Dieta detox: 3 giorni di zuppe per sgonfiarsi e stare meglio

Una dieta detox di tre giorni a base di zuppe, creme e minestrone, da seguire per sgonfiarsi e resettare lo stomaco dopo un periodo di eccessi o disordini
Dopo le feste, dopo l'inverno, o dopo un viaggio in cui abbiamo (giustamente) mangiato in modo (molto) diverso da come facciamo di solito, ma anche durante un periodo di stress in cui sfoghiamo sul cibo il tempo che non abbiamo per il resto o siamo costretti a pasti veloci quanto insalubri davanti al pc.
Una dieta detox può avere molte motivazioni e apporta altrettanti benefici.
*** Cosa sapere delle diete detox ***
Nonostante il nome non si tratta di un regime dietetico vero e proprio, per quanto come effetto secondario, considerato il moderato apporto calorico, assicura la perdita di peso, ma di un modo per resettare il sistema digestivo e dunque portare beneficio sia alla forma fisica che a quella mentale.
Se il vantaggio immediato è il senso di benessere associato a una sensazione di leggerezza, infatti, quello parallelo è una maggiore energia.
A seconda dell'esigenza si può scegliere di farla anche solo per una giornata ogni qualvolta si senta l’esigenza di eliminare le tossine, recuperare energia e trovare ristoro per la mente, in ogni caso non va protratta per più di tre giorni per non rischiare carenze nutritive.
Ecco dunque il menù detox che hanno creato per noi Zerbinati e la Dottoressa Clelia Iacoviello, Consulente Nutrizionale Nutraceutica: un menù depurativo semi-liquido di 3 giorni a base di zuppe. Nel caso in cui voleste seguire la dieta detox per una sola giornata fate riferimento al giorno 1.
(Continua sotto la foto)
Giorno 1
Colazione: due bicchieri di acqua tiepida a stomaco vuoto e un centrifugato a base di cuore di sedano, mela, limone e zenzero (per fare il pieno di vitamine e antiossidanti).
Pranzo: crema con legumi, germogli e zenzero (lo zenzero possiede un effetto termogenico, cioè produce calore e di conseguenza induce a bruciare calorie: oltre a prevenire la sensazione di fame ha effetto tonificante, digestivo, antivirale e afrodisiaco).
Cena: passato di verdure miste condito con un filo di olio extravergine di oliva a crudo e una spolverata di peperoncino. Il peperoncino contiene capasaicina, principio attivo che accelera il metabolismo aumentando la spesa energetica.
Spuntini: succo d’arancia, smoothie di frutta fresca
Giorno 2
Colazione: due bicchieri di acqua tiepida, uno smoothie di frutta fresca.
Pranzo: crema di ceci e due gallette multicereali. I legumi sono alimenti ricchi di fibre e proteine vegetali che per essere assorbite al meglio dovrebbero essere sempre abbinate ai cereali.
Cena: crema di finocchio e finocchietto, dal forte potere digestivo.
Spuntini: semi di zucca (che sono ricchi di triptofano, calmano la fame nervosa e migliorano l’umore), thè verde, limone e zenzero.
Giorno 3
Colazione: due bicchieri di acqua tiepida, un centrifugato yellow a base di zucca tagliata, mela e cannella, due fette di pane ai cereali con un cucchiaino di burro d’arachidi.
Pranzo: zuppa di verdure miste con farro (un alleato perfetto contro l’invecchiamento grazie all’alto contenuto di selenio).
Cena: minestra di verdura con quinoa e ceci. La quinoa è un super food che oltre ai mille benefici che porta all’organismo grazie a proteine, fibre e grassi buoni, ha un potere saziante che aiuta a tenere sotto controllo l’appetito.
Spuntini: una energy bowl a base di carote julienne, condita con succo di limone e scaglie di mandorle, succo d’arancia.
Dopo i 3 giorni detox
Una volta conclusi i tre giorni detox si devono reintegrare tutti i cibi solidi e quelli di cui abbiamo fatto a meno nel regime detossinante.
Ci sono però alcune indicazioni che è bene continuare a seguire.
- prediligere una dieta a base di ortaggi e frutta fresca, cereali e legumi;
- limitare le proteine animali;
- fare attenzione alla cottura dei cibi prediligendo la cottura al vapore o al forno;
- evitare il consumo d’alcool e non fumare;
- mangiare 5 porzioni al giorno di vegetali, che comprendono verdure cotte e crude, frutta secca e fresca di stagione di colori diversi
- cercare di mangiare ogni giorno vegetali che coprano tutti i 5 colori: Rosso-Arancio, Giallo, Bianco, Verde, Blu-Viola. L’uso di tutti e 5 i colori garantisce infatti un apporto nutrizionale più completo.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
(Continua sotto la foto)
Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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