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Pilates Matwork o Reformer? Ecco quale scegliere in base ai vostri obiettivi

Pilates Matwork o Reformer? Ecco quale scegliere in base ai vostri obiettivi

foto di Grazia.it Grazia.it — 12 Giugno 2026
pilates
Matwork o Reformer? Le due forme di Pilates non sono equivalenti: cambiano intensità, supporto e risultati. Ecco le differenze reali per capire quale metodo scegliere in base ai vostri obiettivi e al vostro stile di allenamento.

Entrate in una sala di Pilates e la scena è sempre la stessa: da una parte i tappetini, dall’altra i Reformer lucidi che sembrano mini-macchinari di fisioterapia. E subito nasce il dubbio: meglio Pilates Matwork o Reformer? La scelta non riguarda solo “tappetino o macchinario”, ma il modo in cui usate gravità, resistenza e controllo.

Il punto è capire quale allenamento funziona davvero per il vostro corpo, il vostro tempo e il vostro budget. Qui trovate le differenze concrete tra Pilates a corpo libero e con macchinari, cosa cambia per tonificazione, postura, dimagrimento e come combinare le due opzioni senza fare un mutuo né vivere in palestra.

Dal metodo unico di Joseph Pilates al dilemma Matwork vs Reformer

Per Joseph Pilates non esisteva questa guerra di religione. Il suo metodo, la famosa Contrology, univa lavoro a corpo libero sul tappetino (Matwork) e lavoro con i macchinari, Reformer compreso. Il tappetino serviva per imparare a gestire il corpo nello spazio; le attrezzature per correggere squilibri, potenziare più in fretta o lavorare in riabilitazione.

Oggi, per motivi pratici e commerciali, molti centri separano nettamente le lezioni di Pilates Matwork da quelle su Reformer. Ma l’obiettivo resta identico: una postura più efficiente, un core forte, muscoli tonici ma non “gonfi”, articolazioni più libere. Cambiano solo gli strumenti con cui ci arrivate.

Il Pilates Matwork è il lavoro a corpo libero su tappetino. Il vostro peso è l’unico carico e la sfida è tutta contro la gravità. Spesso l’insegnante inserisce piccoli attrezzi come Magic Circle, bande elastiche, softball per aumentare o modulare l’intensità. È la base del metodo: costruisce una “cintura” di forza profonda su addome, glutei e schiena e, una volta imparato, potete praticarlo ovunque.

Il Pilates Reformer è il macchinario icona del metodo. Un lettino con un carrello che scorre su binari, collegato a molle di diversa resistenza, pedana, cinghie e poggiaspalle. Le molle offrono una resistenza progressiva: spingendo o tirando il carrello i muscoli lavorano in fase concentrica; nel ritorno controllato lavorano in fase eccentrica, allungandosi sotto tensione. È questo che dà la famosa tonificazione “allungata”, con muscoli definiti ma non massicci.

pilates reformer

Pilates Matwork o Reformer: differenze che sentirete davvero sul corpo

Sul piano del supporto, il Matwork è zero aiuti esterni: se non avete ancora forza per un certo movimento, semplicemente non lo fate. Sul Reformer le molle possono invece aiutarvi a sollevare le gambe o a sostenere il peso, rendendo eseguibili esercizi che a terra sarebbero proibitivi. Paradossalmente, per un principiante alcune cose risultano più accessibili sul macchinario che sul tappetino.

Sulla tonificazione, il Reformer ha una marcia in più per gambe, glutei e braccia. Potete aumentare il carico delle molle e lavorare con intensità alta ma controllata. Il Matwork, dal canto suo, costruisce una resistenza pazzesca del core e una capacità di stabilizzare il corpo in ogni posizione, qualità che poi si sente anche in altri sport e nei gesti quotidiani.

Per la postura, entrambi funzionano ma in modo diverso. Il Reformer, grazie a poggiatesta, poggiaspalle e binari, “guida” l’allineamento: se siete storti, lo sentite subito. È molto utile per chi ha poca propriocezione o arriva con abitudini posturali disastrose. Il Matwork vi obbliga a trovare e mantenere da soli la posizione corretta, senza appoggi: più impegnativo sul momento, ma prezioso sulla lunga distanza.

Sul fronte dimagrimento, una lezione intensa di Reformer, magari con pedana per saltare, può arrivare indicativamente a 250-450 kcal all’ora; un Matwork standard resta più spesso tra 200 e 300 kcal. Ma il calo di peso dipende dal bilancio tra ciò che mangiate e ciò che consumate. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che l’attività fisica regolare, unita a un’alimentazione equilibrata, è la base del controllo del peso, più del singolo tipo di allenamento.

Infine, la varietà. Il repertorio classico di Matwork è definito, ma può essere arricchito con props e varianti. Il Reformer offre un ventaglio quasi infinito di angolazioni e combinazioni, quindi è perfetto se vi annoiate facilmente. Il rovescio della medaglia: per usarlo servono uno studio attrezzato e un’insegnante, quindi meno libertà di orari rispetto al tappetino steso in salotto.

pilates matwork

Come scegliere tra Matwork e Reformer (e combinarli senza impazzire)

Se siete principianti assoluti, il Reformer è spesso una buona porta d’ingresso: le molle vi sostengono, l’allineamento è più guidato e l’insegnante può adattare subito il carico. Il Matwork resta fondamentale, ma può entrare gradualmente quando avete un minimo di controllo del core.

Se convivete con mal di schiena o articolazioni delicate, il lavoro in scarico del Reformer è di solito più gestibile all’inizio. Molti fisioterapisti usano macchinari di questo tipo in riabilitazione proprio perché le molle riducono lo stress sulle giunture. In presenza di ernie, osteoporosi avanzata o gravidanza a rischio, serve però sempre il via libera del medico o dello specialista.

Se il focus è tonificare gambe, glutei e braccia in modo visibile, la scelta più logica è partire da 2 sedute a settimana di Reformer, affiancate da 1 sessione breve di Matwork per consolidare il lavoro sul core. La fase eccentrica sulle molle, se fatta con regolarità, regala definizione senza effetto “bodybuilder”.

Se puntate soprattutto su postura, controllo e schiena più “leggera” in ufficio, il Matwork diventa il vostro alleato quotidiano. Il Reformer resta utilissimo come “correttore” periodico, per farvi sentire davvero gli allineamenti giusti e riportarli poi sul tappetino e nella vita reale.

Se avete bisogno di flessibilità di orari e di budget, il Pilates a corpo libero vince facile. Corsi generalmente meno costosi, possibilità di ripetere a casa quello che avete imparato, bastano tappetino, un elastico e magari un anello. Il Reformer può entrare in cicli mirati, ad esempio un mese all’anno o una volta a settimana quando l’agenda lo permette.

Per chi ha superato i 40 o passa molte ore seduto, una combinazione equilibrata funziona bene: una lezione di Reformer per lavorare in sicurezza su articolazioni e allineamento, più 1-2 Matwork leggeri a casa per rompere la sedentarietà. In linea con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’ideale è arrivare almeno a 150 minuti di attività fisica moderata a settimana, qualunque sia il mix scelto.

© Riproduzione riservata

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