Le migliori serie tv del 2017

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Se il divano è il vostro credo, ecco le serie tv imperdibili del 2017, da vedere tutte d'un fiato e recuperare se non avete acora visto

Tra Netflix e Sky (e non solo) ormai siamo in balia delle tantissime serie tv che escono periodicamente lasciandoci la perenne sensazione di non essere al pari con tutto quello che vorremmo vedere.

D’altronde: a cosa rinunciare?

Cinematograficamente sempre più evolute sia a livello di scrittura sia di messa in scena filmica, le serie tv rappresentano il vero intrattenimento contemporaneo.

Il 2017 è stato un anno di grandi ritorni, da Twin Peaks 3 a House of Cards 5 passando per gli attesi Game of Thrones 7 (Sky Atlantic) e Suburra (Netflix).

Ma non solo: al momento il 2017 si sta anche dimostrando una buona annata per gli esordi, tra cui i migliori sono soprattutto quelli con protagoniste figure femminili.

Ecco dunque le migliori prime stagioni del 2017, quelle con cui dovete assolutamente mettervi subito in pari.

(Continua sotto la foto)

1 glow

GLOW, Netflix

Disponibile dal 23 giugno, GLOW è per il 2017 quello che Stranger Things è stato per il 2016: la sorpresa dell’anno.

Ispirata all’omonimo show tv degli anni Ottanta, la serie creata da Liz Flahive (Homeland) e Carly Mensch (Orange is the New Black) parte da una storia singola per poi diventare un bellissimo racconto corale di sopravvivenza alla disgrazia attraverso la sorellanza.

Ruth Wilder (Alison Brie) è un’attrice disoccupata di Los Angeles che trova nel format di wrestling al femminile la sua ultima chance per recitare.

Tutto ciò comporta però lavorare con un branco di disadattate di Hollywood, ma soprattutto affrontare la sua ex-migliore amica Debbie Eagan (Betty Gilpin) e i torti in sospeso tra loro.

2 big little lies

Big Little Lies,  Sky Atlantic

Miniserie tratta dall’omonimo bestseller di Liane Moriarty e adattata per la tv da David E. Kelley con la regia del sempre strepitoso Jean-Marc Vallée ( Dallas Buyers Club, Wild), Big Little Lies occupa di diritto un posto d’onore tra le nostre serie preferite del 2017.

Protagonista è un gruppo di donne (Reese Witherspoon, Laura Den, Nicole Kidman, Zoe Kravitz e Shailene Woodley) che conduce la sua esistenza benestante a Monterey, un paesino sul mare in California.

Ognuna di loro ha due volti: quello sociale della dorata apparenza e quello privato di un dramma che viene pazientemente sopportato e nascosto per mantenere inalterato il privilegio di una vita come quella.

3 The Handmaid’s Tale

The Handmaid’s Tale, TIMVision

Tratta dal distopico romanzo di Margaret Atwood (in italiano Il racconto dell’ancella), The Handmaid’s Tale è ambientata in un futuro ipotetico presso la repubblica di Gilead, situata dove un tempo sorgevano gli Stati Uniti d’America.

Qui le donne sono divise in categorie - Mogli, Figlie, Non-donne e Ancelle - e non hanno nessun diritto.

Mentre l’umanità è alle soglie dell’estinzione per la mancanza di donne fertili, quelle che ancora riescono ad avere bambini, chiamate le Ancelle, sono ridotte dagli uomini a semplici strumenti di procreazione.

The Handmaid’s Tale è una serie dura e spietata, con una bravissima Elisabeth Moss protagonista.

mindhunter

Mindhunter, Netflix

In parte girata da David Fincher («Fight Club», «The Social Network»), «Mindhunter» è stata una delle indiscusse sorprese del 2017.

La serie racconta l’ingresso dello studio delle scienze comportamentali nelle procedure d’indagine a opera dell’FBI durante gli anni Settanta, quelli che hanno visto in azione Serial killer del calibro di Dennis Rader, Edmund Kemper, Jerry Brudos, ma anche meno direttamente Charles Manson e Son of Sam.

«Mindhunter» s’inquadra perfettamente nel cinema ‘d’indagine’ di Fincher, fatto più di psicologia che di azione vera propria, come ci ha insegnato in capolavori quali «Seven», da cui raccoglie anche l’eredità della coppia poliziesca.

Protagonisti di questo thriller-noir sono infatti l’agente Ford (Jonathan Goff, splendido) e Bill Tench (Holt McCallany), supportati da una formidabile figura femminile come quella della sofisticata e arguta Wendy Carr (Anna Torv).

Netflix ne ha già annunciato la seconda stagione.

4 american gods

American Gods, Amazon Prime Video

Altra serie tratta da un libro cult è American Gods.

L’omonimo romanzo di Neil Gaiman, splendidamente portato sul piccolo schermo da Bryan Fuller e Michael Green, racconta le tragedia di Shadow.

Dopo tre anni trascorsi in carcere, l’uomo è pronto a tornare a casa, ma proprio il giorno del suo rilascio scopre che la moglie e il suo migliore amico sono morti in un incidente.

Insieme, visto che erano amanti.

Sull’aereo che lo deve portare al funerale dell’amata, Shadow incontra Mr. Wednesday che gli fa una stramba proposta di lavoro: diventare la sua guardia del corpo.

L’uomo accetta, pur non sapendo chi sia davvero Mr. Wednesday e la guerra in cui si sta cacciando.

Una serie visivamente ben architettata e raccontata, da vedere soprattutto se vi affascinano le storie mitologiche. 

5 feud

Feud, FX

Miniserie interpretata da Susan Sarandon e Jessica Lange, Feud racconta la leggendaria rivalità tra le due grandi dive Bette Davis e Joan Crawford nella Hollywood degli anni Sessanta.

Creata da Ryan Murphy (American Horror Story), Feud è una serie che narra in fiction, con un finto taglio documentaristico, uno spaccato di storia dell’intrattenimento.

Vi farà ridere, piangere, senza dimenticare ogni tanto d'irritarvi per l’assurdo carattere delle due prrotagoniste e per le loro manie.

Nel cast, oltre le già citate Lange-Crawford e Sarandon-Davis, troviamo anche Stanley Tucci, Alfred Molina e Judy Davis.

6 i love dick

I Love Dick, Amazon Prime Video

Sono otto gli episodi tratti da uno dei romanzi che più ha segnato la femminilità nel nostro secolo: I Love Dick di Chris Kraus (libro cult negli Stati Uniti, è stato solo di recente stampato anche in Italia da Neri Pozza).

Irriverente e per nulla buonistaI Love Dick racconta le vicende di una coppia, il cui equilibrio si spezza il giorno in cui nella loro vita irrompe un artista tanto magnetico, quanto rivoluzionario, soprattutto per lei.

Creatrice della serie è la delicata e profonda Jill Soloway - già autrice di Transparent, sempre nel catalogo Amazon - che ha portato avanti, anche in quest'ultimo lavoro, la sua profonda ricerca sull'essenza della femminilità che sfida una concezione tradizionale della donna.

Protagonisti della serie sono Kathryn Hahn (I sogni segreti di Walter Mitty, Captain Fantastic), ma soprattutto un sempre affascinante, anche se oggi un po’ attempato Kevin Bacon, nel ruolo di Dick.

7 dear white people

Dear White People, Netflix

Passata in sordina, ma ottima ‘serie da pausa pranzo’ (sono dieci episodi da mezz'ora ciascuno: ormai per smaltire tutte quelle che vogliamo vedere, dobbiamo programmarle attentamente in ogni momento libero della giornata), Dear White People è ambientata in un college U.S.A. dove una comunità di studenti afroamericani deve fare i conti giornalmente coi problemi legati all’integrazione e all’ignoranza di molti compagni bianchi.

Creata da Justin Simien, la serie racconta uno specifico episodio della vita universitaria di un gruppo di amici, rivissuto di puntata in puntata da ciascun protagonista, secondo un suo personalissimo punto di vista.

Una dramedy da non perdere.

8 legion

Legion, Fox

Legion è una serie cervellotica, che mette in scena contemporaneamente il dramma reale della follia e la magia dei super-poteri.

Ideata da Noah Hawley (Fargo, la serie), Legion è dedicata a uno dei personaggi mutanti più forti tra gli X-Men, ma non assomiglia a nulla di ciò che avete visto fino a oggi al cinema in materia di ‘supereroi’.

David Haller, è questo il nome del protagonista interpretato dal bel Dan Stevens, soffre di personalità multipla: sono centinaia (da qui il motivo del suo soprannome, ‘legione’) le identità che vengono ospitate dal suo corpo, ciascuna con poteri immensi (dalla telecinesi alla telepatia).

Se il giovane fosse in grado di controllarle tutte, diventerebbe una sorta di dio: per questo, una squadra di umani è stata assoldata per sorvegliarlo. 

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L’altra Grace, Netflix

Passata un po’ in sordina a causa della sua uscita post-tornado «Stranger Things 2», «L’altra Grace» è una mini-serie Netflix basata sull’omonimo romanzo di Margaret Atwood (autrice già del libro «I racconti dell’ancella», da cui è stata tratta «The Handmaid’s Tale», vedi sopra).

La storia poggia su fatti realmente accaduti: Grace Marks è una domestica immigrata dal Canada all’Irlanda, che nel 1843 viene accusata dell’omicidio del suo datore di lavoro, insieme a quello della sua amante (un’altra domestica), brutalmente gettata in cantina e fatta a pezzi. Grace, condannata all’ergastolo, diventa oggetto di studio del dottor Simon Jordan, che la aiuta a colmare i suoi buchi di memoria di memoria, provando a resistere al desiderio di sedurla.

Tutto giocato durante le sedute d'analisi del Dott. Jordan, tra dialogo e flashback, «L’altra Grace» racconta la psicologia di una delle assassine più celebri dell’Ottocento, quando la malattia mentale non veniva ancora contemplata in tutte le sue sfumature, ma iniziava a essere studiata. La storia di Grace e il suo personaggio sono pericolosamente seducenti e davvero ben raccontati.

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Big Mouth, Netflix

«Big Mouth» è una serie animata Netflix co-creata da Andrew Goldberg - uno dei pilastri della comedy sfacciata americana grazie a cult come «American Dad» o «I Griffin» - e racconta l’esperienze di crescita di un gruppo di ragazzini piuttosto nerd alle prese con l’età puberale.

Tra mostri che li obbligano a esperienze proibite col proprio corpo ormai incontrollabile, esigenze in bilico tra infanzia non ancora del tutto superata - soprattutto per i rispettivi genitori - e età adulta tanto imminente quanto apparentemente distante, oltre che indagini su sesso e sessualità,  «Big Mouth» incanta per la sua veridicità e intrattiene fino alle lacrime con il suo linguaggio irriverente.

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Festival di Sanremo 2026: corso accelerato su tutto quello che c'è da sapere per fare bella figura

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Tra nuovi artisti, grandi ospiti e tantissime novità, ecco tutto quello che c'è da sapere sul Festival di Sanremo 2026

Il Festival di Sanremo 2026 è un evento ma soprattutto una grossa parentesi lunga cinque giorni nel quale converge tutto. Sì, la musica, certo, ma anche tutto il resto: l'attualità, il costume, la bellezza, la follia.

Ecco tutto quello che c'è da sapere sull'edizione condotta su Rai1 da Carlo Conti e Laura Pausini in partenza il 24 febbraio che durerà fino al 28 e che ha già su questo primo dato molti tratti di eccezionalità. Vediamo perché.

**La risposta psicologica del perché anche quest’anno fate l'una per guardare Sanremo**

(Continua dopo la foto)

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Il Festival è mai andato in onda così "tardi"?

Sì: l'ultima volta è stata nel 2021, per motivi dovuti all'emergenza Covid (2-6 marzo), mentre i ricordi di edizioni così "tardive" si ritrovano tra il 2006 e il 2008 e prima tra il 1990 e il 1992. Negli anni 70, Sanremo andava in onda spesso a inizio marzo. Quest'anno è stato "spostato" per non accavallarsi alle Olimpiadi. Di solito l'evento si svolge oggi tra la prima o la seconda settimana di febbraio.

L'intera edizione è dedicata a Pippo Baudo

Carlo Conti deve molto a Pippo Baudo, infatti tanto del suo stile di conduzione è ispirato alla sua "scuola". La morte del conduttore avvenuta la scorsa estate, ha portato Conti a voler in qualche modo dedicare a Pippo l'intera edizione. Quest'anno il conduttore storico del Festival avrebbe compiuto 90 anni. Non è un caso che oltre a Laura Pausini, siano ospiti anche Eros Ramazzotti (che porterà sul palco Alicia Keys) e Andrea Bocelli, scoperti proprio da Baudo.

Chi canta la sigla e perché?

Se nel 2025 il tormentone "Viva l'Italia" di Gabry Ponte si è fatto sentire e non poco durante il Festival, quest'anno è tempo di una sigla tutta nuova: è l'adattamento del brano dell'esordiente Welo (escluso a "Sanremo Giovani" nel 2025) con il brano "Emigrato", che è stato rivisitato in chiave festivaliera su richiesta di Carlo Conti.

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Chi è Pilar Fogliati?

Se non sapete chi è Pilar Fogliati, molto male! Ma siamo sicuri che la voce di Ansia in "Inside Out" e quel video virale dedicato ai vari accenti romani non ti sarà passato inosservato. Ecco, è lei ma è anche molto di più. In questi anni si è divisa tra tv e cinema con grande versatilità. Classe 1992, è una delle protagoniste della fiction "Cuori". La vedremo sul palco mercoledì 25 febbraio.

Differenziare Sayf e Nayt

Ci sono due cantanti in gara a Sanremo i cui nomi ci mettono confusione: Nayt e Sayf. Forza, proviamo a usare un doppio metodo. Partiamo da quello visivo: Nayt ha i capelli corti, Sayf ha dei lunghissimi capelli intrecciati. Il secondo: hanno stili musicali un po' diversi, entrambi urban: Nayt è in genere più introspettivo (infatti Nayt viene dal suono di "night"), Sayf più ruvido e esplosivo. Vi piaceranno tanto entrambi per motivi diversi perché hanno un focus molto forte sul linguaggio: sono voci della loro generazione con grande rispetto del cantautorato e del genere rap dal quale provengono.

Che strana la scenografia, perché è così?

Riccardo Bocchini quest'anno ha scelto di creare uno spazio davvero inconsueto per la sua asimmetria. Con i suoi tradizionali 13+1 gradini a scomparsa, l'orchestra posizionata su tre livelli e con un sipario di schermi led a scorrimento orizzontale, contiene una modalità di ingresso (segreta ma sorprendente) per Carlo Conti. Non si vedrà, ma una porta a scomparsa si aprirà per far passare strumenti e oggetti di scena. L'irregolarità del palco simboleggia l'imprevedibilità della musica.

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Chi è Samurai Jay?

Ci basterebbe dire "È tutto sbagliato" per identificare il suo primo grande successo che l'ha portato oggi a Sanremo, il brano è "Halo". Samurai Jay, 27enne, è un ragazzo molto determinato, sa bene cosa vuole e come ottenerlo. Nato a Mugnano di Napoli, ama la musica divertente e fatta con passione. Leggendo le prime opinioni della stampa specializza, in tutta probabilità amerete il suo brano, "Ossessione".

Ma la gara tra cover conta per la vittoria?

No. Dal ritorno di Carlo Conti nel 2025, la serata cover ha un vincitore, ma non conta per la finale. Ma se pensiamo che lo scorso anno ha vinto Giorgia con ospite Annalisa e la loro cover di "Skyfall" di Adele, beh, forse conquistare quel primo posto non è poi così poco importante.

I duetti da tenere d'occhio

Senza dubbio, sulla carta, si annuncia speciale il duetto tra Malika Ayane e Claudio Santamaria in "Mi sei scoppiato dentro il cuore", ma preparatevi a emozioni forti con Nayt e Joan Thiele con "La canzone dell’amore perduto". Fatevi rapire dall'incanto di Mara Sattei con Mecna ne "L’ultimo bacio" e per il divertimento sfrenato, sarà imperdibile Elettra Lamborghini con le Las Ketchup in "Aserejé".

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Curiosità sulla co-conduttrice Irina Shayk

Classe '86, è una modella russa di Emanželinsk, nel sud-ovest del Paese, praticamente vicina al confine con il Kazakistan. Irina Shayk studiato marketing, sa suonare il pianoforte ma il suo successo è cresciuto enormemente come modella. Ha una figlia, Lea, avuta da una relazione (ormai finita) con Bradley Cooper. Sì, lui. La vedremo giovedì 26 febbraio.

Ma chi è quello mascherato da Elvis? È TonyPitony

In tutta probabilità TonyPitony (si scrive attaccato) l'avete già sentito ma ancora non l'avete visto se frequentate poco YouTube. Il suo brano "Donne ricche" in versione acustica è diventato virale sui social ma nonostante questo la sua identità è tutta un mistero. Ha indossato la maschera fin dai provini di X Factor (dove venne rifiutato nel 2020) e duetterà il venerdì con Ditonellapiaga.

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Occhi puntati su Stjepan Hauser

Poi non dite che non vi avevamo avvisati. Nella serata delle cover, il violoncellista (ex del duo 2Cellos, già ospiti nel 2012) Stjepan Hauser tornerà a suonare al fianco di Fedez e Marco Masini nella serata delle cover. Con oltre 7 milioni di follower su Instagram che arrivano da ogni parte del mondo, è considerato in molte parti del mondo un sex symbol.

Su chi punto al FantaSanremo?

Quest'anno è più difficile del solito fare previsioni, anche perché 11 concorrenti su 30 non hanno mai partecipato, ma è possibile ipotizzare chi potrebbe darvi soddisfazioni sulle sfide ironiche da affrontare su e giù dal palco: Arisa, LDA & AKA 7even, Samurai Jay, Michele Bravi e il nome che non ti aspetti, Sal Da Vinci. Per gli scommettitori, potrebbe vincere Serena Brancale.

**Come partecipare al Fantasanremo: guida completa al fantasy game del Festival di Sanremo**

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Hannah Montana sta per tornare: tutto quello che sappiamo sullo speciale in uscita a marzo

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Hannah Montana celebra i 20 anni con uno speciale su Disney+: ecco cosa possiamo aspettarci e chi sarà coinvolto (oltre a Miley Cyrus)

C’è una generazione che non ha mai davvero detto addio alla parrucca bionda più famosa di Disney Channel. E ora può ufficialmente esultare: Hannah Montana sta per tornare, almeno per una notte, con uno speciale evento dedicato ai vent’anni della serie che ha segnato un’epoca.

Vent’anni. Una cifra che fa girare la testa a chi, come la sottoscritta, è cresciuta passando i pomeriggi davanti alla tv, sognando Malibu, le luci del palco e quella doppia vita che sembrava impossibile ma, in fondo, così desiderabile.

Quando nel 2006 la sitcom debuttò su Disney Channel, nessuno poteva immaginare che sarebbe diventata uno dei fenomeni pop più importanti degli anni Duemila. Album da record, un film al cinema, tour sold out e una protagonista - Miley Cyrus - destinata a trasformarsi in una delle pop star più influenti della sua generazione. 

Lo speciale per il ventesimo anniversario promette di riportarci “là dove tutto è cominciato”. E no, non è solo una questione di memoria: è un evento pensato per celebrare un fenomeno culturale che ha attraversato generazioni, parlando di sogni, trasformazione e libertà di essere più di una sola cosa.

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Cosa succederà nello speciale di Hannah Montana

Le informazioni ufficiali parlano di un evento unico, girato davanti a un pubblico in studio, che mescolerà intervista, materiali d’archivio inediti e ricostruzione dei set più iconici della serie. Tra questi, torneranno ambientazioni che sono diventate leggendarie per i fan: il soggiorno della famiglia Stewart e, soprattutto, il celebre armadio di Hannah, il passaggio segreto che trasformava una teenager qualunque in una superstar internazionale.

Il teaser pubblicato su Instagram da Disney+ ha già acceso l’entusiasmo: un’auto vintage con la targa “HM 20” arriva agli studios, in sottofondo risuona The Best of Both Worlds e una figura con stivali neri scende dall’auto.

Il messaggio è chiaro, anche senza bisogno di rivelazioni esplicite: Hannah Montana sta tornando sul palco.

Secondo quanto annunciato, lo speciale includerà anche filmati mai visti prima e momenti che ripercorrono le quattro stagioni della serie; dal debutto fino al finale in cui Miley Stewart decideva di rivelare al mondo la sua doppia identità. Un finale che, all’epoca, aveva segnato la fine di un’era televisiva.

Chi sarà presente

Il cuore dello speciale sarà (ovviamente) Miley Cyrus, che parteciperà a un’intervista esclusiva condotta da Alex Cooper, volto del podcast di successo Call Her Daddy. Un incontro pensato per raccontare non solo la nascita e il successo della serie, ma anche il rapporto complesso e stratificato che Miley ha avuto con il personaggio nel corso degli anni.

Tra i nomi coinvolti nella produzione figurano la stessa Miley, Alex Cooper, il produttore cinematografico Matt Kaplan e Tish Cyrus-Purcell, madre della cantante. Al momento non sono state confermate presenze ufficiali degli altri membri del cast storico, tra cui Billy Ray Cyrus, Emily Osment, Mitchel Musso e Jason Earles, ma l’attenzione dei fan resta altissima su eventuali sorprese.

L’evento è stato descritto come una vera e propria lettera d’amore ai fan, quelli della prima ora e quelli che hanno scoperto la serie più tardi, magari attraverso le piattaforme streaming.

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Il commento di Miley Cyrus

Miley Cyrus non ha mai nascosto quanto Hannah Montana abbia rappresentato per lei un punto di partenza fondamentale.

Negli ultimi mesi aveva già anticipato di voler fare qualcosa di speciale per il ventesimo anniversario, definendo la serie l’inizio di tutto ciò che è venuto dopo.

Nel comunicare ufficialmente lo speciale, la cantante ha spiegato che il personaggio resterà sempre parte della sua identità.

«Hannah Montana sarà sempre parte di ciò che sono. Quello che è iniziato come uno show televisivo è diventato un'esperienza condivisa che ha plasmato la mia vita e quella di tantissimi fan, e sarò sempre grata per questo legame», ha dichiarato Miley Cyrus a Disney+.

«Il fatto che significhi ancora così tanto per le persone dopo tutti questi anni è qualcosa di cui sono molto orgogliosa. Questo 'Hannahversary' è il mio modo di celebrare e ringraziare i fan che mi sono stati accanto per 20 anni».

Miley ha anche riflettuto su come, all’inizio, temesse di restare intrappolata nel personaggio. Oggi, invece, guarda a Hannah Montana come a un simbolo di nostalgia positiva, qualcosa che continua a vivere nell’immaginario collettivo senza limitare la sua evoluzione artistica. Senza Hannah, ha ammesso la cantante, probabilmente non esisterebbe la Miley di oggi.

**Miley Cyrus parla di Hannah Montana: «Non è stato facile tornare a essere me (e non lei)»**

Quando e dove potremmo vedere lo speciale di Hannah Montana

Lo speciale dedicato a Hannah Montana debutterà il 24 marzo su Disney+, esattamente vent’anni dopo la messa in onda del primo episodio. Una data simbolica che coincide con l’anniversario ufficiale della serie e che punta a trasformarsi in un evento globale per i fan.

L’uscita in streaming permetterà a spettatori di tutto il mondo di rivivere l’emozione in contemporanea, riportando al centro dell’attenzione uno dei titoli più iconici della storia recente di Disney Channel.

Non si tratta di un reboot né di una nuova stagione, ma di un momento celebrativo che unisce memoria e presente. Il 24 marzo, almeno per una sera, torneremo tutti un po’ a Malibu. E forse, per qualche minuto, sarà di nuovo il “best of both worlds”.

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Dove hanno girato Love Story? Le location dietro l'amore tra JFK Jr. e Carolyn Bessette

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Se volete tuffarvi nella storia d'amore di Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette ecco tutte le location in cui andare a NYC (e non solo)

Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette, serie tv in esclusiva su Disney+, mette al centro non solo la relazione tra i due protagonisti, ma i luoghi che ne hanno definito l’immagine.

Con Sarah Pidgeon, Paul Anthony Kelly, il lavoro del produttore esecutivo Brad Simpson e del costumista Rudy Mance, la New York degli anni ’90 viene ricostruita attraverso spazi iconici e fedelmente reinterpretati.

** John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette: la loro “Love Story” nella nuova serie su Disney+ vi piacerà, parola nostra **

Le location di Love Story

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Quando gli spazi diventano racconto

Il loft di Tribeca, passeggiate con il cane Friday, gli uffici minimal di Calvin Klein, i ristoranti storici downtown, i club della nightlife anni ’90, l’appartamento di Jackie sulla Fifth Avenue, il compound di Hyannis Port.

Ogni location costruisce l’immaginario della serie: cemento e vetrocemento, palette neutre, interni stratificati, atmosfere glamour ma misurate.

n Love Story le case, gli uffici e i ristoranti non sono solo scenografie decorative ma strumenti narrativi. Raccontano potere, stile, esposizione mediatica e quell’equilibrio fragile tra privato e pubblico che ha trasformato JFK Jr. e Carolyn Bessette-Kennedy in un’estetica prima ancora che in una coppia.

Lavoro & Minimalismo

Calvin Klein HQ – Carolyn lavorava qui prima di diventare una Kennedy. La serie ricostruisce gli uffici newyorkesi con palette neutra, linee essenziali, superfici in metallo e marmo: un manifesto del minimalismo anni ’90.

Questo spazio riflette lo stile silenzioso e sofisticato di Carolyn, che nasce come icona fashion anche attraverso l’ambiente lavorativo.

Love Story

Tribeca Glam

Panna II - Nel primo episodio li vediamo a cena in quello che sembra lo storico ristorante indiano dell’East Village, illuminato da fili di lucine colorate. Non è certo che sia stato davvero il loro primo appuntamento, ma la scena restituisce perfettamente l’atmosfera spontanea e giovane della New York di quegli anni.

The Odeon - Brasserie francese aperta nel 1980 a Tribeca. Ritrovo di artisti, scrittori e attori, spesso frequentata anche dal cast di Saturday Night Live. Carolyn adorava l’hamburger con spinaci saltati al posto delle patatine. Perfetto anche per un Martini seguito da doughnuts o profiteroles.

Bubby’s – Brunch spot storico aperto nel 1990. JFK Jr. ordinava oatmeal e café latte, Carolyn preferiva il matzo ball soup o piatti più leggeri. Frequentavano il locale con amici o in coppia, con una presenza discreta ma sempre riconoscibile: un rituale mattutino che racconta la loro quotidianità tra stile e semplicità.

Loft di Tribeca – Gran parte della storia si svolge al 20 North Moore Street. Gli interni sono ricostruiti in studio, rispettando la pianta originale. Cemento, acciaio, vetrocemento e grandi open space: uno stile “fratty” nella realtà, più chic per la serie. Lampade iconiche, tavoli scultorei e sedute vintage raccontano la doppia anima di JFK Jr.: erede di una dinastia politica ma uomo urbano e contemporaneo.

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Nightlife & Fashion

Mudville 9 – Dive bar iconico di Tribeca, teatro di feste e party notturni. La coppia vi andava per chiudere la serata dopo cene ed eventi, godendosi il ritmo della città senza eccessi, tra amici e musica dal vivo.

C.O. Bigelow – Storica farmacia di Greenwich Village, dove Carolyn comprava i celebri cerchietti Charles J. Wahba. Piccoli acquisti quotidiani che mostrano la loro vita “normale” tra lavoro e mondanità, sempre con stile impeccabile anche negli spazi più semplici.

I loro ristoranti preferiti (ancora aperti oggi)

Walker’s – Taverna di quartiere aperta nel 1987, accanto al loro loft. Burger leggendario, atmosfera rilassata: un rifugio semplice in una zona già allora in trasformazione.

Nobu – Sushi e cucina giapponese contemporanea firmati Nobu Matsuhisa, fondato con Robert De Niro e Drew Nieporent. Cena sofisticata, luogo perfetto per una coppia raffinata.

Indochine – Ristorante franco-vietnamita di Noho, storico ritrovo fashion. Carolyn vi fu fotografata più volte tra eventi mondani e cene private.

L’appartamento di Jackie Kennedy

Totalmente opposto al minimalismo di Carolyn, con pattern, marmi, tappeti e opere d’arte. La serie alleggerisce l’impatto visivo, scegliendo tonalità cipria, pesca, beige e avorio. Simbolico “passaggio di testimone” tra le due donne più importanti nella vita di John, che non si incontrarono mai.

Hyannis Port: il mito del compound Kennedy

Le riprese si sono svolte a Bellport, Long Island, trasformando una villa sul mare in una versione romantica e cinematografica della residenza storica. Cancello bianco, vialetto in ghiaia, bandiera americana: ogni dettaglio rafforza la dimensione mitica del racconto.

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John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette: la loro “Love Story” nella nuova serie su Disney+ vi piacerà, parola nostra

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In streaming dal 13 febbraio, la serie prodotta da Ryan Murphy, ripercorre una delle storie romantiche più invidiate e tragiche d’America

Il 13 febbraio fa il suo debutto su Disney+ con i primi tre episodi Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette. Prodotta dall’uber-prolifico Ryan Murphy (American Horror Story), la serie ripercorre la storia romantica tra l’erede di casa Kennedy, figlio di John Fitzgerald e Jacqueline, interpretato da Paul Anthony Kelly, e Carolyn Bessette, carismatica e talentosa PR che a lungo ha militato al fianco di Calvin Klein. Nella serie Carolyn ha il volto della magnetica Sarah Pidgeon. 

Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette inizia dalla fine, per poi tornare indietro al primo incontro tra i due e alla parabola romantica della loro invidiatissima storia. Nella serie ci sono il lavoro di lei per Calvin Klein, le sue passioni, il suo innato talento per la moda, quella spontaneità che farà breccia nel cuore di uno degli scapoli più potenti d’America. Ci sono il peso del cognome di lui, la famiglia, la pressione dei media. C’è New York, spttacolare e bellissima, vissuta nella sua frenesia creativa e nel suo benessere più invidiabile. 

Love Story debutta in streaming il 13 febbraio su Disney+ con le prime 3 puntate, seguite da un episodio alla settimana ogni venerdì. Quello dedicato a JFK Jr. e a Carolyn Bessette è il primo capitolo di una nuova serie antologica che rivive, proprio in pieno stile Ryan Murphy, le grandi storie d’America, in questo caso romantiche. La serie è tratta dal libro Once Upon a Time di Elizabeth Beller che, pubblicato ormai un paio di anni fa, ha raccontato diversi dettagli fino ad allora inediti della relazione tra i due. 

Love Story

Di cosa parla Love Story

Quella tra John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette è stata una storia romantica che ha ammaliato l’America. Lui, figura regale e scapolo d’oro, era già una vera celebrità mediatica quando conosce lei, bellissima e volto noto della New York della moda per essere passata in pochissimo tempo da venditrice a figura creativa di spicco in Calvin Klein.

Lui, assoggettato al suo nome; lei, indipendente e libera. Si conoscono a una festa e scatta subito un amore destinato a essere indissolubile. La loro storia inizia, gli occhi della nazione di catalizzano su di loro, le attenzioni dei media si intensificano rischiando di separarli.

Il tragico epilogo della loro storia romantica è noto - i due moriranno in un incidente in elicottero nel 1999 - ed è qui che il racconto inizia per poi ripercorrerla tutta.

Il peso di essere un Kennedy quando vorresti solo essere “normale”

La passione dei media per JFK Jr. è uno degli elementi su cui la serie mette l’accento. I giornali gli dedicano copertine e qualsiasi cosa faccia è sempre sotto gli occhi di tutti. Sono i media che diventano, in più casi della relazione con Carolyn, un elemento di disturbo e quasi di rottura.

Essere un Kennedy per John è un plus, per i privilegi di cui gode, ma anche un peso. La madre Jaqueline, interpretata dalla sempre eccellente Naomi Watts, suggerisce a più riprese che è una condizione con cui non si può non fare i conti ma che, gli suggerisce, non deve diventare un giogo, soprattutto in amore. 

Love Story

Carolyne Bessette, la moda, Calvin Klein e New York

La serie è una ricostruzione piuttosto fedele e accurata della storia dei due prima, durante e dopo il loro incontro. La parte che più ci coinvolge nella visione è scoprirne il dietro le quinte.

Se la storia personale e gli ambienti che frequenta John rispecchiano il suo status lasciandoci a bocca aperta, la parte più interessante è quella che riguarda Carolyn e il suo lavoro nella moda, tra mansioni, feste, la sua amicizia con Calvin Klein e un modo di vivere New York da favola.

È una serie stilosissima perché loro due lo erano e quindi la riproduzione pressoché fedele dei loro gusti in fatto d’abbigliamento è bastata. Il costumista Rudy Mance - noto collaboratore di Murphy - a proposito, ha affermato di aver cercato pezzi autentici soprattutto per i look di Carolyn, consapevole dell’importanza che gli spettatori avrebbero attribuito alla sua figura e alla coerenza estetica. 

Love Story

A chi piacerà Love Story e perché

Love Story vi piacerà perché è una meravigliosa storia romantica vera e perché racconta un pezzo di storia americana. La coppia Kennedy-Bessette è sempre stata molto in vista e chiacchierata e per questo molto riservata sul proprio lato più intimo e personale.

Rimane celebre la loro scelta di sposarsi con una cerimonia riservatissima (il 21 settembre 1996), alla presenza solo di una cinquantina di invitati a Cumberland Island in Georgia.

Anche dei loro tre anni di matrimonio, tra una passione mai estinta ma anche tanti attriti causati dalla reciproca visibilità, non si è mai saputo moltissimo e questa serie offre uno sguardo completo e senza precedenti sugli accadimenti.