GIORNO
NOTTE
  • In evidenza
  • GRAZIALAND

    GRAZIALAND

    GRAZIALAND

  • SHOP GRAZIA

    SHOP GRAZIA

    SHOP GRAZIA

  • Grazia Design Week 2026

    Grazia Design Week 2026

    Grazia Design Week 2026

  • GRAZIA FOOD

    GRAZIA FOOD

    GRAZIA FOOD

  • Skin Longevity

    Skin Longevity

    Skin Longevity

  • Canali
  • GRAZIALAND
  • Moda
  • Bellezza
  • Lifestyle
  • Factory
  • Casa
  • Magazine
  • Curiosità
  • Oroscopo
  • Newsletter
  • Magazine
  • La cover della settimana
    ABBONATI
    • Pubblicità
    • Contributors
    • Condizioni
    • Privacy
    • Privacy Policy
    • Cookie Policy
    • Notifiche push
    • Doctissimo
    • Psychologies
    • Gestione dei cookie
    • © 2026 REWORLD MEDIA S.R.L. - Sede Legale VIA BIANCA DI SAVOIA 12 - 20122 MILANO - Codice Fiscale e Partita IVA: 12693020963 - riproduzione riservata

Grazia

Stai leggendo:

Lifestyle

Vi allenate tanto ma rendete sempre meno? Il test della frequenza cardiaca può spiegarvi perché

Vi allenate tanto ma rendete sempre meno? Il test della frequenza cardiaca può spiegarvi perché

foto di Grazia.it Grazia.it — 26 Luglio 2026
allenamento e stanchezza
Il test ortostatico della frequenza cardiaca è uno strumento semplice per valutare il recupero dopo l'allenamento e individuare i primi segnali di overtraining. Ecco come funziona, quando eseguirlo e come interpretare correttamente i valori.

Circa un atleta su dieci negli sport di resistenza sperimenta almeno un episodio di overtraining nel corso della carriera. Non serve però preparare una maratona olimpica per ritrovarsi senza energie: basta infilare troppe sedute intense in settimane piene di lavoro, poco sonno e zero recupero vero.

Arriva il momento in cui le gambe non girano, l'umore crolla e vi chiedete se sia solo un periodo "no" o se state entrando in sovrallenamento. Qui entra in gioco un alleato molto concreto: il test ortostatico della frequenza cardiaca, un mini esame da fare al mattino per capire quanto siete davvero stanche e stressate.

Overtraining: molto più di una “semplice” stanchezza

La sindrome da overtraining (o sovrallenamento) è uno squilibrio cronico tra carico di allenamento e recupero. Lo stress fisico e mentale supera la capacità di adattamento dell'organismo e il corpo smette di migliorare: inizia a difendersi.

Non è solo sentirsi spossate dopo una sessione dura. L'overtraining coinvolge sistema nervoso autonomo, ormoni e difese immunitarie. I segnali tipici sono piuttosto riconoscibili:

  • Prestazioni che calano seduta dopo seduta, anche se vi impegnate di più.
  • Gambe pesanti per settimane.
  • Frequenza cardiaca a riposo insolitamente alta rispetto al vostro solito.
  • Sonno leggero, risvegli notturni e difficoltà ad addormentarvi.

Sul fronte mentale arrivano irritabilità, calo della motivazione e quella sensazione di "non ho più voglia" che non passa nemmeno dopo un giorno di pausa. Si aggiungono raffreddori frequenti, piccoli infortuni e tendiniti che non guariscono. Un quadro tutt'altro che da "semplice" stanchezza.

Overreaching o sovrallenamento? La differenza sta nei tempi

Gli esperti di teoria dell'allenamento distinguono tra overreaching e vera sindrome da overtraining.

L'overreaching funzionale è un sovraccarico voluto: per qualche giorno vi sentite più stanche e le prestazioni scendono, ma con un breve periodo di scarico tornate meglio di prima, grazie alla supercompensazione.

L'overreaching non funzionale è già un campanello d'allarme. Il calo delle performance dura settimane, la fatica resta anche con un po' di riposo e iniziano a comparire i primi squilibri ormonali.

Lo stadio finale è la sindrome da overtraining: le prestazioni crollano per mesi, il riposo "fai da te" non basta più e serve spesso una gestione clinica multidisciplinare. Il test di cui parliamo è prezioso soprattutto per intercettare le prime due fasi, quando siete ancora in tempo per correggere il tiro.

Il test ortostatico: il vostro mini controllo al mattino

La frequenza cardiaca è uno dei parametri più sensibili allo stress. Quando vi alzate in piedi, il sistema nervoso autonomo deve reagire rapidamente per evitare cali di pressione: il cuore accelera leggermente e i vasi sanguigni si contraggono. Se siete molto affaticate, questa risposta tende a essere esagerata.

Il test ortostatico sfrutta proprio questa reazione per stimare lo stato di stress del vostro organismo. Non servono apparecchi sofisticati: basta un orologio con funzione di cardiofrequenzimetro o, al limite, le dita sul polso e un cronometro.

Per ottenere dati affidabili, il test va fatto sempre al mattino, appena sveglie, prima di caffè, colazione o scroll compulsivi al telefono. Meglio alla stessa ora, in un ambiente tranquillo e solo quando non avete febbre o malattie acute.

Il protocollo base è questo:

  1. Sdraiatevi sul letto in posizione supina e restate rilassate per almeno 15 minuti, respirando con calma.
  2. Misurate la frequenza cardiaca a riposo: è il valore FC1, espresso in battiti al minuto.
  3. Alzatevi in piedi con un movimento fluido e rimanete ferme in posizione eretta naturale.
  4. Attendete 15 secondi e misurate di nuovo la frequenza cardiaca: questo è il valore FC2.
  5. Calcolate la differenza (FC2 - FC1) e annotate data, FC1, FC2 e lo scarto.

    Ripetete il test per più mattine consecutive: è il trend a raccontare davvero come state, non il singolo numero.

Come leggere il test sovrallenamento

Secondo diversi studi di fisiologia dell’esercizio, un aumento marcato della frequenza cardiaca passando da sdraiate a in piedi indica un sistema nervoso sotto carico. In pratica: il corpo fatica a gestire anche uno stimolo banale come il cambio di postura.

In modo molto pratico, potete usare queste soglie orientative:

Se la differenza tra FC2 e FC1 è inferiore a 10 battiti al minuto e vi sentite in forma, il recupero appare adeguato.

Tra 10 e 15 battiti siamo in una zona di attenzione: allenarsi è possibile, ma meglio ridurre volume o intensità e osservare come reagite nei giorni successivi.

Quando lo scarto supera i 15-20 battiti al minuto, i dati suggeriscono un recupero insufficiente o uno stress importante, sportivo o extra-sportivo. Se questo accade per tre o più mattine di fila, è sensato programmare uno scarico deciso: niente lavori massimali, niente interval training, solo attività blanda come camminata, mobilità, yoga dolce e più ore di sonno.

Un delta elevato da settimane, insieme a forte calo delle prestazioni, umore compromesso, disturbi del sonno e infezioni ricorrenti, sposta l’ago verso una possibile sindrome da overtraining.

Diverse ricerche su riviste di medicina dello sport indicano che in questi casi il recupero può richiedere mesi e va gestito con un medico dello sport, evitando il fai da te.

Un ultimo punto fondamentale: il test ortostatico è uno strumento di benessere e monitoraggio, non una diagnosi cardiologica.

© Riproduzione riservata

allenamentoBenesserefitnesssalutestress Scopri altri articoli di Fitness
  • IN ARRIVO

  • Volete fare cardio senza affaticare le ginocchia? Provate questa routine fitness approvata dia fisioterapisti

  • Allenamento muscolare femminile: 3 miti da sfatare e i benefici per forza, metabolismo e cervello

  • Il castello dai mille colori nascosto in Toscana: ecco dov'è e come visitarlo

  • Gold Rush Hair: il colore che ringiovanisce il viso e conquista i saloni parigini

Grazia
  • Privacy Policy
  • Newsletter
  • Cookie Policy
  • Contributors
  • Pubblicità
  • Opzioni Cookie
© 2026 REWORLD MEDIA S.R.L. - Sede Lagale Via Fantoli 7, 20138 Milano - Codice Fiscale e Partita IVA: 12693020963 - riproduzione riservata