Come scoprire se soffrite di cortisolo alto e qualche trucchetto per abbassarlo in modo naturale
Da mesi vi sentite stanche anche dopo il weekend, la pancia sembra gonfiarsi a vista d’occhio e la pelle decide da sola quando coprirsi di brufoli. Secondo gli endocrinologi quando il cortisolo resta alto a lungo può associarsi proprio a sovrappeso, spossatezza e acne. Ma come capire se è davvero lui a sabotare le vostre giornate?
Sui social il “cortisolo alto” è diventato colpevole di tutto: dal malumore alla cellulite. La realtà è più sfumata: il cortisolo è vitale, vi tiene letteralmente in vita nelle situazioni di stress. Il problema nasce quando resta troppo alto troppo a lungo.
Cos’è il cortisolo e quando diventa un problema
Il cortisolo è un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali e controllato dall’ipofisi. Partecipa al metabolismo di zuccheri, proteine e grassi, regola la pressione arteriosa, i cicli sonno-veglia, la glicemia, contiene i processi infiammatori e ha un ruolo anche sulla memoria.
Di norma segue un ritmo preciso: è più alto al mattino, per darvi energia, e cala durante il giorno fino a livelli minimi la sera. Per questo, spiegano gli specialisti di Humanitas, serve che i suoi valori restino in equilibrio, non che si azzerino.
Stress acuto, stress cronico, uso prolungato di farmaci cortisonici, alcune forme di tumore e la sindrome di Cushing possono farlo schizzare in alto in modo anomalo. Nel quotidiano, però, il colpevole più frequente è la combinazione di ansia, sonno scarso, vita sedentaria e alimentazione sregolata.
Cortisolo alto: i sintomi da tenere d’occhio
Qui arriva la parte che interessa davvero: cosa potete osservare nel vostro corpo. I sintomi di cortisolo “funzionale”, cioè legato soprattutto allo stile di vita, sono spesso aspecifici:
- aumento di peso, soprattutto su addome e viso
- pressione tendenzialmente alta
- acne e pelle più sottile e fragile
- disturbi del sonno, risvegli notturni, fatica a svegliarsi riposate
- irritabilità, ansia, difficoltà a concentrarsi, “nebbia mentale”
- stanchezza che non passa nemmeno dopo il riposo
- infezioni più frequenti del solito.
Nelle donne si possono notare anche irregolarità mestruali e, talvolta, una peluria più marcata su viso e corpo.
Una mini checklist pratica: fatevi queste domande pensando agli ultimi tre mesi.
1. Il sonno è regolare o vi svegliate spesso stanche?
2. Avete preso peso soprattutto sulla pancia, senza grandi cambi di dieta?
3. Vi ammalate spesso o vi trascinate raffreddori infiniti?
4. Vi sentite nervose, con la testa “impastata”, anche nei giorni teoricamente tranquilli?
5. Bevete molta caffeina o alcol per “tirarvi su” o per rilassarvi?
Se vi riconoscete in molti punti, non è una diagnosi, ma un campanello: parlarne con il medico ha più senso che iniziare l’ennesima dieta drastica.
Come capire se avete davvero il cortisolo alto
Il cortisolo non si “vede” dallo specchio. La diagnosi passa da esami mirati: prelievi di sangue in orari diversi della giornata, raccolta delle urine nelle 24 ore, talvolta analisi della saliva notturna. Gli esperti ricordano che un singolo valore isolato, magari trovato per caso, dice pochissimo.
Ci sono poi i segnali rossi, quelli da endocrinologo senza passare dal via: aumento di peso importante e rapido, soprattutto su addome e viso, viso arrotondato “a luna piena”, strie rosse violacee sull’addome, grossa debolezza muscolare, osteoporosi precoce, ipertensione difficile da controllare. In questi casi si sospetta un vero ipercortisolismo patologico, come la sindrome di Cushing, che richiede terapie specifiche, non rimedi naturali.
Se invece i disturbi sono più sfumati ma persistono da mesi, il primo passo resta il medico di base, che valuterà se richiedere accertamenti o consulenze specialistiche.
Trucchi naturali per abbassare il cortisolo
Quando sono escluse patologie serie, si gioca su stile di vita. Qui i rimedi naturali hanno un senso, purché non promettano miracoli.
1. Ritmo sonno-veglia sacro.
Cercate di andare a letto e svegliarvi più o meno alla stessa ora, in una stanza buia, silenziosa e non troppo calda. Nelle due ore prima di dormire evitate allenamenti intensi, schermi luminosi, caffeina e alcol. Favoriscono picchi di cortisolo proprio quando dovrebbe scendere.
2. Movimento sì, ma intelligente.
L’esercizio fisico regolare fa aumentare il cortisolo durante lo sforzo e lo abbassa nelle ore successive. Camminata veloce, bicicletta, nuoto dolce, yoga o pilates, 30 minuti quasi tutti i giorni, sono alleati potenti. L’overtraining invece, soprattutto se abbinato a poche calorie, può peggiorare il quadro.
3. Piatti che calmano, non che agitano.
Gli studi indicano che una dieta ricca di frutta e verdura, legumi, cereali integrali e grassi insaturi aiuta a mantenere il cortisolo in range. Da limitare: zuccheri semplici, cereali raffinati, grassi saturi. I carboidrati complessi ricchi di fibra (avena, farro, riso integrale, orzo, quinoa) stabilizzano la glicemia e, con lei, anche l’asse dello stress. Idratazione e un microbiota intestinale in equilibrio sono un’altra arma contro ansia e cortisolo fuori controllo.
4. Gestire lo stress, non solo sopportarlo.
Respirazione profonda, brevi pratiche di mindfulness, yoga dolce, ma anche attività leggere come ascoltare musica, fare giardinaggio, cucinare per piacere: tutte aiutano ad abbassare lo stress percepito. Ridere, ricordano gli esperti, libera endorfine che tendono a ridurre il cortisolo.
5. Il capitolo magnesio e integratori.
Il fabbisogno quotidiano di magnesio per una donna adulta si aggira intorno ai 300-400 mg secondo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. Con lo stress cronico il fabbisogno aumenta, ma raggiungerlo solo con la dieta non è semplicissimo: 100 g di semi di zucca, ricchissimi di magnesio, portano anche oltre 500-600 chilocalorie. Mandorle, spinaci, legumi aiutano, ma non sempre bastano.
Gli integratori di magnesio possono dare una mano, ma non sono tutti uguali: alcune formulazioni sono poco tollerate e causano diarrea se assunte a caso. Vale la pena parlarne con medico o farmacista, soprattutto se prendete farmaci o avete altre patologie. Lo stesso vale per vitamine del gruppo B, vitamina C o estratti “adattogeni”: possono sostenere il sistema nervoso, ma non curano un ipercortisolismo vero e proprio.
Il messaggio di fondo è semplice: il cortisolo si può “rieducare” con scelte quotidiane realistiche, non perfette. Piccoli cambiamenti costanti valgono molto più dell’ennesima soluzione drastica di cui vi pentirete dopo due settimane.
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