Pelle, sole e desiderio: il ritorno della tanning culture

La cultura dell’abbronzatura sta vivendo una nuova stagione che non è né quella dell’eccesso né quella del rifiuto ma uno spazio nel mezzo in cui tutti vogliono una pelle dorata ma nessuno vuole correre il rischio di danni alla cute dovuti all’esposizione ai raggi UV. Più che cicli storici di ritorno sarebbe giusto capire come siamo arrivati a vivere l’abbronzatura con questa consapevolezza e dare uno sguardo al rapporto che abbiamo avuto con la tintarella nella storia potrebbe essere utile. All’inizio del Novecento la pelle abbronzata era legata al lavoro manuale e quindi a una condizione sociale meno privilegiata. Negli anni Venti, invece, il colore della pelle inizia a essere associato al tempo libero e al benessere.
Come cambia la cultura dell'abbronzatura
Il vero cambiamento arriva negli anni Ottanta, quando l’abbronzatura diventa un fenomeno di massa e la pelle dorata non è più solo il risultato del sole estivo, ma un ideale da mostrare tutto l’anno. Oli abbronzanti, lampade ed esposizione costante erano parte di una beauty routine piuttosto consolidata, i cui effetti sulla salute della pelle sono emersi soltanto negli ultimi anni. «La cultura dell’abbronzatura è ciclica e riflette il modo in cui cambia la percezione del corpo e del benessere - spiega Claudia Riccardi, biologa e membro del consiglio direttivo AIDECO -. Oggi non siamo più nella fase dell’eccesso, ma nemmeno in quella del rifiuto: siamo in una fase di equilibrio, in cui estetica e consapevolezza scientifica convivono».
Abbronzatura: le nuove (sane) abitudini
Questa evoluzione ha inciso profondamente sulle abitudini. L’esposizione al sole è oggi accompagnata in misura molto maggiore dall’uso di protezioni solari e da una crescente attenzione alla fotoprotezione quotidiana. Le pratiche improvvisate del passato hanno lasciato spazio a un approccio più regolato, in cui il concetto stesso di “abbronzarsi” viene riconsiderato alla luce della prevenzione. Parallelamente, anche il mercato cosmetico ha contribuito a ridefinire il significato di tanning. Gli autoabbronzanti di nuova generazione non sono più prodotti dal risultato artificiale e uniforme del passato, ma formule più sofisticate, pensate per ottenere un effetto graduale e naturale.
«Le tecnologie cosmetiche attuali hanno cambiato completamente il risultato estetico - aggiunge Riccardi -. Gli autoabbronzanti moderni garantiscono tonalità più uniformi e naturali e spesso includono ingredienti idratanti e antiossidanti. L’obiettivo non è più imitare un’abbronzatura intensa, ma valorizzare l’incarnato in modo equilibrato». Anche le lampade abbronzanti, pur ancora presenti, sono oggi meno diffuse e utilizzate con maggiore cautela rispetto al passato, grazie a regolamentazioni più stringenti e a una maggiore informazione sui possibili rischi.
La nuova tanning culture
Nel complesso, la “tanning culture” di oggi non è più una tendenza unica e definita, ma un fenomeno in continuo cambiamento, tra il desiderio estetico e una maggiore attenzione alla responsabilità personale. Un cambiamento che riflette anche una più ampia evoluzione del rapporto con il corpo, sempre meno guidato dall’eccesso e sempre più dalla consapevolezza. «Il punto centrale - conclude Riccardi - non è rinunciare al sole, ma imparare a esporsi in modo corretto. Con le giuste protezioni e i prodotti adeguati, l’esposizione può essere gestita in sicurezza e diventare parte di uno stile di vita equilibrato». In questa nuova fase, l’abbronzatura non è più un segno da inseguire a ogni costo, ma un elemento estetico che torna a essere scelto e dosato. Una cultura che cambia pelle, letteralmente, e che sembra oggi cercare un nuovo equilibrio tra luce, immagine e salute.
Vi potrebbero interessare i seguenti articoli:
I migliori integratori solari 2026 per preparare la pelle al sole e favorire l'abbronzatura
Abbronzatura che dura: i segreti per mantenere il vostro glow tutto l’anno
Trucco e abbronzatura: tips utili per far risaltare la pelle baciata dal sole
Credit ph: GettyImages
© Riproduzione riservata