Post vacation blues: 5 consigli per superare la "sindrome da rientro"

Viaggiare è un'attività estremamente benefica per la salute mentale e fisica. Sfortunatamente, però, tutti quei sentimenti positivi che proviamo quando siamo in vacanza iniziando a svanire non appena ci imbarchiamo sul volo di ritorno e rischiamo di finire vittime della cosiddetta sindrome da rientro.
Avete presente? Quella sensazione, un misto tra disperazione e tristezza, di quando torniamo a casa da un viaggio favoloso e facciamo fatica a riacclimatarci alla vita di tutti i giorni.
Il post vacation blues, o sindrome da rientro appunto, può essere più o meno grave, a seconda di quanto sia stata intensa e lunga l'esperienza di viaggio, ed è caratterizzata da una diminuzione complessiva del benessere e della produttività lavorativa a seguito di una vacanza soddisfacente.
Tra i sintomi del post vacation blues ci sono frequente voglia di piangere al rientro, stanchezza, noia, nostalgia, ansia e stress.
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Dover rientrare nella routine del lavoro, della scuola e della vita quotidiana in generale può essere infatti fonte di angoscia, disorientamento e disagio.
Ma per quanto spiacevole possa essere, questa sindrome da rientro può essere superata con un po' di determinazione, cura di sé, e qualche trucchetto.
Ecco allora 5 consigli per superare il post vacation blues.
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Come superare la sindrome da rientro
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1. Pianificate il vostro prossimo viaggio
La parte più felice della vacanza potrebbe non essere (solo) la vacanza in sé, ma i momenti che la precedono.
Secondo uno studio del 2010, pubblicato sulla rivista Applied Research in Quality Of Life, anche solo la pianificazione di un viaggio può portare a maggiori sentimenti di felicità.
E se siete appena rientrati dalle vacanze e vi siete fiondati direttamente a lavoro, sappiate che non siete i soli a voler ricomprare dei biglietti e partire.
Secondo un sondaggio di Travelzoo, il 69% delle vacanze viene ricercato e prenotato durante l'orario di lavoro.
Quindi quale modo migliore per superare la tristezza da rientro se non pianificare il prossimo viaggio?
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2. Riconnettetevi con amici e famigliari
Quando si torna da una vacanza si sente spesso il desiderio di avere (o dare) più significato alla propria vita. Se anche voi provate queste stesse emozioni, allora cercate di passare del tempo con amici e famigliari.
Considerate anche la possibilità di riconnettervi con vecchie conoscenze per condividere un pasto o una conversazione. Così facendo potreste iniziare a sentire il vostro mondo prendere di nuovo forma.
Ma perché è così importante passare del tempo con i propri cari?
La connessione è parte integrante della nostra vita e le vacanze sono spesso un momento di profonda connessione con coloro che visitiamo o con cui viaggiamo.
Quindi mantenere un senso di connessione una volta tornati alla vita quotidiana è fondamentale.
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3. Fate detox post-vacanza
Una delle parti migliori di un viaggio è la possibilità di provare nuovi cibi e assaporare fino all'ultimo nuovi gusti. Quando siamo in vacanza, è normale, non guardiamo in faccia alla dieta.
E se soffriamo di sindrome da rientro è probabile che anche al nostro ritorno tenderemo a concederci quanto ci concedevamo in vacanza: vino, cibi grassi, e dessert di ogni tipo.
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Per questo, provare una delicata disintossicazione alimentare potrebbe aiutare a sentirsi meglio fisicamente e mentalmente.
Solitamente, quando si torna da una vacanza il proprio corpo bramerà frutta e verdura, quindi dategli ciò di cui ha bisogno.
Prendetevi una pausa dai buffet ricchi e pesanti evitando il cibo da asporto e preparando cene salutari.
Preparare un pasto nella propria cucina può davvero aiutare a rimetterci in sesto e a rimettere in carreggiata una routine alimentare più sana.
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4. Trovate del tempo per rilassarvi
A volte servirebbe una vacanza per riprendersi dalla vacanza. Non siete d'accordo?!
Ecco perché una volta tornati dal proprio viaggio è fondamentale non tornare subito a lavoro, ma al contrario trovare del tempo per rilassarsi.
Certo, non è sempre possibile trovare il tempo o le risorse per sfuggire alla routine quotidiana, ma ci sono modi semplici per ricreare un'atmosfera da vacanza a casa.
Un bagno caldo è un rilassante naturale che può anche ridurre i sentimenti di solitudine. Inoltre, svariate ricerche dimostrano che fare una breve passeggiata all'aria aperta può sollevare l'umore anche quando meno ce lo si aspetta.
Un altro consiglio per ricreare quelle sensazioni di benessere che proviamo in vacanza è di praticare mindfulness e fare esercizi di respirazione. Tali esercizi, infatti, possono aiutare a sentirsi più in controllo della propria vita e a bilanciare meglio il ritmo delle giornate.
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5. Incorniciate e condividete le vostre foto preferite
Una volta tornati a casa e ricominciato con la solita routine, prendetevi un po' di tempo per guardare tutte le fotografie che avete scattato in vacanza.
Aspettare troppo tempo per riguardare, scaricare e condividere le foto di viaggio vi farà correre il rischio di dimenticare i ricchi dettagli del viaggio stesso.
Quindi, invece di piangere la perdita di quei panorami mozzafiato, rivivete la vostra vacanza creando un album fotografico che vi ricordi i migliori momenti e il perché amate viaggiare.
Scegliete le foto più significative e incorniciatele, oppure condividetele sui social media.
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Barack Obama: «Gli alieni esistono, ma non li ho mai visti»

C'è una domanda che ci siamo fatti tutti almeno una volta nella vita: gli alieni esistono?
Dai sorrisi dolci di E.T. alle saghe fantascientifiche più inquietanti, l’immaginario collettivo non ha mai smesso di interrogarsi sulla vita oltre la Terra.
Ora a dare (forse) una risposta a questa domanda è un ex presidente degli Stati Uniti, che ha trasformato una battuta in un caso mediatico.
È quello che è successo a Barack Obama durante un’intervista al podcast No Lie di Brian Tyler Cohen, pubblicata il 14 febbraio. Nel corso di un rapido botta e risposta, alla domanda diretta “Gli alieni esistono?”, l’ex presidente ha risposto con disarmante semplicità: «Sono reali, ma non li ho visti».
Una frase che ha immediatamente acceso il dibattito online, alimentando ipotesi e rilanciando (ancora una volta) il mito di Area 51.
Obama ha infatti aggiunto: «Non sono tenuti nell'Area 51. Non c’è alcuna struttura sotterranea - a meno che non esista un’enorme cospirazione e l’abbiano nascosta al Presidente degli Stati Uniti».
Una precisazione ironica, ma sufficiente a trasformare il passaggio in un clip virale.
Nel giro di 24 ore, complice il clamore social, l’ex presidente è dovuto infatti intervenire su Instagram per chiarire il senso delle sue parole:
«Stavo cercando di restare nello spirito del botta e risposta veloce, ma visto che ha attirato attenzione lasciatemi chiarire.
Statisticamente, l’universo è così vasto che è probabile che là fuori ci sia vita. Ma le distanze tra i sistemi solari sono così grandi che le probabilità che siamo stati visitati dagli alieni sono basse, e durante la mia presidenza non ho visto alcuna prova che esseri extraterrestri abbiano avuto contatti con noi. Davvero!».
Cosa sappiamo veramente sulla vita aliena?
Al di là della battuta, la vicenda riapre una questione affascinante: quanto può sapere, e soprattutto rivelare, un presidente su temi come UFO, UAP e alieni? Nell’immaginario popolare, il capo della Casa Bianca avrebbe accesso a ogni segreto custodito dal governo. La realtà, però, è più complessa.
Le informazioni classificate vengono condivise secondo il principio del “need to know”, anche ai massimi livelli istituzionali. Ciò significa che nemmeno un presidente dispone automaticamente di ogni dettaglio su programmi sensibili o dossier riservati. I briefing arrivano dalle agenzie di intelligence e riguardano ciò che è stato verificato e ritenuto rilevante.
Inoltre, le regole sulla segretezza non cessano con la fine del mandato. Anche dopo aver lasciato la Casa Bianca, un ex presidente resta vincolato alle norme sulla classificazione e sulla segretezza di alcuni documenti.
È anche per questo che, su temi delicati come gli alieni, il tono resta spesso prudente, ironico o volutamente generico.
L’interesse pubblico, però, non accenna a diminuire. E in questo clima, anche una frase pronunciata con leggerezza può diventare un titolo. Obama, con il suo «Sono reali, ma non li ho visti», ha intercettato perfettamente lo spirito del tempo: tra curiosità cosmica e bisogno di concretezza.
Per ora, almeno ufficialmente, nessuna prova di visite extraterrestri. Ma la fascinazione per gli alieni, quella sì, sembra più viva che mai.
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Vi sveliamo un segreto sul balcone di Buckingham Palace che in pochi conoscono

Ogni volta che la famiglia reale si affaccia dal balcone di Buckingham Palace, il mondo si ferma per qualche minuto. Gli abiti impeccabili, il saluto alla folla e, negli ultimi anni, le espressioni irresistibili del principe Louis sono diventati parte di un rituale collettivo.
Eppure, dietro quell’immagine iconica che sembra immutabile nel tempo, si nasconde un dettaglio sorprendente che in pochi conoscono.
Secondo quanto rivelato a HELLO! Magazine da una fonte di Palazzo, durante le apparizioni ufficiali vengono posizionati dei televisori nascosti sul balcone.
Il motivo è pratico: il Queen Victoria Memorial, situato proprio davanti a Buckingham Palace , impedisce ai membri della famiglia reale di avere una visuale completa del The Mall quando si affacciano. Per questo motivo «vengono collocate delle tv negli angoli del balcone, leggermente inclinati. La balaustra è coperta da tessuto rosso, così tutta l’attrezzatura può essere nascosta dietro» ha spiegato l’insider.
Un dettaglio che cambia la prospettiva su quelle immagini così familiari. I reali non vedono direttamente la folla come potremmo immaginare, ma si affidano a schermi discreti che permettono loro di seguire il momento in tempo reale - e persino di vedere se stessi.
Una rivelazione che ha fatto sorridere molti osservatori: il piccolo Louis potrebbe essere ancora più teatrale sapendo di potersi guardare in camera?
**6 cose che non pensereste di trovare dentro Buckingham Palace (e invece ci sono)**
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Harper Beckham potrebbe essere il nuovo volto dell’impero di famiglia: ecco perché

Harper Beckahm potrebbe distogliere l'attenzione del mondo dallo scontro pubblico tra Brooklyn Beckham e i genitori, Victoria e David, culminato in dichiarazioni, assai forti, che hanno fatto il giro delle prime pagine globali.
«Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia» ha scritto Brooklyn su Instagram, parlando di un’ansia «opprimente» vissuta per anni e spiegando che, da quando si è allontanato, «quell’ansia è scomparsa». Parole forti, a cui la famiglia non ha risposto direttamente, scegliendo un profilo basso.
**Ecco perché siamo così ossessionati dalla faida della famiglia Beckham**
Ecco perché in questo scenario complesso, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe un altro membro della famiglia a poter assumere un ruolo più visibile nei prossimi anni: Harper Beckham.
La più giovane dei quattro figli di David e Victoria avrebbe tutte le carte in regola per diventare il “nuovo volto” del brand familiare, almeno stando alle fonti vicine alla coppia.
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Gossip Girl sta tornando! È in arrivo un "sequel" sulla vita di Blair Waldorf

C’è stato un tempo in cui l’Upper East Side dettava legge e Blair Waldorf era molto più di un personaggio televisivo: era un’icona. Oggi, a distanza di quasi vent'anni anni dalla fine della serie, Gossip Girl è pronto a tornare. Ma lo fa in una forma diversa, più adulta, più consapevole, e forse ancora più interessante.
L’universo di Gossip Girl si espande infatti con un nuovo romanzo sequel interamente dedicato a Blair Waldorf.
La notizia arriva da Deadline e segna un passaggio importante per il franchise: l’autrice originale dei romanzi, Cecily von Ziegesar, ha annunciato che il sequel letterario ritrova la queen dell'Upper East side quarantenne, di nuovo a New York, pronta a rimettere in discussione equilibri e ambizioni che credeva di aver lasciato alle spalle.
I dettagli della trama sono ancora top secret, ma la premessa è chiara e irresistibile: Blair Waldorf non ha finito di dire la sua. Il libro, previsto per l’estate 2027, sarà pubblicato negli Stati Uniti e nel mercato anglofono internazionale, con Alloy Entertainment (già dietro a successi come The Vampire Diaries, You e Pretty Little Liars) che ha acquisito anche i diritti televisivi e cinematografici, qualora il progetto dovesse suscitare interesse per un futuro adattamento.
**Leighton Meester commenta il possibile ritorno di Blair in Gossip Girl: «Mai dire mai»**
La nuova storia di Blair Waldorf: cosa sappiamo sul sequel letterario di Gossip Girl
Nel nuovo romanzo, Blair, resa iconica sullo schermo da Leighton Meester, tornerà a muoversi in un Upper East Side profondamente cambiato, ma ancora ossessionato dal potere, dall’immagine e dallo status.
Non si tratta di un semplice esercizio di nostalgia: l’idea è quella di raccontare cosa resta di quella fame di controllo e perfezione quando l’età adulta impone nuove domande, nuove fragilità e nuovi compromessi.
L’operazione arriva dopo anni di tentativi, più o meno riusciti, di riportare Gossip Girl al centro della cultura pop. Il reboot targato HBO Max, debuttato nel 2021, aveva scelto una strada radicalmente diversa, svelando fin dal primo episodio l’identità della blogger anonima: un gruppo di insegnanti guidati da Kate Keller.
Nonostante l’ambizione, il reboot non ha mai raggiunto l’impatto culturale dell’originale ed è stato cancellato dopo due stagioni. Proprio per questo, il ritorno alle origini con Blair Waldorf, New York, il potere sociale appare oggi come una scelta strategica.
Del resto, i romanzi originali pubblicati a partire dal 2002 hanno venduto oltre sei milioni di copie, sono stati tradotti in 25 lingue e sono rimasti per più di 100 settimane nella classifica dei bestseller del New York Times, prima di trasformarsi nella serie che ha lanciato star come Blake Lively, Leighton Meester e Penn Badgley.
Al momento non è confermato se altri personaggi storici torneranno nel libro, né se Serena van der Woodsen avrà un ruolo nella nuova storia.
Ma una cosa è certa: riportare Blair al centro significa riattivare l’immaginario più potente di Gossip Girl, quello fatto di ambizione, rivalità, stile e controllo, e interrogarsi su come tutto questo possa esistere, oggi, nell’età adulta.
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