Tutti d'accordo che l'anno in realtà inizia a Settembre? Ecco che cosa dice la psicologia
Il calendario è chiarissimo: l'anno nuovo parte il 1° gennaio, con fuochi d'artificio, lustrini e buoni propositi buttati giù tra un brindisi e l'altro. Eppure, se chiedete in giro, molte persone vi diranno che il loro vero “capodanno” interiore è a settembre, quando si rientra dalle ferie e ricominciano scuole e riunioni.
Di fatto esistono due grandi fazioni: chi si sente nuovo a gennaio e chi ricomincia davvero solo a settembre. La psicologia ha parecchio da dire su questo sdoppiamento del calendario emotivo, e spiega perché, almeno nel contesto italiano, settembre abbia qualche punto in più.
Se per voi l’anno inizia a settembre, non è una fissazione
Per chi è cresciuto in Italia, i primi grandi inizi sono quasi tutti legati a questo mese. Il primo giorno di scuola, il passaggio alle medie, il liceo, i corsi di danza o di nuoto: tutto parte dopo l'estate. Anche la legge scolastica segue questa logica, perché l'anno scolastico va ufficialmente dal 1° settembre al 31 agosto dell'anno successivo.
Per anni, durante l'infanzia e l'adolescenza, interiorizziamo che l'anno “vero” è quello che va da settembre a giugno, con luglio e agosto come parentesi sospesa. Gli psicologi spiegano che queste esperienze ripetute costruiscono una sorta di mappa mentale del tempo. Il nostro cervello organizza ricordi, traguardi e paure seguendo lo stesso ritmo della scuola, anche quando siamo ormai adulti e il diario è stato sostituito dall'agenda di lavoro.
Perché il cervello ama i nuovi inizi (e settembre lo sa fare benissimo)
Diversi studi di psicologia sociale parlano di un effetto “nuovo inizio”: ci sentiamo più motivati a cambiare abitudini quando percepiamo una cesura netta, come l'inizio di un anno, un compleanno, il ritorno dalle vacanze. In quei momenti ci sembra di poter lasciare alle spalle la versione “vecchia” di noi stessi e ripartire con una sorta di identità aggiornata.
La pausa estiva accentua questo meccanismo. Le ferie rompono la routine, ci fanno dormire di più, vedere persone diverse, magari viaggiare o provare attività fuori dalla nostra zona di comfort. Quando le batterie sono ricaricate, il rientro di settembre arriva con una spinta naturale a rimettere ordine, iscriversi a un corso, cambiare lavoro, riorganizzare la casa.
C'è poi un fattore molto concreto: il clima. A settembre le giornate sono ancora luminose, si può stare all'aperto, la socialità è più facile. A gennaio, al contrario, freddo e buio riducono le occasioni di incontro e sperimentazione. Non stupisce che la motivazione a lanciarsi in qualcosa di nuovo sia più alta al rientro dalle vacanze che nel pieno dell'inverno.
Gennaio e settembre: due Capodanni con funzioni diverse
Gennaio resta il capodanno ufficiale, con tutta la sua retorica di “nuova vita”. La notte del 31 facciamo liste di buoni propositi spesso lunghissime, spinte dall'entusiasmo collettivo. Ma già dalla prima settimana ci ritroviamo immersi nella stessa routine di sempre, solo con più freddo, meno ore di luce e magari una certa stanchezza economica dopo le feste.
Settembre invece è meno spettacolare, ma molto più concreto. Ripartono scuole e università, gli uffici tornano a regime dopo la pausa di agosto, la città si riempie di nuovo. Questo rende più facile agganciare i progetti a situazioni reali. Potete fissare un corso nei giorni in cui avete i nonni che prendono i bambini, anticipare la sveglia perché la mattina c'è un motivo per uscire di casa, rivedere l'organizzazione familiare seguendo gli orari scolastici.
Da un punto di vista psicologico, molti esperti suggeriscono di usare i due momenti in modo complementare. Gennaio può essere il momento per immaginare la direzione generale dell'anno, senza troppi dettagli. Settembre, a metà percorso, diventa l'occasione ideale per fare un bilancio realistico, tagliare i propositi impossibili e trasformare le intenzioni in passi concreti.
Come trasformare il vostro settembre nel miglior inizio d'anno
Per rendere amico questo “capodanno di settembre” può aiutare creare piccoli rituali. Scegliere una parola guida per i prossimi mesi, fare un bilancio leggero di ciò che è successo da gennaio, riordinare la scrivania o una stanza di casa come gesto simbolico di ripartenza. Alcune persone trovano utile usare un'agenda che parte proprio da settembre, quasi fosse un diario scolastico da adulte.
Anche gli obiettivi funzionano meglio se sono pochi e legati alla quotidianità che vi aspetta: uno per il lavoro, uno per il benessere, uno per le relazioni, da rivedere magari a gennaio. Il vero inizio, alla fine, lo scegliete voi.
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