8 ristoranti romantici a Milano da provare assolutamente

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Dai Navigli a Brera, i ristoranti romantici a Milano non mancano: ecco 8 ristoranti perfetti per una cena a due ad alto tasso d'amore

Quando si parla di ristoranti sono due le cose che contano. Ancora di più se si parla di ristoranti romantici: l'atmosfera e il menù.

Ecco perché nel fare una selezione tra i migliaia di locali di Milano abbiamo fatto caso a incrociare questi due elementi ad alto tasso di pathos.

Il risultato sono questi 8 indirizzi a cui abbiamo aggiunto un vezzo in più: il consiglio degli chef su quale sia il piatto più romantico per lei e per lui.

Per un primo appuntamento, un anniversario, un’occasione speciale, ecco i migliori ristoranti in città per trascorrere una serata romantica a base di sguardi e di chiacchiere a bassa voce, occhi negli occhi e, naturalmente, di buon cibo!

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Ristoranti romantici Milano cena romantica Milano dove mangiare in coppia a Milano Ristorante Mimmo Milano

Ristorante Mimmo Milano

Via Giuseppe Sirtori, 34

D'inverno un caminetto scoppiettante scalda l'ambiente e crea l'atmosfera.

D'estate, invece, è la terrazza riservata e illuminata con candele e lanterne l'angolo di pace e di relax nel cuore di Milano.

Da Mimmo Milano il menù cambia ogni tre mesi, per seguire la stagionalità dei prodotti offerti, tutti di alta qualità e selezionati con cura dal giovane chef Andrea Marinello. Ma in carta lo chef ha deciso di mantenere fisse due signature. Le stesse che consiglia alle coppie di innamorati che mangiano da lui.

Il piatto romantico per lei è il Tiramisù Milanese, preparato con savoiardi fatti in casa come vuole la tradizione e un’aggiunta speciale. Il tocco di milanesità è nel mascarpone, insaporito allo zafferano. Il dolce è servito scomposto.

Il piatto più romantico per lui è lo Spaghetto Alcalino, particolare perché a PH basico. La pasta è Cavalier Cocco, mantecata con una crema di pistacchi dolci al naturale, un pizzico di peperoncino e uno zester di lime.

Ristoranti romantici Milano cena romantica Milano dove mangiare in coppia a Milano Ristorante Il Mosto Selvatico

Ristorante Il Mosto Selvatico

Via Cesare da Sesto, 13

A metà strada tra le Colonne di San Lorenzo e la Darsena, Il Mosto Selvatico è un ristorante grande nelle dimensioni, ma per natura intimo, raccolto e accogliente.

Con un'anima da trattoria milanese e una vocazione glamour. Ognuna delle cinque sale è realizzata con il suo stile di arredo e di decoro.

In tavola lo chef e titolare Nicola Colella porta la sua terra d’origine, la Puglia, reinterpretando con estro e creatività una cucina tradizionale a base di verdure e di prodotti semplici, di spezie per esaltare i sapori, di paste, risotti, zuppe, carni e pesce (sempre freschissimo). Il tutto accompagnato da una carta di vini che è il fiore all’occhiello di questo posto.

Il piatto più romantico per lei è un tris (afrodisiaco) di tartare di scampi, ricciola e tonno rosso con germogli di zafferano e foglie di ostrica.

Il piatto più romantico per lui i tagliolini di pasta fresca con gambero rosa di Gallipoli e polpa fresca di riccio di mare.

Ristoranti romantici Milano cena romantica Milano dove mangiare in coppia a Milano Ristorante Tre Cristi Milano esterno

Ristorante Tre Cristi

Via Galileo Galilei, 5, Angolo Via Marco Polo

Ogni piatto porta il nome di una zona di Milano: da Brera a Isola, da Porta Nuova a Città Studi, senza dimenticare la periferia con il rione di Dergano. 

In nome della tradizione e della qualità degli ingredienti, dell’ambiente e dell’eco sostenibilità lo chef Franco Aliberti utilizza in toto gli ingredienti, anche le parti meno nobili, trattandoli con la sua innata curiosità e voglia di sperimentare. L’ambiente elegante e raffinato offre “solo” 35 coperti.

Lo spazio ampio a disposizione fa si che ogni tavolo risulti adeguatamente separato dall’altro. Così da garantire riservatezza e intimità alle coppie che vogliono godersi la propria esperienza gastronomica in un tet-a-tet gustoso e stuzzicante.

Il piatto più romantico per lei è il Portanuova, a base di cavolo cappuccio viola, trota affumicata, panna acida Sarpi e ravioli. Un piatto ricco, completo e, assicura lo chef, il più elegante in carta.

Il piatto più romantico per lui è il Città Studi, un biancostato rosolato a fiamma alta sulla griglia a carbone, in seguito marinato e cotto al cartoccio il forno a 120° per una notte. Il giorno dopo è sgrassato, sfibrato, ricomposto e grigliato una seconda volta. Con le ossa si prepara la salsa che accompagna il piatto.

Ristoranti romantici Milano cena romantica Milano dove mangiare in coppia a Milano Ristorante Piazza Repubblica

Ristorante Piazza Repubblica

Via Aldo Manuzio, 11

Per chi lo conosce bene e lo frequenta spesso, il Piazza Repubblica, a due passi dall’omonima piazza milanese, è un luogo familiare, che ha il profumo e l’atmosfera della cucina di casa.

Il suo plus è quel tocco unico e inimitabile di innata milanesità, che si svela e rivela nella sobria eleganza degli arredi e dei dettagli, nell’intimità creata dalle luci soffuse, nella musica d’ambiente, nel servizio estremamente curato e professionale. Il menù proposto dal giovane chef Alex Brambilla è vario e mixa piatti della tradizione lombarda e meneghina a proposte più ricercate e innovative.

Uno speciale menù a base di tartufo bianco è disponibile solo per un tempo limitato, quando la stagione lo permette.

Il piatto più romantico per lei è la capasanta planciata, polenta bianca, topinambur arrostito e acqua di melograno.

Il piatto più romantico per lui è un petto d'anatra arrostito, sedano rapa, cremoso di granoturco e barbabietola in cialda.

Ristoranti romantici Milano cena romantica Milano dove mangiare in coppia a Milano Osteria di Porta Ciccia

Osteria di Porta Ciccia

Ripa di Porta Ticinese, 51

La semplice e sobria eleganza di un ambiente curato nei dettagli, la buona cucina tipica delle osterie di una volta. E, in più, un tocco gourmet.

Le proposte della cucina sono moderne e innovative, i piatti sono leggeri e vivaci. Ricette regionali e ingredienti utilizzati raccontano la terra di provenienza della chef Tiziana Branca, la Puglia, da dove arrivano le cicerchie, le cime di rapa e i gamberi rosa di Porto Santo Spirito, i taralli tipici (sbriciolati negli Spaghetto aglio, olio e peperoncino), l’alloro.

La carne invece è piemontese e il risotto con pistilli di zafferano e dadolata di ossobuco in gremolada è un gentile omaggio a Milano, la città l’ha accolta.

Il piatto più romantico per lei è la Ceviche di Ricciola con riso Venere, Guacamole, Gazpacho ai Lamponi e Tropea in agrodolce.

Il piatto più romantico per lui sono i tagliolini di Barbabietola con Alici, pane croccante al Finocchietto e Cavolfiore.

Ristoranti romantici Milano cena romantica Milano dove mangiare in coppia a Milano Ristorante Valhalla

Ristorante Valhalla

Via Gaetano Ronzoni, 2

Una cena romantica per coppie di guerrieri valorosi come vichinghi… almeno a tavola!

Valhalla è il primo ristorante vichingo italiano a Milano, a pochi passi dalla Darsena.

Dalla cucina lo chef Mauro Molon propone una scelta di selvaggina cotta alla brace o con la tecnica della bassa temperatura. Si pasteggia con idromele, birre artigianali e buon vino di piccoli produttori.

Ogni piatto ha un divertente nome vichingo, che richiama la mitologia di Odino, mentre l’ambiente è ispirato al mondo sensibile del Miðgarðr. Pelli, elmi e scudi alle pareti evocano le atmosfere dell'Ásgarðr, il Valhalla appunto, dimora eterna per gli eroi caduti gloriosamente in battaglia.

Il piatto più romantico per lei è la tartare d'agnello marinato al cassis e ribes nero, maionese affumicata e mandorle.

Il piatto più romantico per lui è lo Stinco di vitello e radicchio tardivo.

Ristoranti romantici Milano cena romantica Milano dove mangiare in coppia a Milano Ristorante Carminio

Ristorante Carminio

Via Del Carmine, 3

Magari non è esattamente il ristorante più romantico di Milano, ma di sicuro è un luogo che propizia l’amore: «qui sono nati (e nascono) molti nuovi amori, lo chef cucina con amore, gli ospiti mangiano condividendo i piatti», dice la titolare Adele.

Un po’ locanda e un po’ trattoria, un po’ bistrot e un po’ latteria, Carminio ha il fascino e il calore di una casa.

In cucina lo chef Giovanni Costantino usa prodotti degli orti, delle cascine e degli allevamenti appena fuori città, e con semplicità li trasforma in cibi sani e gustosi.

Il menu cambia spesso, in base alla stagionalità dei prodotti. Per innamorati o per innamorarsi lo chef consiglia…

Il piatto più romantico per lei gli gnocchi di barbabietola saltati con caprino fresco e baby spinach guarniti con granella di noci.

Il piatto più romantico per lui il bollito di biancostato accompagnato dalla sua salsa verde, una polenta alla curcuma e il lime.

Ristoranti romantici Milano cena romantica Milano dove mangiare in coppia a Milano FIoraio Bianchi

Fioraio Bianchi

Via Montebello, 7

Tra fiori che si possono acquistare e portare a casa, e sapori da gustare, nella vecchia Brera Fioraio Bianchi è un ristorante che somiglia a un bistrot parigino, con pezzi di arredamento originali in stile retrò, golosità ricercate, ma leggere.

I colori caldi e le pareti délabré creano un contrasto romantico, intimo e unico con il cotto a vista e i tavolini di ferro battuto. L’accento francese di René, il direttore di sala, e il tocco dello chef Robbie Pepin, pluripremiato braccio destro di Alain Ducasse, completano l’allure da bistrot di una volta.

Al Fioraio Bianchi Caffè si va a pranzo, a cena e per fare due chiacchiere in tutta tranquillità davanti a croissant e frolle accompagnate da un caffè prima di cominciare la giornata, o per condividere un calice di vino all’aperitivo a fine lavoro. Il menù varia ogni mese, le proposte sono un piacevole incontro di tradizione e materie prime italiane con un tocco internazionale.

Il piatto più romantico per lei gli involtini di spada del Fioraio.

Il piatto più romantico per lui è il carrè d’agnello, zucca rifatta e mandorle con sughino di zucca arrosto.

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Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

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Dalla cioccolata calda al pesce azzurro: ecco cosa mangiare per essere più felici e contrastare la tristezza invernale

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.

Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).

La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore. 

L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.

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Cosa mangiare per essere più felici

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Bridget Jones piumino

Cioccolata calda fatta in casa

Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.

Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.

Salmone e pesce azzurro

Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.

Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.

Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.

Cereali integrali

Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.

Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.

Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.

Frutti di bosco

Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.

Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.

Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.

Frutta secca e granola

Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.

Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.

Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.

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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

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Le barrette proteiche non sono tutte uguali. Gli esperti ci spiegano come riconoscere quelle che fanno bene da quelle che sono solo snack

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.

Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.

Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.

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barrette proteiche da evitare

Quali sono le barrette proteiche da evitare?

«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».

Vanno bene anche per chi non fa fitness?

Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».

quali barrette proteiche scegliere

Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?

«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.

Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?

«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».

migliori barrette proteiche

Qual è la differenza con le barrette energetiche?

«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».

Se le barrette proteiche sono poco digeribili

«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».

barrette proteiche se non fai sport

Si possono fare da soli?

«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»

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Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

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Dalle vitamina al magnesio: ecco i nutrienti fondamentali per la salute da assumere attraverso una dieta varia ed equilibrata

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?

Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.

Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.

**5 superfood che fanno super-bene alla salute**

Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo

Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.

Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.

Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.

**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**

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Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello

Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.

Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.

Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni

Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.

Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.

Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione

La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.

Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.

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Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto

Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.

Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.

Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia

Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.

È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.

Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario

Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.

Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95