Solidarietà dal mondo beauty: alcuni esempi di conversione della produzione

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Alcuni brand hanno convertito segmenti di produzione per erogare gel disinfettanti utili all'emergenza Covid-19

Alcuni brand si sono focalizzati sulle donazioni e sul sostenimento finanziario di associazioni, ospedali e strutture sanitarie (la lista è lunghissima e in costante evoluzione) mentre altri brand hanno convertito segmenti della loro produzione per erogare flaconi di gel igienizzante per le mani. Alcuni esempi.

Davines

Il gruppo italiano Davines ha avviato nei suoi stabilimenti la produzione totale di 100.000 pezzi di gel igienizzante. 50.000 pezzi sono già stati consegnati nei luoghi sanitari che ne abbisognano e il secondo lotto è in consegna.

LVMH

Il gruppo LVMH ha comunicato di aver messo in produzione gel disinfettante a disposizione delle Autorità Francesi fintanto che sarà necessario.

Bvlgari

Il brand di lusso Bvlgari ha deciso di produrre insieme al suo storico partner di fragranze, ICR (Industrie Cosmetiche Riunite, Lodi), diverse centinaia di migliaia di flaconi di gel disinfettante per le mani da fornire in via prioritaria a tutte le strutture mediche attraverso il coordinamento del Governo Italiano. La produzione è prevista almeno per i prossimi due mesi.

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L'Erbolario

L’Erbolario, dopo aver deciso di chiudere in via precauzionale sia l’azienda che tutti i negozi a insegna, si è riattivata per la produzione di un gel igienizzante mani. I primi 38 mila flaconi sono già stati donati all’Ospedale Maggiore di Lodi, alla Croce Rossa di Lodi, all’Ospedale Sacco all’Ospedale Niguarda di Milano. Altri 28.000 flaconi sono in partenza per l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Lodi, Medici senza Frontiere, il Comando provinciale dei Carabinieri di Lodi e di Brescia, la Casa circondariale di Lodi. In questo modo, l’azienda cerca di dare il proprio contributo concreto supportando chi ogni giorno si prodiga per la comunità.

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Clarins

I siti di produzione del Gruppo Clarins - Pontoise, Strasburgo e Amiens - hanno già fabbricato e distribuito agli ospedali 14 500 flaconi di gel idroalcolici. In maxi formato da 400 ml, queste 14 500 unità sono solo il primo passo nel supporto allo staff ospedaliero; l’obiettivo è di proseguirne attivamente la produzione finché sarà necessario, nel rigoroso rispetto delle norme di sicurezza sanitarie per ogni collaboratore impiegato nelle unità produttive.

Dopo la donazione all’Assistance publique - Hôpitaux de Paris, diventa concreto - anche sul territorio italiano, e più precisamente bolognese - il contributo di Clarins a fronte dell’emergenza Covid-19. Ieri mattina, grazie
alla stretta collaborazione con Bimbo Tu Onlus, sono stati infatti consegnati all'Ospedale Bellaria, principale centro Covid della città di Bologna, i primi 960 flaconi di gel idroalcolico (nel maxi formato da 400 ml), prodotti da Clarins negli stabilimenti alle porte di Parigi.

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Estetista cinica

Cristina Fogazzi alias Estetica Cinica ha donato, in collaborazione con Biogei Cosmetici, azienda produttrice della sua linea cosmetica VeraLab, una speciale fornitura di 500 disinfettanti per le mani all’ospedale di Esine (Bs), in Val Camonica, zona limitrofa ai laboratori particolarmente colpita dall’emergenza sanitaria.

L'Oréal Italia

Le iniziative del gruppo a livello globale sono molte, noi segnaliamo che L’Oréal Italia donerà circa 80.000 pezzi di gel idroalcolico ai due partner Emergency e Banco Alimentare. Lo stabilimento di Settimo Torinese donerà all’ASL TO4 (Ciriè, Chivasso, Ivrea) 3200 mascherine FFP2 e gel idroalcolico. A livello delle divisioni: L’Oréal Active Cosmetics donerà prodotti dermocosmetici di La Roche-Posay, Cerave, Vichy - in diversi ospedali- utili per lenire la pelle di viso e delle mani dei medici ed infermieri che hanno costantemente la mascherina e i guanti. Un piccolo gesto per ringraziarli del loro grande impegno con prodotti che ripristinano la barriera protettiva cutanea e reidratano. La Roche Posay ha avviato una produzione straordinaria di gel idroalcolico in formato 200 ml. Ne verranno distribuiti 60.000 pezzi gratuitamente a farmacie, ospedali, centri medici e operatori sanitari. La Divisione Lusso donerà creme protettive e idratanti – viso, mani e labbra - destinate a infermieri e medici in due ospedali (San Carlo di Milano e San Gerardo di Monza). La Divisione Mass Market con il brand Garnier donerà 200.000 pezzi di gel idroalcolico ai dipendenti dei nostri partner della grande distribuzione – che continuano ogni giorno a lavorare per soddisfare le esigenze dei consumatori - affinché possano proteggersi, seguendo le precauzioni raccomandate. Inoltre Garnier introdurrà un nuovo gel idroalcolico sul mercato, con l’obiettivo di donare tutti i proventi alla battaglia contro il coronavirus. L’Oréal Italia donerà anche un’importante fornitura di shampoo e balsamo Elvive all’Ospedale
Luigi Sacco per supportare medici e infermieri nella loro quotidianità e all’Associazione Pane Quotidiano di Milano per aiutare le persone più bisognose.

Coty

Negli stabilimenti americani e di Monaco, il gruppo Coty ha dato disposizione di mettere in produzione gel disinfettante da distribuire in farmacie, ospedali e presidi medici.

Istituto Ganassini

Il Gruppo dermocosmetico italiano proprietario dei brand, tra gli altri, Rilastil, Bioclin, Vidermina e Tonimer, è sceso in campo per dare il suo contributo nella lotta contro il Coronavirus. Tra i progetti a sostegno degli italiani e del Paese: riconversione della produzione per la realizzazione di 100.000 gel per la pulizia delle mani igenizzante che verranno distribuiti gratuitamente a ospedali e farmacie e donazione di kit di benessere ai sanitari in prima linea per alleviare la stanchezza.

Bakel

BAKEL azienda specializzata in benessere, si impegna a dare sostegno al personale delle terapie intensive del Presidio Sanitario di Udine con una donazione di 350 confezioni di siero lenitivo al personale medico e sanitario dell’azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine. Il siero ha un effetto lenitivo e rigenerante, applicato sul volto irritato dall’ingombrante materiale protettivo, necessario e indispensabile per tutti gli operatori sanitari.

Estée Lauder

A livello globale il colosso Estée Lauder, per sostenere la comunità nella prevenzione e lotta al Covid-19, ha riaperto alcuni reparti di una delle fabbriche a Melville, oggi impegnata nella produzione di liquidi di igienizzazione che verranno donati, oltre ad azioni finanziarie specifiche su molteplici fronti.

Laboratoires SVR

Il brand dermatologico francese ha avviato una donazione di Cicavit+ a vari ospedali in tutta Italia tra cui San Raffaele di Milano, Humanitas Gavazzeni di Bergamo, policlinico Sant’Orsola di Bologna e Columbus Gemelli di Roma. La donazione di Cicavit+ serve a lenire i segni lasciati da maschere occhiali e visiere dopo ore e ore senza poterle mai togliere.

Acqua dell'Elba

L'azienda italiana ha donato il primo letto di terapia intensiva e rianimazione all'Ospedale dell’Isola d’Elba e ha attivato anche una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe, grazie alla quale si punta a moltiplicare il numero di letti di terapia intensiva e rianimazione a disposizione e a dotare l’Ospedale anche di tutte le altre strumentazioni sanitarie necessarie.

Chanel

La filiale italiana del brand francese donerà complessivamente oltre un milione di euro all'Ospedale Sacco di Milano, specializzato nella ricerca e nello studio delle malattie infettive, all'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove i medici e il personale ospedaliero assistono ogni giorno numerosi pazienti e alla Protezione Civile Italiana in prima linea su tutto il territorio. Inoltre, la Società Roveda e il Centro di distribuzione di Vittuone faranno una donazione alle strutture ospedaliere e a quelle di pronto soccorso situate nelle vicinanze, per migliorare le condizioni di lavoro del personale sanitario che è in prima linea, sin dall'inizio dell'epidemia. Vittuone ha anche fornito apparecchiature informatiche ai pazienti ricoverati nelle strutture locali e in isolamento, per consentire loro di rimanere in contatto con le proprie famiglie.

La Roche-Posay

Il marchio francese ha deciso di convertire la produzione delle fabbriche nella realizzazione di migliaia di gel idroalcolici igienizzanti che verranno donati gratuitamente a farmacie, ospedali e operatori sanitari maggiormente colpiti dall'emergenza in Italia.

Avon

Avon e Avon Foundation for Women lanciano un’iniziativa per sostenere tutte le donne e ragazze nel mondo che, a causa della pandemia del Coronavirus, subiscono un aumento di abusi e violenza domestica durante la quarantena. Le organizzazioni di beneficenza e femminili di tutto il mondo hanno infatti riscontrato un effettivo incremento delle segnalazioni di violenza domestica ai numeri di emergenza, che si trovano già sotto pressione finanziaria. In risposta a questa situazione, l’Avon Foundation for Women mette a disposizione 1 milione di Dollari alle ONG di tutto il mondo che forniscono numeri di emergenza e servizi di assistenza e rifugio.

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Luxury Lab Cosmetics 

Ha donato 900 Hand Cream AHAVA, marchio israeliano, ai medici e a tutto il personale sanitario del IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

Bullfrog

Il marchio italiano di grooming offrirà a medici e personale sanitario servizi gratuiti presso le barberie per tutto il 2020. Un gesto dal valore simbolico per far sentire la gratitudine a chi oggi sta mettendo il suo impegno per assicurare cure e supporto sanitario a tutti e per regalare loro un momento di benessere e distensione dopo la fatica di questi giorni. L’iniziativa partirà subito nei negozi di Milano appena potranno riaprire, con l’obiettivo di essere estesa anche agli altri barbershop del marchio. 

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L’Occitane

Il gruppo francese ha deciso di riassegnare parte dei suoi stabilimenti alla produzione di 70mila litri di gel idroalcolico. I prodotti saranno messi gratuitamente a disposizione delle autorità sanitarie e del personale sanitario in Francia e in altri Paesi dell’Europa. Questa iniziativa si inserisce nell'ambito degli sforzi del Gruppo per sostenere i professionisti mobilitati a fronteggiare l'epidemia di COVID-19 nei vari Paesi in cui opera. Nella filiale italiana, tra il 10 e il 14 aprile, sarà distribuito gel idroalcolico agli ospedali ASST Fatebenefratelli Sacco, ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, alla Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico e all’ASST Santi Paolo e Carlo.

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Pierre Fabre 

Il Gruppo donerà, in Italia, da maggio, oltre 20mila unità di gel idroalcolico all’ente no profit selezionato coinvolto nell’emergenza, mentre si è già attivato per donare una selezione di trattamenti dermocosmetici che possano aiutare chi combatte in prima linea, perché in grado di proteggere, idratare e lenire la pelle sottoposta a ore interminabili di lavoro. Il processo è già stato avviato e, in queste prime settimane, quasi 3.000 prodotti sono già stati consegnati, 7.500 lo saranno in aprile. Tra le strutture e gli ospedali coinvolti ci sono: ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Ospedale Borgo Trento di Verona,  Policlinico Agostino Gemelli di Roma, Ospedale San Donato, Ospedale di Trapani, Ospedale Niguarda di Milano, Ospedale San Matteo di Pavia e molti altri ancora.

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Jowaé

L'ultimo nato tra i marchi di Alès Groupe ha donato la sua Crema Mani Nutriente ai medici degli ospedali italiani tra cui ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, Ospedale Luigi Sacco, Policlinico di Milano, Azienda Ospedale Università Padova, Spedali Civili di Brescia, Azienda Ospedaliero - Universitaria Careggi di Firenze, Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, M.G. VANNINI Ospedale Religioso Classificato Accreditato di Roma.

Sisley Paris

Il brand francese ha distribuito gratuitamente ai team medici, alle strutture sanitarie vicine alle infrastrutture aziendali e alle associazioni medico-sociali sostenute dalla Fondazione Sisley-d'Ornano oltre 5 tonnellate di soluzione idroalcolica prodotte nello stabilimento francese di Blois. In più, oltre 100mila mascherine e 500 camici sono stati donati agli ospedali e agli EHPAD. Infine, oltre 10mila prodotti per l’igiene, come sapone e shampoo, sono stati distribuiti anche ai più bisognosi.

Sodalis Group

Il gruppo italiano - di cui fanno parte diversi brand tra cui BioNike, Lycia, Leocrema, Fresh & Clean, Deborah Milano, Biopoint, Tesori D’oriente - è intervenuto a sostegno di molteplici strutture sanitarie su tutto il territorio nazionale attraverso donazioni in denaro e la fornitura di nuove attrezzature medicali e prodotti igienizzanti, lenitivi ed idratanti per un valore pari, nel totale, a 500mila euro. In più, migliaia di confezioni di beni necessari al mantenimento della cura di sé e della dignità personale saranno disponibili per le famiglie in difficoltà presso gli Empori della Solidarietà di Caritas Ambrosiana nelle province di Milano, Lecco, Varese, Monza e Brianza.

Uriage

I siti industriali del brand francese si sono mobilitati per aiutare gli operatori sanitari fornendo gel idroalcolico. In più, Uriage ha donato i prodotti della Linea Bariéderm, come Cica-Gel Detergente e Crema Mani, ideali per lenire le irritazioni della pelle anche in situazioni particolari come l’utilizzo continuo di guanti di gomma e mascherine. Il sostegno dell’azienda alle strutture sanitarie è stato attivato in Francia, Belgio, Spagna, Portogallo e Italia. In Italia, Uriage collabora con gli ospedali di Torino, Lodi, Brescia, Milano Niguarda, Piacenza, Crema, Trieste, Teramo, e a oggi, ha fornito 2800 prodotti.

Douglas con L'Oréal Paris e Garnier per "Milano Aiuta"

Le Profumerie Douglas, insieme a L'Oréal Paris e Garnier, si uniscono per supportare il Comune di Milano nell'iniziativa Milano Aiuta. Per fornire assistenza ad anziani e persone fragili, il Comune di Milano ha sviluppato il Dispositivo Aiuto Alimentare che prende in carico la distribuzione degli aiuti alimentari settimanali fino alla fine dell'emergenza Covid-19. I soggetti coinvolti sono tanti, oltre 150 persone tra dipendenti del Comune, operatori, volontari e personale delle imprese di trasporto per le consegne che lavorano in totale sicurezza. Douglas, L'Oréal Paris e Garnier hanno scelto di contribuire attraverso una donazione di tremila prodotti di beni di prima necessità per la cura delle persone più bisognose.

Pupa

Pupa ha donato 100mila euro a sostegno di due progetti di EMERGENCY e all’Ospedale San Gerardo di Monza, impegnato in prima linea nella battaglia contro il COVID-19. Gli aiuti destinati a EMERGENCY serviranno a rafforzare il progetto Domiciliarità in collaborazione con il Comune di Milano per aiutare le persone anziane e vulnerabili, con un servizio di trasporto di beni di prima necessità. A Bergamo, l’equipe logistica e tecnica di EMERGENCY ha collaborato alla progettazione del nuovo ospedale dedicato al Covid -19 insieme con la direzione sanitaria dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo, AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza), l’Associazione nazionale Alpini e insieme ai volontari della Confartigianato Bergamo. Oggi EMERGENCY gestisce la Terapia intensiva di quell’ospedale con un team di oltre 40 persone tra medici, infermieri, fisioterapisti e tecnici.

Colgate-Palmolive 

Come sostegno alla battaglia contro la diffusione del COVID-19, l’azienda si è impegnata a donare prodotti per la salute e l'igiene per un valore di 1,29 milioni di euro alla Croce Rossa Italiana. La donazione - un milione di saponette #SafeHands e 200mila pezzi di gel igienizzante, più altri articoli per l’igiene personale - è destinata alle persone più vulnerabili delle comunità locali e agli operatori sanitari di prima linea e di emergenza. La donazione fa parte dell’impegno messo in campo a livello mondiale della multinazionale, incluso il supporto alla campagna globale #SafeHands promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

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L’Oréal Paris, Garnier, Maybelline, Essie e Franck Provost

L'Oréal Paris, con i suoi 4 brand, ha dato vita al progetto “L’ITALIA CHE VALE” in collaborazione con Banco Alimentare. Da oggi fino al 30 settembre 2020 per ogni prodotto venduto di L’Oréal Paris, Garnier, Maybelline, Essie e Franck Provost, su tutto il territorio italiano presso i punti vendita fisici e gli e-commerce dei propri clienti, nonché su Amazon.it, L’Oréal Italia donerà al Banco Alimentare un contributo (1 PRODOTTO = 1 PASTO), per distribuire cibo alle famiglie italiane in difficoltà in questo difficile momento storico. 

Lista in aggiornamento

Credits ph. cover: Pexels

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Chanel Haute Couture 2026: la fiaba contemporanea (d'Alta Moda) di Matthieu Blazy

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Tra funghi giganti, tutti colorati, e atmosfere sognanti, a Parigi sfila la prima collezione Chanel Haute Couture di Matthieu Blazy


Si apre sulle note di un classico Disney la prima sfilata Chanel Haute Couture firmata da Matthieu Blazy, sul canto che Aurora, protagonista de La bella addormentata nel bosco intona mentre passeggia nel bosco, felice, circondata dalle colorate creature che lo abitano. Una scelta che, unita alla location che fa da sfondo, rende ancora più evidente l'intento del designer: trasportare il suo pubblico in una vera e propria fiaba.

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L'ambientazione della sfilata Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images


Tra funghi colorati che scandiscono la passerella, abbracciata da una cascata di rami piangenti tinti di rosa, il caos della città e della quotidianità rimane momentaneamente sospeso per fare spazio a una dimensione leggera, apparentemente senza tempo. Il tempo, in realtà, c'è eccome, ed è quello che viviamo oggi: il mondo delle fiabe incontra la contemporaneità e a raccontarlo sono le forme e le linee, spogliate di quelle costruzioni tipiche della couture, i materiali scelti, trasparenti e impalpabili come una seconda pelle, e il casting, che mostra la bellezza delle sue tante età.

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Il look di apertura della sfilata Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel

Nelle note che accompagnano la collezione, Blazy condivide la sua visione emozionale dell'haute couture, intesa come uno scambio tra chi crea e chi indossa, dove l'abito intende celebrare chi lo indossa, la sua individualità. Al centro di ogni abito c'è la donna anzi, ce ne sono tante: tantissime donne diverse, che il designer immagina vivano una vera e propria metamorfosi; le vede trasformarsi in uccelli colorati (proprio come quelli che accompagnano la nostra Aurora nel suo canto nel bosco) e volare via, libere.

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Il look di chiusura della sfilata Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel


Volare via dalla quotidianità non è facile e non è sempre possibile, soprattutto mantenendo i piedi per terra: questa donna, pur inseguendo la libertà, riesce a farlo, rimanendo ancorata a una dimensione reale e portabile. Dal classico tailleur rivisitato alle borse in tulle, passando per le celebrities in prima fila, vi raccontiamo di seguito la prima collezione Chanel Haute Couture firmata da Matthieu Blazy.



Parola chiave: leggerezza

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La couture torna all'essenziale e anche il tailleur e le borse iconiche della Maison "si spogliano": diventano leggere, svelano la loro costruzione. Lo stesso vale per blue e abiti, sui quali anche un dettaglio come una cintura diventa un impalpabile layer.

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images


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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images


Le borse puntano sulla leggerezza e anche un tema riconoscibile e caro come quello della catena abbandona il metallo in favore di un filo dorato e sottile.

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images


Piume, per volare via

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel

Applicate e voluminose o disegnate, ricreate attraverso sfumature e riflessi: le piume non possono mancare, in quanto segno di leggerezza e libertà e il modo in cui vengono proposte è fresco, mai pomposo. Anche quando creano volume sul fondo di un abito, lo fanno in contrasto a trame di tweed capaci di bilanciare e alleggerire l'insieme trasportandolo nella quotidianità.

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Chanel

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images


I gioielli, come quelli delle fiabe

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Ogni fiaba che si rispetti ha la sua principessa, o futura regina, mai prima della sua corona. Così i gioielli sono ricchi, elaborati, pieni di colore e non solo: anche di piccoli elementi giocosi, del tutto inaspettati.

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Dua Lipa, A$AP Rocky e tutti gli ospiti in prima fila

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Dua Lipa e A$AP Rocky in prima fila alla sfilata Haute Couture di Chanel.
Credits: Getty Images

In prima fila in una Parigi piovosa i tanti volti legati alla Maison: quelli nuovi, come A$AP Rocky e Dua Lipa e quelli storici, come Nicole Kidman, Tilda Swinton e Penelope Cruz. Tutti, attraverso i loro look, perfetti ambassador del nuovo corso del marchio.

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Da sinistra: Nicole Kidman, Fernanda Torres e TIlda Swinton.
Credits: Getty Images

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Da sinistra: Margaret Qualley, Penelope Cruz, Carole Bouquet con Charlotte Casiraghi.
Credits: Getty Images

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Da sinistra: Claire Foy, Gracie Abrams e Paloma Elsesser.
Credits: Getty Images



BEAUTY BACKSTAGE
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I beauty look CHANEL esaltano l’essenza luminosa di ogni donna: un incarnato radioso, guance delicatamente arrossate e una forma di espressione di sé naturale.

MAKEUP STEP BY STEP

SKINCARE

Applicare una piccola quantità di SUBLIMAGE L’EXTRAIT DE NUIT su guance, fronte e collo. Con entrambe le mani, stendere il prodotto dal centro del viso verso l’esterno; per il collo, seguire la linea della mandibola.
Applicare SUBLIMAGE LA CRÈME TEXTURE UNIVERSELLE ed eseguire LE GESTE SUBLIME RADIANCE: piegare le dita e massaggiare il viso con ampi movimenti circolari, dal centro verso l’esterno.
Per un momento extra di comfort, applicare SUBLIMAGE L’EXTRAIT HUILE LÈVRES durante la giornata. L’applicatore in metallo dorato si adatta perfettamente alle labbra e rilascia la giusta quantità di prodotto, per una sensazione immediata di nutrimento.
Applicare SUBLIMAGE LA BRUME sotto o sopra il make-up. Vaporizzare su entrambi i lati del viso e sulla fronte, quindi favorire l’assorbimento con una leggera pressione verso l’alto, lavorando dal centro verso l’esterno con le nocche.

INCARNATO:

Applicare LES BEIGES WATER-FRESH COMPLEXION TOUCH con il 2-IN-1 FOUNDATION BRUSH 101.
Correggere le imperfezioni solo dove necessario con ULTRA LE TEINT LE CORRECTEUR, utilizzando il RETRACTABLE DUAL-ENDED CONCEALER BRUSH N°105.
Applicare JOUES CONTRASTE INTENSE – Rose Radiant oppure Beige Éclatant (in base all’incarnato) al centro della guancia, sfumando delicatamente verso l’alto in direzione degli zigomi.
Prelevare una piccola quantità di BAUME ESSENTIEL ROUGE NOIR – Cute oppure BAUME ESSENTIEL – Sculpting (a seconda dell’incarnato) e applicarla con leggeri tocchi sulla parte alta degli zigomi. Picchiettare delicatamente per fondere il prodotto con la pelle.

SOPRACCIGLIA:

Ridefinire la forma delle sopracciglia con STYLO SOURCILS HAUTE PRÉCISION.

OCCHI:

Applicare BAUME ESSENTIEL – Sculpting al centro della palpebra.

LABBRA:

In base all’incarnato, applicare ROUGE COCO BAUME – 912 Dreamy White oppure ROUGE COCO BAUME – 752 Honey Bliss direttamente sulle labbra, con un unico gesto.

UNGHIE

Preparare le unghie con uno strato di LA BASE CAMÉLIA.
Aggiungere brillantezza con LE GEL COAT.
Completare con LA CRÈME MAIN per mani morbide e idratate.

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Dentro Sharra Pagano: Alessia Pellarini riscrive il linguaggio del gioiello

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La nuova direttrice creativa riapre gli archivi storici del brand milanese e firma Collezione A, una visione genderless, no-age e profondamente contemporanea del fashion jewelry

Dopo oltre cinquant’anni di storia, Sharra Pagano inaugura un nuovo capitolo sotto la direzione creativa di Alessia Pellarini. Designer con un percorso che attraversa alcune delle più importanti maison del lusso come Prada, Chloé, Fendi e Louis Vuitton. Pellarini porta con sé uno sguardo stratificato, che nasce dalla moda ma oggi trova nel gioiello un nuovo spazio di libertà.

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Credits: Courtesy of Press Office

Per lei infatti, il passaggio dal prêt-à-porter al fashion jewelry non è una rottura, ma una continuità: «Ho sempre lavorato su proporzioni, equilibrio, armonia. Qui lo faccio in scala ridotta, ma con la stessa intensità».

Il risultato? La Collezione A: si tratta di una linea che rilegge l’archivio del marchio senza nostalgia, trasformandolo in un vocabolario contemporaneo fatto di catene, maglie tubolari, richiami a cinturini d’orologio e geometrie essenziali. Gioielli pensati per essere indossati ogni giorno, senza età, senza genere, senza etichette.

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Credits: sharrapagano.it

Fondata a Milano da Lino Raggio e diventata negli anni un punto di riferimento per lo stile di una generazione di creativi – da Giorgio Armani a Moschino, Sharra Pagano torna oggi a essere un laboratorio di idee. Un marchio che non imita, ma interpreta: “fantasia applicata ai materiali”, come diceva il suo fondatore.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Alessia Pellarini per farci raccontare questo nuovo inizio.

Se dovesse descrivere Sharra Pagano oggi con due parole, quali userebbe?

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Credits: Courtesy of Press Office

«Direi Milano e libertà. Milano perché Sharra Pagano, per me, è un ritratto fedele della città in diverse epoche: dagli anni ’70 agli ’80, fino a oggi. In quel periodo Milano era una capitale creativa con una forte identità, ma anche sorprendentemente aperta, inclusiva, internazionale. Sharra Pagano incarna proprio quello spirito. Libertà perché, guardando i gioielli, non ho mai percepito confini netti: non di genere, non di età, non di stile. Sono oggetti che si trasformano a seconda di chi li indossa. Non “appartengono” a qualcuno: prendono la personalità di chi li sceglie».

Quando ha aperto per la prima volta l’archivio del brand, cosa l’ha colpita di più?

«C’è stato un vero e proprio shock positivo. Mi aspettavo un archivio ordinato, quasi museale, e invece mi sono trovata davanti a una sorta di anarchia creativa. C’erano centinaia, anzi migliaia di pezzi: gioielli monumentali accanto a forme minimal, sperimentazioni fortissime vicino a linee pulite. Era come entrare in una famiglia imperfetta, piena di caratteri diversi. Quella libertà, quell’energia, mi ha emozionata perché non era “costruita”: era istintiva, vera. È stato lì che ho capito che non dovevo copiare il passato, ma assorbirne lo spirito».

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Credits: sharrapagano.it

Il nome Sharra Pagano nasce come un suono “sospeso”, senza genere. Quanto questa libertà le somiglia e quanto ha influenzato la sua visione creativa?

«Tantissimo. Non mi sono mai sentita a mio agio dentro strutture troppo rigide. Nel mio lavoro di moda ho sempre cercato di spingere oltre i limiti, anche quando c’erano regole precise su fit, silhouette, categorie. Con il gioiello questa libertà è ancora più forte: non penso mai a “per chi” è un pezzo, ma a che energia ha. Quando ho scoperto la storia del nome, ho avuto la sensazione di unire i puntini. Come se inconsciamente fossi già in sintonia con quella visione sospesa, aperta, fluida».

Se Collezione A fosse una persona, che carattere avrebbe?

«Sarebbe una persona magnetica. Non ha paura di essere notata, ma non è mai sfacciata. È bold, ma con una naturalezza sofisticata. È qualcuno che ama esprimersi, che gioca con la propria immagine, ma senza ostentazione. C’è sempre un equilibrio tra forza e misura, tra presenza e leggerezza».

Qual è, secondo lei, il gesto più bello che una persona può fare con un gioiello?

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Credits: Courtesy of Press Office

«Dimenticarselo addosso. Quando un gioiello smette di “decorare” e diventa parte della persona. Non deve dominare chi lo indossa, ma fondersi con lui. È in quel momento che l’oggetto diventa davvero vivo».

Il brand è storicamente legato a Milano. Che rapporto ha con questa città?

«Milano per me è casa, anche se la vivo poco perché viaggio molto. Ha un rigore che adoro, ma allo stesso tempo una libertà fortissima. È una città che ti spinge a essere concreta e creativa insieme. Questo equilibrio tra struttura e slancio è qualcosa che ritrovo spesso anche nel mio lavoro».

Le nuove generazioni hanno un rapporto diverso con il gioiello. Cosa ha notato?

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Credits: sharrapagano.it

«Credo oggi ci sia una ricerca di significato molto più profonda. In un momento storico in cui l’abbigliamento tende al minimalismo, il gioiello diventa il punto focale, lo “statement” che racconta chi sei. Vedo una generazione che usa il gioiello come linguaggio identitario, quasi filosofico, non solo come ornamento e mi piace davvero tantissimo».

C’è un gioiello a cui lega un ricordo personale?

«Sì, in generale sono molto legata ai gioielli regalati: amici, amori, affetti. Ho una collezione di ciondoli e amuleti che porto sempre con me. Ne ho tantissimi. Non li cambio spesso: diventano parte di me, come una seconda pelle perchè per me ogni pezzo racchiude una storia».

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Credits: sharrapagano.it

Cosa sogna per questo brand? Un desiderio, non una strategia

«Vorrei davvero che Sharra Pagano restasse irregolare, imperfetto e soprattutto vivo. Che continuasse a crescere senza diventare rigido, senza perdere quell’anarchia creativa che ho trovato negli archivi. Sogno collaborazioni, pezzi unici, nuove strade. Ma soprattutto sogno un brand che non smetta mai di sperimentare».

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Giorgio Armani: 5 highlight della sfilata FW26

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 La nipote di Re Giorgio debutta alla guida creativa di Giorgio Armani e presenta “Nuovi Orizzonti”, la nuova collezione FW26.

Cala il sipario sulla Milano Fashion Week e come, da tradizione, è stato lo show di Giorgio Armani a chiudere questa lunga settimana ricca di eventi, presentazioni e sfilate.

Dopo l’esordio con lo show di Emporio Armani, Silvana Armani ha svelato oggi in passerella “Nuovi Orizzonti”, la nuova collezione FW26, la prima da lei realizzata dopo la scomparsa dello zio. Una collezione che riprende i codici iconici del brand ma con uno sguardo verso il futuro.

Ma ripercorriamo insieme i 5 punti salienti della sfilata.

01. La location

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Lo show è andato in scena come di consueto in un luogo molto caro a Giorgio Armani, il Teatro/Armani di via Borgonuovo, il quartier generale della Maison. Proprio lì, in quello stesso palazzo in cui viveva lo stilista e che recentemente ha ospitato anche la nuova campagna del brand con Vittoria Ceretti.

02. La palette

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La palette della collezione è elegante e sofisticata. Pennellate delicate di bianco, grigio, verde salvia e carta da zucchero si alternano a tocchi di blu cobalto e di bordeaux, nuance che ha tutte le carte in regola per diventare il nuovo nero.

03. La collezione FW26 di Giorgio Armani

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Fluidità e leggerezza sono le parole chiave della nuova collezione FW26 di Giorgio Armani. Il layering scandisce lo stile della prossima stagione: giacche, camice e maglie si sovrappongono con facilità, strati fluidi e leggeri si tolgono e si aggiungono a seconda delle occasioni. Cappotti e blouson, così come i pantaloni, hanno silhouette ampie e morbide. Il velluto è protagonista su camicie, abiti e sulle mini bag da polso. Gli abiti da sera presentano drappeggi o ricami e lavorazioni preziose che rievocano le vette delle montagne.

04. Il brano di Mina che ha chiuso lo show

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A chiudere lo show, a sorpresa, “A costo di morire”, un brano inedito scritto da Fausto Leali e cantato da Mina. Una canzone che era nata per celebrare per i 50 anni di carriera di Giorgio Armani e che invece si è trasformata in un omaggio allo stilista scomparso lo scorso settembre.

05. Il front row

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Ad assistere alla sfilata, tantissimi special guest come le attrici Pilar Fogliati, Andy McDowell, Margherita Buy, Vittoria Puccini insieme a molti altri amici del brand.

Foto: GettyImage

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Tra brutalismo e sensualità: 5 highlight dello show FW26 di Bottega Veneta

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Louise Trotter ha svelato la nuova collezione FW26 che rende omaggio a Milano e alla milanesità: ecco 5 punti chiave della sfilata.

Una collezione dedicata a Milano che racconta l’essenza della milanesità in un dialogo tra brutalismo e sensualità: è la FW26 di Bottega Veneta.

Per la prossima stagione la direttrice creativa Louise Trotter ha immaginato un guardaroba contemporaneo ispirato all’architettura brutalista e austera della città, dietro la quale si nasconde però una sensualità sottile e una seduzione misurata.

La nuova collezione FW26 è infatti “una riflessione sull'intimità oltre che sulla protezione. Il modo in cui una facciata austera nasconde la bellezza che si cela al suo interno” si legge in una nota della maison.

Ma ecco 5 punti chiave dello show.

01. L'ispirazione

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A ispirare la direttrice creativa è stato mosaico di suggestioni: i milanesi e i loro look dall’eleganza disinvolta, la nostalgia evocata dalla pochette della nonna e delle scarpe vissute del papà, l’arte di Maria Callas e Pierpaolo Pasolini e la loro capacità di amare e vivere al di fuori dalle convenzioni.

02. La collezione FW26 di Bottega Veneta

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La collezione FW26 di Bottega Veneta interpreta gli archetipi della milanesità mescolando capi eleganti di alta sartoria e pezzi più quotidiani. Il rigore del tailoring si esprime attraverso capispalla dalle silhouette strutturate e pantaloni sartoriali dal fit impeccabile. Accanto a trench imbottiti e berretti in lana, sfilano abiti elegantissimi  che le sciure milanesi sceglierebbero per la Prima della Scala.

03. La pelliccia

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Per la prossima stagione Louise Trotter ha voluto mettere in luce la grande maestria del brand nell'imitare l'apparenza della pelliccia combinando tessuti in seta, fil coupé, maglieria e fibre tecniche. Un gioco di texture e materiali che si ritrova nei capispalla, negli abiti ma anche nei gioielli e nelle calzature.

04. Gli accessori

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Tra gli accessori, oltre alle mules in finta pelliccia e alle ballerine borchiate, le nuove preziosissime maxi bag in pelle intrecciata che si alternano a colorate buste della spesa.

05. Il front row

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Tra i tanti special guest avvistati in front row, Daisy-Edgar Jones, Claire Foy, Anna Wintour, Julienne Moore, Lux Pascal, Lauryn Hill, Miriam Leone e tanti altri.

Credits: GettyImage / Courtesy of press office