Le uova di Pasqua più belle (e buone) del 2025 sono queste

C’era una volta l’uovo di Pasqua al cioccolato, al latte o fondente, ben incartato e infiocchettato, con la sorpresa. Oggi c’è ancora, ed è sempre un regalo benaugurante da fare o da ricevere.
Ma accanto alla versione più classica, una gamma di gusti e di forme, decorazioni e ingredienti ha stravolto la scena. Merito della creatività di una nuova generazione di maître chocolatier particolarmente talentuosi, che hanno saputo rivoluzionare il settore.
Tra i mono o bistrato, quelli ricoperti e i decorati a mano, scegliere è diventata un’impresa complicata. Per aiutarvi abbiamo selezionato le uova di Pasqua 2025 più belle e buone da ordinare online e ricevere a casa o da acquistare in pasticceria.
Le uova di Pasqua più belle del 2025
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Le creazioni chic e POP di Bodrato, Novi Ligure
Le proposte pasquali della bottega artigianale di Novi Ligure giocano con forme, texture e abbinamenti inaspettati. Fantasia e originalità caratterizzano l’Uovo POP, in due gusti: Popcorn, al cioccolato al latte con fiocchi di sale e mais croccante; e Cocco, con il guscio esterno di cioccolato fondente, lavorato per riprodurre la texture di un vero cocco, e un impasto di cioccolato bianco e cocco. L’altra novità è l’Uovo Farfalla, nelle varianti al cioccolato, al latte e fondente, con un guscio decorato con farfalle tridimensionali in cialda che sembrano librarsi leggere sulla superficie. Disponibile in tre misure: small, medium e large. Info qui
Le uova esotiche della Pasticceria Clivati, Milano
Come da tradizione, la Pasticceria Clivati propone vere e proprie sculture di cioccolato pregiato, che quest’anno hanno come protagonisti il Fico D’India, l’Ananas, il Cocco e l’Avocado. Un giardino esotico di dolcezza, a cui si aggiungono simpatici coniglietti che escono dal cappello e altri animaletti tutti realizzati con finissimo cioccolato al latte o fondente. Non mancano le uova di gallina, i classici ovetti e le uova lisce, con la possibilità di personalizzare (prenotando in anticipo) sia il gusto dell’uovo sia la sorpresa al suo interno. Info qui
Le Champ de Fleurs di Charlotte Dusart
Come sempre curate in ogni dettaglio, a mano, con amore e pazienza: le creazioni pasquali della cioccolatiera belga, che sei anni fa ha aperto la sua cioccolateria a Milano, vestono quest'anno i colori pastello della primavera. Freschi come dei fiori di campo, sembrano essere stati creati apposita per rallegrare la tavola delle feste. In un perfetto mix di artigianalità belga e italiana, Charlotte ha creato l’Uovo Floreale, protagonista della collezione: in edizione limitata, con decorazione floreale di tulipani fatta interamente di cioccolato è a base di cioccolato fondente Madagascar 71%. La sorpresa? Una serie di figurine di cioccolato bianco, al latte e fondente e ovetti ripieni.
Il “marchio di fabbrica” di Charlotte e del suo laboratorio sono invece le Uova Golose, al cioccolato fondente, al latte o al caramello, in versione multistrato: il primo è un fondente, gianduia & nocciole delle Langhe caramellate; il secondo è al cioccolato al latte & pistacchio Dubai style; il terzo è con cioccolato caramellato & cremino di arachidi, con arachidi caramellate. Non ultime, le Uova Classiche, in versione fondente (monorigine Madagascar 71%), al latte o bianco (su richiesta), colorate a mano una per una. Tutte le uova contengono come sorpresa figurine di cioccolato bianco, al latte e fondente e ovetti ripieni. Tutti i prodotti di Pasqua sono in vendita in boutique è online. Info qui.
La Foresta delle Meraviglie di Guido Gobino
La collezione della storica cioccolateria torinese celebra le feste con creatività, sapori raffinati e un tocco di magia. Cuore della serie La Foresta delle Meraviglie (nella foto di apertura) sono le uova decorate a mano una per una, realizzate con pregiati cioccolati al latte, fondente e fondente Monorigine Guatemala 70%. Al loro fianco, le uova bistrato e tristrato sono ancora più golose grazie a uno strato interno di Caramello pralinato. Novità di questa Pasqua, le Uova Soggetto riproducono animali e soggetti fantastici (sono prodotte in edizione limitata e disponibili solo nelle Botteghe Guido Gobino).
C'è l’uovo Maialino, l'uovo Rana, l'orsetto Chucky, è poi c'è l’uovo Pecora, in cioccolato bianco decorato con perline di zucchero, che in sole 5 confezioni nasconde una rara pecora nera: chi avrà la fortuna di trovarla riceverà in omaggio una cioccolata nelle botteghe Guido Gobino. Tutte le confezioni sono state ideate per ridurre l’uso della plastica in collaborazione con artigiani e organizzazioni locali, come la cooperativa Esserci. Le sorprese all’interno delle uova sono realizzate con materiali naturali. Altre, invece, sono un invito alla cultura, come nel caso dei biglietti d’ingresso per il Museo Lavazza e la Reggia di Venaria contenuti nelle creazioni N’Uovo Materia Latte e N’Uovo Granellato. I prodotti sono acquistabili nelle Botteghe di Torino e Milano è online. Info qui.
Le uova decorate a mano di Alimentari Innocenti, Candeli (FI)
È Matteo Innocenti, titolare della Alimentari Innocenti di Candeli, l’artista decoratore di queste uova. Semplici basi di cioccolato finissimo, al latte o fondente, prendono colore nelle sue mani a seconda dell’ispirazione che guida la sua fantasia. Nessun disegno preliminare, anche per questo ogni uovo è diverso dall’altro.
“L’Alimentari Innocenti è un’istituzione a Candeli“, così dice chi conosce e frequenta questo posticino che è una vera chicca a una manciata di chilometri dal centro storico di Firenze. Ben visibile dalla bella terrazza, aperta d’estate, e dalla veranda con ampie vetrate, accessibile tutto l'anno, sono la cupola del Brunelleschi e la grande ruota panoramica che la sera si accende di rosso nel Parco delle Cascine. Dal 1946 a oggi il locale ha mantenuto la stessa denominazione di “Alimentari”, ma nel tempo è cresciuta la sua offerta gastronomica, in particolare da quando i fratelli Matteo e Sara Innocenti, accompagnati dalla mamma in cucina, ne hanno ereditato la gestione dal padre. Un po’ bar-pasticceria, un po’ locale per l’aperitivo, ma di quelli “rinforzati”, per davvero, da abbondanti taglieri di salumi, formaggi, torte salate e altre ghiottonerie. E ancora, è ristorante, aperto a pranzo e a cena con un menù alla carta che include diversi piatti del giorno. Sicuramente è una gastronomia fornitissima, con possibilità di take-away di prelibatezze fresche e genuine. Infine, è una bottega di prodotti accuratamente scelti, dalla pasta ai sughi, dalle conserve alle tisane e molto altro. Per l’accoglienza calorosa e perché si mangia proprio bene, è un indirizzo da segnare in agenda... anche solo per fuggire dal caos della città e ritrovare un angolo di Toscana autentica, verace, sincera. Info qui
L’Uovo Bean-to-Bar di Grezzo Raw Chocolate, Roma
Quando una visione audace e contemporanea incontra l’arte e il mestiere della tradizione del cioccolato artigianale, non possono che nascere prodotti singolari, unici e irripetibili. Come quelli proposti da Nicola Savi, ideatore e fondatore di Grezzo Raw Chocolate, che per questa Pasqua ha creato una collezione di uova e dolci gourmet rigorosamente crudisti, vegani e biologici. Un'offerta che soddisfa il palato e le aspettative di chi è attento a ciò che mangia, pur non volendo rinunciare al piacere “sano” di gustare qualcosa di raffinato e irresistibile al palato.
Il protagonista assoluto è l’Uovo Bean-to-Bar 100% Crudista. La lavorazione "bean-to-bar" a basse temperature consente di preservare il bouquet aromatico originale del cacao biologico e di mantenerne integre tutte le proprietà nutrizionali. Da non perdere il Marzapane Crudista Vegano Chetogenico, un impasto raffinato di mandorle, eritritolo e cocco, completato da un tocco di olio essenziale d’arancia e avvolto da una copertura croccante di cioccolato crudo, con basso contenuto di carboidrati e zero zuccheri. E poi, la Fedora Crudista Vegana, una creazione che si ispira alla tradizione siciliana con un impasto delicato di farine nobili, mela e agave che si fonde a una crema setosa di ricotta vegetale di anacardi, impreziosita da una ganache agrumata e da gocce di cioccolato crudo al 65%. Infine, il Krumorino Pasquale, ispirato ai profumi nostalgici della classica Colomba, porta un tocco contemporaneo alla tavola. Mandorle, uvetta e un morbido ripieno agli agrumi ne fanno un dolce senza glutine e completamente vegetale, decorato con zucchero di cocco e mandorle intere (disponibile anche senza zucchero). Info qui
La limited edition Lunare di Giraudi, Castellazzo Bormida (AL)
Sono opere d’artista, frutto di un lavoro artigianale in cui sia la decorazione sia il confezionamento sono fatti a mano. Nella collezione creata dai maestri Giacomo e Davide Boidi spiccano le Uova di Pasqua Artistiche al latte, al caramello e fondente, dipinte una ad una con colori naturali. L’uovo Nido d’Ape, al cioccolato al latte 36% o fondente 61%, con un alveare e all’interno una piccola ape.
In edizione limitata è l'uovo Lunare, al cioccolato fondente 61% con nocciole trilobate tostate, ricoperte di cremino pralinato. E ancora, le uova Primavera sono un inno ai colori della stagione, le Decorate al cioccolato, al caramello, al pistacchio o fondente e quelle nella variante alla Frutta Secca sono irresistibile. Chiude la collezione, C’era un... uovo, metà al latte e l’altra fondente. Un vero invito alla condivisione. Info qui
L’uovo di cioccolato Ruby di Bonfissuto di Canicattì (AG)
Estetica, qualità, gusto raffinato: ognuno di questi aspetti trova piena realizzazione nell’intera collezione pasquale della pasticceria di Canicattì. Che quest’anno celebra l’uovo di Pasqua come simbolo della festività, rendendogli omaggio con due novità. L’uovo di cioccolato Ruby, ricoperto di un crumble di frutti rossi con sorpresa all’interno.
E l’altra, il Panettuovo, un dolce da forno a lievitazione naturale con copertura al cioccolato bianco, pistacchi, nocciole e pepite di Cioccolato di Modica, rigorosamente a forma di uovo. La selezione di colombe e dolci ispirati ai sapori autentici della Sicilia è ampia e ogni creazione valorizza la tradizione. Tutta la collezione è disponibile qui
Le uova decorate a mano di Ziccat, Torino
Eleganti, divertenti, golose, artistiche o raffinate: ogni uovo di Pasqua Ziccat racconta ha un suo stile e personalità. L’Uovo Argentato, in cioccolato fondente è impreziosito da una rifinitura artistica realizzata a mano libera; l'Uovo con granella di pistacchio è per i più golosi; l'Uovo Dragées, con una copertura di nocciole IGP Piemonte intere ricoperte di cioccolato, è per i palati raffinati. Creazioni divertenti come l'Uovo - Ranocchio o il classico Coniglietto pasquale sono pensati per i più piccoli.
Tutti i prodotti pasquali di Ziccat sono decorati con tecniche a immersione e a mano libera, per un mix di texture decorative che rendono ogni scultura unica e originale, e racchiusi in eleganti confezioni regalo. Info qui.
La Savana di cioccolato di Yuri Cestari
Membro dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani (AMPI) e fondatore di BETAcioc, un laboratorio di produzione di cioccolato con annessa aula di ricerca e sviluppo, insieme a Filippo Falciola, il Pastry&Chocolate consultant Yuri Cestari rende gli animali della savana protagonisti della Pasqua Ed ecco: Leo rollo a base di cioccolato al latte con dettagli fondenti aerografato con burro di cacao giallo, Ipporollo a base di cioccolato bianco, il Rinorollo al cioccolato bianco e Gorolllo che diventano protagonisti di tante storie. Info qui
Le uova di Pasqua monorigine di Marchesi 1824
A ispirare l’intera collezione pasquale creata dal Pastry Art Director Diego Crosara è il Gioco dell'oca. Insieme con i lievitati, le uova di cioccolato evocano un mondo bucolico e trasportano in un universo immaginifico di dolcezza e spensieratezza. Prima di pensare a ogni creazione, è stata fondamentale la scelta del cacao: cioccolato fondente Venezuela Sur del Lago 72%, intenso, con note di mandorla tostata e caffè; e cioccolato al latte Repubblica Dominicana 46%, un abbraccio cremoso e avvolgente, con un profilo aromatico che richiama la dolcezza della frutta secca e del caramello.
Oltre alle Uova classiche al latte e fondente la storica pasticceria milanese propone una varietà di Uova Speciali al Lampone, Pistacchio, Caramello salato, Nocciolato, Mandorlato, e una novità l'Uovo Stracciatella, un'interpretazione fresca e golosa con cioccolato bianco arricchito da gruè di cacao. La collezione si fa preziosa con le Uova di Pasqua Decorate a mano con ghiaccia reale e pasta di zucchero ed elementi che rimandano al tradizionale Gioco dell'Oca: il percorso a spirale, le caselle numerate e le oche prendono vita su finissimo cioccolato fondente, al latte o bianco (su ordinazione). I prodotti sono disponibili presso le tre pasticcerie a Milano e online. Info qui
L’uovo del maestro cioccolatiere Gianluca Fusto per Bvlgari Hotels & Resorts
In edizione limitata, ogni uovo è un piccolo capolavoro. Il cuore è un pralinato montato e arricchito con Polenta Napoleonica Bruciata e Nocciola delle Langhe di Cortemilia, avvolto in due strati di cioccolato e impreziosito da semi di zucca sia caramellati sia naturali. Ogni morso è un’esplosione di contrasti: in termini di consistenze, la croccantezza dei semi si fonde armoniosamente con la morbidezza del pralinato, mentre l’incontro di sapori intensi, dolci e aromatici che creano l’ensemble regala al palato un’esperienza di gusto complessa e raffinata. La confezione, ispirata alle eleganti scatole che custodiscono le creazioni gioiello Bvlgari, vuole essere un omaggio alla cifra distintiva della Maison. Info qui.
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10 ristoranti italiani da provare a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.
Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.
Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.
I ristoranti italiani a Milano da provare
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Veramente
Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.
In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping.
Via Palermo, 11
Sandì
In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.
Via Francesco Hayez, 13
CreDa
CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.
Via Orti, 12
Trattoria all'Antica
Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.
Via Montevideo, 4
Al Vecchio Porco
Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.
Via Messina, 8
Speciale Osteria
Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.
Via Pastrengo, 11
St. Ambroeus
St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.
Corso Giacomo Matteotti, 7
Trattoria del Ciumbia
In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.
Via Fiori Chiari, 32
Autem
Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.
Via Serviliano Lattuada, 2
Il Luogo di Aimo e Nadia
Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.
Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6
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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.
Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).
La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore.
L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.
**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**
**Come non ammalarsi questo inverno? 8 cibi anti-influenza**
Cosa mangiare per essere più felici
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Cioccolata calda fatta in casa
Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.
Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.
Salmone e pesce azzurro
Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.
Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.
Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.
Cereali integrali
Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.
Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.
Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.
Frutti di bosco
Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.
Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.
Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.
Frutta secca e granola
Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.
Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.
Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.
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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.
Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.
Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.
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Quali sono le barrette proteiche da evitare?
«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».
Vanno bene anche per chi non fa fitness?
Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».
Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?
«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.
Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?
«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».
Qual è la differenza con le barrette energetiche?
«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».
Se le barrette proteiche sono poco digeribili
«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».
Si possono fare da soli?
«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»
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Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?
Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.
Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.
**5 superfood che fanno super-bene alla salute**
Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo
Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.
Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.
Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.
**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**
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Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello
Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.
Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.
Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni
Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.
Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.
Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione
La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.
Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.
Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto
Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.
Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.
Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia
Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.
È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.
Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario
Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.
Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.
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