Pronti per look, gossip e i concerti di Coachella?

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Pronti per Coachella 2024? Musica, nuovi trend e celebrity gossip: ecco tutto ciò che c'è da sapere sul festival più cool della stagione

È pronta a mettersi in moto la ruota panoramica di Coachella 2024, il festival musicale più cool e atteso di primavera. Anche quest’anno l’appuntamento è sull’enorme spianata desertica dell'Empire Polo Club a Indio, in California.

Come sempre lo show va in scena nei due weekend centrali di aprile. Le date fissate per il 2024 sono da venerdì 12 a domenica 14 e poi a seguire la settimana successiva, dal 19 al 21 aprile

Naturalmente potranno accedervi solo i fortunati che si sono accaparrati un biglietto, un'impresa non facile.

Per capire perché ecco cosa vale la pena sapere sul Coachella Valley Music and Arts Festival (questo il nome completo). 

Coachella 2024: curiosità, date e artisti

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Cos’è il Coachella e dove si svolge

Il Coachella è un festival annuale di musica elettronica. Si svolge da sempre in California nei due weekend centrali di aprile.

Sin dalla sua prima edizione, nel 1999, si tiene a Indio, una città nella valle di Coachella, nel Deserto del Colorado, distante circa 127 miglia da Los Angeles. Nello specifico lo show va in scena nei campi desertici dell'Empire Polo Club.

Il festival è anche noto per aver ospitato numerose reunion di band leggendarie.

Tra le altre, sono entrate negli annali del Coachella gli Stooges di Iggy Pop e le Destiny's Child di Beyoncé. E poi, The Verve, Rage Against The Machine, Jesus and Mary Chain e tante altre (ex)band.

Quanto costano i biglietti del Coachella 

La prevendita dei biglietti parte alcuni mesi prima dell’evento. Ma da anni in pochi giorni è subito sold out.

Si possono acquistare online solo biglietti per il weekend intero, non per giornate singole. 

Tre giorni di Coachella costano circa 500 dollari (solo ingresso). Ci sono poi diversi pacchetti per entrambi i weekend che comprendono anche il parcheggio di un camper, il pernottamento in tenda oppure in albergo.

Attenzione però: i biglietti entry level non danno accesso all'area vip dove si trovano le celeb, per quella serve il biglietto vip da 1200 euro.

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4 curiosità sul Coachella

Attenzione all’escursione termica: nella valle di Coachella, nel deserto del Colorado, dove si svolge il festival le temperature oscillano infatti dai 41° a 6° gradi.

Durante il periodo di vendita dei biglietti l’azienda distributrice applica clausole che impediscono agli artisti di esibirsi tre mesi prima e tre mesi dopo il festival.

Il poster della line-up viene pubblicato ogni anno intorno a Capodanno. Pare che la regola sia che sull’elenco l’ordinamento e la grandezza del carattere definiscano l’importanza riconosciuta all’artista o alla band.

Tra gli artisti italiani che si sono esibiti al Coachella ci sono i Crookers nel 2009, i Bloody Beetroots, Benny Benassy nel 2013, Merk & Kremont nel 2018 e i Maneskin nel 2022.

A proposito dello "stile Coachella"

Negli anni il Coachella è diventato molto più di un festival musicale. Oggi, infatti, è un luogo-evento in cui si affermano le nuove tendenze moda e beauty; è un incubatore di look, spesso eccentrici e stravaganti che per la loro forza e capacità di imporsi e di dettare legge diventano immediatamente dei must-have per la stagione estiva a seguire.

** Nascita, storia (e forse declino) dell'estetica Coachella **

Tant’è che si parla di un cosiddetto Coachella style, a indicare il mix di fashion trend e stili più disparati che emergono a ogni nuova edizione. E subito diventano di tendenza.

È, inoltre, una passerella a cielo aperto dove tutti ormai vogliono sfilare: star della musica (sono tante quelle che vi partecipano anche sottopalco), personaggi noti dello spettacolo, influencer e blogger da tutto il mondo.

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Il Coachella non ha avuto subito successo

Il Coachella Valley Music and Arts Festival è nato per la volontà dei suoi ideatori di promuovere giovani artisti emergenti della scena musicale alternativa internazionale. 

I due fondatori, Paul Tollett e Rick Van Santen, promotori musicali, scelsero appositamente di lanciarlo nel 1999, l’anno del trentennale dello storico Woodstock, perché immaginavano e volevano che il Coachella diventasse l’evento erede del mitico concerto. 

La prima edizione non ebbe, però, molto successo. E infatti l’anno successivo il Coachella non andò in scena. Ma Tollett e Van Santen (per fortuna) non si arresero e ci riprovarono l’anno dopo, nel 2001. Da allora ad oggi l’evento ha mai smesso di crescere. 

Da dove viene il nome Coachella

Il nome Coachella viene dal serpente simbolo di Città del Messico. E poiché nella capitale si parla lo spagnolo, la pronuncia corretta è quella spagnola. 

I numeri del festival

Si stima che nei due weekend di festival il Coachella riunisca nel deserto del Colorado circa 300 mila persone. 

La superficie desertica occupata tra palchi, il parcheggio e il campeggio copre un ingombro di oltre 600 acri.

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Come si raggiunge il Coachella

L’aeroporto internazionale più vicino e comodo per raggiungere il festival è il Palm Springs International Airport di Palm Springs.

Coachella 2024: la line-up 

Tra i tanti artisti attesi sui palchi del Coachella 2024 Lana Del Rey, Tyler, The Creator e Doja Cat, headliner del festival californiano.

Lana Del Rey sarà l’headliner dei due venerdì, il 12 e 19 aprile. La cantautrice americana, che si esibirà anche a Milano in giugno, sarà affiancata da nomi molto amati dal pubblico: da Peso Pluma alla DJ Peggy Gou. Annunciati Tyla, L’Impératrice, Suki Waterhouse e Chlöe.

I due sabati, invece, sarà Tyler, the Creator, headliner, il rapper di Los Angeles vincitore di due Grammy Awards per il Best Rap Album. Con lui i Blur, Ice Spice, Jon Batiste, Purple Disco Machine e Raye, una tra le artiste in maggior ascesa del momento.

Headliner della lineup delle domeniche infine Doja Cat, sul palco insieme a J Balvin, DJ Snake e Reneé Rapp.

Dove vedere Coachella 2024

Per seguire Coachella 2024 dall'Italia c'è una pagina YouTube di livestream, dove assistere a tutti i concerti in diretta e vedere gli highlight dei due weekend, mentre qui potete sentire la scaletta 2024 già da ora: oltre 6 ore di ascolto e 139 brani per entrare nell'atmosfera del Festival più glamour del mondo.

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Decluttering di gennaio: 6 cose da eliminare per iniziare l'anno con una sensazione di leggerezza

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Il decluttering di gennaio aiuta a fare ordine in casa dopo le feste: ecco cosa eliminare per iniziare il 2026 con leggerezza

Il decluttering di gennaio non è solo una questione di ordine, ma di energia.

Il 2026 è appena iniziato e, mentre in casa resistono ancora tracce delle feste (decorazioni dimenticate, oggetti fuori posto, armadi pieni) questo è il momento ideale per fare spazio, anche mentalmente. Il decluttering di gennaio, infatti, funziona un po’ come un reset: non serve rivoluzionare tutto, basta partire da ciò che non serve più.

Ecco allora sette cose da eliminare a gennaio per affrontare il nuovo anno con una casa (e una testa) più leggera.

**5 regole d’oro per avere la casa sempre in ordine (senza perdere la testa)**

**10 regole di decluttering efficaci per (ri)organizzare la casa**

Decluttering di gennaio: cosa buttare, donare o riciclare dopo le feste

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Elettrodomestici che non usate mai

Nei pensili della cucina si nascondono spesso oggetti dimenticati: piccoli elettrodomestici acquistati con entusiasmo e poi mai più utilizzati. 

Il decluttering di gennaio è il momento giusto per chiedersi con onestà se torneranno mai utili. Se la risposta è no (o se per prenderli dovete spostare mezzo armadio), meglio venderli, regalarli o riciclarli. Liberare spazio in cucina ha un effetto immediato anche sulla percezione dell’ordine quotidiano.

Oggetti per hobby ormai abbandonati

Hobby mai coltivati, passioni lasciate a metà, strumenti musicali che occupano spazio e accumulano polvere. Tenerli “per senso di colpa” non li rende più utili, anzi.

Se questi oggetti, qualsiasi siano, non vengono usati da anni, allora è il caso di donarli a qualcuno che li userà davvero. 

Occhiali vecchi

Un paio di occhiali non è di certo un problema, ma è innegabile che col tempo si trasformano in una collezione involontaria. Occhiali con gradazioni superate finiscono nei cassetti “perché costavano tanto”.

Il decluttering di gennaio invita a essere pratici: tenete solo quelli che usate davvero e riciclate gli altri. Le custodie, invece, possono diventare piccoli organizer per gioielli o accessori da viaggio.

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Tecnologia vecchia e dimenticata

Cassetti pieni di vecchi telefoni, caricabatterie senza più un dispositivo, smartwatch inutilizzati. La tecnologia obsoleta è uno dei primi candidati al decluttering di gennaio, anche perché tende ad accumularsi rapidamente.

Attenzione però: prima di eliminarla, è importante cancellare i dati personali. Poi si può scegliere se riciclare, vendere o donare. 

Servizi “buoni” mai usati

Piatti, bicchieri e cristalli conservati per occasioni speciali che non arrivano mai. Se nemmeno durante le feste appena passate sono usciti dalla credenza, è probabile che non lo faranno nemmeno in futuro.

Fare decluttering aiuta a distinguere ciò che vi piace davvero da ciò che conservate solo per abitudine. Quello che non usate può essere venduto o regalato, mentre i pezzi a cui siete affezionati possono essere esposti o conservati in modo più sicuro.

Decorazioni e oggetti fuori stagione

Natale è finito, ma spesso non del tutto. Decorazioni rimaste in giro, candele mai accese, oggetti stagionali che occupano spazio per mesi.

Il decluttering di gennaio è l’occasione perfetta per fare una selezione: tenere ciò che vi fa ancora piacere vedere e lasciar andare il resto. Riporre tutto in modo ordinato renderà più semplice anche il prossimo cambio di stagione.

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Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

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Concerti, moda, mostre, teatro ed eventi speciali: gennaio a Milano è il mese giusto per ripartire con cultura, musica e spettacoli

Milano a gennaio si risveglia. Dopo le feste, nonostante un'ondata di gelo, la città riprende il suo ritmo e accoglie un anno nuovo con la stessa grinta di sempre.

Concerti, grandi mostre, spettacoli ed eventi sono pronti ad accompagnarci per tutto il mese e ad assecondare i gusti di tutti. 

Ecco la nostra selezione di appuntamenti da segnare in agenda.

Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

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Concerti

Gennaio è un mese particolarmente generoso sul fronte live, con una programmazione che attraversa generazioni e generi musicali.

Si parte il 9 gennaio con Edoardo Bennato al Teatro Arcimboldi, che porta sul palco le sue canzonette senza tempo, tra ironia e impegno. Il 12 gennaio Giovanni Allevi arriva al Teatro dal Verme per una serata intensa e introspettiva, seguita il giorno dopo, il 13 gennaio, dalla PFM - Premiata Forneria Marconi con il “Doppia Traccia Tour”, sempre al Dal Verme. La stessa sala ospita anche i Nomadi il 16 gennaio, in un concerto che è insieme memoria collettiva e attualità.

Il 18 gennaio la Santeria Toscana accoglie Irene Grandi & The Groove Aviators, mentre il 20 gennaio il Legend Club ospita l’energia folk-punk dei canadesi The Real McKenzies. Il 22 gennaio è una data doppia: Sergio Caputo sale sul palco del Lirico Giorgio Gaber, mentre all’Alcatraz suonano i Selton, con il loro mix caldo e colorato di pop e influenze brasiliane.
Il 24 gennaio è il turno dei Dream Syndicate di Steve Wynn, al Circolo Magnolia di Segrate, una tappa imperdibile per gli amanti del rock d’autore. Chiudono il mese gli Hammerfall all’Alcatraz il 26 gennaio, Mondo Marcio ai Magazzini Generali il 27 gennaio e Johnnie Guilbert il 28 gennaio al Legend Club.

Hermes : Runway – Paris Fashion Week – Menswear F/W 2020-2021

Milano Fashion Week Men’s Collection

Dal 16 al 20 gennaio Milano torna capitale della moda maschile con la Fashion Week Uomo dedicata alle collezioni Autunno/Inverno 2026/27. È un appuntamento che porta in scena non solo sfilate: eventi, presentazioni e installazioni trasformano la città in un laboratorio creativo diffuso, raccontando il continuo processo di evoluzione e metamorfosi che definisce la moda. 

Armani Brera

Mostre

Gennaio è un mese di transizione, in cui si attende l'arrivo delle grandi mostre che contraddistingueranno l'anno, ma è ancora possibile ammirare alcune delle più belle esposizioni aperte nei mesi scorsi.

Sono entrambe prorogate fino a maggio 2026 le due grandi esposizioni dedicate a Giorgio Armani, che continuano ad attirare pubblico anche oltre l’anno celebrativo. Giorgio Armani Privé 2005–2025, in corso all'Armani/Silos ripercorre vent’anni di alta moda attraverso una selezione di abiti couture che raccontano la visione del designer tra rigore, leggerezza e raffinatezza formale, mentre Giorgio Armani: Milano, per amore, alla Pinacoteca di Brera, illustra la creatività di di Re Giorgio attraverso 133 creazioni esposte tra i capolavori che raccontano l’arte italiana dal Medioevo all’Ottocento.

Tra le mostre tematiche più interessanti del periodo, avvicinandoci al via delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, L’Italia sulla neve racconta oltre un secolo di immaginario invernale italiano, mettendo in dialogo manifesti pubblicitari, fotografie storiche, oggetti e filmati legati alla nascita del turismo alpino, degli sport invernali e delle vacanze sulla neve come fenomeno culturale e sociale. Un percorso che intreccia costume, comunicazione e storia del tempo libero.

Al Museo Poldi Pezzoli, Meraviglie del Grand Tour esplora invece il viaggio in Italia tra Settecento e Ottocento attraverso opere d’arte, taccuini, vedute, oggetti e testimonianze che raccontano come il nostro Paese sia stato a lungo tappa fondamentale nella formazione culturale dell’aristocrazia e della borghesia europea. Una mostra dal taglio classico, ideale per chi ama una visita più contemplativa.

Tra le esperienze immersive, prosegue allo Spazio Ventura Monet. Esperienza immersiva, che utilizza proiezioni digitali, animazioni e suono per restituire la centralità della luce e del colore nell’opera dell’artista francese, accompagnando il visitatore dentro paesaggi, stagni e giardini diventati iconici.

Gennaio è inoltre l’ultima occasione per visitare M.C. Escher. Tra arte e scienza al MUDEC, aperta fino all’8 febbraio, mentre alla Fabbrica del Vapore resta visitabile fino al 25 gennaio Dalí, Picasso, Miró. I tre grandi di Spagna, un confronto tra tre protagonisti assoluti del Novecento europeo.

Ah Comedy Manzoni

Teatro

Il nuovo anno si apre con tanti spettacoli tra comicità e imponenza.

I Legnanesi tornano protagonisti al Teatro Manzoni dall’8 gennaio fino al 22 febbraio, con uno spettacolo che conferma il loro legame storico con il pubblico milanese.

Il 9 e 10 gennaio Beatrice Arnera porta la sua comicità diretta e tagliente al Teatro Lirico Giorgio Gaber, mentre sempre al Manzoni il 12 gennaio va in scena Ah Comedy Night, il format dedicato alla stand-up contemporanea.

Dal 13 al 25 gennaio il Teatro Arcimboldi ospita Shen Yun, lo spettacolo che racconta la cultura tradizionale cinese attraverso danza, musica e scenografie spettacolari.

Eataly

Eventi

Prosegue da Eataly Milano Smeraldo il format Giovani Talenti, realizzato in collaborazione con Identità Golose, che porta in città alcuni dei nomi più interessanti della nuova cucina italiana. Martedì 13 gennaio è protagonista Matteo Grandi, chef una stella Michelin del ristorante Matteo Grandi in Basilica di Vicenza, con una cena che racconta una cucina istintiva ma misurata, guidata da tecnica invisibile, leggerezza e grande rispetto per la materia prima. Il menu invernale proposto per l’occasione attraversa mondi diversi, dalla sensibilità asiatica a quella francese, reinterpretati con una cifra personale ed elegante, tra piatti come il branzino al vapore con beurre blanc, il risotto al broccolo fiolaro e la faraona con cavolfiore fumé e salsa al tartufo.

Giovedì 15 gennaio torna invece TEDxMilano al Teatro Dal Verme, con la XIII edizione dedicata al tema Umanità. Un titolo ampio, che verrà esplorato dagli speaker attraverso prospettive diverse — dalla filosofia alla scienza, dal giornalismo alla cultura d’impresa — per interrogarsi su cosa significhi oggi essere umani in un’epoca di profonde trasformazioni sociali, tecnologiche e ambientali. Sul palco si alternano voci autorevoli del panorama italiano, mentre la serata è arricchita da una performance musicale dei Twin Violins e da una selezione di fotografie d’autore sul tema dell’umanità, curate dalla community culturale Perimetro. 

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Questi 4 segni zodiacali troveranno l’amore a Gennaio

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Questi 4 segni zodiacali fortunati in amore vivranno un mese di gennaio carico di emozioni intense e nuove opportunità romantiche

Gennaio è il mese dei nuovi inizi, e per questo le stelle regalano emozioni intense ad alcuni segni zodiacali fortunati in amore, pronti a iniziare l’anno seguendo il cuore.

In queste settimane le stelle incoraggiano l’autenticità, la voglia di costruire e il desiderio di lasciarsi alle spalle vecchie incertezze. Gennaio si trasforma così in un mese ricco di possibilità romantiche e nuove emozioni.

Per i segni zodiacali fortunati in amore, questo è un momento di svolta: incontri significativi, legami che si rafforzano e una nuova consapevolezza emotiva accompagneranno l’inizio dell’anno. 

Senza ulteriori indugi, scopriamo insieme quali sono i segni più fortunati in amore, che troveranno l'opportunità di vivere storie indimenticabili in questo mese speciale.

**Perché quando le cose vanno male leggiamo l'oroscopo?**

Oroscopo di gennaio: i segni zodiacali fortunati in amore

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Toro

Gennaio porta al segno del Toro un bisogno profondo di stabilità affettiva, accompagnato da un oroscopo favorevole alle relazioni sincere. Le stelle favoriscono legami costruiti con calma e fiducia, lasciando spazio a emozioni che crescono giorno dopo giorno. È un periodo ideale per chi desidera qualcosa di solido e duraturo, lontano dalle storie complicate.

I sentimenti si fanno più chiari e rassicuranti, permettendo al Toro di sentirsi finalmente al sicuro nel dare e ricevere amore.

Cancro

Per il Cancro, gennaio sarà un mese dolce e protettivo, in cui il cuore torna protagonista. Le stelle aiutano a lasciar andare paure e insicurezze, aprendo la strada a connessioni autentiche e profonde.

Le stelle favoriscono l’equilibrio tra desiderio e razionalità, permettendo di vivere l’amore con maggiore serenità. È un mese ideale per incontri armoniosi, in cui il dialogo e la complicità diventano centrali. È il momento giusto per fidarsi delle proprie sensazioni e costruire legami basati sull’empatia.

Leone

Il Leone è tra i segni zodiacali fortunati in amore di gennaio, perché vivrà una riscoperta del lato più autentico dell’amore. Le stelle attenuano l’orgoglio e favoriscono una maggiore apertura emotiva, permettendo di vivere i sentimenti con intensità ma anche con sincerità.

Chi è single potrebbe essere attratto da una persona capace di guardare oltre le apparenze, mentre chi è in coppia sentirà il bisogno di rafforzare il legame su basi più profonde. È un mese che invita a lasciarsi amare senza dover sempre brillare.

Pesci

Per i Pesci, gennaio è un mese carico di romanticismo e intuizioni emotive. Le stelle favoriscono incontri che nascono da una forte affinità interiore, capaci di toccare corde profonde. I sentimenti si esprimono con naturalezza, senza forzature, e permettono ai Pesci di vivere l’amore in modo autentico e coinvolgente.

È un periodo in cui sogno e realtà possono incontrarsi, dando vita a legami intensi e ricchi di significato.

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3 cose da fare in 5 minuti appena svegli per essere più produttivi

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Non servono morning routine complicate per iniziare la giornata con energia ed essere più produttivi, bastano 5 minuti e 3 accortezze

Secondo i sondaggi, il 77% degli italiani si sveglia già stanco e con poca energia. Non stupisce, quindi, che la “morning routine” sia diventata un argomento centrale, in particolare sui social, dove non mancano i consigli più disparati per iniziare la giornata carichi e riuscire a essere più produttivi. Spesso raccontata come un rituale rigido, fatto di ore di attività da manuale, è più fonte di ansia da prestazione che di reale benessere.

La verità è che non servono maratone mattutine, né sveglie all’alba per essere performanti. È più che sufficiente seguire una routine, semplice e sostenibile, capace di impostare la giornata sul giusto binario.

“Al risveglio, il nostro cervello è in una fase di transizione in cui la neuroplasticità è al suo apice: i primi minuti sono decisivi per stabilire se a guidarci sarà il nostro centro strategico (corteccia prefrontale) o l'amigdala, centro della reazione istintiva” spiegano Alessandro Da Col e Alessandro Pancia, fondatori di Accademia Crescita Personale – Meritidiesserefelice.

“Controllare lo smartphone appena svegli significa consegnare il controllo della giornata al caos. Bastano invece pochi gesti mirati per proteggere le nostre risorse cognitive all’insegna del giusto focus”.

3 pratiche da fare in 5 minuti al risveglio per essere più produttivi tutto il giorno

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Il Protocollo Minimo Efficace (PME)

Idratazione e luce

Addio alle docce gelate come test di resistenza. Bere un bicchiere d'acqua per reidratarci ed esporsi 2-3 minuti alla luce naturale – anche dalla finestra – consente di bloccare la produzione di melatonina, l’ormone del sonno.

Il "Brain Dump" strategico per essere più produttivi

Non serve dedicarsi a lunghi diari della gratitudine o a routine di bellezza che possono generare stress. Basta scrivere su un foglio la risposta a una sola domanda: "Qual è l'unica cosa che, se completata oggi, renderà la mia giornata un successo?". Questo sposta il cervello dalla modalità "reagire a tutto" a quella di "focalizzarsi sull'essenziale".

Silenzio deliberato

Oggi la sfida più complessa è saper resistere alla sovrabbondanza di stimoli. Non servono App costose o tecniche di meditazione complesse, basta concedersi 3-5 minuti di silenzio, seduti, senza input, per allenare la nostra capacità di non farci dirottare da ogni impulso.

“Il Protocollo Minimo Efficace è molto più potente di un'ora di rituali complessi che aggiungono solo stress. Per affrontare le nostre sfide quotidiane, non dimentichiamo anche il potere della visualizzazione, strumento prezioso per allenare il nostro sistema nervoso al successo, riducendo l'ansia da prestazione.

Visualizzare in modo vivido noi stessi mentre teniamo una presentazione, ad esempio, permette al cervello di attivare le stesse aree motorie che si attiverebbero realmente in quella circostanza.

La vera self-leadership non si basa, in definitiva, su processi astratti e complessi, bensì sul preparare noi stessi per affrontare al meglio la realtà quotidiana” concludono Da Col e Pancia.