Galliano annuncia la cancellazione della mostra a lui dedicata dal Met
In molti pregustavano già un'edizione del Met Gala ricca di abiti favolosi, look indimenticabili riproposti sotto l'occhio attento di Anna Wintour e citazioni di veri e propri pezzi di storia. Ma il "sogno" di John Galliano: Horizons, la mostra che il Metropolitan Museum avrebbe dedicato allo stilista e che sarebbe stata celebrata dalla consueta serata di gala, è già naufragato. La mostra evento infatti è stata cancellata e ad annunciarlo è stato un comunicato dello stesso Galliano sul suo profilo Instagram.
Ecco cosa riporta per intero la dichiarazione di John Galliano
«Sono profondamente grato al Metropolitan Museum of Art e, in particolare, a Max Hollein, Andrew Bolton e Anna Wintour, per lo straordinario onore di aver proposto una mostra dedicata al mio lavoro.
Vedere il mio percorso creativo preso in considerazione da un'istituzione che ho ammirato per tutta la vita mi ha commosso più profondamente di quanto possa esprimere a parole. Rimarrò per sempre grato per la fiducia, la cura e la considerazione che Max, Andrew, Anna e l'intero team del Met hanno dedicato a questo progetto.
Dopo un'attenta riflessione e dopo aver discusso con tutte le persone coinvolte, ho deciso, con grande tristezza, che sia meglio che la mostra non abbia luogo in questo momento.
Rimango pienamente responsabile per il dolore causato dalle mie parole del passato, in particolare per il dolore che ho provocato alle comunità ebraica e asiatica, e sono profondamente dispiaciuto. Comprendo che un'espiazione autentica non si raggiunge attraverso una mostra, un riconoscimento istituzionale o un singolo gesto pubblico. È una responsabilità continua, che si dimostra attraverso l'ascolto, l'apprendimento e il proprio comportamento nel tempo.
Non voglio che il dibattito che mi riguarda metta il Met in una posizione difficile o distolga l'attenzione dallo straordinario lavoro del Costume Institute. Riconosco inoltre e rispetto il fatto che una mostra dedicata al mio lavoro potrebbe essere dolorosa per alcune persone.
Desidero inoltre esprimere la mia più profonda gratitudine a tutte le persone che mi hanno guidato, sostenuto e accompagnato durante questi quindici anni di sobrietà e di percorso di recupero dall'alcolismo e dalla dipendenza. La vostra saggezza, pazienza e umanità mi hanno aiutato più di quanto possa mai riuscire a esprimere adeguatamente. Vi rimarrò profondamente debitore per avermi dato, come mi avevate promesso, una vita migliore di quanto avrei mai potuto sognare.
La mia gratitudine nei confronti del Met, di Max, Andrew e Anna rimane profonda e duratura. La loro generosità, umanità e fiducia nell'importanza della moda come arte, cultura e storia – così come la loro comprensione della fragilità umana e della possibilità di crescita – rimarranno sempre con me».
Lo "scandalo Galliano" e la rinascita
Il passo indietro del designer sarebbe quindi dovuto all'intenzione di non far incorrere l'istituzione del Costume Institute che ha sede all'interno del Metropolitan Museum in polemiche a seguito dello scandalo che aveva coinvolto Galliano nel febbraio 2011. In quel frangente lo stilista era stato arrestato dopo che, in evidente stato di ubriachezza, aveva rivolto pesanti insulti razzisti e antisemiti a delle persone presso il locale La Perle a Parigi. L'accaduto era stato ripreso e il video era circolato ovunque, causando l'immediato licenziamento di Galliano che all'epoca era Direttore Creativo di Dior.
Un episodio sicuramente molto grave, a cui Galliano aveva cercato di porre rimedio con un percorso di riabilitazione per tornare sobrio e con scuse pubbliche e al quale sono seguiti diversi anni lontano dalle scene della moda.
Il designer era tornato a lavorare un paio di anni dopo, prima per Oscar de la Renta e nel 2014 come direttore creativo di Maison Margiela, chiamato dallo stesso Renzo Rosso. Pochi mesi fa poi era stata annunciata una capsule disegnata in esclusiva dallo stilista per il colosso Zara, notizia che aveva fatto storcere il naso a molti.
Quest'estate poi l'annuncio della decisione del Costume Institute di dedicare la mostra del 2027 proprio allo stilista inglese ma nato a Gibilterra. Una scelta che aveva scatenato già le polemiche ma che l'istituzione sembrava voler difendere a tutti i costi.
Il passo indietro sarebbe stato, dunque, opera di Galliano che, come recita il comunicato, rinuncia alla mostra proprio per evitare un'ulteriore bufera e non trascinare l'operato del Costume Institute e del Metropolitan Museum in possibili (anzi possibilissime) recriminazioni. Ma sorge anche il dubbio che la decisione potrebbe essere stata in qualche modo "influenzata" e fortemente "caldeggiata" dalle istituzioni.
Quel che è certo è che per i molti appassionati e tutti coloro che scindono la persona dall'artista e che apprezzano e hanno apprezzato quanto Galliano ha fatto per la moda, questo annuncio ha un sapore decisamente amaro.
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