Dieci dolci estivi e freschi da fare quest'estate

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Dai ghiaccioli di kiwi e anguria al frappè al caffè: dieci dolci estivi, freschi, facili da fare e gustosi, da provare quest'estate

I dolci estivi non hanno niente da invidiare a quelli dell'inverno.

Freschi e veloci da preparare (spesso senza forno) sono la giusta conclusione delle calde giornate d'estate.

Per questo abbiamo setacciato la rete per trovare delle ricette originali e da acquolina assicurata, facili da realizzare e, in qualche caso, anche light (per quanto possibile).

Ne abbiamo scelte dieci, per tutti i gusti: scegliete quella che fa per voi o provateli tutti.

(Continua sotto la foto)

Ghiaccioli kiwi e anguria

Tempo di preparazione: 20 minuti

Ingredienti per otto porzioni: 60 ml di acqua, due cucchiaini di zucchero, 300 gr di anguria (tagliata a cubetti e denocciolata), 8 kiwi. Vi serviranno poi 8 bicchierini di carta o plastica e 8 stecchi di legno

Procedimento: In un pentolino sul fuoco basso sciogliete lo zucchero nell'acqua. In un frullatore mescolate l'anguria e 15 ml dello sciroppo ottenuto mescolando acqua e zucchero. Coprite e lasciate raffreddare. Versate il composto nei bicchierini, dividendolo equamente. Coprite con della carta stagnola, fate un buchetto al centro e infilate lo stecco di legno. Mettete nel congelatore per una o due ore, finché il composto non si sarà solidificato. 

Versate nel frullatore i kiwi e il restante sciroppo, mescolate e versatelo nei bicchierini, sopra la parte all'anguria già solidificata. Lasciare in freezer per almeno 4 ore. 

Zuppa inglese ai frutti di bosco

Tempo di preparazione: 30-40 minuti

Ingredienti: 250 gr di fragole, 250 gr di mirtilli, 250 gr di lamponi, pan di spagna (per la preparazione, vedete la ricetta del rotolo), 60 ml di acqua, 10 ml di succo di limone, 10 gr di zucchero, 450 gr di Philadelphia, 150 gr di zucchero granulato, 500 ml di panna da montare, 5 ml di estratto di vaniglia

Procedimento: In un recipiente mescolate i 10 gr di zucchero, il succo di limone e l'acqua fino a ottenere uno sciroppo. In un altro recipiente mescolate il Philadelphia con lo zucchero granulato. Aggiungete la panna e montate tutto insieme con un mixer fino a ottenere una consistenza cremosa. Aggiungete la vaniglia e mescolate.

Preparate il pan di spagna e una volta raffreddato tagliatelo a dadini e create una base nei vostri contenitori. Spennellate con lo sciroppo di limone e aggiungete sopra lo strato di crema e poi uno strato di frutti di bosco. Ripetete l'operazione fino a riempire la coppetta o il barattolo.

Frappè al caffè

Tempo di preparazione: 10 minuti

Ingredienti per un bicchiere: uno yogurt alla vaniglia, 120 ml di caffè freddo, 45 ml di topping al cioccolato, ghiaccio

Procedimento: Mischiate in un contenitore lo yogurt, il caffè e il topping al cioccolato. Aggiungete il ghiaccio e frullate tutto insieme per qualche secondo. Versate nel bicchiere e decorate a piacere.

Panna cotta alle mandorle

Tempo di preparazione: 20 minuti (più 5 ore di rassodamento)

Ingredienti per 5 stampini: 300ml di panna fresca liquida, 300 ml latte di mandorle, 1 cucchiaino di estratto di mandorla amara, 8 gr di gelatina in fogli, 200 gr di zucchero a velo

Procedimento: Mettete i fogli di gelatina ammollo in acqua fredda per 10 minuti. Nel frattempo versate la panna e il latte di mandorla in un pentolino, aggiungete l'estratto di mandorle amare e scaldate a fuoco basso fin quasi a bollire. Spegnete il fuoco e aggiungete lo zucchero a velo setacciato mescolando con una frusta. Strizzate i fogli di gelatina e uniteli al composto caldo continuando a mescolare evitando che si formino grumi.

Versate il composto negli stampini e riponeteli in frigo per almeno 5 ore finché non si rassoda. Sformate gli stampini capovolgendoli su un piatto e guarnite a piacere.

Torta di Pan di Stelle

Tempo di preparazione: 20 minuti

Ingredienti: un pacco di Pan di Stelle (o simili), 250 gr di cioccolato al latte o fondente, 70 ml di latte, 200 ml di panna per dolci

Preparazione: Per preparare la mousse sciogliete a bagno maria il cioccolato e il latte e lasciatelo raffreddare fino a temperatura ambiente. Montate la panna e, una volta raffreddata, aggiungete la crema al cioccolato e mescolate con una spatola con movimenti rotatori dal basso verso l'alto.

Prendete i Pan di Stelle, inzuppateli velocemente in un po' di latte e distribuiteli nella teglia o in singoli piattini (se volete fare delle monoporzioni) alternandoli con la crema. Spolverate, se volete, con zucchero a velo o scaglie di cioccolato.

Sorbetto ai lamponi

Tempo di preparazione: 20 minuti

Ingredienti: 225 grammi di zucchero, 250 ml di acqua, 30 ml di succo di limone, 125 gr di lamponi, 30 ml di succo d'arancia

Procedimento: In un pentolino, su fuoco basso, sciogliete lo zucchero nell'acqua. Togliete dal fuoco e aggiungete il succo di limone. Versate tutto in una pentola più grande, coprite e lasciate raffreddare completamente. Nel frattempo, frullate insieme i lamponi e il succo d'arancia. Prendete un setaccio e utilizzatelo per versare la purea nella pentola raffreddata con il succo di limone, in modo che rimangano nel setaccio i semini e scendano solo il succo e la polpa.

Versate il composto in una teglia o in un piatto e lasciate congelare in freezer per almeno 4 ore. Tirate fuori dal congelatore e con una forchetta picchiettate il composto tritandolo un po'. Poi versatelo nel frullatore e mescolate per 30 secondi. Poi versate e servite.

Semifreddo alle mandorle e pistacchi

Tempo di preparazione: 30 minuti

Ingredienti: 250 ml di latte, 250 ml di panna fresca, 150 gr di zucchero, 100 grammi di farina di mandorle, 6 tuorli, 15 gr di gelatina in fogli, 1 cucchiaio di rum, 1 seme di una bacca di vaniglia, 50 gr di pistacchi

Procedimento: Mettete la gelatina ammollo in acqua fredda per 10 minuti. Poi strizzatela. Unite i tuorli con lo zucchero in una ciotola e sbatteteli finché non saranno gonfi e spumosi. Versate in un pentolino la vaniglia, il rum, la polvere di mandorle, il latte e la panna e fate scaldare tutto sul fuoco per qualche minuto, poi unite la gelatina e i pistacchi precedentemente spezzettati, mescolate e lasciate addensare e raffreddare. 

Versate il composto in uno stampo per plumcake (se non è di silicone ricordatevi di rivestirlo prima con della pellicola per alimenti). Lasciate solidificare in frigo per almeno un'ora. Guarnite a piacimento.

Rotolo con crema al cioccolato e mousse di caffè

Tempo di preparazione: 40 minuti

Ingredienti per il rotolo: 4 uova medie, 80 gr di farina, 115 gr di zucchero

Ingredienti per la crema al cioccolato: 250 ml di panna fresca liquida, 100 gr di cioccolato fondente, 150 gr di cioccolato al latte

Ingredienti mousse al caffè: 500 ml di panna, 50 ml di caffè

Procedimento: Per preparare il pan di spagna per il rotolo, montate le uova in una ciotola a velocità media, aggiungete lo zuccher e continuate a montare per qualche minuto. Aggiungete la farina setacciata e mescolate con una spatola con movimenti rotatori dal basso verso l'alto finché non sarà del tutto assorbita e non otterrete un composto spumoso. Imburrate e foderate con la carta forno una teglia da 30x38 cm. Versate il composto e livellatelo con la spatola. Cuocete in forno statico preriscaldato a 220° per 8-9 minuti. Sollevate la base con attenzione dalla teglia e capovolgetela su un altro foglio di carta da forno e aspettate un po' che si raffreddi prima di eliminare il primo.

Sciogliete a bagno maria il cioccolato fondente e quello al latte con un goccio di latte. Lasciate raffreddare e nel frattempo montate la panna fresca. Unite i due composti fino a ottenere una crema liscia e stendetela sul pan di spagna raffreddato.

Arrotolate delicatamente il pan di spagna aiutandovi con la carta forno sottostante. Ricoprite con la mousse al caffè che avrete preparato montando la panna e mischiandola al caffè.

Crostata di limone alla crema di formaggio e frutti di bosco

Tempo di preparazione: un'ora

Ingredienti per la pasta frolla: 400 gr di farina, 170 gr di zucchero, 170 gr di burro, scorza di un limone grattugiata, un pizzico di sale e bicarbonato, 2 uova

Ingredienti per la crema: 250gr di formaggio spalmabile, 125gr di yogurt greco al limone, 125 di mascarpone, 150g di zucchero a velo, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia, 225ml di panna fresca da montare

Procedimento: Per preparare la pasta frolla, versate su un ripiano la farina, lo zucchero, il sale, il bicarbonato e la scorza di limone, aggiungete il burro (ammorbidito o appena sciolto) e impastate con le mani fino a ottenere un composto pastoso e omogeneo. Fatene una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciate riposare in frigo per mezz'ora.

Nel frattempo preparate la crema, mescolando in un recipiente il formaggio, il mascarpone e lo yogurt, una volta ottenuto un composto cremoso, aggiungete lo zucchero e la vaniglia e continuate a mescolare. Infine unite la panna fresca e montate con delle fruste. 

Preriscaldate il forno a 180°, imburrate e infarinate una teglia rotonda del diametro di 23 cm. Prendete l'impasto della crostata e stendetelo sulla teglia cercando di livellarlo aiutandovi con un bicchiere. Mettete in forno per una ventina di minuti. Una volta cotto e raffreddato, aggiungete la crema al formaggio e decorate con frutti di bosco.

Torta al burro di arachidi

Tempo di preparazione: 30 minuti (più un'ora di frigorifero)

Ingredienti: Un pacchetto di Oreo (circa 36 biscotti), 225 gr di burro, un barattolo e mezzo di burro di arachidi (più due cucchiai a parte), 125 gr di zucchero, 180 gr di gocce di cioccolato, una confezione di glassa per dolci al cioccolato.

Procedimento: Sciogliete in un pentolino metà della quantità di burro (112 grammi). Tritate finemente gli Oreo e uniteli al burro precedentemente sciolto. Mettete un foglio di carta da forno nella teglia del diametro di circa 23 cm e a quel punto versate il composto e con l'aiuto di un bicchiere rendeterlo omogeneo per fare la base e il bordo della torta. Lasciate raffreddare in frigo per circa venti minuti.

Nel frattempo, in un mixer unite il burro rimasto (ammorbidito) con il burro di arachidi e lo zucchero. Mescolate alla velocità più bassa finché non otterrete un composto cremoso e spumoso. Versate il composto nella teglia verificando che la base si sia indurita e lasciate riposare in frigo per dieci minuti.

Prendete la glassa, fatela sciogliere a bagno maria e unitela ai due cucchiai di burro di arachidi rimasti. Solo dopo unite il composto alle gocce di cioccolato e versate tutto sopra per formare uno strato coprente sulla torta. Lasciatela riposare in frigo almeno un'ora prima di mangiarla.


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Le fibre sono il segreto per restare in forma e in salute: vi spieghiamo come mangiarne di più

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Favoriscono la salute dell’intestino e aiutano a stare alla larga da attacchi di fame, chili in più e cattivo umore: ecco come mangiare più fibre

Per assicurarsi una buona salute è fondamentale sapere come mangiare più fibre.

Questo perché le fibre sono preziose per il corretto funzionamento dell’organismo: aiutano a eliminare le sostanze di scarto in eccesso che se si accumulano e favoriscono gonfiore e chili in più.

In più, hanno un’eccezionale azione saziante. Danno un maggiore senso di pienezza al pasto e di conseguenza, fanno mangiare di meno.

Prolungano inoltre la sazietà e contrastano gli attacchi di fame, a tutto vantaggio della linea e della salute.

Un consumo regolare di fibre nella dieta aiuta infatti a stare alla larga dal sovrappeso e dall'insorgenza del diabete di tipo 2, delle malattie cardiovascolari e da tanti altri disturbi.

Le fibre, in particolare quelle solubili, sono delle ottime alleate del buonumore.

Hanno un'azione prebiotica: nutrono i batteri buoni che favoriscono la salute dell'intestino, che è coinvolto a sua volta nella produzione di serotonina, l'ormone della felicità. 

Ecco le dritte e gli abbinamenti migliori per mangiare più fibre

(Continua dopo la foto)

spesa frutta e verdura

Per mangiare più fibre non fatevi mai mancare verdura e frutta

Per consumare a tavola più fibre la prima mossa da seguire consiste nel mangiare più verdura, in particolare quella a foglia verde, come spinaci, bietola, lattuga.

Anche la frutta di stagione, meglio ancora se biologica ne è una buona fonte.

Mele e pere bio, per esempio, possono essere consumate con tutta la buccia, che ne è ricca.

succo mirtilli

Al posto dei succhi consumate frutta intera

La frutta intera rispetto a quella in versione succo contiene fibre.

Spremute ed estratti invece ne sono privi perché la polpa rimane nell'apparecchio.

Hanno poi più zuccheri semplici facilmente assimilabili dall'organismo.

riso nero

Abbinate i cereali integrali ai legumi

Sono entrambi fonte di fibre che agevolano il senso di pienezza.

Rallentano infatti la velocità dello svuotamento gastrico e rallentano l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi e gli attacchi di fame improvvisi.

pasta verdure piatto

Mangiate la pasta con le verdure

La pasta integrale contiene una piccola quota di fibre.

Per potenziarne l’effetto saziante abbinatela alle verdure di stagione che ne sono particolarmente ricche.

Rallentano l’assorbimento degli zuccheri e assicurano un maggiore senso di sazietà.

lattuga yogurt noci

Aggiungete la frutta secca alle insalate

Mandorle, noci e in generale la frutta secca a guscio contengono fibre solubili e insolubili, alleate della salute.

Le prime hanno un’azione prebiotica: favoriscono la crescita dei batteri buoni intestinali.

Le fibre insolubili invece hanno effetti positivi sulla regolarità dell’intestino.

Photo Credit: Unsplash

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"Se siete a dieta ma non dimagrite, probabilmente state commettendo uno di questi errori", parola di nutrizionista

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Quali sono le cose da non fare a dieta? Ecco i comportamenti che potrebbero farvi prendere peso anziché dimagrire

Saltare i pasti, mangiare tanta frutta secca, esagerare con i cibi light, muoversi poco. La lista degli errori più comuni quando si fa una dieta è infinita. Esistono, infatti, diversi comportamenti che potrebbero rivelarsi dei passi falsi e favorire l’aumento di peso.

Per tornare in piena forma per prima cosa è necessario stare alla larga dalle diete fai da te. Per perdere peso in modo sano e mantenere i risultati nel tempo è bene farsi guidare nella scelta di cosa mangiare da un nutrizionista.  

Ecco poi altri errori assai comuni quando si fa una dieta da non sottovalutare se si vuole raggiungere il proprio risultato.  

**I 5 errori più comuni che ci fanno abbandonare la dieta**

(Continua dopo la foto)

olio insalata piatto

Mangiare tutto senza condimento

Eliminare completamente i condimenti e consumare tutto rigorosamente scondito non è la strategia migliore per evitare gli sgarri alimentari.

Ad esempio, l’olio extravergine d’oliva, se usato con moderazione, è un valido alleato della dieta: è ricco di acidi grassi essenziali che aiutano a sentirsi sazi più a lungo.

Via libera anche a erbe aromatiche e spezie, ottimi sostituti naturali di sale e zucchero, che rendono i piatti più gustosi senza compromettere la linea.

Sostituire i pasti con una macedonia di frutta

Consumare a pranzo o cena solo una macedonia di frutta può sembrare leggero, ma rischia di portare a sgarri successivi.

La frutta, infatti, contiene molti zuccheri semplici che forniscono energia immediata ma causano sbalzi glicemici se consumata in grandi quantità soprattutto a digiuno.

Inoltre, non si tratta di un pasto completo: mancano proteine, carboidrati complessi e grassi buoni, fondamentali per un’alimentazione equilibrata.

Mangiare solo un’insalata

Verdure come lattuga, rucola e radicchio sono salutari. Apportano vitamine, minerali, antiossidanti e fibre.Tuttavia, mangiarle da sole non basta per dimagrire.

L’ideale è abbinarle a una fonte proteica come il pesce, la carne o i legumi e a carboidrati complessi come i cereali integrali, che aumentano il senso di sazietà e forniscono l’energia necessaria al corpo.

Avere fretta a tavola

Mangiare troppo in fretta riduce la percezione di sazietà e porta spesso a esagerare con le quantità.

Al contrario, masticare lentamente e assaporare ogni boccone permette al cervello di ricevere in tempo il segnale di “stop”, aiutando a mangiare meno e meglio.

Photo Credits: Unsplash

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10 ristoranti italiani da provare a Milano

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Tra nuove aperture, trattorie contemporanee e indirizzi storici: una guida aggiornata dei migliori ristoranti italiani a Milano

Se sognate i sapori genuini dei (buoni) ristoranti italiani Milano ha di che farvi contenti.

Laboratorio gastronomico in costante movimento, Milano tiene comunque molto alle sue origini e ai sapori della tradizione e accanto ai grandi classici che hanno fatto la storia della ristorazione cittadina, nascono nuovi progetti capaci di riportare al centro il valore della cucina italiana fatta bene, delle ricette di casa e delle materie prime.

Ecco una selezione di ristoranti italiani a Milano da provare, tra locali di recente apertura e indirizzi iconici, posti da segnare in agenda per chi cerca autenticità, identità e qualità.

I ristoranti italiani a Milano da provare

(Continua sotto la foto)

Veramente Milano

Veramente

Nel cuore di Brera nasce il progetto firmato da Gianmarco Venuto e Filippo Sironi, già founder de Il Mannarino. Il payoff “Abitudini Italiane” racconta perfettamente lo spirito del locale: un luogo pensato per far sentire gli ospiti a casa, tra atmosfere da salotto anni Settanta e Ottanta, cucina ampia a vista e piatti che parlano di memoria collettiva.

In carta si trovano grandi classici come la parmigiana di melanzane, gli spaghettoni alla Nerano con provolone del Monaco (buonissimi), i pici fatti in casa al ragù mantecati al tavolo e l’arancina alla milanese ripiena di ossobuco e gremolada. E poi i dolci, fatti in casa. Alla prima visita d'obbligo il gelato alla vaniglia servito dal carrello e personalizzabile con crunch e topping. 

Via Palermo, 11

Sandì

In zona Città Studi si trova una delle aperture più interessanti e recenti di questi ultimi mesi. Un progetto coerente, curato nei dettagli e nella proposta gastronomica. La cucina attinge alle tradizioni regionali italiane con una dichiarata influenza francese. Tra i piatti più riusciti spiccano la zuppa imperiale con aringa affumicata, la tarte di cipolle con puntarelle, la verza ripiena di maiale e gamberi e il cordon bleu di lombata. La formula pranzo rende il locale particolarmente competitivo anche nei giorni feriali.

Via Francesco Hayez, 13

CreDa Milano

CreDa

CreDa nasce dall’incontro tra Crescenzo Morlando e Dario Pisani, due chef campani che hanno trasformato la cucina partenopea in un progetto gastronomico riconoscibile. L’atmosfera è informale, con banco gastronomia e sala dal gusto rétro, tra stoviglie d’epoca e dettagli recuperati nei mercatini. In menu spiccano piatti simbolo come parmigiana di melanzane, friarielli, polpette al ragù di “nonna Maria”, la celebre pasta e patate e la pasta “con voto”, arricchita dai ricci di mare. Tutto è disponibile anche da asporto, senza perdere identità e qualità.

Via Orti, 12

Trattoria all'Antica

Un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Trattoria All’Antica riporta in primo piano la cucina italiana tradizionale, fatta di porzioni generose, ricette riconoscibili e un’atmosfera che privilegia la convivialità. Il ristorante si trova a due passi dal parco Solari, quasi ad angolo con quella via Savona che ha visto nascere e morire nel giro di poco tanti locali. La cucina di Lucio Conti, però, sa il fatto suo. Qui si viene per mangiare piatti rassicuranti, preparati con rispetto delle stagioni e delle materie prime, in un contesto che conserva il sapore delle trattorie di una volta, reinterpretato con sobrietà contemporanea. Un menù stampato ogni giorno, con alcune proposte fisse come la cotoletta - alta, con l'osso - e il risotto e altre che variano a seconda della disponibilità e qualità del prodotto. E una lista dei vini da enoteca specializzata.

Via Montevideo, 4

Al vecchio porco Milano

Al Vecchio Porco

Un’osteria lombarda dichiaratamente carnivora, dove il maiale diventa protagonista anche nell’arredo, tra oggetti a tema, scritte ironiche e atmosfera calda. Al Vecchio Porco è un'istituzione in città, qui capita spesso di incontrare volti noti che cercano un rifugio in cui sentirsi a casa. Gli ingredienti punta su piatti tradizionali ben eseguiti: salumi di qualità, risotti stagionali, paste rustiche e secondi di carne costruiscono una proposta concreta e coerente. La taverna sotterranea è ideale per cene conviviali e occasioni speciali.

Via Messina, 8

Speciale Osteria

Una trattoria in chiave contemporanea, dall'ambiente curato ma che mette subito a proprio agio. Uno staff cordiale ed efficiente e una cucina sincera e curata. Il menù è stagionale, con alcuni piatti sempre disponibili e altri che cambiano durante l'anno. Ad accomunarli, l'idea che la tradizione possa essere sempre attuale pur senza snaturarla. Dai pizzoccheri alle tagliatelle al ragù, dal galletto alla guancia - tenerissima - fino ai dolci. Nei dessert si riassume la cura per i dettagli e l'autenticità di questo locale: cannoncini alla crema serviti su un trenino di legno, il tiramisù cremosissimo portato al tavolo e servito direttamente con una sorta di cazzuola, la tarte tatin d'altri tempi.

Via Pastrengo, 11

Sant Ambroeus Milano

St. Ambroeus

St. Ambroeus tra i ristoranti italiani a Milano è senza dubbio uno dei nomi simbolo della tradizione. Un indirizzo che attraversa generazioni mantenendo uno stile riconoscibile, fatto di eleganza discreta e cucina italiana borghese. Tra colazioni iconiche, pranzi di lavoro e piatti storici, resta una tappa obbligata per chi cerca un’esperienza classica, curata e senza tempo.

Corso Giacomo Matteotti, 7

Trattoria del Ciumbia

In via Fiori Chiari, nel cuore di Brera, si trova questo locale che rappresenta uno dei primi investimenti - riusciti - di Leonardo Maria Del Vecchio nella ristorazione. Un luogo che unisce design e tradizione. Il progetto di interni firmato Dimorestudio richiama le storiche trattorie milanesi degli anni Sessanta, tra boiserie in noce, bancone in peltro e dettagli rétro. In cucina l’executive chef Paolo Rollini propone una lettura contemporanea della tradizione lombarda: risotto alla monzese, costoletta alta, trippa, lumache valtellinesi, insieme a reinterpretazioni come la lasagnetta al bollito e i mondeghili in foglia di verza.

Via Fiori Chiari, 32

Autem Milano

Autem

Gli spaghetti in bianco più buoni che vi capiterà di mangiare (a Milano, ma non solo). Autem lavora sull’equilibrio tra tecnica e identità, da sempre tratti distintivi della cucina dello chef Luca Natalini. Il progetto ruota intorno a una cucina italiana moderna, pulita nei sapori e precisa nelle esecuzioni, con grande attenzione alla qualità degli ingredienti e alla costruzione dei piatti. L’ambiente è essenziale ed elegante, con la cucina a vista e all'ingresso, ad accogliere i commensali. Un menù che, salvo alcuni piatti come gli spaghetti in bianco, appunto, cambia continuamente nel rispetto della stagionalità e reperibilità degli ingredienti. Una scelta che fa sì che ogni cena (o pranzo) da Autem possa essere un'esperienza sempre diversa.

Via Serviliano Lattuada, 2

Il Luogo di Aimo e Nadia

Un’istituzione della cucina italiana contemporanea. Il Luogo di Aimo e Nadia rappresenta uno dei massimi esempi di alta cucina legata al territorio e alla biodiversità italiana. La filosofia del ristorante si fonda sulla valorizzazione delle eccellenze regionali, raccontate attraverso piatti che uniscono ricerca, tecnica e memoria gastronomica. Una tradizione che gli chef Alessandro Negrini e Fabio Pisani portano avanti con consapevolezza, esperienza e passione. Un’idea di eleganza sobria e profonda, che ha reso questo indirizzo un punto di riferimento internazionale.

Via Privata Raimondo Montecuccoli, 6

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«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

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Le barrette proteiche non sono tutte uguali. Gli esperti ci spiegano come riconoscere quelle che fanno bene da quelle che sono solo snack

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.

Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.

Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.

(Continua dopo la foto)

barrette proteiche da evitare

Quali sono le barrette proteiche da evitare?

«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».

Vanno bene anche per chi non fa fitness?

Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».

quali barrette proteiche scegliere

Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?

«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.

Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?

«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».

migliori barrette proteiche

Qual è la differenza con le barrette energetiche?

«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».

Se le barrette proteiche sono poco digeribili

«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».

barrette proteiche se non fai sport

Si possono fare da soli?

«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»