Si può restare amici con l'ex solo se rientrate in una di queste categorie

visore-frexDESKvisore-frexMOBI
Si può rimanere amici con l'ex? Ebbene sì, è una tendenza che sta dilagando. Ma funziona solo per determinati tipi di ex e ad alcune condizioni

Diventare migliori amici del proprio ex fidanzato è possibile?

Pare di sì, soprattutto ora che la cerchia degli amici non virtuali si restringe al punto che spesso il partner è la sola persona con cui si passa il proprio tempo libero.

In quel caso, quando la love story finisce si rimane single anche sul piano delle relazioni interpersonali.

Questo è il motivo per cui ultimamente assistiamo sempre più spesso a un fenomeno che negli anni Novanta sarebbe stato impensabile: l’amico del cuore diventa l’ex.

Anzi, FREX (Friend + Ex), per dare un nome alla cosa.

Certo, perché possa funzionare servono alcuni presupposti.

Ecco in quali casi e come si può restare amici con l'ex.

(Continua dopo la foto)

01-coppia-bici

Quali ex possono diventare amici

I migliori candidati per un’amicizia vera tra ex sono gli ex storici: coloro che si sono mollati da anni senza più ricadute vere o tentate possono tranquillamente inaugurare un bel rapporto tra ex. Ex novo.

L’importante è che non siano rimasti rancori né ceneri passionali altrimenti salta tutto.

Tra gli ex freschi, invece, via libera alle coppie che si sono lasciate consensualmente poiché la passione si era sopita fino a spegnersi.

Considerate il vostro ex come un fratello o una sorella? Perfetto.

Spesso però accade che uno dei due sia il soggetto “debole” della coppia, quello rimasto più coinvolto emotivamente che - pur di non perdere l’ancora dolce metà - accetta lo status da amico senza confessare i propri sentimenti.

** 5 motivi per non cercare di restare amici con l'ex troppo presto **

Chi dovesse accorgersi che l’altro non si comporta a cuor leggero, si distacchi per un po’ per permettere all'ex di elaborare la separazione, metabolizzando la fine della storia.

02-coppia-sdraiata

Un’amicizia con l’ex può essere molto profonda

Perché mai inoltrarsi in un campo potenzialmente minato come l’amicizia con l’ex? La risposta è semplice: nessuno al mondo vi conosce meglio del partner che avete avuto accanto per molto tempo.

** Ci sono solo 5 motivi per cui il vostro ex potrebbe cercare di rimanere vostro amico **

Le vostre abitudini, gli usi, i costumi e i gusti sono ben noti all’ex. Vi conosce nel profondo, sa cosa vi piace e cosa invece detestate, motivo per cui è la persona che sa prendervi meglio.

Oltre al feeling dato dal tempo trascorso insieme, non è da sottovalutare nemmeno l’empatia che sta alla base di una storia amorosa.

Se vi siete inizialmente piaciuti e poi fidanzati significa che le vostre personalità si intersecano bene, nonostante i problemi di coppia subentrati successivamente.

Sono tante le relazioni erotiche frustranti che si trasformano in amicizie molto soddisfacenti.

03-smartphone-whatsapp

Cosa non bisogna mai fare

Innanzitutto è da bandire la pretesa dell’esclusiva: in amicizia l’esclusività non esiste!

Mettetevi in testa fin da subito che adesso siete "solo" un’amica come possono diventarne tante altre. Niente gelosia, nemmeno per eventuali fiamme con cui l’ex può intraprendere una relazione.

Nel caso di nuove compagne che non vedono di buon occhio l’ex fidanzata ancora presente, cercate di farvi da parte.

Lo stesso valga per voi: se trovate un partner che non coglie di buon grado la situazione, allora parlatene con il vostro ex e cercate di allontanarvi.

Insomma: il rispetto nei confronti dei nuovi compagni è fondamentale per vivere in maniera onesta tutto, anche la vostra amicizia.

A livello pratico, evitate di inviare messaggi con la stessa frequenza e intensità di prima.

Non siate assillanti per sapere cosa ha fatto, chi ha incontrato etc.

Non è necessario avere il controllo di ogni istante della sua giornata: niente stalking e voyeurismo sui social; se dovesse venirvi l’impulso di guardare regolarmente il suo profilo Facebook, Instagram e via dicendo, allora lasciate perdere perché l’amicizia tra di voi non è ancora possibile.

Infine, ricordatevi di mordervi la lingua ogni volta che vi verrà la tentazione di riesumare vecchie discussioni. Il passato è passato. Ora la relazione tra voi deve avere basi differenti da prima. E anche discussioni ben diverse.

04-love-one-another

Cosa fare (assolutamente)

La prima cosa da rispettare è la “friend zone”: non bisogna mai oltrepassare i limiti, evitando malizia e civetteria, pena la fine dell’amicizia.

Innanzitutto è bene essere onesti con se stessi: se vi viene spontaneo trattare l’ex come quando eravate fidanzati, allora c’è un problema di fondo che va a cozzare con il nuovo modello di relazione interpersonale.

Oltre al nuovo modello di relazione, è bene tenere conto anche di eventuali nuove relazioni, mettendone subito al corrente lui.

Non appena vi accorgete di essere coinvolte emotivamente con qualcuno, confidatevi con l’ex. Sarà un modo per essere trasparenti ma anche per vedere la sua reazione.

Basta analizzare il suo primo sguardo o la sua prima parola per capire se prova ancora qualcosa per voi oppure se davvero avete trovato un tesoro.

05-cinema

I pro

I pro sono innumerevoli, a partire da quanto già detto: nessuno al mondo vi conosce meglio dell’ex, colui con il quale avete trascorso parecchio tempo. E sperimentato uno spettro vario di situazioni.

Oltre a sapervi prendere, essere in grado di prevedervi e mai propinarvi qualcosa che proprio non vi va giù, l’ex condivide probabilmente anche molti dei vostri gusti a livello culturale.

Film, libri, arte, musica… l’ex è il candidato ideale per accompagnarvi alle mostre, ai concerti, al cinema o anche per una chiacchierata su un libro e un film visto da entrambi.

Per non parlare delle serie tv! Il binge watching è una delle attività preferite dalle coppie in crisi, motivo per cui potrete continuare a farlo ora che siete una coppia non più in crisi, ossia di buoni amici.

06-graffito-cuore

I contro

Il primo rischio è quello di rimanere invischiati nel passato, legati indissolubilmente al cosiddetto "bel tempo che fu".

** Tornare con l'ex fa male alla salute: lo dice la scienza **

Questa insidiosa ragnatela avviluppa e intrappola nel "prima", non permettendo di vivere il presente e soprattutto il futuro senza la perenne presenza dell’ex sullo sfondo.

Rimanere legati a una persona che appartiene al passato sentimentale intralcia anche la crescita emotiva.

Nei casi peggiori potrebbe addirittura fare sfociare in una dipendenza affettiva tale da non permettervi di instaurare nuove relazioni.

Il motivo? Senso di colpa. Un po’ come se fossimo ancora fidanzati con l’ex e lo stessimo in qualche modo tradendo.

A volte è addirittura più facile tradire il partner rispetto all’ex diventato amico, quindi occhio a non entrare in questo circolo vizioso.

07-demi-moore-bruce-willis-g

Credits: Getty Images

Ex coppie di vip che continuano a essere amici

E passiamo ora al gossip. Le ex coppie dello star system che hanno mantenuto ottimi rapporti di amicizia sono moltissime.

Una su tutte, Demi Moore e Bruce Willis: nonostante siano separati da anni, i due escono spesso assieme a prescindere dalle figlie che hanno in comune.

Un caso ancora più eclatante è quello di Donald Trump che ha addirittura accompagnato l’ex moglie Ivana all’altare quando ha sposato Rossano Rubicondi. E la casa in cui si teneva la cerimonia era la tenuta di Miami del tycoon!

Cameron Diaz e Justin Timberlake si sono lasciati talmente bene che si sentono frequentemente e hanno addirittura accettato di recitare in una commedia sentimentale insieme (Bad teacher – Cattiva maestra, ndr).

Angelina Jolie e Billy Bob Thorton sono amici del cuore. Lei ha pure scritto la prefazione all'autobiografia dell'attore.

Insomma, da Chris Martin e Gwyneth Paltrow fino a Sean Penn e Madonna, da Courteney Cox e David Arquette a Tim Burton e Helena Bonham Carter passando per Lisa Bonet e Lenny Kravitz, lo showbiz pullula di casi che ci insegnano che dalle ceneri di un love romance può ardere ancora un sentimento focoso, scevro di complicazioni erotiche.

Il premio alla migliore coppia di ex? Va a Sarah Ferguson e al principe Andrea d’Inghilterra: si sono separati nel 1992, hanno divorziato nel 1996 ma vivono tutt'ora insieme e sono ottimi amici. 

  • IN ARRIVO

Soli in coppia: perché ci si può sentire emotivamente distanti anche quando si è insieme

coppia relazione herocoppia relazione
Essere soli in coppia significa vivere una solitudine emotiva che nasce dalla disconnessione affettiva e da aspettative non condivise

C’è una frase che chi sta in coppia fatica a pronunciare: “Mi sento solo”.

Perché l’amore, nella nostra mitologia contemporanea fatta di reel su Instagram e tramonti di coppia al mare, dovrebbe salvarci da tutto. Dalla noia, dall’insicurezza, dal senso di vuoto.

E invece no: ci sono persone che la sera si stendono nel letto accanto al partner e sentono un silenzio più assordante di quello di una stanza vuota. E non lo dicono a nessuno, perché pare quasi un sacrilegio ammettere che si possa essere terribilmente soli anche in due.

Cos'è la solitudine emotiva

Sentirsi soli in coppia è una forma di solitudine emotiva, spesso molto più dolorosa di quella vissuta da single. Perché quando sei solo e basta, il tuo cervello si setta sull’evidenza: sei solo, punto. Quando invece vivi in coppia, e ti senti comunque disconnesso, tradito nelle aspettative, il messaggio che ti arriva è: “C’è qualcosa che non va in te”.

Ed è lì che scatta il cortocircuito.

Ci si ritrova a fare colazione insieme, a parlare del meteo, dei bambini, delle bollette, ma manca quell’intimità profonda che nutre il senso di appartenenza. L’altro è presente fisicamente, ma emotivamente sembra altrove, come fosse su una chat di lavoro da cui non riesce a scollegarsi nemmeno di notte. E tu lì, a fissare il fondo del tuo cappuccino come fosse un oracolo.

Concept of love: a man and a woman each on the silhouette of a heart.

Come nasce la solitudine a due

La solitudine a due non nasce all’improvviso, ma prende forma lentamente, spesso senza che ce ne accorgiamo.

Può insinuarsi nella routine emotiva della coppia, quando ci si parla ogni giorno ma si smette di dirsi davvero qualcosa: restano i dialoghi logistici, le comunicazioni funzionali, mentre scompaiono le conversazioni intime e autentiche. A volte il nodo è una diversa modalità di esprimere l’affetto: c’è chi ha bisogno di parole, gesti e conferme e chi, al contrario, tende a chiudersi nel silenzio, creando una distanza che con il tempo diventa difficile da colmare.

A pesare sono anche gli stress esterni - figli piccoli, lavoro, difficoltà economiche - che trasformano ogni giornata in una corsa contro il tempo. Quando tutto sembra urgente, la relazione finisce spesso in fondo alla lista delle priorità, sacrificata sull’altare delle incombenze quotidiane.

Non aiutano nemmeno le aspettative illusorie, quando il partner viene inconsciamente investito del ruolo di “cura” per ferite personali mai elaborate: in questi casi la delusione è quasi inevitabile.

E poi c’è la disconnessione sessuale, che più spesso è una conseguenza che una causa, ma che finisce per diventare il termometro più evidente di un distacco emotivo già in atto.

Perché non ne parliamo?

Perché è scomodo, imbarazzante, quasi vergognoso dire: “Mi sento solo con te”.

Ci si sente ingrati, quasi traditori. Si pensa di non avere diritto a lamentarsi, specie se il partner “non fa nulla di male”. Eppure il partner che “non fa nulla di male” a volte è proprio quello che non fa nulla.

Poi c’è la pressione sociale: l’idea che la coppia debba sempre funzionare, a costo di recitare la parte. E così, sui social, tutti felici e innamorati, mentre nella vita reale ci si scambia più emoji che carezze.

Che fare se ci si sente soli in coppia?

Se vi sentite soli in coppia, il primo passo è dare un nome a quello che state vivendo. Dire ad alta voce “mi sento solo” non è un atto d’accusa, ma un segnale d’allarme emotivo: un modo per aprire una conversazione che spesso viene rimandata per paura di ferire o di creare conflitto.

È importante poi spostare il focus dalle colpe alle emozioni, evitando frasi accusatorie come “tu non fai mai…” e provando invece a raccontare ciò che manca, per esempio: “mi manca sentirci vicini”.

Ritrovare la connessione passa anche dai piccoli gesti quotidiani. A volte bastano momenti brevi ma autentici, come dieci minuti al giorno senza schermi, dedicati solo a parlare e a guardarsi davvero, per ricostruire un senso di intimità emotiva.

Quando il distacco sembra profondo o difficile da affrontare da soli, chiedere aiuto può fare la differenza: la terapia di coppia non è una sconfitta, ma un investimento consapevole nella relazione e nel benessere di entrambi.

Allo stesso tempo, è importante non restare intrappolati nell’auto-inganno. Se la solitudine diventa una condizione cronica, se l’altro resta emotivamente indisponibile e ogni tentativo di connessione si infrange contro un muro, allora forse la domanda da porsi non riguarda solo “come salvare la relazione”, ma anche che tipo di relazione si sta davvero vivendo - e se quella forma di amore è ancora uno spazio in cui è possibile sentirsi visti, riconosciuti e abitati.

Couple sitting on bench together

La solitudine non è sempre la fine

Sentirsi soli in coppia non significa necessariamente che l’amore sia finito. A volte è solo un segnale che qualcosa si è perso per strada e va recuperato. Altre volte, invece, è l’evidenza che la relazione si regge su un copione vuoto. E allora serve coraggio: o per ricostruire, o per lasciare andare.

Perché, diciamolo, nulla è più devastante di sentirsi soli tenendo la mano di qualcuno.

E se proprio dobbiamo restare soli, almeno scegliamo una solitudine autentica, non una condivisa per finta.

  • IN ARRIVO

Le 5 coppie più compatibili secondo l'astrologia

coppia amore relazione herocoppia amore relazione
Secondo gli astri le coppie più compatibili sono quelle che condividono la visione della vita o che si completano: ecco quali sono

Le coppie più compatibili secondo l'astrologia sono quelle che condividono passioni e completano le rispettive mancanze.

Le coppie più compatibili secondo l'astrologia

Secondo gli esperti di Online Psychic Chat Platform sono queste cinque coppie di segni zodiacali.

1. Gemelli - Sagittario: compatibilità 100%

Gemelli e Sagittario sono una combinazione divertente e ammiccante. Entrambi sono segni mobili, il che significa che entrambi amano essere in movimento, conoscere persone nuove e imparare cose nuove. Si trovano esattamente a sei mesi di distanza sulla ruota zodiacale, il che vuol dire che sono opposti polari: questo è un meraviglioso esempio di compatibilità, poiché gli opposti si attraggono. I Gemelli e il Sagittario sono troppo caotici per gli altri, ma sono una coppia 'perfettamente imperfetta' tra loro. Saranno i primi ad arrivare a ogni festa e gli ultimi ad andarsene.

2. Cancro - Bilancia: compatibilità 95%

Cancro e Bilancia formano una coppia pacifica e spirituale. Entrambi sono segni dal cuore d'oro, che amano prendersi cura degli altri e raramente mettono se stessi al primo posto. Il Cancro è orientato alla famiglia e si diverte a assicurarsi che tutti siano nutriti e accuditi. La Bilancia è la paciera del gruppo e garantisce che l'ambiente sia calmo e che tutti vadano d'accordo tra loro.

3. Cancro - Scorpione: compatibilità 85%

Cancro e Scorpione sono entrambi segni d'acqua, il che significa che condividono alcuni tratti importanti. Sensibili, emotivi, devoti e premurosi, i segni d'acqua mettono i sentimenti al centro di tutto. Il Cancro è più diretto e pacifico, lo Scorpione è più misterioso e ansioso, quindi non sono identici. In una relazione personale, però, i due andranno d'accordo e si capiranno al volo.

4. Cancro - Toro: compatibilità 75% 

Sia il Cancro che il Toro amano le proprie comodità. Questi due segni sono delle buone forchette e amano sentirsi coccolati e al caldo. Apprezzano gli ambienti accoglienti e non disdegnano la solitudine. È facile immaginare questi due segni stringere un'amicizia autentica e priva di drammi. Chiacchierando tranquillamente davanti a una cioccolata calda con panna, Cancro e Toro creano un forte legame basato su una matura accettazione reciproca.

5. Acquario - Toro: compatibilità 70%

Acquario e Toro formano un'unione molto interessante, poiché sono due dei segni più distaccati dello zodiaco. Entrambi i segni mostrano una calma esteriore, supportata da una profonda pace interiore. Il Toro è un segno molto stabile, che non si agita facilmente. Sono tolleranti e accettano le stranezze di chiunque, e possiedono un senso dell'umorismo sottile e discreto. L'Acquario è un segno altruista, che mette i bisogni degli altri davanti ai propri. Insieme, questa coppia può creare un legame delicato fatto di fiducia e rispetto.

5. Pesci - Capricorno: compatibilità 70%

Pesci e Capricorno sono entrambi segni molto maturi, ma in modi profondamente diversi. La maturità del Capricorno è pratica e seria. Sono grandi lavoratori e risparmiano ogni centesimo, sempre pronti per i periodi difficili. La maturità dei Pesci è legata alla saggezza emotiva. Danno valore ai propri affetti più cari e impostano la vita intorno alle persone, non ai possedimenti.

Le coppie meno compatibili in amore

Le coppie di segni con la minore compatibilità sono invece:

1. Gemelli - Capricorno: compatibilità 20%

La chimica tra un Gemelli e un Capricorno non è naturale. Il Gemelli viene al mondo per divertirsi; ama essere circondato dalle persone e condividere la propria storia con gli altri. Il Capricorno ama lavorare sodo e scalare le gerarchie. Sono persone affidabili e serie, che non apprezzano chi perde tempo. Il Gemelli può trovare il Capricorno eccessivamente serio, mentre il Capricorno vede il Gemelli come estremamente caotico.

2. Pesci - Ariete: compatibilità 35%

Pesci e Ariete sono una combinazione molto curiosa, perché l'Ariete è considerato il primo segno dello zodiaco: giovanile e divertente, vivace e fanciullesco. I Pesci, invece, sono l'ultimo segno della ruota: materni e premurosi, intuitivi e saggi. Quando si tratta di passare del tempo da soli, l'Ariete vorrebbe trasformare l'occasione in una festa, mentre i Pesci preferirebbero una serata tranquilla in casa. La loro attrazione iniziale è dovuta al fatto che gli opposti si attraggono, ma presto si stancheranno delle loro differenze.

3. Vergine - Bilancia: compatibilità 45%

Due segni consecutivi, come Vergine e Bilancia, condividono una compatibilità interessante, simile a un rapporto genitore-figlio. Il segno che viene prima, in questo caso la Vergine, assumerà la personalità più giovanile, mentre il segno che viene dopo, qui la Bilancia, sarà più maturo. Il segno 'adulto' proteggerà il segno più giovane e lo aiuterà a capire come muoversi. Questa chimica crea un legame forte, ma il rapporto può risultare sbilanciato.

  • IN ARRIVO

Se l’amore diventa routine cambiate questo (e non partner)

Quando l’amore entra nella routine quotidiana può sembrare spento, ma spesso è solo una fase: ecco come riconoscerla e affrontarla

Succede anche nelle relazioni più forti e stabili: le giornate scorrono tutte uguali, i messaggi diventano automatici, le cene si assomigliano una all'altra. Non siete infelici, ma nemmeno davvero entusiaste.
Non è che l’amore sia finito: è che è diventato routine.

Questo però non significa necessariamente che ci sia una crisi di coppia. A volte è solo un segnale: non di rottura, ma di immobilità. È il segnale che forse è arrivato il momento di cambiare qualcosa.

Non la persona accanto a voi, ma il modo in cui state insieme.

La routine in amore non è la fine (finché non diventa automatismo)

La routine, di per sé, non è un problema. Anzi. È ciò che rende una relazione sicura, affidabile, abitabile nel tempo. Sapere cosa aspettarsi dall’altro, condividere abitudini, sentirsi “a casa” è una base sana.

Il punto critico arriva quando tutto diventa automatico. Quando i gesti non sono più scelti ma ripetuti, quando le attenzioni esistono ma senza intenzione, quando le domande (anche le più banali tipo “com’è andata la giornata?”) vengono fatte senza ascoltare davvero la risposta.

È lì che la routine smette di essere contenitore e diventa inerzia. Non fa rumore, non crea scosse, ma spegne lentamente la curiosità. E senza curiosità, anche l’amore più solido rischia di appiattirsi.

Se vi sembra di essere in una situazione di stallo nella vostra relazione, allora i seguenti consigli vi aiuteranno a porre rimedio. 

**4 trucchi per ravvivare la vita di coppia e scongiurare la noia**

(Continua sotto la foto)

coppia relazione rottura litigare

Come riconoscere la routine in amore

Uno degli errori più comuni è confondere lo stallo emotivo con una crisi di coppia. In realtà, i segnali sono molto più sottili e quotidiani. Vi sentite più coinquiline che partner, parlate soprattutto di organizzazione e impegni, fate progetti perché “si è sempre fatto così”.

Magari non litigate quasi più. Ma non perché tutto vada bene: semplicemente perché non avete più voglia di affrontare certi discorsi. Le piccole cose iniziano a infastidirvi più del dovuto, mentre quelle belle non sorprendono più.

Non sono campanelli d’allarme da ignorare né red flag da drammatizzare. Sono segnali di immobilità emotiva, che indicano che la relazione ha bisogno di movimento, non di una fine.

Perché pensiamo che, senza passione, l’amore sia finito

Siamo cresciute con l’idea che l’amore debba essere sempre intenso e travolgente. Film, serie tv e social ci raccontano una versione dell’amore fatta di picchi continui, di scintille costanti, di storie che non conoscono pause.

La realtà è diversa. La passione non scompare, ma cambia forma. Non è più adrenalina pura, ma presenza, scelta e attenzione. Il problema nasce quando continuiamo a confrontare il presente con l’inizio della relazione, come se fosse l’unico parametro valido.

Così, invece di chiederci cosa possiamo nutrire oggi, restiamo bloccate a rimpiangere quello che eravamo. E perdiamo di vista quello che potremmo diventare.

**Come mantenere viva la passione nella coppia? 4 consigli salva-relazione**

La domanda giusta da farsi (insieme)

Quando l’amore sembra diventato routine, la domanda da farsi non è “lo amo ancora?”. Spesso, infatti, la risposta è sì. La domanda più utile allora è un’altra: stiamo crescendo insieme o stiamo solo andando avanti?

Cambiare qualcosa dentro una relazione non è un fallimento, bens' un atto di cura. Significa riconoscere che anche l’amore, come le persone, ha bisogno di essere aggiornato e ripensato.

Perché una relazione non si salva, ma si coltiva giorno dopo giorno. 

**Come capire se una relazione non è più giusta per voi**

coppia amore relazione

Cosa cambiare davvero (senza cambiare partner)

In queste situazioni, molto spesso, il modo in cui ci muoviamo dentro la relazione può aver bisogno di una revisione. Superare la routine non significa stravolgere tutto, ma rimettere intenzione dove si è inserito l’automatismo.

Il primo passo allora è smettere di dare per scontata la connessione. Parlare non solo di cosa va fatto, ma di come ci si sente davvero. Anche quando sembra scomodo, anche quando non c’è un problema evidente. Riportare conversazioni emotive nella quotidianità aiuta a uscire dalla modalità “gestione” e a tornare a quella di relazione.

Un altro punto chiave è interrompere, anche solo a tratti, i ruoli fissi che con il tempo si cristallizzano: chi organizza tutto, chi si adatta, chi tiene insieme, chi si defila. Rimettere in discussione queste dinamiche permette di vedersi di nuovo come individui, non solo come funzione all’interno della coppia.

Serve poi creare spazio per esperienze che non abbiano uno scopo pratico. Non per forza viaggi o grandi gesti, ma momenti non programmati, tempo di qualità passato insieme, occasioni in cui non c’è nulla da risolvere o decidere. La routine spesso nasce quando ogni momento è funzionale a qualcosa; l’intimità, invece, ha bisogno di gratuità.

Infine, è importante accettare che cambiare non significa tornare a com’eravate all’inizio. Quella fase non va replicata, ma superata.

Ogni relazione sana evolve, e attraversare momenti di piattezza è normale. La differenza la fa il modo in cui li si attraversa: con rassegnazione o con presenza.

  • IN ARRIVO

Ecco il motivo psicologico per cui restiamo in relazioni che non funzionano più

coppia relazione herocoppia relazione
Ci illudiamo di poter guarire amando chi ci ferisce. Ma spesso restare in relazioni sbagliate è solo un modo per provare, ancora una volta, ad aggiustare quello che non ha funzionato nel nostro passato

Ci sono relazioni che non funzionano da tempo, eppure restiamo.

Restiamo anche quando non siamo più felici, quando i silenzi fanno più rumore delle parole, quando ci sentiamo più soli dentro un abbraccio che fuori. Restiamo e intanto ci raccontiamo che è per amore, per i figli, per paura di ricominciare.

Ma spesso non è per nessuna di queste ragioni. Restiamo perché speriamo, inconsapevolmente, di aggiustare qualcosa che si è rotto molto tempo fa.

**Come capire se una relazione non vi rende felici (anche quando sembra funzionare)**

(Continua sotto la foto)

terapia di coppia

Le dinamiche del passato condizionano le dinamiche del presente

Ognuno di noi porta nelle relazioni adulte le dinamiche che ha vissuto da bambino in famiglia; come è stato amato e come ha visto amarsi i propri genitori.

Si porta con sé le mancanze, gli sguardi che non ha ricevuto, l’amore condizionato — quello che dovevi meritarti con il comportamento giusto, la versione “buona” di te.

Così da adulti, senza rendercene conto, cerchiamo di riscrivere quella storia.Scegliamo persone che ci ricordano proprio chi non ci ha saputo amare, e proviamo, con loro, a ottenere finalmente ciò che non abbiamo avuto allora.

È come se l’inconscio dicesse: “Se questa volta ce la faccio, se riesco a farmi scegliere da qualcuno come lui o come lei, allora guarirò”.

E così restiamo.

Restiamo anche quando ci sentiamo invisibili, anche quando ogni discussione diventa una guerra fredda, anche quando il rispetto si è perso per strada. Restiamo perché se andassimo via, dovremmo guardare in faccia il fallimento del nostro tentativo di guarigione.

E allora preferiamo restare in un dolore conosciuto, piuttosto che affrontare un vuoto nuovo.

Young Couple Going To Marriage Counseling

Ma non si guarisce dove ci si è feriti. Restare nelle relazioni che non funzionano più sperando che diventino la cura è come cercare di medicare una ferita con ciò che l’ha provocata.

Il presente non aggiusta il passato: lo ripete.

E mentre cerchiamo di sistemare l’altro, finiamo per trascurare ancora noi stessi - come abbiamo imparato a fare da bambini, quando per sopravvivere bisognava essere “bravi”, adattarsi, capire tutto prima, anche il non detto.

La verità è che certe relazioni non si aggiustano perché non nascono per funzionare: nascono per insegnarci dove fa male. E quel dolore, una volta riconosciuto, non va negato o ignorato, ma attraversato.

Capire perché restiamo è il primo passo per smettere di restare. Non per diventare più forti o più cinici, ma per diventare più liberi.

Guarire, in fondo, non è riuscire a farsi amare da chi non può o non sa farlo. È smettere di cercare in un altro la prova del proprio valore. È restare dove l’amore non chiede di essere dimostrato, ma semplicemente vissuto.