Disintossicarsi dallo zucchero è possibile (e molto più semplice di quanto pensiate): ecco i consigli da seguire ogni giorno

Vi capita mai di avere voglia di dolce subito dopo pranzo? O di non riuscire a passare una giornata senza biscotti, caramelle o cioccolato? Se la risposta è sì, non siete soli: quella sensazione di desiderio irresistibile per lo zucchero è più comune di quanto si pensi, e spesso ha radici più profonde di una semplice abitudine.
La buona notizia però è che disintossicarsi dallo zucchero non solo è possibile, ma anche più semplice di quanto sembri.
Il primo passo è smettere di pensare che lo zucchero sia solo nei dolci. In realtà è ovunque: nei cereali per la colazione, nei sughi pronti, persino in alcuni tipi di pane o affettati confezionati.
È per questo che molte persone, pur pensando di seguire un’alimentazione sana, faticano a liberarsi dalla dipendenza da zucchero: perché non si tratta solo di eliminare il dessert, ma di riprogrammare il modo in cui si mangia e si reagisce agli stimoli quotidiani.
**Cosa succede al corpo se si smette di mangiare zucchero**
**10 segnali per capire se stai mangiando troppi zuccheri**
10 semplici azioni quotidiane per disintossicarsi dallo zucchero una volta per tutte
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1. Fate una colazione salata
Uno dei trucchi più efficaci per disintossicarsi dallo zucchero è iniziare la giornata con il piede giusto. E no, quel piede non è fatto di brioche e cappuccino. Fare colazione con una combinazione di proteine e grassi sani – come uova, yogurt greco, avocado o frutta secca – aiuta a mantenere stabili i livelli di glicemia e a ridurre drasticamente la voglia di dolce nel corso della giornata. È un piccolo cambiamento che può fare una grande differenza.
2. Usate più cannella
Un altro alleato spesso sottovalutato? La cannella. Questa spezia, oltre a essere deliziosa, ha il potere di regolare i livelli di zucchero nel sangue. Aggiungetela al caffè, al porridge o a uno smoothie: il gusto sarà più ricco, e il desiderio di zuccheri meno pressante.
3. Bevete acqua e limone dopo i pasti (e piccoli sorsi durante il giorno)
Sembra banale, ma bere acqua è uno dei consigli più efficaci per contrastare il desiderio di zuccheri. Spesso, quando sentiamo la voglia di uno snack dolce, siamo semplicemente disidratati. Bere piccoli sorsi di acqua durante la giornata, ancor meglio se con una fettina di limone, aiuta a mantenere stabile il senso di sazietà e a calmare il bisogno di gratificazioni zuccherine. Dopo i pasti, inoltre, bere acqua può aiutare a smorzare quel classico desiderio del "dolcino" finale.
4. Fate una settimana detox (ma non troppo rigida)
Per molte persone, disintossicarsi dallo zucchero significa anche riabituare il palato a percepire il gusto vero dei cibi. Il consiglio degli esperti è semplice ma potente: per sette giorni, eliminate il più possibile i cibi industriali, confezionati e ultra-processati. In breve tempo, vi accorgerete di quanto la frutta fresca vi sembri più dolce, di quanto il gusto del cibo naturale sia più pieno. Questo "reset" non ha nulla a che vedere con le diete punitive, ma con un percorso gentile e sostenibile verso la consapevolezza alimentare.
5. Fate attenzione ai falsi amici
Quando si cerca di ridurre le quantità di zucchero assunte, molti si rifugiano in alternative cosiddette "naturali". Miele, sciroppo d’agave, frutta essiccata: sembrano soluzioni più sane, ma in realtà hanno un impatto sulla glicemia simile a quello dello zucchero raffinato. Se volete davvero disintossicarvi dallo zucchero, evitate di sostituirlo con altri dolcificanti: meglio rieducare il gusto, puntando su cibi completi, freschi e il meno possibile manipolati.
6. Fate attività fisica prima dei pasti
L’attività fisica, anche leggera, può fare una grande differenza nella regolazione degli zuccheri. Una breve camminata, qualche rampa di scale, pochi minuti di stretching prima di mangiare: questi gesti aiutano a ridurre la quantità di insulina necessaria per metabolizzare i cibi, tenendo sotto controllo la glicemia e limitando gli sbalzi che stimolano la fame nervosa.
7. Esponetevi di più alla luce naturale
L’esposizione alla luce naturale ha effetti incredibili sul nostro metabolismo e sul nostro umore. In estate, complici le giornate lunghe e la vita all’aperto, tendiamo a mangiare meno dolci. Questo perché la luce regola il cortisolo, l’ormone dello stress, che è spesso responsabile della fame nervosa. Approfittate delle pause pranzo per fare due passi al sole: non solo vi farà bene, ma ridurrà anche la voglia di zuccheri.
8. Concentratevi sulla respirazione
La voglia di zucchero non sempre nasce dalla fame vera e propria. Molto spesso è una risposta automatica allo stress, alla noia, alla stanchezza. In quei momenti, fermatevi. Fate qualche respiro diaframmatico profondo. Concentratevi sul corpo. Anche solo due minuti possono aiutare a spezzare l’impulso e a riprendere il controllo.
9. Tenete un diario alimentare per riconoscere i momenti “critici”
Scrivere cosa mangiate durante la giornata, ma soprattutto quando e perché, può aiutarvi a individuare i momenti in cui siete più vulnerabili alla voglia di zucchero. Magari è sempre a metà pomeriggio, o dopo una riunione stressante. Annotare anche le emozioni associate vi permette di capire se il desiderio di dolce è legato al cibo o a un bisogno emotivo. In questo modo, potete iniziare a spezzare il meccanismo automatico “emozione = dolce”, e sostituirlo con una strategia più consapevole e sana.
10. Cambiate le vostre abitudini
Molte persone associano il dolce a momenti precisi della giornata: dopo pranzo, davanti a un film, prima di dormire. Per disintossicarsi dallo zucchero non è necessario eliminare questi rituali, ma sostituirli. Una tisana rilassante, un quadratino di cioccolato fondente o della frutta fresca tagliata a fettine sottili possono soddisfare il bisogno di “qualcosa di buono” senza innescare il solito picco glicemico.
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Preferite dolce o salato? La risposta rivela molto della vostra personalità

Dolce o salato? Che ci crediate o meno, la risposta a questa domanda ha a che fare più con il vostro DNA che con i cibi con cui siete cresciuti.
Ad esempio, nella preistoria, i cibi velenosi avevano maggiori probabilità di essere amari, motivo per cui la maggior parte delle persone ha sviluppato un'avversione per questo genere di alimenti.
Questa dicotomia tra dolce e salato non è però solo una questione genetica (e di palato), ma anche un'esplorazione delle sfumature che rendono unico ogni individuo. La nostra preferenza è infatti un riflesso della nostra anima, una finestra aperta sugli aspetti più intriganti della nostra personalità.
Curiosi di saperne di più? Allora continuate a leggere.
**5 trucchi per produrre meno ormoni della fame (e dimagrire senza dieta)**
Dolce o salato: dimmi cosa preferisci e ti dirò chi sei
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Se siete team dolce
Se per voi uno spuntino di metà mattina significa mangiare un cioccolatino o qualche altro dolcetto, sappiate che è un desiderio innato.
Alcune ricerche scientifiche hanno collegato direttamente la percezione della dolcezza a uno specifico frammento di DNA nelle cellule dei recettori del gusto, che si trovano nell'intestino e nella lingua.
Se siete team salato
Se avete voglia di una fetta di pizza, o di focaccia, a qualsiasi ora del giorno e della notte, allora siete decisamente team salato. Ma da dove nasce questa preferenza?
Alcuni studi suggeriscono che i neonati prematuri con bassi livelli di sodio alla nascita crescono sviluppando una predilezione per il sale in età adulta.
Non solo: i "supertasters", persone particolarmente sensibili ai sapori, potrebbero essere degli amanti del sale, data la loro maggiore sensibilità a tutti i gusti.
**Mangiare meno sale vi renderà più sani (e più belli): perché e come ridurlo**
Dolce o salato? Ecco come cambia la vostra personalità
Se ami la torta al cioccolato, sei una persona più dolce? Secondo una serie di studi, potrebbe essere effettivamente così.
Le persone che preferiscono il dolce al salato sono infatti più propense ad essere simpatiche, e ad avere personalità calorose e affettuose.
Gli amanti del dolce sono spesso considerati ottimisti e socievoli, poiché il sapore dolce può stimolare la produzione di endorfine, promuovendo una sensazione di benessere. Questi individui possono essere inclini a cercare comfort nelle relazioni e a essere indulgenti.
Inoltre, secondo un sondaggio, le persone a cui piacciono i cibi dolci sono più propense a fare spuntini in compagnia di amici. Al contrario, invece, chi preferisce snack salati solitamente fa spuntini da solo davanti alla tv.
Chi ama il gusto salato tende ad essere pragmatico, con una predisposizione verso l'azione e la concretezza.
La preferenza per il cibo salato può derivare dalla ricerca di stimoli intensi, poiché il sapore salato è spesso associato a un'esperienza sensoriale forte. Quindi, gli amanti delle patatine potrebbero essere più inclini a cercare avventure e nuove sfide.
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Team merenda? Bravi! Lo spuntino del pomeriggio fa bene alla salute: ecco perché

Spesso ci dimentichiamo che in una dieta sana ed equilibrata è contemplata anche la merenda pomeridiana. E perché allora ci sentiamo in colpa (si fa per dire) se a metà pomeriggio ci viene voglia di mangiare qualcosa?
In un mondo pieno di ricette progettate per tenerci sazi fino a cena, gli spuntini hanno una cattiva reputazione e spesso sono visti come un segno di avidità o semplicemente come scelte alimentari sbagliate.
**Cosa succede al corpo se si smette di mangiare zucchero?**
E invece.
Fare una merenda golosa fa bene alla salute.
Che sia un quadrato di cioccolato, uno yogurt con muesli, una fetta di pane con formaggio, una macedonia, uno smoothie o the e biscotti... non privatevene.
Ecco perché.
**5 spuntini light per avere più energia nel pomeriggio**
** 9 segnali per capire se stai mangiando troppi zuccheri (e correre ai ripari) **
Ecco perché gli spuntini fanno bene alla salute
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Perché mangiare uno spuntino nel pomeriggio fa bene
Anche se il vostro pranzo era un ottimo equilibrio di proteine, carboidrati e grassi, il vostro corpo può, e spesso vorrà, desiderare uno spuntino pomeridiano.
«Molte persone hanno solo bisogno di una pausa nel pomeriggio - spiegano gli esperti - I nostri livelli di cortisolo subiscono un calo naturale nel pomeriggio, motivo per cui a volte desideriamo quella tregua. Non solo: i pomeriggi sono piuttosto lunghi. Se sono passate un paio d'ore dal pranzo e mancano un paio d'ore alla cena ha senso che abbiate bisogno di qualcosa da mangiare».
La domanda ora è: possiamo aprire la dispensa e tirare fuori dei biscotti o una barretta di cioccolato?
**7 trucchi per dimagrire senza rinunciare agli spuntini**
«Se hai in mente una specifica merendina, nessuna quantità di cetrioli e houmous soddisferà quel bisogno. È molto meglio essere intenzionali quando decidete di sedervi e mangiare qualcosa».
Tutto questo gioca un ruolo fondamentale nella psicologia del mangiare, perché il cibo raramente riguarda solo il nostro stomaco.
A dimostrazione il fatto che uno studio dell'Università di Harvard ha evidenziato che quando alle persone con diabete veniva detto che stavano bevendo una bevanda ipercalorica e ricca di zuccheri, il loro livello di zucchero nel sangue aumentava più di quelli che avevano la stessa bevanda, ma gli veniva detto che era senza zucchero.
**Zucchero: ci sono 4 motivi per cui il cervello chiede dolci e carboidrati**
«Quando pensiamo che qualcosa sia dannoso per noi, possiamo indurre effetti negativi nel nostro corpo», spiega la nutrizionista Isa Robinson.
«Preoccuparsi di ciò che mangiamo può farci più male che bene, e il modo in cui pensiamo e parliamo del cibo conta davvero. Dovremmo tenere a mente più questo aspetto che i grammi di zucchero presenti nel vostro spuntino dolce preferito».
Inutile dire che non esistono cibi buoni e cattivi: tutto sta nell'avere il giusto equilibrio.
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10 dolci giapponesi da conoscere per fare bella figura al prossimo sushi

Per essere davvero chic quando andate a mangiare sushi, non potete non conoscere questi 10 dolci giapponesi da leccarsi i baffi (quasi tutti)
Avete mai provato i dolci giapponesi? Se la vostra risposta è no, non sapete cosa vi state perdendo. Sia come livello di gusto sia come livello di glicemia.
Nel caso la vostra conoscenza in materia gastronomica giapponese si fermi al sushi & sashimi, sappiate che, così come la cucina italiana non è fatta di sola pizza, quella nipponica è ben più assortita di quello che il menù del vostro ristorante giapponese di fiducia vorrebbe farvi credere.
E tra i capitoli più lunghi, spicca quello dei dolci.
Per non farvi trovare impreparati la prossima volta che andrete a mangiare jap, ecco i 10 dolci giapponesi tradizionali da conoscere assolutamente.
E da gustarsi fino all’ultima gelatinosa briciola!
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Dango
I dango sono gnocchi di riso che vengono infilzati a tre o quattro su uno spiedo.
Sono aromatizzati con tè verde, farina di miglio, semi di sesamo oppure fagioli azuki.
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Mochi
Il mochi è un tipico dolce nipponico a base di riso glutinoso che viene plasmato in diverse forme, sferica e cubica soprattutto.
Viene consumato da solo oppure come componente aggiuntivo di altri dolci più complessi (ad esempio il daifuku).
Tipico di festività come il capodanno giapponese, molti abitanti di Tokyo lo consumano anche ogni giorno come snack dolce.
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Dorayaki
Il dorayaki è una specie di morbido hamburger ripieno di anko, una crema a base di fagioli azuki e zucchero.
Questo companatico imbottisce due specie di pancake tondeggianti fatti di kasutera, un impasto giapponese molto simile al pan di Spagna.
La carie è un tantino assicurata ma anche la soddisfazione totale, quindi non abbiate remore.
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Taiyaki
Si chiama taiyaki e non è un pesce d’aprile ma un pesce fritto che viene guarnito solitamente con la marmellata di fagioli azuki.
Esistono anche varianti ripiene di crema o cioccolata.
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Manjū
I manjū sono dolci tradizionali giapponesi cotti al vapore.
L’esterno è composto da farina, riso in polvere e grano saraceno mentre il ripieno è una marmellata di fagioli anko (i fagioli anko sono il prezzemolo della cucina dolciaria giapponese, insomma).
Molto buoni, a conferma di quanto esorta a fare il nome.
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Daifuku
I daifuku sono mochi riempiti con fagioli anko.
Esistono anche le varianti ripiene di frutta o di confetture varie.
Anche le colorazioni sono varie e virano dal bianco al rosa, un po’ come i nostri confetti.
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Anmitsu
Si chiama anmitsu ed è un dolce formato da cubetti di gelatina alla frutta che vengono realizzati sciogliendo nell’acqua l’agar (un gelificante naturale ricavato dalle alghe rosse).
I cubetti gelatinosi sono serviti assieme a una marmellata dolce composta da fagioli azuki (te pareva!), piselli lessati, frutta a fette e uno sciroppo chiamato mitsu.
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Kuzumochi
Il kuzumochi sembra una parolaccia ma in realtà è una carezza dolcissimissima.
Si tratta di un dolce a base di mochi e kuzuko (una polvere derivata dalla radice di una pianta chiamata kudzu) che viene servito freddo, guarnito con lo sciroppo.
Avete letto bene: niente fagioli azuki qui. Ma è buono comunque.
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Anpan
L’anpan è un panino dolce arrotolato pieno di anko, una marmellata preparata con confettura di fagioli rossi.
Può essere proposto anche con altre farciture, ad esempio quella di fagioli bianchi (shiro-an), di sesamo (goma-an) o di castagne (kuri-an).
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Kasutera
Il kasutera è il principe delle cosiddette sponge cake, le torte spugnose che in Giappone vanno per la maggiore.
Si presenta in forma rettangolare ed è preparato con farina, uova, zucchero e sciroppo di amido.
Lo chiamano kasutera oppure castella, nome che ne svela l’origine: castella deriverebbe da Castiglia e infatti leggenda vuole che l’abbiano portata a Nagasaki i mercanti portoghesi.
Correva il sedicesimo secolo, quindi di strada ne ha fatta parecchia questa torta. Vale la pena assaggiarla.
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Dolci senza zucchero: le praline di frutta secca di Marco Bianchi

Lo zucchero fa male, per fortuna per soddisfare la voglia di dolce esistono i dolci senza zucchero: provate le praline di Marco Bianchi
Mangiare zucchero fa male non solo alla linea, ma anche alla salute.
La voglia di dolce è fisiologica e va assecondata, educando però il palato a un tipo di dolce sano e salutare, che riesca a soddisfare il bisogno senza effetti collaterali.
CINQUE CIBI DA MANGIARE PER AVERE MENO VOGLIA DI DOLCI
Gli effetti sul girovita sono i primi a rendersi evidenti e a conquistare la nostra attenzione, seguono la pelle, che perde di luminosità e compattezza, l'umore e le energie.
10 SEGNALI PER CAPIRE SE STAI MANGIANDO TROPPI ZUCCHERI
Ecco perché tutti dovremmo cercare di eliminare lo zucchero aggiunto dalla nostra dieta quotidiana, concedendocelo solo come gratificazione occasionale.
COSA SUCCEDE AL CORPO SE SI SMETTE DI MANGIARE ZUCCHERI
In sua assenza, frutta e frutta secca sono validissimi alleati per chiudere il pasto, farci compagnia davanti a un film dopo cena o accompagnare il caffè di metà pomeriggio.
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Dolci senza zucchero: la ricetta delle praline di Marco Bianchi
Ingredienti:
50g di mandorle sgusciate;
50 g di nocciole sgusciate della linea Lifestyle di Life;
140g di datteri freschi non glassati;
la scorza e il succo di un limone;
2 cucchiai di cocco grattugiato;
1 cucchiaino di cacao in polvere.
Procedimento: frullate insieme tutti gli ingredienti fino a ottenere un impasto omogeneo, non necessariamente tritato fine. Aiutandovi con un servigelato preparate tante piccole sfere da ripassare nel cocco grattugiato e quindi riponetele in frigorifero per circa 5 ore prima di servirle.
***
Ricetta tratta dal nuovo ricettario Dentro al guscio di Marco Bianchi, in cui si trovano numerosi spunti per seguire un'alimentazione sana dando spazio alla creatività in cucina, combinando gli alimenti salutari senza trascurare il piacere di prepararli e consumarli
Il libro nasce dalla collaborazione di Life - storica azienda italiana dedita dal 1940 alla produzione di frutta secca, essiccata e disidratata di alta qualità - con Fondazione Umberto Veronesi, ed è scaricabile gratuitamente dal sito dell’azienda Life (www.lifeitalia.com/
Inoltre, con il supporto dei ricercatori e degli esperti di Fondazione Umberto Veronesi, Life ha selezionato dieci prodotti, tra frutta secca e disidratata, con cui ha creato la linea Lifestyle, per chi cura il proprio stile di vita in modo attento e coerente.
Dallo shop online dell’azienda è possibile acquistare una confezione speciale con tutti i prodotti della linea Lifestyle utilizzati nel libro.
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I panettoni artigianali più buoni di Milano

Da quelli classici alle ultime rivisitazioni, ecco i panettoni artigianali più buoni di Milano - selezionati tra pasticcerie storiche e nuovi posti da scoprire
Il panettone è il protagonista di una tradizione centenaria, e con l’albero, il Presepe e i regali non può certo mancare a Natale.
Delle feste è considerato il Re, sarà perché è un dolce che ha fatto la storia della pasticceria.
O perché il panettone è perfetto per completare pranzi e cene delle feste, ma è buonissimo anche a colazione, a merenda e a tutte le ore.
E se il Natale non è Natale senza il suo dolce più tipico, vi portiamo ad assaggiare (virtualmente) i più buoni panettoni proposti quest’anno da alcune delle migliori pasticcerie di Milano (più una, a due passi da Milano!).
Ce n’è per tutti i gusti: oltre la versione classica – a base solo di uova, zucchero, burro, farina, lievito madre e canditi –, non mancano le varianti rivisitate dalle mani esperte di abili pasticceri, i panettoni decorati, che sembrano vere opere d’arte ed è quasi un peccato tagliarli tanto sono belli, il panettone per vegani.
Tra tanti diversi, un aspetto preò li accomuna: sono tutti rigorosamente artigianali!
Eccoli.
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Pasticceria Martesana
Via Cagliero 14, Milano
In occasione del suo cinquantenario, questo Natale sarà ancora più festoso da Pasticceria Martesana.
Tra le tante varianti proposte da Enzo Santoro, maestro AMPI (Associazione Maestri Pasticceri Italiani), la novità di quest’anno è il Panettone con farina integrale e mirtilli (nella foto in alto), che si contende il posto di “più leggero, goloso e irresistibile” con l’altra novità della pasticceria, il Panettone Strudel, firmato Marco Battaglia, che alla pasta lievitata del panettone unisce la dolcezza di cannella, uvetta, pinoli e mele.
Pasticceria Cova Montenapoleone
Via Montenapoleone, 8
Dall'arte e abilità dei Maestri pasticceri di una delle più blasonate pasticcerie milanesi nel cuore del quadrilatero della moda, nascono i bellissimi e buonissimi Panettoni decorati.
Il Panettone ricetta classica viene ricoperto di cioccolato e decorato con pasta di zucchero, trasformandosi in una vera e propria opera d’arte.
Preparati su ordinazione e decorati a piacimento, i "Babbi Natale" sono solo uno dei tanti soggetti realizzabili.
Pasticceria Giacomo
Via Pasquale Sottocorno 5, Milano
Per gli amici solo è "Giacomo".
Per tutti da sempre è un'eccellenza della ristorazione a Milano.
Ma da quando nella stessa via del suo celebre ristorante, del bistrot e della Tabaccheria ha aperto anche una pasticceria, i veri golosi possono finalmente dirsi soddisfatti dalle sue dolci creazioni.
A Natale il Panettone di Giacomo è rigorosamente tradizionale, a base di ingredienti di eccellente qualità per un sapore inconfondibile.
L'antica ricetta di famiglia prevede l'uso di burro belga, scorza d'arancia della Sicilia, cubetti di cedro, uvetta (rigorosamente australiana) e lievito madre.
Nel piccolo negozio pasticceria, oltre al panettone classico, si trovano anche a variante al gianduia, nella classica forma bassa con l'aggiunta alla pasta base del panettone, di tocchi generosi di pregiato cioccolato gianduia tagliato al coltello.
Pasticceria AMMU
Corso Garibaldi 84, Corso Magenta 32, Corso di Porta Romana 44, Milano
I sapori e gli ingredienti tipici della Sicilia sono i protagonisti del Natale di Ammu, che come da tradizione propone il Panettone Made in Sicily al pistacchio di Bronte, prodotto ad hoc per Ammu da una selezionata pasticceria di Bronte, e poi farcito e glassato con crema al pistacchio.
Disponibili anche panettoni tradizionali e ai gusti assortiti, ma l’idea più divertente e sfiziosa, oltre che golosa, è il kit cannolo da comporre al momento!
Pasticceria Panzera
Viale Monte Santo 10, Stazione Centrale/P.zza Luigi di Savoia, presso Odilla Chocolat, Corso Garibaldi 38, Milano
La ricetta è la stessa dal 1910 ed è quella del bisnonno di Lorenzo Panzera, l'attuale titolare delle pasticcerie milanesi.
Solo farina, uova, zucchero, burro, lievito madre, uvetta e canditi. E 30 ore di lievitazione naturale.
«Per apprezzarlo al meglio - consiglia Lorenzo Panzera - il panettone va mangiato fresco o freschissimo. È per questo motivo che il panettone per il giorno di Natale va preparato al massimo una ventina di giorni prima, o 3-4 giorni prima se invece piace sentirne l'umidità».
Umidità che il Panettone classico di Panzera esprime grazie anche alla grandezza dei canditi utilizzati, maggiore rispetto a quanto richiede il disciplinare, che conferiscono al dolce il suo gusto morbido e aranciato.
Una variante da provare è il Panettone ai Marrons Glacés, dove i marrons glacés sono preparati nel laboratorio Panzera.
Pasticceria Marchesi
Galleria Vittorio Emanuele II, Via Santa Maria alla Porta 11/A, Via Monte Napoleone 9, Milano
Semplice, leggero, soffice e profumato nell'impasto.
Preziosissimo nella confezione.
Il più celebre dolce della tradizione natalizia viene proposto, tra le altre confezioni, anche nella più prestigiosa scatola in velluto con interni in seta jacquard bouquet. Sicuramente dopo aver gustato il panettone, di cui non ne rimarrà neppure una briciola, ci si può consolare con la scatola!
Pasticceria Scaringi
Viale Monza 32, Milano
Delle cinque pasticcerie milanesi del gruppo, quella di Viale Monza è il vero salotto, caldo e accogliente con i suoi drappi rossi, la sala da thè, le poltroncine in pelle.
E a Natale qui è un vero tripudio di dolci e decorazioni – che tra brioches di ogni tipo, torte, pasticcini e creazioni personalizzate non mancano mai tutto l’anno.
A farla da padrone è naturalmente il panettone artigianale classico, che a richiesta viene farcito, decorato, e confezionato in cesti ricchi di altri gustosi prodotti.
La variante al cioccolato bianco e pistacchi di Bronte è considerata tra le più golose (e goduriose), ma il consiglio è di provare anche il panettone al cioccolato e quello ai marron glacé.
Pasticceria Gattullo
Piazzale di Porta Lodovica 2, Milano
Il segreto del buon panettone artigianale secondo Gattullo? È il lievito madre, unito all'abilità dei pasticceri e alle 30 ore di preparazione.
Il lievito viene portato a maturazione lavorandolo per qualche ora con farina e acqua. Vengono poi aggiunte le uova, la farina, lo zucchero e il burro concentrato al 99,8%.
Solo dopo essere stato lavorato a lungo l'impasto "prende corda": la pasta diventa liscia, serica, tenera ma asciutta al tempo stesso.
E a quel punto è pronta per accogliere gli altri ingredienti che variano in funzione del gusto.
Frutta candita e uvetta per il Panettone classico Gattullo, datteri e noci per il Panettone del Sultano, c’è poi il Panettone con gocce di cioccolato, il farcito, il decorato o ricoperto di cioccolato.
Per i golosi “mordi e fuggi” c’è anche il mini panettone classico da 100 grammi, ma anche la Veneziana, la Triestina e il very simple Pandoro (solo da 1 kg).
Boutique Vergani
Via Mercadante, 17 - Corso di Porta Romana, 51, Milano
Il Panettone Vergani quest’anno rende omaggio al Duomo di Milano dedicando alle tarsie del pavimento del Duomo i nuovi incarti della collezione natalizia 2017.
Tre le varianti finemente incartate: il Panettone Classico, il Panettone Soave (senza canditi e senza uvetta) e la Veneziana.
La ricetta, invece, non cambia da oltre settant’anni, gli ingredienti sono quelli della tradizione e la preparazione è rigorosamente artigianale.
Pasticceria Verga
Via Alfredo Catalani, 110, Giussano (Monza-Brianza)
Il tris proposto dal giovane pasticcere Davide Verga vale il breve viaggio fuori Milano per raggiungere la cittadina di Giussano.
Nella foto, in primo piano, il Panettone VIP (acronimo di Verga Important Panettone), una pasta base arricchita con fichi, noci, uvette e pezzi di cioccolato di alta qualità, il tutto ricoperto da altro cioccolato fondente al 66%.
Al centro, invece, la Veneziana, un classico intramontabile, offerto con qualche cubetto di arancia candita e una ghiaccia alle mandorle come copertura.
Infine il terzo, il Goji, dove al posto dei classici canditi vengono aggiunti cubetti di albicocca, cranberry e bacche di goji il tutto ingelito da una copertura generosa al cioccolato al latte.
MilanoVeg, il Natale di buono, sano, vegano
Leggerezza e tanto gusto si uniscono all’etica nei Panettoni vegani di MilanoVeg® (perfetti anche per chi predilige una dieta a basso contenuto di grassi o senza lattosio).
Quattro le ricette: il Dolce di Natale Vegano, soffice e fragrante, preparato con cura artigianale nelle versioni con o senza canditi e al cioccolato, che richiede 72 ore di lievitazione naturale (da lievito madre) e solo ingredienti selezionati (farina bianca, burro di cacao, olio extra vergine di oliva, olio di riso, cubetti di arance Siciliane canditi).
E poi, il nuovo Dolce Veronese Vegano, particolarmente soffice grazie alla lievitazione naturale da lievito madre e la tradizionale forma di stella.
I prodotti MilanoVeg® sono in vendita nei supermercati.
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Dieci dolci estivi e freschi da fare quest'estate

Dai ghiaccioli di kiwi e anguria al frappè al caffè: dieci dolci estivi, freschi, facili da fare e gustosi, da provare quest'estate
I dolci estivi non hanno niente da invidiare a quelli dell'inverno.
Freschi e veloci da preparare (spesso senza forno) sono la giusta conclusione delle calde giornate d'estate.
Per questo abbiamo setacciato la rete per trovare delle ricette originali e da acquolina assicurata, facili da realizzare e, in qualche caso, anche light (per quanto possibile).
Ne abbiamo scelte dieci, per tutti i gusti: scegliete quella che fa per voi o provateli tutti.
(Continua sotto la foto)
Ghiaccioli kiwi e anguria
Tempo di preparazione: 20 minuti
Ingredienti per otto porzioni: 60 ml di acqua, due cucchiaini di zucchero, 300 gr di anguria (tagliata a cubetti e denocciolata), 8 kiwi. Vi serviranno poi 8 bicchierini di carta o plastica e 8 stecchi di legno
Procedimento: In un pentolino sul fuoco basso sciogliete lo zucchero nell'acqua. In un frullatore mescolate l'anguria e 15 ml dello sciroppo ottenuto mescolando acqua e zucchero. Coprite e lasciate raffreddare. Versate il composto nei bicchierini, dividendolo equamente. Coprite con della carta stagnola, fate un buchetto al centro e infilate lo stecco di legno. Mettete nel congelatore per una o due ore, finché il composto non si sarà solidificato.
Versate nel frullatore i kiwi e il restante sciroppo, mescolate e versatelo nei bicchierini, sopra la parte all'anguria già solidificata. Lasciare in freezer per almeno 4 ore.
Zuppa inglese ai frutti di bosco
Tempo di preparazione: 30-40 minuti
Ingredienti: 250 gr di fragole, 250 gr di mirtilli, 250 gr di lamponi, pan di spagna (per la preparazione, vedete la ricetta del rotolo), 60 ml di acqua, 10 ml di succo di limone, 10 gr di zucchero, 450 gr di Philadelphia, 150 gr di zucchero granulato, 500 ml di panna da montare, 5 ml di estratto di vaniglia
Procedimento: In un recipiente mescolate i 10 gr di zucchero, il succo di limone e l'acqua fino a ottenere uno sciroppo. In un altro recipiente mescolate il Philadelphia con lo zucchero granulato. Aggiungete la panna e montate tutto insieme con un mixer fino a ottenere una consistenza cremosa. Aggiungete la vaniglia e mescolate.
Preparate il pan di spagna e una volta raffreddato tagliatelo a dadini e create una base nei vostri contenitori. Spennellate con lo sciroppo di limone e aggiungete sopra lo strato di crema e poi uno strato di frutti di bosco. Ripetete l'operazione fino a riempire la coppetta o il barattolo.
Frappè al caffè
Tempo di preparazione: 10 minuti
Ingredienti per un bicchiere: uno yogurt alla vaniglia, 120 ml di caffè freddo, 45 ml di topping al cioccolato, ghiaccio
Procedimento: Mischiate in un contenitore lo yogurt, il caffè e il topping al cioccolato. Aggiungete il ghiaccio e frullate tutto insieme per qualche secondo. Versate nel bicchiere e decorate a piacere.
Panna cotta alle mandorle
Tempo di preparazione: 20 minuti (più 5 ore di rassodamento)
Ingredienti per 5 stampini: 300ml di panna fresca liquida, 300 ml latte di mandorle, 1 cucchiaino di estratto di mandorla amara, 8 gr di gelatina in fogli, 200 gr di zucchero a velo
Procedimento: Mettete i fogli di gelatina ammollo in acqua fredda per 10 minuti. Nel frattempo versate la panna e il latte di mandorla in un pentolino, aggiungete l'estratto di mandorle amare e scaldate a fuoco basso fin quasi a bollire. Spegnete il fuoco e aggiungete lo zucchero a velo setacciato mescolando con una frusta. Strizzate i fogli di gelatina e uniteli al composto caldo continuando a mescolare evitando che si formino grumi.
Versate il composto negli stampini e riponeteli in frigo per almeno 5 ore finché non si rassoda. Sformate gli stampini capovolgendoli su un piatto e guarnite a piacere.
Torta di Pan di Stelle
Tempo di preparazione: 20 minuti
Ingredienti: un pacco di Pan di Stelle (o simili), 250 gr di cioccolato al latte o fondente, 70 ml di latte, 200 ml di panna per dolci
Preparazione: Per preparare la mousse sciogliete a bagno maria il cioccolato e il latte e lasciatelo raffreddare fino a temperatura ambiente. Montate la panna e, una volta raffreddata, aggiungete la crema al cioccolato e mescolate con una spatola con movimenti rotatori dal basso verso l'alto.
Prendete i Pan di Stelle, inzuppateli velocemente in un po' di latte e distribuiteli nella teglia o in singoli piattini (se volete fare delle monoporzioni) alternandoli con la crema. Spolverate, se volete, con zucchero a velo o scaglie di cioccolato.
Sorbetto ai lamponi
Tempo di preparazione: 20 minuti
Ingredienti: 225 grammi di zucchero, 250 ml di acqua, 30 ml di succo di limone, 125 gr di lamponi, 30 ml di succo d'arancia
Procedimento: In un pentolino, su fuoco basso, sciogliete lo zucchero nell'acqua. Togliete dal fuoco e aggiungete il succo di limone. Versate tutto in una pentola più grande, coprite e lasciate raffreddare completamente. Nel frattempo, frullate insieme i lamponi e il succo d'arancia. Prendete un setaccio e utilizzatelo per versare la purea nella pentola raffreddata con il succo di limone, in modo che rimangano nel setaccio i semini e scendano solo il succo e la polpa.
Versate il composto in una teglia o in un piatto e lasciate congelare in freezer per almeno 4 ore. Tirate fuori dal congelatore e con una forchetta picchiettate il composto tritandolo un po'. Poi versatelo nel frullatore e mescolate per 30 secondi. Poi versate e servite.
Semifreddo alle mandorle e pistacchi
Tempo di preparazione: 30 minuti
Ingredienti: 250 ml di latte, 250 ml di panna fresca, 150 gr di zucchero, 100 grammi di farina di mandorle, 6 tuorli, 15 gr di gelatina in fogli, 1 cucchiaio di rum, 1 seme di una bacca di vaniglia, 50 gr di pistacchi
Procedimento: Mettete la gelatina ammollo in acqua fredda per 10 minuti. Poi strizzatela. Unite i tuorli con lo zucchero in una ciotola e sbatteteli finché non saranno gonfi e spumosi. Versate in un pentolino la vaniglia, il rum, la polvere di mandorle, il latte e la panna e fate scaldare tutto sul fuoco per qualche minuto, poi unite la gelatina e i pistacchi precedentemente spezzettati, mescolate e lasciate addensare e raffreddare.
Versate il composto in uno stampo per plumcake (se non è di silicone ricordatevi di rivestirlo prima con della pellicola per alimenti). Lasciate solidificare in frigo per almeno un'ora. Guarnite a piacimento.
Rotolo con crema al cioccolato e mousse di caffè
Tempo di preparazione: 40 minuti
Ingredienti per il rotolo: 4 uova medie, 80 gr di farina, 115 gr di zucchero
Ingredienti per la crema al cioccolato: 250 ml di panna fresca liquida, 100 gr di cioccolato fondente, 150 gr di cioccolato al latte
Ingredienti mousse al caffè: 500 ml di panna, 50 ml di caffè
Procedimento: Per preparare il pan di spagna per il rotolo, montate le uova in una ciotola a velocità media, aggiungete lo zuccher e continuate a montare per qualche minuto. Aggiungete la farina setacciata e mescolate con una spatola con movimenti rotatori dal basso verso l'alto finché non sarà del tutto assorbita e non otterrete un composto spumoso. Imburrate e foderate con la carta forno una teglia da 30x38 cm. Versate il composto e livellatelo con la spatola. Cuocete in forno statico preriscaldato a 220° per 8-9 minuti. Sollevate la base con attenzione dalla teglia e capovolgetela su un altro foglio di carta da forno e aspettate un po' che si raffreddi prima di eliminare il primo.
Sciogliete a bagno maria il cioccolato fondente e quello al latte con un goccio di latte. Lasciate raffreddare e nel frattempo montate la panna fresca. Unite i due composti fino a ottenere una crema liscia e stendetela sul pan di spagna raffreddato.
Arrotolate delicatamente il pan di spagna aiutandovi con la carta forno sottostante. Ricoprite con la mousse al caffè che avrete preparato montando la panna e mischiandola al caffè.
Crostata di limone alla crema di formaggio e frutti di bosco
Tempo di preparazione: un'ora
Ingredienti per la pasta frolla: 400 gr di farina, 170 gr di zucchero, 170 gr di burro, scorza di un limone grattugiata, un pizzico di sale e bicarbonato, 2 uova
Ingredienti per la crema: 250gr di formaggio spalmabile, 125gr di yogurt greco al limone, 125 di mascarpone, 150g di zucchero a velo, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia, 225ml di panna fresca da montare
Procedimento: Per preparare la pasta frolla, versate su un ripiano la farina, lo zucchero, il sale, il bicarbonato e la scorza di limone, aggiungete il burro (ammorbidito o appena sciolto) e impastate con le mani fino a ottenere un composto pastoso e omogeneo. Fatene una palla, avvolgetela nella pellicola e lasciate riposare in frigo per mezz'ora.
Nel frattempo preparate la crema, mescolando in un recipiente il formaggio, il mascarpone e lo yogurt, una volta ottenuto un composto cremoso, aggiungete lo zucchero e la vaniglia e continuate a mescolare. Infine unite la panna fresca e montate con delle fruste.
Preriscaldate il forno a 180°, imburrate e infarinate una teglia rotonda del diametro di 23 cm. Prendete l'impasto della crostata e stendetelo sulla teglia cercando di livellarlo aiutandovi con un bicchiere. Mettete in forno per una ventina di minuti. Una volta cotto e raffreddato, aggiungete la crema al formaggio e decorate con frutti di bosco.
Torta al burro di arachidi
Tempo di preparazione: 30 minuti (più un'ora di frigorifero)
Ingredienti: Un pacchetto di Oreo (circa 36 biscotti), 225 gr di burro, un barattolo e mezzo di burro di arachidi (più due cucchiai a parte), 125 gr di zucchero, 180 gr di gocce di cioccolato, una confezione di glassa per dolci al cioccolato.
Procedimento: Sciogliete in un pentolino metà della quantità di burro (112 grammi). Tritate finemente gli Oreo e uniteli al burro precedentemente sciolto. Mettete un foglio di carta da forno nella teglia del diametro di circa 23 cm e a quel punto versate il composto e con l'aiuto di un bicchiere rendeterlo omogeneo per fare la base e il bordo della torta. Lasciate raffreddare in frigo per circa venti minuti.
Nel frattempo, in un mixer unite il burro rimasto (ammorbidito) con il burro di arachidi e lo zucchero. Mescolate alla velocità più bassa finché non otterrete un composto cremoso e spumoso. Versate il composto nella teglia verificando che la base si sia indurita e lasciate riposare in frigo per dieci minuti.
Prendete la glassa, fatela sciogliere a bagno maria e unitela ai due cucchiai di burro di arachidi rimasti. Solo dopo unite il composto alle gocce di cioccolato e versate tutto sopra per formare uno strato coprente sulla torta. Lasciatela riposare in frigo almeno un'ora prima di mangiarla.
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