I film di Natale da iniziare a (ri)vedere ora per entrare nel mood

I film di Natale da (ri)vedere anno dopo anno hanno la colonna sonora delle feste e sono in grado di farci pregustare il periodo dell'anno più bello che c'è.
C’è chi aspetta dicembre per fare l’albero e chi, già da novembre, sente il bisogno di lucine, plaid e cioccolata calda. Il Christmas mood non è solo un periodo dell’anno: è un piccolo rito domestico che - chi prima, chi dopo - si ripete uguale ogni inverno.
Tra una candela profumata e un dolce fatto in casa, le maratone da divano sono il modo più semplice (e piacevole) per entrare nello spirito natalizio. Quest’anno la tendenza è chiara: bing watching, comfort movies, film d'animazione, saghe senza tempo e serie cult da recuperare prima dei nuovi episodi.
I film di Natale da (ri)vedere ogni anno
Ci sono pellicole che tornano puntuali come le lucine sulle vetrine — e che non smettono mai di emozionare.
Love Actually (Prime Video, Netflix): Il film corale di Richard Curtis è ancora la dichiarazione d’amore definitiva al Natale.
The Holiday (Netflix): Due case, due vite, un unico desiderio: riscoprire la magia delle feste (e di sé stesse).
Una poltrona per due (Paramount+, Prime Video): Il classico che non può mancare la sera della Vigilia: ironico, irriverente e più attuale che mai.
La vita è meravigliosa (Prime Video): Il Natale in versione cinematografica pura: un inno alla speranza e ai piccoli gesti che cambiano tutto.
Mamma ho perso l’aereo (Disney+): Il re delle feste: nessuno batte Kevin e le sue trappole geniali.
Edward mani di forbice (Disney+): Non è un film “di Natale”, ma la neve che cade alla fine basta per farlo entrare di diritto nel nostro immaginario invernale.
La saga di Bridget Jones (Netflix, Prime Video): Dai maglioni natalizi di Mark Darcy alle goffaggini irresistibili di Bridget, è la maratona perfetta per chi ama le commedie romantiche dal sapore british (e con tanto di neve inclusa).
** I film di Natale da vedere su Netflix **
L’animazione natalizia: quando i film di Natale sono disegnati
I film d’animazione hanno il potere di trasformare anche la più fredda giornata di dicembre in una fiaba.
Il Grinch (Netflix, Prime Video): Che sia la versione animata o quella con Jim Carrey, è la storia perfetta per ricordarci che anche i cuori più ruvidi possono sciogliersi.
Klaus (Netflix): Una delle pellicole animate più poetiche degli ultimi anni, con un’estetica raffinata e un messaggio profondo.
Polar Express (Netflix): Tom Hanks e un viaggio magico verso il Polo Nord: impossibile non crederci, almeno un po’.
Il Canto di Natale di Topolino (Disney+): Il classico di Dickens in versione animata, con Paperone al posto di Scrooge, che guarda il Natale con occhi nuovi. Breve, dolce e nostalgico: una coccola da guardare in famiglia
Wish (Disney+): L’ultima produzione dei Walt Disney Studios è già un piccolo classico moderno, un viaggio colorato tra desideri e sogni che si avverano.
Encanto (Disney+): Con la sua colonna sonora travolgente e l’atmosfera calda e familiare, è perfetto per i pomeriggi invernali.
Frozen & Frozen II (Disney+): I regni di Arendelle, la neve, le sorelle Elsa e Anna: difficile immaginare qualcosa di più natalizio.
Coco (Disney+): Non è ambientato a Natale, ma è una celebrazione dolcissima dei legami familiari e della memoria: ideale per le feste.
Le saghe da rivedere (anche se non parlano di Natale)
Non servono renne o alberi addobbati per sentire lo spirito delle feste: certe saghe bastano da sole a ricrearlo e sono ormai un appuntamento spesso fisso nei palinsesti natalizi.
Harry Potter (Now, Netflix): Hogwarts innevata, tavolate imbandite e maglioni fatti a mano: l’inverno ideale esiste, ed è quello di Harry.
Il Signore degli Anelli (Prime Video): Epico, rassicurante, immersivo: una trilogia che sa di caminetto e avventura.
Le Cronache di Narnia (Disney+): Fiabe, neve e battaglie per il bene: un viaggio che è già Natale.
Star Wars (Disney+): Per chi preferisce le stelle ai fiocchi di neve, con una buona dose di nostalgia inclusa.
Le serie tv che sanno di Natale (e fanno famiglia)
Non servono solo film: anche le serie tv hanno i loro episodi o atmosfere perfette per accompagnare il periodo delle feste.
Gilmore Girls (Netflix): Dialoghi rapidi, tazze di caffè infinite e l’inverno di Stars Hollow: puro comfort.
Ted Lasso (Apple TV+): L’episodio natalizio della seconda stagione è già un piccolo cult di gentilezza.
Modern Family (Disney+): Per ridere (e riconoscersi) nelle dinamiche familiari sotto l’albero.
Dash & Lily (Netflix): Una mini-serie che profuma di zucchero filato e neve newyorkese.
Odio il Natale (Netflix): La commedia romantica italiana con Pilar Fogliati è ormai un appuntamento fisso di dicembre: ironica, tenera e capace di restituire tutta la dolce confusione delle feste tra famiglia, aspettative e nuove possibilità.
Stranger Things (Netflix): Non è una serie natalizia, ma il suo immaginario fatto di lucine, nostalgia e amicizia è perfetto per le maratone invernali. E con l’arrivo della stagione finale, non c’è momento migliore per (ri)guardarla tutta dall’inizio.
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Dove hanno girato Love Story? Le location dietro l'amore tra JFK Jr. e Carolyn Bessette

Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette, serie tv in esclusiva su Disney+, mette al centro non solo la relazione tra i due protagonisti, ma i luoghi che ne hanno definito l’immagine.
Con Sarah Pidgeon, Paul Anthony Kelly, il lavoro del produttore esecutivo Brad Simpson e del costumista Rudy Mance, la New York degli anni ’90 viene ricostruita attraverso spazi iconici e fedelmente reinterpretati.
Le location di Love Story
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Quando gli spazi diventano racconto
Il loft di Tribeca, passeggiate con il cane Friday, gli uffici minimal di Calvin Klein, i ristoranti storici downtown, i club della nightlife anni ’90, l’appartamento di Jackie sulla Fifth Avenue, il compound di Hyannis Port.
Ogni location costruisce l’immaginario della serie: cemento e vetrocemento, palette neutre, interni stratificati, atmosfere glamour ma misurate.
n Love Story le case, gli uffici e i ristoranti non sono solo scenografie decorative ma strumenti narrativi. Raccontano potere, stile, esposizione mediatica e quell’equilibrio fragile tra privato e pubblico che ha trasformato JFK Jr. e Carolyn Bessette-Kennedy in un’estetica prima ancora che in una coppia.
Lavoro & Minimalismo
Calvin Klein HQ – Carolyn lavorava qui prima di diventare una Kennedy. La serie ricostruisce gli uffici newyorkesi con palette neutra, linee essenziali, superfici in metallo e marmo: un manifesto del minimalismo anni ’90.
Questo spazio riflette lo stile silenzioso e sofisticato di Carolyn, che nasce come icona fashion anche attraverso l’ambiente lavorativo.
Tribeca Glam
Panna II - Nel primo episodio li vediamo a cena in quello che sembra lo storico ristorante indiano dell’East Village, illuminato da fili di lucine colorate. Non è certo che sia stato davvero il loro primo appuntamento, ma la scena restituisce perfettamente l’atmosfera spontanea e giovane della New York di quegli anni.
The Odeon - Brasserie francese aperta nel 1980 a Tribeca. Ritrovo di artisti, scrittori e attori, spesso frequentata anche dal cast di Saturday Night Live. Carolyn adorava l’hamburger con spinaci saltati al posto delle patatine. Perfetto anche per un Martini seguito da doughnuts o profiteroles.
Bubby’s – Brunch spot storico aperto nel 1990. JFK Jr. ordinava oatmeal e café latte, Carolyn preferiva il matzo ball soup o piatti più leggeri. Frequentavano il locale con amici o in coppia, con una presenza discreta ma sempre riconoscibile: un rituale mattutino che racconta la loro quotidianità tra stile e semplicità.
Loft di Tribeca – Gran parte della storia si svolge al 20 North Moore Street. Gli interni sono ricostruiti in studio, rispettando la pianta originale. Cemento, acciaio, vetrocemento e grandi open space: uno stile “fratty” nella realtà, più chic per la serie. Lampade iconiche, tavoli scultorei e sedute vintage raccontano la doppia anima di JFK Jr.: erede di una dinastia politica ma uomo urbano e contemporaneo.
Nightlife & Fashion
Mudville 9 – Dive bar iconico di Tribeca, teatro di feste e party notturni. La coppia vi andava per chiudere la serata dopo cene ed eventi, godendosi il ritmo della città senza eccessi, tra amici e musica dal vivo.
C.O. Bigelow – Storica farmacia di Greenwich Village, dove Carolyn comprava i celebri cerchietti Charles J. Wahba. Piccoli acquisti quotidiani che mostrano la loro vita “normale” tra lavoro e mondanità, sempre con stile impeccabile anche negli spazi più semplici.
I loro ristoranti preferiti (ancora aperti oggi)
Walker’s – Taverna di quartiere aperta nel 1987, accanto al loro loft. Burger leggendario, atmosfera rilassata: un rifugio semplice in una zona già allora in trasformazione.
Nobu – Sushi e cucina giapponese contemporanea firmati Nobu Matsuhisa, fondato con Robert De Niro e Drew Nieporent. Cena sofisticata, luogo perfetto per una coppia raffinata.
Indochine – Ristorante franco-vietnamita di Noho, storico ritrovo fashion. Carolyn vi fu fotografata più volte tra eventi mondani e cene private.
L’appartamento di Jackie Kennedy
Totalmente opposto al minimalismo di Carolyn, con pattern, marmi, tappeti e opere d’arte. La serie alleggerisce l’impatto visivo, scegliendo tonalità cipria, pesca, beige e avorio. Simbolico “passaggio di testimone” tra le due donne più importanti nella vita di John, che non si incontrarono mai.
Hyannis Port: il mito del compound Kennedy
Le riprese si sono svolte a Bellport, Long Island, trasformando una villa sul mare in una versione romantica e cinematografica della residenza storica. Cancello bianco, vialetto in ghiaia, bandiera americana: ogni dettaglio rafforza la dimensione mitica del racconto.
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John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette: la loro “Love Story” nella nuova serie su Disney+ vi piacerà, parola nostra

Il 13 febbraio fa il suo debutto su Disney+ con i primi tre episodi Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette. Prodotta dall’uber-prolifico Ryan Murphy (American Horror Story), la serie ripercorre la storia romantica tra l’erede di casa Kennedy, figlio di John Fitzgerald e Jacqueline, interpretato da Paul Anthony Kelly, e Carolyn Bessette, carismatica e talentosa PR che a lungo ha militato al fianco di Calvin Klein. Nella serie Carolyn ha il volto della magnetica Sarah Pidgeon.
Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette inizia dalla fine, per poi tornare indietro al primo incontro tra i due e alla parabola romantica della loro invidiatissima storia. Nella serie ci sono il lavoro di lei per Calvin Klein, le sue passioni, il suo innato talento per la moda, quella spontaneità che farà breccia nel cuore di uno degli scapoli più potenti d’America. Ci sono il peso del cognome di lui, la famiglia, la pressione dei media. C’è New York, spttacolare e bellissima, vissuta nella sua frenesia creativa e nel suo benessere più invidiabile.
Love Story debutta in streaming il 13 febbraio su Disney+ con le prime 3 puntate, seguite da un episodio alla settimana ogni venerdì. Quello dedicato a JFK Jr. e a Carolyn Bessette è il primo capitolo di una nuova serie antologica che rivive, proprio in pieno stile Ryan Murphy, le grandi storie d’America, in questo caso romantiche. La serie è tratta dal libro Once Upon a Time di Elizabeth Beller che, pubblicato ormai un paio di anni fa, ha raccontato diversi dettagli fino ad allora inediti della relazione tra i due.
Di cosa parla Love Story
Quella tra John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette è stata una storia romantica che ha ammaliato l’America. Lui, figura regale e scapolo d’oro, era già una vera celebrità mediatica quando conosce lei, bellissima e volto noto della New York della moda per essere passata in pochissimo tempo da venditrice a figura creativa di spicco in Calvin Klein.
Lui, assoggettato al suo nome; lei, indipendente e libera. Si conoscono a una festa e scatta subito un amore destinato a essere indissolubile. La loro storia inizia, gli occhi della nazione di catalizzano su di loro, le attenzioni dei media si intensificano rischiando di separarli.
Il tragico epilogo della loro storia romantica è noto - i due moriranno in un incidente in elicottero nel 1999 - ed è qui che il racconto inizia per poi ripercorrerla tutta.
Il peso di essere un Kennedy quando vorresti solo essere “normale”
La passione dei media per JFK Jr. è uno degli elementi su cui la serie mette l’accento. I giornali gli dedicano copertine e qualsiasi cosa faccia è sempre sotto gli occhi di tutti. Sono i media che diventano, in più casi della relazione con Carolyn, un elemento di disturbo e quasi di rottura.
Essere un Kennedy per John è un plus, per i privilegi di cui gode, ma anche un peso. La madre Jaqueline, interpretata dalla sempre eccellente Naomi Watts, suggerisce a più riprese che è una condizione con cui non si può non fare i conti ma che, gli suggerisce, non deve diventare un giogo, soprattutto in amore.
Carolyne Bessette, la moda, Calvin Klein e New York
La serie è una ricostruzione piuttosto fedele e accurata della storia dei due prima, durante e dopo il loro incontro. La parte che più ci coinvolge nella visione è scoprirne il dietro le quinte.
Se la storia personale e gli ambienti che frequenta John rispecchiano il suo status lasciandoci a bocca aperta, la parte più interessante è quella che riguarda Carolyn e il suo lavoro nella moda, tra mansioni, feste, la sua amicizia con Calvin Klein e un modo di vivere New York da favola.
È una serie stilosissima perché loro due lo erano e quindi la riproduzione pressoché fedele dei loro gusti in fatto d’abbigliamento è bastata. Il costumista Rudy Mance - noto collaboratore di Murphy - a proposito, ha affermato di aver cercato pezzi autentici soprattutto per i look di Carolyn, consapevole dell’importanza che gli spettatori avrebbero attribuito alla sua figura e alla coerenza estetica.
A chi piacerà Love Story e perché
Love Story vi piacerà perché è una meravigliosa storia romantica vera e perché racconta un pezzo di storia americana. La coppia Kennedy-Bessette è sempre stata molto in vista e chiacchierata e per questo molto riservata sul proprio lato più intimo e personale.
Rimane celebre la loro scelta di sposarsi con una cerimonia riservatissima (il 21 settembre 1996), alla presenza solo di una cinquantina di invitati a Cumberland Island in Georgia.
Anche dei loro tre anni di matrimonio, tra una passione mai estinta ma anche tanti attriti causati dalla reciproca visibilità, non si è mai saputo moltissimo e questa serie offre uno sguardo completo e senza precedenti sugli accadimenti.
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Questi 5 attori si sono rifiutati di tornare nella serie Bridgerton

Ogni stagione di Bridgerton porta con sé nuovi protagonisti, nuove storie d’amore e - inevitabilmente - nuove assenze.
Fa parte della natura stessa della serie prodotta da Shondaland: ogni stagione cambia protagonista, rimescola le dinamiche e sposta il focus narrativo all'interno della famiglia Bridgerton. Eppure, non tutte le uscite di scena vengono percepite allo stesso modo dal pubblico.
Alcuni addii sono stati silenziosi, altri annunciati con grande chiarezza, altri ancora accompagnati da dichiarazioni che hanno acceso il dibattito tra fan e addetti ai lavori. Dietro la decisione di non tornare ci sono motivazioni diverse; ma il risultato è che, stagione dopo stagione, il cast della serie si è trasformato, lasciando indietro personaggi amatissimi o controversi, ma sempre centrali nell’immaginario collettivo.
Ecco allora cinque attori che hanno scelto di non tornare (o di farlo solo marginalmente) in Bridgerton, spiegando (più o meno apertamente) il perché.
**8 serie da vedere se vi è piaciuto Bridgerton**
**10 curiosità su Bridgerton che (probabilmente) non sapete**
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Regé-Jean Page, che ha interpretato Simon Basset
È il caso più emblematico. Dopo il successo travolgente della prima stagione di Bridgerton, Regé-Jean Page è diventato una star globale nel giro di poche settimane. Il suo Simon Basset, duca di Hastings, ha catalizzato l’attenzione del pubblico (soprattutto di quello femminile), rendendo la sua assenza dalla seconda stagione impossibile da ignorare.
L’attore ha però chiarito più volte che la decisione era stata presa fin dall’inizio: «Mi ero iscritto per un arco narrativo di una stagione» ha spiegato in un’intervista. «Simon aveva una storia completa: entrava, viveva il suo conflitto, trovava l’amore ed era libero».
Nessun ripensamento, dunque, né ritorni strategici: Page ha scelto di voltare pagina e concentrarsi su nuovi progetti, da Hollywood al cinema d’autore.
Phoebe Dynevor, che ha interpretato Daphne Bridgerton
Se Simon è scomparso di colpo, Daphne ha fatto un’uscita più graduale. Phoebe Dynevor è tornata brevemente nella seconda stagione, ma ha poi confermato di non essere coinvolta nei capitoli successivi di Bridgerton. Anche in questo caso, la motivazione è narrativa prima ancora che personale.
«La storia di Daphne era completa» ha dichiarato l’attrice. «Ha avuto il suo lieto fine, ed è giusto così».
Phoebe Dynevor ha poi ammesso di essere una grande fan della serie, ma di sentirsi pronta a esplorare ruoli diversi. Un addio elegante, coerente con il personaggio che ha contribuito a rendere la serie un fenomeno globale.
Charithra Chandran, che ha interpretato Edwina Sharma
La seconda stagione ha ruotato attorno al triangolo amoroso tra Anthony, Kate ed Edwina Sharma. Ma, una volta concluso quel capitolo, Charithra Chandran, che ha interpretato Edwina, ha chiarito che non tornerà stabilmente nel mondo di Bridgerton.
«La storia di Edwina è arrivata a una conclusione naturale», ha spiegato.
L’attrice ha sottolineato come il personaggio abbia trovato una nuova consapevolezza e un nuovo inizio lontano da Londra, rendendo superfluo un ritorno. Anche qui, nessun drama: solo una scelta coerente con l’arco narrativo.
**Jonathan Bailey racconta il destino di Anthony nella quarta stagione di Bridgerton**
Ruby Barker, che ha interpretato Marina Thompson
Più complessa e dolorosa è stata l’uscita di scena di Ruby Barker, interprete di Marina Thompson. Presente nelle prime due stagioni di Bridgerton, il suo personaggio aveva una traiettoria narrativa oscura e irrisolta, che ha diviso il pubblico.
La stessa Barker ha raccontato pubblicamente le difficoltà vissute durante e dopo l’esperienza nella serie, parlando apertamente di salute mentale. «Non mi sono sentita supportata» ha detto in un’intervista, spiegando che il periodo successivo a Bridgerton è stato particolarmente duro.
Il suo ritorno non è mai stato annunciato, e la sua storia sembra essersi chiusa definitivamente fuori scena.
Jessica Madsen, che ha interpretato Cressida Cowper
Diverso, e più sorprendente, il caso di Cressida Cowper. Per tre stagioni è stata una presenza fissa: antagonista, provocatrice, spesso sopra le righe. Nella terza stagione, però, Bridgerton le ha regalato una backstory più profonda e ambigua, culminata in un finale amaro.
Jessica Madsen ha lasciato intendere che il suo percorso nella serie potrebbe essersi concluso, spiegando di aver dato tutto al personaggio. «Cressida è stata intensa, complessa, e raccontarla è stato un viaggio», ha detto. Un addio che lascia il segno, proprio perché arriva nel momento di massima complessità narrativa.
**4 consigli per trovare l'amore (dai personaggi di Bridgerton)**
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Dove vedere i film candidati agli Oscar 2026

Il Dolby Theatre di Los Angeles è pronto ad accogliere la sera del 15 marzo - per noi quindi sarà dalla mezzanotte del 16 marzo - la 98ma cerimonia degli Academy Awards. Per arrivare preparati, ecco dove vedere i film candidati agli Oscar 2026.
Da I peccatori di Ryan Coogler a Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, ma anche Marty Supreme di Josh Safdie e Hamnet - Nel nome del figlio di Chloé Zhao sono tanti i titoli super chiacchierati su cui sono puntati i riflettori nelle categorie principali ma non solo.
In attesa di vedere chi trionferà, per arrivare preparati alla notte più attesa del cinema, ecco una lista dei film candidati e dove è possibile vederli al momento tra streaming e sala.
Dove vedere i film candidati agli Oscar 2026
(Continua sotto la foto)
I peccatori di Ryan Coogler
16 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista (Michael B. Jordan)
Mississippi anni ’30. In piena segregazione razziale, due fratelli tornano nella loro città natale per lasciarsi alle spalle un passato turbolento. Ad accoglierli qui una minaccia che non avrebbero mai immaginato - legata al mondo dei vampiri. Horror e folklore si mischiano in un film tra i più originali visti quest’anno.
Su Sky Cinema Uno in abbonamento.
Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
13 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista (Leonardo DiCaprio), Miglior attore non protagonista (Sean Penn e Benicio Del Toro)
California. Bob Ferguson è un ex rivoluzionario appartenente al gruppo “French 75” ormai in declino. Bob vive con la figlia adolescente e tutto sembra filare nella giusta direzione fino a quando un suo ex acerrimo nemico, il colonnello Lockjaw, riappare dopo 16 anni nella sua vita e rapisce la ragazza. A Bob non rimane che riunire i suoi vecchi compagni d’armi. Un Leonardo DiCaprio al suo top che speriamo si aggiudicherà la statuetta che si merita.
Su HBO Max in abbonamento o su diverse piattaforme a pagamento.
Frankenstein di Guillermo del Toro
9 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore non protagonista (Jacob Elordi)
Chi è il vero mostro in Frankenstein? Guillermo del Toro adatta l’opera di Mary Shelley al suo cinema e alla tematiche a lui care. Il suo Frankenstein rimane fedele al romanzo gotico ma ne accentua la carica filosofica. Il film segue una doppia narrazione creatore-creatura per raccontare l’ossessione di Victor Frankenstein di vincere la morte. Per questo motivo dà vita a una creatura, disperata nella sua solitudine e nella sua immortalità, alla ricerca di un suo posto nel mondo.
Su Netflix in abbonamento.
Bugonia di Yorgos Lanthimos
4 candidature tra cui Migliore Attrice Protagonista (Emma Stone), Miglior sceneggiatura non originale
Yorgos Lanthimos torna ancora una volta a lavorare con la sua “musa” Emma Stone e con Jesse Plemons (i tre avevano appena collaborato in Kind Of Kindness) in questo adattamento della sci-fi coreana Save the Green Planet!. Protagonisti sono due uomini che, convinti che la dirigente dell’azienda per cui lavorano sia una potente aliena incaricata di distruggere la Terra, decidono di rapirla per estorcerle la verità sui suoi piani. Quello che inizia come un piano maldestro, si trasforma in un gioco imprevedibile e pericoloso.
Solo a pagamento su Amazon Prime Video e altre piattaforme streaming.
F1 di Joseph Kosinski
4 candidature: Miglior film, Miglior montaggio, Miglior sonoro, Migliori effetti speciali
Brad Pitt è Sonny Hayes, ex pilota di F1, ritiratosi negli anni ’90 in seguito a un grave incidente. Dopo trent’anni è il suo vecchio amico Ruben Cervantes (Javier Bardem), proprietario di una nota scuderia, a riportarlo in pista per fare da mentore al giovane Joshua “Noah” Pearce, talentoso ma irruente prodigio dei motori. Un film pazzesco per gli appassionati di auto, anche perché girato splendidamente durante veri weekend di gara.
Su Apple TV in abbonamento.
Train Dreams di Clint Bentley
4 candidature: Miglior film, Miglior sceneggiatura non originale, Miglior fotografia, Miglior canzone originale
Primo Novecento, Ovest Americano. Robert Grainier (Joel Edgerton) è un lavoratore itinerante. Rimasto orfano da bambino, Grainier vive un’esistenza solitaria, nella natura isolata e incontaminata. Questo fino al giorno in cui s'innamora di Gradys (Felicity Jones). Ma un dramma torna a sconvolgere la sua vita, portando con sé gli echi di un passato mai dimenticato. Un drammone splendidamente interpretato da Edgerton, che ricorda le atmosfere e gli ambienti di un regista cult come Terrence Malick.
Su Netflix in abbonamento.
Marty Supreme di Josh Safdie
9 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attore protagonista (Timothée Chalamet)
New York, anni ’50. Marty Reisman (Chalamet) è stato - per davvero - un prodigioso e originale campione di ping-pong. Nel film lo conosciamo che è un ambizioso venditore di scarpe di giorno, mentre di notte porta avanti il suo talento con la racchetta. Marty è ossessionato dal successo, tanto che per raggiungerlo nel più breve tempo possibile, non esita ad entrare nel mondo delle scommesse e delle truffe. Meravigliosa spalla di Timothée Chalamet nel film è Gwyneth Paltrow nei panni dell’affascinante Kay Stone.
Al cinema dal 22 gennaio.
Sentimental Value di Joachim Trier
9 candidature tra cui Miglior film, Miglior film internazionale, Miglior regia, Miglior attrice protagonista (Renate Reinsve)
Oslo. Nora Borg (Renate Reinsve) è un’attrice di successo che, insieme alla sorella Agnes deve affrontare il ritorno a casa del padre Gustav (Steallan Skarsgård, candidato anche lui come Miglior attore non protagonista), regista. Quando Gustav propone a Nora una parte nel suo film “di ritorno”, Nora rifiuta. Gustav affida così la parte a una giovane attrice hollywoodiana (Elle Fanning), portando scompiglio in famiglia e riaprendo vecchie ferite.
Al cinema dal 22 gennaio.
Hamnet - Nel nome del figlio di Chloé Zhao
8 candidature tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attrice protagonista (Jessie Buckley)
Tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell, il film racconta la vita di Agnes (Buckley), una donna legata alla natura da un rapporto quasi ancestrale, moglie di quello che sarà il futuro re del teatro, William Shakespeare. La storia di Hamnet, in particolare modo, si concentra su una grave malattia che colpisce la famiglia, portando via alla coppia il figlio di 11 anni: Hamnet, appunto. L’elaborazione del lutto da parte della donna e la sua innata indole creativa spingeranno in seguito il marito a scrivere quello che diventerà uno dei suoi capolavori indiscussi, l’Amleto.
Al cinema dal 5 febbraio.
L’agente segreto di Kleber Mendoça Filho
4 candidature: Miglior film, Miglior film internazionale, Miglior attore (Wagner Moura) e Miglior casting
1977. Nel corso della dittatura brasiliana, un professore universitario, Marcelo (Moura), si rifugia a Recife durante la settimana del carnevale con la speranza di far perdere le sue tracce. Tuttavia è costretto presto a scoprire che la città non è il rifugio sicuro che si aspettava e inizierà per lui un intenso gioco di sopravvivenza.
Al cinema dal 29 gennaio.
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