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Lifestyle

Per 4 settimane hanno bevuto questo succo rosso: i risultati hanno sorpreso i ricercatori

Per 4 settimane hanno bevuto questo succo rosso: i risultati hanno sorpreso i ricercatori

foto di Grazia.it Grazia.it — 21 Giugno 2026
Uno studio dell’Ohio State University ha osservato una riduzione di alcuni marcatori dell’infiammazione in adulti obesi dopo quattro settimane di consumo quotidiano di un particolare succo a base di pomodoro e soia. Ecco cosa hanno scoperto i ricercatori e perché questo alimento continua ad attirare l’attenzione della scienza.

In quattro settimane di colazione con due lattine di succo al giorno, dodici adulti obesi hanno visto scendere in modo netto alcuni marcatori di infiammazione nel sangue. A firmare il risultato è uno studio dell’Ohio State University e del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, pubblicato sulla rivista scientifica Molecular Nutrition & Food Research.

La notizia sta facendo il giro del web perché la bevanda “miracolosa” è qualcosa che conoscete benissimo: un succo di pomodoro. Con un twist importante, però: arricchito con soia e progettato in laboratorio per essere una piccola bomba di composti vegetali antiossidanti.

Perché questo succo di pomodoro e soia fa parlare di sé

L’idea dei ricercatori parte da un concetto ormai condiviso: molte patologie moderne sono legate a una infiammazione cronica di basso grado. Non parliamo dell’infiammazione acuta che vi fa gonfiare una caviglia dopo una storta, ma di un “fuoco” leggero, costante, tipico soprattutto di chi ha obesità, sindrome metabolica, fattori di rischio cardiovascolare.

Secondo diversi studi recenti, un’alimentazione ricca di frutta, verdura e legumi aiuta a tenere a bada questa condizione grazie a fibre e sostanze antiossidanti. Da qui l’idea dell’Ohio State University, insieme all’USDA: creare un succo “funzionale” a base di pomodoro, già protagonista della dieta mediterranea, potenziato con isoflavoni di soia.

I pomodori usati nello studio erano selezionati per avere un contenuto molto alto di licopene, il carotenoide rosso considerato uno dei punti di forza del pomodoro. A questo è stato aggiunto un estratto purificato di isoflavoni di soia, composti vegetali a loro volta studiati per le possibili proprietà antinfiammatorie.

Come è stato fatto lo studio sul succo di pomodoro che riduce l’infiammazione

Il lavoro ha coinvolto 12 adulti con obesità, tra i 30 e i 60 anni, non fumatori e senza terapie farmacologiche in corso. Un gruppo piccolo, quindi, ma selezionato per avere un quadro di salute relativamente stabile, a parte il peso.

Per quattro settimane i partecipanti hanno bevuto ogni giorno due lattine da circa 177 millilitri di questo succo di pomodoro e soia, quindi poco più di un bicchiere a pasto. Poi hanno fatto una pausa senza succo, per “azzerare” gli effetti. Nella fase successiva, per altre quattro settimane, hanno bevuto un succo di solo pomodoro a basso contenuto di carotenoidi, pensato come controllo.

Gli scienziati hanno misurato nel sangue i livelli di diverse citochine pro‑infiammatorie, tra cui IL‑5, IL‑12p70 e GM‑CSF, considerate marcatori chiave dello stato infiammatorio sistemico. È stata valutata anche la concentrazione di TNF‑alfa, un’altra proteina spesso aumentata nelle condizioni croniche. In parallelo hanno analizzato le urine, per verificare la presenza di metaboliti di licopene e isoflavoni e l’andamento complessivo degli antiossidanti.

Già dopo 24 ore dall’inizio dell’assunzione del succo pomodoro‑soia si è visto un aumento di composti antiossidanti nel sangue e nelle urine. Ma il dato più interessante riguarda quello che è successo alla fine delle quattro settimane.

Cosa è successo dopo 4 settimane e cosa significa per voi

Dopo un mese di succo di pomodoro e soia, i livelli di IL‑5, IL‑12p70 e GM‑CSF sono diminuiti in modo significativo in tutti i partecipanti. Con il succo di controllo a base di solo pomodoro povero di carotenoidi il calo è stato molto più modesto. La TNF‑alfa ha mostrato una tendenza alla diminuzione, ma senza raggiungere una significatività statistica.

Per tradurre le sigle: queste citochine sono messaggeri del sistema immunitario che spingono verso l’infiammazione. Quando si abbassano, significa che il corpo sta inviando meno segnali “pro‑infiammatori”. Non vuol dire guarigione istantanea da una malattia, ma indica che il terreno di fondo diventa un po’ meno favorevole alle complicazioni tipiche dell’obesità e delle malattie croniche.

Ci sono, però, alcuni “ma” importanti. Prima di tutto la dimensione: 12 persone sono poche, si tratta di uno studio pilota, utile per aprire la strada ad altre ricerche, non per cambiare linee guida. Tutti i partecipanti erano adulti con obesità, relativamente sani per il resto: non sappiamo se lo stesso effetto si vedrà in persone normopeso, anziane fragili o pazienti con malattie specifiche.

Secondo punto chiave: il succo usato non è quello che trovate al supermercato. È stato formulato con pomodori molto ricchi di licopene e un’aggiunta controllata di isoflavoni di soia. Un normale succo di pomodoro, anche di buona qualità, ha un contenuto di licopene più variabile e non contiene isoflavoni. Una semplice bevanda di soia, da sola, non replica la combinazione studiata.

Detto questo, il messaggio per la vostra tavola resta interessante. Un consumo regolare di pomodoro, soprattutto cotto (sugo, passata, zuppe), aumenta la quota di licopene disponibile. Integrare più legumi, inclusi i prodotti a base di soia se li tollerate, aiuta ad arricchire il piatto di proteine vegetali e fitocomposti. È un approccio coerente con la dieta mediterranea che conoscete già, da vedere come investimento a lungo termine sulla salute più che come “cura” di quattro settimane.

Un’ultima nota di prudenza: chi è allergico alla soia, chi segue terapie ormonali o ha problemi endocrini deve parlarne con il proprio medico prima di aumentare molto il consumo di prodotti a base di soia. E nessuna bevanda, per quanto promettente, sostituisce i farmaci prescritti per malattie infiammatorie o croniche.

Il gruppo dell’Ohio State University ha già ottenuto fondi dal National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases per testare questo stesso succo in pazienti con pancreatite cronica, una condizione in cui il dolore e l’infiammazione sono compagni quotidiani. Se i risultati verranno confermati, potremmo trovarci davanti a una nuova generazione di alimenti funzionali che affiancano le terapie tradizionali, partendo da un ingrediente che sulle nostre tavole c’è da sempre: il pomodoro.

© Riproduzione riservata

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