ci sarà solo lo sport, ma una riflessione più ampia sui valori olimpici riletti in chiave contemporanea: inclusione, sostenibilità, dialogo tra culture e territori. Il racconto prenderà forma attraverso immagini simboliche e potenti, pensate per essere immediatamente leggibili anche da chi guarda dall’altra parte del mondo.
La natura avrà un ruolo centrale: montagne, ghiaccio, acqua e luce diventeranno elementi scenici e narrativi, richiamando il paesaggio alpino che ospita una parte fondamentale dei Giochi. Il rapporto tra uomo e ambiente, tema chiave delle Olimpiadi Miliano-Cortina, sarà raccontato come equilibrio da preservare, non come conquista, con una forte attenzione alla fragilità dei territori e alla responsabilità collettiva verso il futuro.
Le performance artistiche alterneranno danza, musica dal vivo e immagini immersive, creando veri e propri quadri narrativi capaci di attraversare epoche e linguaggi. Tradizione e contemporaneità dialogheranno senza nostalgia: il patrimonio culturale italiano verrà evocato attraverso gesti, suoni e atmosfere, più che tramite citazioni didascaliche.
L’obiettivo non è semplicemente stupire, ma costruire un immaginario condiviso, emotivo e riconoscibile, capace di restare nella memoria.
Tutti gli ospiti presenti
Come ogni grande evento olimpico, anche l’inaugurazione attirerà leader politici, capi di Stato, personalità istituzionali e celebrità internazionali. Milano e Cortina diventeranno per una sera il centro del mondo, con un parterre che riflette il peso simbolico delle Olimpiadi Miliano-Cortina sullo scenario globale.
Accanto alle delegazioni ufficiali, non mancheranno volti della cultura, della moda e dello spettacolo, chiamati a rappresentare l’eccellenza italiana in dialogo con il resto del mondo.
Saliranno sul palco i cantanti Laura Pausini, Ghali e Andrea Bocelli; le attrici Matilda de Angelis e Sabrina Impacciatore, reduce dal successo mondiale di The White Lotus, e Pierfrancesco Favino, che si esibirà insieme al giovane violinista Giovanni Zanon.
Ci saranno poi anche star internazionali, come Mariah Carey, Snoop Dog e Tom Cruise, in Italia per promuovere la prossima edizione dei Giochi, previsti per il 2028 a Los Angeles.
Perché questa inaugurazione conta più di quanto pensiamo
La cerimonia di apertura non è solo un rito formale: è il primo messaggio che un Paese invia al mondo. Nel caso delle Olimpiadi Miliano-Cortina 2026, questo messaggio parla di collaborazione tra territori, di sostenibilità come responsabilità collettiva, di cultura come strumento di connessione.
In un momento storico segnato da fratture e contraddizioni, l’inaugurazione dei Giochi diventa uno spazio simbolico in cui immaginare un futuro diverso, più inclusivo e consapevole.
Ed è forse proprio qui che risiede la forza più autentica delle Olimpiadi: non solo nello sport, ma nella capacità di trasformare un evento globale in un racconto che ci riguarda tutti.
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Quando un discorso diventa più potente di un premio: Grammy e Oscar diventano megafono sociale delle star

Ci sono occasioni in cui un premio conta meno delle parole pronunciate sul palco.
Succede a eventi internazionali del calibro di Grammy, Oscar, Golden Globe... serate nate per celebrare talento, carriera e successo che, da tempo, sono diventati anche qualcos’altro. Un luogo simbolico, seguito in diretta da milioni di persone in tutto il mondo, dove un discorso di ringraziamento può trasformarsi in un messaggio politico, sociale o culturale destinato a viaggiare ben oltre il red carpet.
Ne è un esempio il discorso pronunciato ieri da Bad Bunny ai Grammy dopo aver vinto il premo per l’Album dell’anno con il suo Debí Tirar Más Fotos.
«Prima di ringraziare Dio, devo dire ICE out» ha detto il cantante portoricano residente negli Usa. Le sue dure parole sono rivolte alle politiche anti-migranti del presidente Donald Trump e, nello specifico, agli agenti dell'Immigration and Customs Enforcement, che nelle ultime settimane hanno ucciso due persone a Minneapolis.
«Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani», ha aggiunto il cantante. «E vorrei dire anche che so quanto sia difficile non odiare in questi giorni. Ma l’odio diventa più potente con altro odio. L’unica cosa più potente dell’odio è l’amore. Quindi, per favore, dobbiamo essere diversi. Se combattiamo, dobbiamo farlo con amore. Non li odiamo. Amiamo la nostra gente. Amiamo la nostra famiglia. È così che bisogna fare: con amore. Non dimenticatelo, per favore. Grazie».
Dall’intrattenimento alla presa di posizione: una tradizione che viene da lontano
Non solo Bad Bunny: la storia dello showbiz è costellata di discorsi di ringraziamento diventati simbolo di un’epoca. Già decenni fa, premi e cerimonie venivano usati per denunciare guerre e disuguaglianze.
La differenza tra ieri oggi è la velocità con cui quei messaggi circolano e l’impatto che riescono ad avere fuori dai confini nazionali.
Negli anni, il pubblico si è abituato a questo doppio livello di lettura: da una parte la celebrazione dell’arte, dall’altra la consapevolezza che quel palco può diventare una tribuna.
Questo ha contribuito a ridefinire il ruolo delle star, sempre meno semplici intrattenitori e sempre più figure pubbliche chiamate (volenti o nolenti) a prendere posizione.
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Il palco come spazio “protetto”
Questo di sicuro non è un fenomeno nuovo. Ma certamente negli ultimi anni è diventato sempre più evidente: quando il contesto politico è teso e quando un tema divide l’opinione pubblica, il palco di una grande cerimonia internazionale diventa un amplificatore potentissimo.
La prima ragione per cui i grandi eventi dello showbiz sono diventati un megafono politico è semplice: l’audience.
Grammy e Oscar vengono trasmessi in decine di Paesi, rilanciati in tempo reale sui social, ripresi dai media internazionali e commentati per giorni. In questo contesto, un discorso non è solo un ringraziamento, ma un intervento che entra immediatamente nel dibattito pubblico globale.
C’è poi un elemento meno evidente ma decisivo: il palco è uno spazio protetto. Chi vince un premio ha pochi minuti, è emotivamente coinvolto, non può essere interrotto, né contraddetto. È un momento in cui la comunicazione appare spontanea e non mediata. Anche quando il messaggio è preparato, viene percepito come più sincero rispetto a una dichiarazione rilasciata a freddo. Ed è proprio questa percezione di verità che rende i discorsi di ringraziamento così potente.
Perché quelle parole ci colpiscono più di qualsiasi post
C’è infine una dimensione emotiva da non sottovalutare. Un discorso pronunciato nel momento della vittoria arriva quando le difese emotive del pubblico sono più basse. Chi ascolta è già coinvolto e disposto ad empatizzare. Le lacrime, la voce che trema, l’imperfezione del momento rendono il messaggio più umano e, quindi, più efficace.
A differenza dei social, dove tutto è potenzialmente costruito, editato e filtrato, il palco restituisce l’illusione dell’immediatezza.
Ed è proprio questa illusione a fare la differenza: ci sentiamo testimoni di qualcosa che accade in tempo reale, non spettatori di una strategia comunicativa.
In un’epoca in cui l’attenzione è frammentata e l’algoritmo decide cosa vediamo, questi momenti restano “non skippabili”. Ecco allora perché, quando si parla di diritti civili, guerra, migrazioni o giustizia sociale, il palco di una cerimonia internazionale continua a essere uno dei luoghi più efficaci per far arrivare un messaggio ovunque. Così, i discorsi di ringraziamento riescono a imprimersi nella memoria collettiva molto più a lungo di qualsiasi hashtag.
In fondo, il successo di questi momenti racconta qualcosa anche di noi. In un mondo saturo di informazioni, cerchiamo ancora luoghi simbolici in cui le parole contino davvero.
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