Chi soffre di reflusso può bere acqua frizzante? L'errore più comune a tavola
La malattia da reflusso gastroesofageo, il classico bruciore di stomaco che risale verso la gola dopo i pasti, può riguardare fino a un adulto su cinque. Tra le abitudini sotto accusa c'è spesso l'acqua frizzante, insieme a caffè, alcol e piatti grassi. Al contrario, molte persone sono convinte che un bicchiere di acqua gassata favorisca la digestione e alleggerisca la pancia.
La verità sta nel mezzo e dipende dal vostro stomaco, ma anche da come e quando bevete. Per capire se le bollicineaiutano o peggiorano il reflusso gastroesofageo, è utile sapere cosa succede nello stomaco quando arriva la CO₂ durante i pasti.
Cosa succede nello stomaco con l’acqua frizzante durante i pasti
Quando bevete acqua frizzante, l'anidride carbonica (CO₂) forma bollicine che aumentano il volume del contenuto gastrico. Lo stomaco si distende, il cardias (la valvola tra stomaco ed esofago) viene sottoposto a maggiore pressione e parte del gas risale sotto forma di eruttazioni. La CO₂ rende inoltre l'acqua gassata leggermente più acida rispetto all'acqua naturale, stimolando la produzione dei succhi gastrici e dando la sensazione di una digestione più attiva.
Gli esperti ricordano però che l'acqua frizzante non accelera realmente i tempi della digestione. La sensazione di sollievo deriva soprattutto dalla liberazione del gas attraverso le eruttazioni. Se però lo stomaco è già irritato o il cardiasnon funziona correttamente, questo meccanismo può favorire il reflusso gastroesofageo.
Quando le bollicine possono aiutare la digestione (senza reflusso)
Se non soffrite di reflusso gastroesofageo, gastrite o ernia iatale, bere un po' di acqua frizzante durante i pasti può risultare piacevole. La lieve distensione dello stomaco e lo stimolo dei succhi gastrici possono migliorare la percezione della digestione, riducendo la sensazione di pesantezza.
La chiave resta la moderazione: gasatura leggera, uno o due bicchieri durante il pasto e piccoli sorsi. Se dopo aver bevuto acqua gassata compaiono gonfiore, eruttazioni frequenti, dolore di stomaco o altri disturbi digestivi, è preferibile passare all'acqua naturale e consultare il medico se i sintomi persistono.
Reflusso gastroesofageo: quando l’acqua frizzante peggiora i sintomi
Se vi è stato diagnosticato il reflusso gastroesofageo, il discorso cambia. Le linee guida consigliano di limitare o evitare le bevande gassate, soprattutto durante i pasti e nelle ore serali.
L'acqua frizzante aumenta infatti la pressione nello stomaco, facilitando la risalita di acido gastrico verso l'esofago. Il risultato può essere un peggioramento del bruciore di stomaco, del rigurgito acido, della tosse dopo i pasti e dei risvegli notturni.
In presenza di ernia iatale o gastrite, questi effetti possono essere ancora più evidenti. In questi casi è generalmente preferibile scegliere acqua naturale durante i pasti. Un'acqua leggermente frizzante può essere tollerata lontano dai pasti, solo se non provoca bruciore o rigurgito.
Come regolarsi a tavola tra digestione e reflusso
Anche il modo di bere fa la differenza. Assumere grandi quantità di acqua, sia naturale sia frizzante, in pochi minuti aumenta il volume dello stomaco e può favorire reflusso, gonfiore ed eruttazioni.
Meglio distribuire i liquidi durante tutta la giornata e limitarsi a uno o due bicchieri durante pranzo e cena.
Anche le combinazioni alimentari incidono: pizza, birra, bibite gassate e acqua frizzante nello stesso pasto aumentano il rischio di gonfiore e bruciore di stomaco. Per chi soffre di reflusso gastroesofageo, la scelta più indicata resta l'acqua naturale, riservando le bevande gassate alle occasioni occasionali e solo se ben tollerate. L'obiettivo rimane assumere circa 1,5-2 litri di acqua al giorno, privilegiando un'acqua poco o non gassata.
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