Chi è Matthew Williams, il nuovo direttore creativo di Givenchy

È stato rifiutato dalle scuole di moda, ha curato i look di Lady Gaga nel 2009 e ha a cuore innovazione e sostenibilità. Ecco il ritratto del nuovo direttore creativo della maison Givenchy
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È arrivata a sorpresa, nella giornata di lunedì, la notizia della nomina di Matthew M. Williams a nuovo direttore creativo di Givenchy per le linee uomo e donna.

L’annuncio è stato diffuso dalla stessa maison su Instagram, con una nota vocale dello stilista americano che si è detto onorato di «poter traghettare in una nuova era, basata sulla modernità e l’inclusività, la casa di moda».

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A voice note from our new Creative Director, @MatthewMWilliams.

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«Sono grato al gruppo LVMH per aver confidato in me e per avermi dato l'opportunità di realizzare il mio sogno di una vita» ha aggiunto, mostrandosi impaziente ed entusiasta all'idea di poter lavorare con il team e gli atelier alla sua prima collezione, il cui lancio è previsto per il prossimo ottobre a Parigi.

Le premesse per un deciso cambio di rotta - dopo gli ultimi tre anni che hanno visto al timone Clare Waight Keller - sembrano esserci tutte, considerato l’eclettico background del neoassunto creative director.

Gli inizi

Classe 1985, nato a Chicago e cresciuto sullo skateboard tra le strade di Pismo Beach, in California, Matthew Williams annovera nel suo variegato curriculum collaborazioni con brand come Nike, Moncler, Dior, Alexander McQueen e con personalità del calibro di Lady Gaga (sua ex fidanzata, per la quale ha curato i look del suo primo world tour nel 2009) e Kanye West, che considera il suo mentore. «Ho creato per lui una giacca da indossare ai Grammy quando avevo 21 anni. Mi ha chiesto cosa facessi e mi ha proposto di lavorare con lui. Il giorno dopo eravamo su un aereo diretti in Giappone. Gli devo tutto».

Il poliedrico designer ha anche fondato un collettivo musicale e artistico chiamato Been Trill insieme a Virgil Abloh, Heron Preston e Justin Saunders, conosciuti proprio durante il suo lavoro di art director allo Studio Donda, la creative agency del rapper americano.

Il progetto 1017 Alyx 9SM

Dal 2015 lo stilista porta avanti il suo marchio, Alyx - poi rinominato 1017 Alyx 9SM - che riflette la sua visione della moda: un mix di street culture e sartorialità che gli ha permesso nel 2016 di entrare nella rosa dei finalisti del prestigioso LVMH Prize for Young Fashion Designers. Un anno dopo, la prima passerella: le sue creazioni sfilano in calendario ufficiale durante la settimana della moda di Parigi.

Niente male per un ragazzo autodidatta, che a 19 anni ha lasciato l’università e che è stato rifiutato dalle scuole di moda. «Ho iniziato a fare un tirocinio da un amico che aveva un brand e mi sono reso conto che avrei potuto trasformare la mia passione per la moda in una professione. Da allora non mi sono mai guardato indietro».

L’impegno per l’ambiente

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AW20 prototype process

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«Credo che ci siano troppi vestiti su questa Terra. Per questo se mi assumo la responsabilità di fare moda, devo creare qualcosa che valga la pena indossare e che duri nel tempo», ha dichiarato in più di un'intervista. Non a caso, il focus delle sue collezioni è sulla sostenibilità e su tutte quelle innovazioni che possono limitare l’impatto sull’ambiente.

« Ho iniziato ad avere questo approccio prima che la sostenibilità diventasse un tema ricorrente, adottando procedure sostenibili come il recupero e il riutilizzo degli scarti di tessuto e l’uso di filati in cotone riciclato proveniente da abiti usati. »

Per seguire da vicino la produzione - interamente made in Italy - i fornitori e il suo business partner Luca Benini, Williams si è anche trasferito nel nostro Paese da New York (attualmente vive a Milano con la sua famiglia).

Non sappiamo ancora se abbia in programma di spostarsi a Parigi per la sua nuova avventura da Givenchy, ma una cosa è certa: lo stilista sembra avere tutte le carte in regola per scrivere un nuovo capitolo della storia della maison francese. 

Ph. Credits: Paolo Roversi/Press Office

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Met Gala 2026: il dress code sarà "Fashion is Art"

Il dress code dell'edizione 2026 del Met Gala celebra il concetto di moda come forma d'arte e ad affiancare Anna Wintour come co-chair un trio tutto al femminile


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Il dress code del Met Gala 2026 sarà Fashion is Art, letteralmente "la moda è arte", uno statement che invita gli ospiti che avranno l'onore di calcare il prestigioso red carpet nella serata di lunedì 4 maggio ad esprimere attraverso il look il rapporto che li lega alla moda come forma d'arte incarnata.


Condiviso nella giornata di lunedì 23 febbraio sul profilo Instagram di Vogue Magazine, il tema è stato accompagnato dall'annuncio dei tradizionali co-chair e partner che affiancheranno Anna Wintour nella preparazione del gala. Tra i nomi principali figurano Beyoncé, Nicole Kidman e Venus Williams: una triade al femminile alla quale si aggiungono, in qualità di host committee co-chair (e sponsor) il designer e direttore creativo di Saint Laurent Anthony Vaccarello e una delle sue testimonial, Zoe Kravitz.

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Credits: Getty Images

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Credits: Getty Images

Accanto a loro anche una lunga lista di celebrities tra le quali figurano Sabrina Carpenter, Doja Cat, Rebecca Hall, Sam Smith, Lena Dunham e Teyana Taylor. Il dress code si relaziona al tema della mostra, annunciato lo scorso novembre, che sarà "Costume Art", e che sarà aperta al pubblico dal 10 maggio 2026 al 10 gennaio 2027.

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Dal divano alla prima fila con Goldenpoint per la settimana della musica italiana

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C’è un nuovo front row durante la settimana più importante dell'anno per la musica italiana. Non è sotto i riflettori del palco, ma tra cuscini morbidi, luci soffuse e tazze di cioccolata calda. È il salotto di casa, trasformato in teatro privato dove la musica si vive con la stessa intensità — e con un’estetica sempre più sofisticata.

Goldenpoint trasforma il nightwear in una vera espressione di stile: non semplici pigiami, ma veri look da sera domestici, capaci di raccontare personalità diverse con la stessa eleganza.

Chic Watch Party: calice, sushi e commenti eleganti

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Le righe sottili nei toni caldi del beige scorrono leggere sulla silhouette, richiamando l’eleganza della camiceria sartoriale rivisitata in chiave nightwear. Il pigiama lungo Goldenpoint, con colletto classico e bottoni frontali, interpreta un’estetica raffinata e senza tempo, dove il comfort incontra una pulizia formale di grande appeal.

Sotto, l’intimo seamless color cioccolato crea una base levigata e impercettibile, accompagnando le forme con naturalezza e mantenendo l’armonia cromatica del look. Invisibile ma essenziale, aggiunge una nota contemporanea a un ensemble dall’eleganza rilassata.

Qui il lusso è nella semplicità studiata.
È sentirsi impeccabili, anche nei momenti più intimi.

Divanata Easy: tisana, plaid, zero notifiche

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Linee morbide, volumi avvolgenti, una palette blu profonda che invita alla calma. La tuta Goldenpoint racconta una nuova idea di loungewear: essenziale, ma studiata; rilassata, ma elegante.

L’intimo panna, leggerissimo, dialoga con la pelle come una seconda superficie, quasi impercettibile. È il comfort elevato a rituale quotidiano, quello che accompagna le lunghe serate sanremesi tra silenzi, musica e momenti di sospensione emotiva.

Il lusso, qui, è il tempo che rallenta.

Commentatrice Serial: due post, un meme e 3 emoji a canzone

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Il grigio diventa sofisticato, costruito in felpa e jogger dalle proporzioni perfette. È un look urbano, contemporaneo, che racconta una femminilità dinamica, sempre in movimento.

L’intimo blu intenso introduce una vibrazione cromatica decisa, quasi grafica, che rompe la neutralità con eleganza moderna. È il contrasto che rende il comfort visivamente interessante, trasformando l’essenziale in statement.

Sanremo, per lei, è una diretta continua. Goldenpoint veste la nuova donna multitasking.

I’m not crying, YOU ARE!: fazzoletti, cioccolata e lacrime discrete

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Il pigiama azzurro fiorito sembra uscito da una tela impressionista: leggero, etereo, poetico. I fiori si muovono sul tessuto con grazia, costruendo una narrazione visiva fatta di delicatezza ed emozione.

Il pizzo floreale dell’intimo riprende la stessa armonia cromatica, aggiungendo trasparenze sottili e un’allure intimista. È un look che celebra la vulnerabilità come forma di bellezza, perfetto per le serate in cui la musica tocca corde profonde.

Qui la moda incontra il sentimento.

Relax a 5 stelle: pronta per tutto (anche per Sanremo!)

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Beige caldo, micro-stampe sofisticate, taglio classico rivisitato con leggerezza contemporanea. Il pigiama Goldenpoint diventa un manifesto di chic rilassato, perfetto per chi ama la pulizia visiva e l’equilibrio delle proporzioni.

L’intimo nude con tocchi rosati crea una base delicata, quasi impalpabile, che completa il look senza appesantirlo. È la quintessenza dell’eleganza silenziosa: quella che si nota senza mai essere gridata.

Il nuovo lusso del Festival

Lo spettacolo con Goldenpoint non è solo da guardare, ma un’esperienza da indossare: ogni look è pensato per accompagnare le emozioni, valorizzare il corpo e trasformare il comfort in gesto estetico.

Perché oggi il vero glamour non è solo sotto i riflettori.
È anche, e soprattutto, nei momenti più intimi.