Dieta dell’acqua giapponese: le regole della dieta anti ritenzione

Il metodo orientale per perdere peso e sgonfiarsi ha come alleata l’acqua. Ecco cosa sapere sulla dieta dell’acqua
La dieta dell’acqua giapponese non è una dieta dimagrante classica, ma una serie di regole da seguire se si vuole perdere peso e ridurre la ritenzione idrica.
** 5 regole da seguire per combattere la ritenzione idrica tutti i giorni **
Utile per sgonfiare la pancia e le gambe, infatti, non presuppone troppe rinunce, ma solo di inserire l'acqua nel modo corretto all'interno della propria giornata alimentare.
Approvata ufficialmente dalla Japan Medical Association, si tratta di un protocollo che presta attenzione a quanta acqua bere e a come farlo fin dalle prime ore del mattino.
Ecco come funziona nello specifico.
Cos'è e come provare la Dieta dell'acqua giapponese
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Quale tipologia di acqua bere
Prima di parlare del come e del quando, bisogna analizzare il “quale”. Non tutta l’acqua va bene: secondo il protocollo originale della dieta dell’acqua giapponese, infatti, le caratteristiche della materia prima sono fondamentali.
L’acqua dev’essere fresca: non gelata perché potrebbe comportare disturbi a livello gastrico ma comunque abbastanza fredda.
Oltre alla temperatura, anche la composizione è importante: non devono esserci tracce di fluoro né di calcare.
L’acqua depurata tramite l’utilizzo di caraffe filtranti così come l’acqua minerale imbottigliata andranno bene.
Quanta acqua bere al risveglio
Al risveglio, non appena ci si alza dal letto, bisognerà bere 4 bicchieri di acqua, a digiuno e facendo attenzione a rispettare qualche secondo di pausa tra un bicchiere e l’altro.
Essendo a stomaco vuoto, è necessario ingurgitare molto lentamente per non stressare il sistema gastrico e digestivo.
Terminati i 4 bicchieri, il consiglio è di attendere almeno 45 minuti prima di consumare la colazione.
All’inizio potreste trovare esagerata la quantità di 4 bicchieri da consumare uno dietro l’altro. Non sforzatevi e, se vedete che il vostro stomaco non apprezza così tanta acqua, incominciate con dosi minori.
Due bicchieri andranno bene, da aumentare man mano fino a quando non riuscirete ad arrivare a un totale di quattro.
Con due o con quattro bicchieri il tempo da attendere per consumare il primo pasto della giornata è sempre il medesimo: 45 minuti.
Quanta acqua bere prima di uno spuntino
Anche prima di uno spuntino bisogna seguire il protocollo dell’acqua da bere anticipatamente.
Insomma: per qualsiasi cibo solido che andrete a ingurgitare, prima dovete bere.
Se i pasti principali necessitano 4 bicchieri da consumare 45 minuti prima, per gli snack quantità e tempistiche diminuiscono sensibilmente.
Un solo bicchiere sarà sufficiente, da bere circa un quarto d’ora prima.
Se però lo spuntino è ad alto contenuto calorico, bevetene due. Ricordandovi però che l’acqua non fa miracoli: se volete perderete peso ciò che consumate deve essere non troppo ricco di calorie e grassi.
Quanta acqua bere prima dei pasti principali
Per quanto riguarda il pranzo e la cena ci si deve comportare esattamente come per la colazione: 4 bicchieri d’acqua a stomaco vuoto.
Non dimenticate di sorseggiare lentamente, osservando una pausa tra un bicchiere e l’altro. Questo sempre tre quarti d’ora prima del pasto.
Non bere subito dopo i pasti
La dieta dell’acqua giapponese dà indicazioni sul come e quanto bere non solo prima di mangiare ma anche dopo.
Per almeno un paio d’ore dopo colazione, pranzo e cena è vietato consumare acqua.
Nel caso la sete fosse insopportabile, si può bere acqua tiepida a piccoli sorsi. Così facendo non si rischia di compromettere l’efficienza dei processi gastrici e digestivi.
Tuttavia è sempre meglio evitare di introdurre acqua nello stomaco per le due ore successive al pasto.
A cosa serve la dieta dell’acqua
La dieta dell’acqua giapponese apporta innumerevoli benefici. Il perché va innanzitutto individuato nella sua fonte: l’acqua appunto.
L’acqua favorisce il funzionamento dell’apparato digerente, contrasta la peristalsi intestinale e di conseguenza previene il gonfiore addominale.
Anche la pelle risente degli effetti benefici dell’acqua, risultando più elastica e sana quando l’apporto idrico è ottimale.
Consumare acqua ha poi un effetto depurativo: si tratta della pratica detox numero uno, soprattutto se l’acqua viene consumata a digiuno.
A stomaco vuoto, inoltre, bere acqua tiene sotto controllo la sensazione di fame e favorisce l’efficienza del sistema linfatico.
Anche chi soffre di pressione alta, di gastrite e di artrite potrebbe trarre beneficio da questa buona pratica di idratazione, previo consulto del medico curante in caso di qualsiasi patologia accertata.
Possibili effetti collaterali della dieta dell'acqua
Oltre ai benefici, tuttavia, è possibile che compaia anche qualche effetto collaterale.
Inizialmente infatti potrebbero presentarsi sintomi come prurito, vertigini, mal di testa, sudorazione e alito cattivo.
Si tratta di conseguenze della disintossicazione dell’organismo per via di quell’effetto detox apportato dall’acqua, quindi niente paura. Ma è sempre bene non sottovalutare qualsiasi side effect.
Infine: mai superare i 2 litri di acqua al giorno perché si rischierebbe di affaticare e magari compromettere il sistema urinario.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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