La mamma di Kate Middleton ha rilasciato la sua prima intervista: ecco cosa ha raccontato della Royal Family

Carole, la mamma di Kate Middleton, ha rilasciato la sua prima intervista di sempre: ecco cos'ha detto della Royal Family e dei nipotini George e Charlotte
Carole Middleton, mamma di Kate Middleton, ha rilasciato la sua prima intervista di sempre, parlando con The Telegraph di svariate tematiche, tra cui la maternità, la gestione della propria attività economica e anche del perché ha sempre preferito non parlare e discutere della Royal Family sui media.
Carole ha spiegato che la sua famiglia è la cosa più importante della sua vita:
«Sono sempre al primo posto e sarà sempre così»; ma in questa intervista, lunga e compleata, ci ha fatto scoprire nuove sfumature sui Windosr.
Ecco cos'ha detto Carole nella sua prima intervista.
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Perché non ha mai parlato della Royal Family
Nonostante i suoi stretti legami con la famiglia reale, la mamma Middleton non ha mai parlato dei suoceri di sua figlia (e della Royal Family in generale), perché è fermamente convinta che la cosa causerebbe più problemi di quanti ne valga la pena.
«Nel corso degli anni ho capito che è stato saggio non dire nulla» - condivide Carole Middleton, che è sempre stata negli obiettivi dei paparazzi dato l'interesse pubblico su larga scala nella vita di sua figlia e, quindi, il rapporto di 13 anni con il principe William.
Carole ha anche detto di non leggere più alcun articolo/intervista su se stessa o sulla Royal Family in generale.
Una decisione che ha preso poco più di un anno fa:
«Prima credevo che fosse meglio sapere cosa pensavano le persone. Ma ho capito che non fa alcuna differenza. Non sono sicuro di come sono e siamo percepiti ora; ma il fatto è... che siamo una famiglia davvero normale - la maggior parte delle volte».
Cosa vuol dire essere una mamma lavoratrice
L'intervista si è concentrata su come Carole Middleton sia stata in grado di far crescere la propria attività di business, Party Pieces, mentre cresceva anche i suoi tre figli Catherine, Pippa e James.
Carole, che lanciò il suo marchio nel 1987 insieme al marito Michael, ha detto:
«Eravamo praticamente gli unici a fare questo genere di cose quando abbiamo iniziato; per questo era chiaro fin dall'inizio che avrebbe funzionato.
Penso che sia più facile iniziare un'attività quando sei giovane, sei meno consapevole delle insidie e forse hai meno da perdere».
«Ho comunque ricevuto aiuto da altre mamme. Catherine e Pippa erano a scuola fino alle 18, e ogni tanto qualche amica mi portava James da scuola all'ufficio e lui stava qui con me».
E ancora: «Il nostro lavoro era anche parte della vita dei bimbi. Venivano e ci aiutavano».
«Hanno anche fatto le modelle per noi - ha detto Carole. «Catherine era sulla copertina di uno dei cataloghi, mentre spegneva le candele. Pippa invece seguiva il blog».
Carole ha infine aggiunto: «Apprezzo ancora le loro idee e opinioni e i loro consigli quando si tratta di lavoro».
Com'è il principe William come cognato
Sembra che Carole sia particolarmente innamorata di entrambi i suoi generi.
La mamma di Kate e Pippa ha rivelato: «Ho due adorabili generi e spero di avere una bella nuora». In realtà, Carole faceva riferimento al fatto che il fratello di Kate e Pippa, James, al momento è apparentemente single.
Carole ha anche aggiunto che la sua «più grande paura» quando sua Kate sposava il futuro Re d'Inghilterra era che avrebbe «perso la mia famiglia, ma siamo rimasti vicini», il che è bello da sentire.
Ne è una riprova il fatto che tutti e tre i figli vanno spesso in visita a Bucklebury, a casa dei Middleton, con le rispettive famiglie quando hanno bisogno di una casa lontano da casa.
George, Charlotte e l'albero di Natale
Carole ha detto che quando si tratta di alberi di Natale, non le piace avere solo uno in casa.
La 63enne ha infatti raccontato che le piace avere quanti più alberi possibili nella sua casa, incluso uno per ciascuno nelle stanze dei suoi nipoti, George e Charlotte.
Spiegando il perché, Carole ha detto: «Così che possano decorarlo da soli come più preferiscono».
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Barack Obama: «Gli alieni esistono, ma non li ho mai visti»

C'è una domanda che ci siamo fatti tutti almeno una volta nella vita: gli alieni esistono?
Dai sorrisi dolci di E.T. alle saghe fantascientifiche più inquietanti, l’immaginario collettivo non ha mai smesso di interrogarsi sulla vita oltre la Terra.
Ora a dare (forse) una risposta a questa domanda è un ex presidente degli Stati Uniti, che ha trasformato una battuta in un caso mediatico.
È quello che è successo a Barack Obama durante un’intervista al podcast No Lie di Brian Tyler Cohen, pubblicata il 14 febbraio. Nel corso di un rapido botta e risposta, alla domanda diretta “Gli alieni esistono?”, l’ex presidente ha risposto con disarmante semplicità: «Sono reali, ma non li ho visti».
Una frase che ha immediatamente acceso il dibattito online, alimentando ipotesi e rilanciando (ancora una volta) il mito di Area 51.
Obama ha infatti aggiunto: «Non sono tenuti nell'Area 51. Non c’è alcuna struttura sotterranea - a meno che non esista un’enorme cospirazione e l’abbiano nascosta al Presidente degli Stati Uniti».
Una precisazione ironica, ma sufficiente a trasformare il passaggio in un clip virale.
Nel giro di 24 ore, complice il clamore social, l’ex presidente è dovuto infatti intervenire su Instagram per chiarire il senso delle sue parole:
«Stavo cercando di restare nello spirito del botta e risposta veloce, ma visto che ha attirato attenzione lasciatemi chiarire.
Statisticamente, l’universo è così vasto che è probabile che là fuori ci sia vita. Ma le distanze tra i sistemi solari sono così grandi che le probabilità che siamo stati visitati dagli alieni sono basse, e durante la mia presidenza non ho visto alcuna prova che esseri extraterrestri abbiano avuto contatti con noi. Davvero!».
Cosa sappiamo veramente sulla vita aliena?
Al di là della battuta, la vicenda riapre una questione affascinante: quanto può sapere, e soprattutto rivelare, un presidente su temi come UFO, UAP e alieni? Nell’immaginario popolare, il capo della Casa Bianca avrebbe accesso a ogni segreto custodito dal governo. La realtà, però, è più complessa.
Le informazioni classificate vengono condivise secondo il principio del “need to know”, anche ai massimi livelli istituzionali. Ciò significa che nemmeno un presidente dispone automaticamente di ogni dettaglio su programmi sensibili o dossier riservati. I briefing arrivano dalle agenzie di intelligence e riguardano ciò che è stato verificato e ritenuto rilevante.
Inoltre, le regole sulla segretezza non cessano con la fine del mandato. Anche dopo aver lasciato la Casa Bianca, un ex presidente resta vincolato alle norme sulla classificazione e sulla segretezza di alcuni documenti.
È anche per questo che, su temi delicati come gli alieni, il tono resta spesso prudente, ironico o volutamente generico.
L’interesse pubblico, però, non accenna a diminuire. E in questo clima, anche una frase pronunciata con leggerezza può diventare un titolo. Obama, con il suo «Sono reali, ma non li ho visti», ha intercettato perfettamente lo spirito del tempo: tra curiosità cosmica e bisogno di concretezza.
Per ora, almeno ufficialmente, nessuna prova di visite extraterrestri. Ma la fascinazione per gli alieni, quella sì, sembra più viva che mai.
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Vi sveliamo un segreto sul balcone di Buckingham Palace che in pochi conoscono

Ogni volta che la famiglia reale si affaccia dal balcone di Buckingham Palace, il mondo si ferma per qualche minuto. Gli abiti impeccabili, il saluto alla folla e, negli ultimi anni, le espressioni irresistibili del principe Louis sono diventati parte di un rituale collettivo.
Eppure, dietro quell’immagine iconica che sembra immutabile nel tempo, si nasconde un dettaglio sorprendente che in pochi conoscono.
Secondo quanto rivelato a HELLO! Magazine da una fonte di Palazzo, durante le apparizioni ufficiali vengono posizionati dei televisori nascosti sul balcone.
Il motivo è pratico: il Queen Victoria Memorial, situato proprio davanti a Buckingham Palace , impedisce ai membri della famiglia reale di avere una visuale completa del The Mall quando si affacciano. Per questo motivo «vengono collocate delle tv negli angoli del balcone, leggermente inclinati. La balaustra è coperta da tessuto rosso, così tutta l’attrezzatura può essere nascosta dietro» ha spiegato l’insider.
Un dettaglio che cambia la prospettiva su quelle immagini così familiari. I reali non vedono direttamente la folla come potremmo immaginare, ma si affidano a schermi discreti che permettono loro di seguire il momento in tempo reale - e persino di vedere se stessi.
Una rivelazione che ha fatto sorridere molti osservatori: il piccolo Louis potrebbe essere ancora più teatrale sapendo di potersi guardare in camera?
**6 cose che non pensereste di trovare dentro Buckingham Palace (e invece ci sono)**
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Harper Beckham potrebbe essere il nuovo volto dell’impero di famiglia: ecco perché

Harper Beckahm potrebbe distogliere l'attenzione del mondo dallo scontro pubblico tra Brooklyn Beckham e i genitori, Victoria e David, culminato in dichiarazioni, assai forti, che hanno fatto il giro delle prime pagine globali.
«Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia» ha scritto Brooklyn su Instagram, parlando di un’ansia «opprimente» vissuta per anni e spiegando che, da quando si è allontanato, «quell’ansia è scomparsa». Parole forti, a cui la famiglia non ha risposto direttamente, scegliendo un profilo basso.
**Ecco perché siamo così ossessionati dalla faida della famiglia Beckham**
Ecco perché in questo scenario complesso, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe un altro membro della famiglia a poter assumere un ruolo più visibile nei prossimi anni: Harper Beckham.
La più giovane dei quattro figli di David e Victoria avrebbe tutte le carte in regola per diventare il “nuovo volto” del brand familiare, almeno stando alle fonti vicine alla coppia.
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Gossip Girl sta tornando! È in arrivo un "sequel" sulla vita di Blair Waldorf

C’è stato un tempo in cui l’Upper East Side dettava legge e Blair Waldorf era molto più di un personaggio televisivo: era un’icona. Oggi, a distanza di quasi vent'anni anni dalla fine della serie, Gossip Girl è pronto a tornare. Ma lo fa in una forma diversa, più adulta, più consapevole, e forse ancora più interessante.
L’universo di Gossip Girl si espande infatti con un nuovo romanzo sequel interamente dedicato a Blair Waldorf.
La notizia arriva da Deadline e segna un passaggio importante per il franchise: l’autrice originale dei romanzi, Cecily von Ziegesar, ha annunciato che il sequel letterario ritrova la queen dell'Upper East side quarantenne, di nuovo a New York, pronta a rimettere in discussione equilibri e ambizioni che credeva di aver lasciato alle spalle.
I dettagli della trama sono ancora top secret, ma la premessa è chiara e irresistibile: Blair Waldorf non ha finito di dire la sua. Il libro, previsto per l’estate 2027, sarà pubblicato negli Stati Uniti e nel mercato anglofono internazionale, con Alloy Entertainment (già dietro a successi come The Vampire Diaries, You e Pretty Little Liars) che ha acquisito anche i diritti televisivi e cinematografici, qualora il progetto dovesse suscitare interesse per un futuro adattamento.
**Leighton Meester commenta il possibile ritorno di Blair in Gossip Girl: «Mai dire mai»**
La nuova storia di Blair Waldorf: cosa sappiamo sul sequel letterario di Gossip Girl
Nel nuovo romanzo, Blair, resa iconica sullo schermo da Leighton Meester, tornerà a muoversi in un Upper East Side profondamente cambiato, ma ancora ossessionato dal potere, dall’immagine e dallo status.
Non si tratta di un semplice esercizio di nostalgia: l’idea è quella di raccontare cosa resta di quella fame di controllo e perfezione quando l’età adulta impone nuove domande, nuove fragilità e nuovi compromessi.
L’operazione arriva dopo anni di tentativi, più o meno riusciti, di riportare Gossip Girl al centro della cultura pop. Il reboot targato HBO Max, debuttato nel 2021, aveva scelto una strada radicalmente diversa, svelando fin dal primo episodio l’identità della blogger anonima: un gruppo di insegnanti guidati da Kate Keller.
Nonostante l’ambizione, il reboot non ha mai raggiunto l’impatto culturale dell’originale ed è stato cancellato dopo due stagioni. Proprio per questo, il ritorno alle origini con Blair Waldorf, New York, il potere sociale appare oggi come una scelta strategica.
Del resto, i romanzi originali pubblicati a partire dal 2002 hanno venduto oltre sei milioni di copie, sono stati tradotti in 25 lingue e sono rimasti per più di 100 settimane nella classifica dei bestseller del New York Times, prima di trasformarsi nella serie che ha lanciato star come Blake Lively, Leighton Meester e Penn Badgley.
Al momento non è confermato se altri personaggi storici torneranno nel libro, né se Serena van der Woodsen avrà un ruolo nella nuova storia.
Ma una cosa è certa: riportare Blair al centro significa riattivare l’immaginario più potente di Gossip Girl, quello fatto di ambizione, rivalità, stile e controllo, e interrogarsi su come tutto questo possa esistere, oggi, nell’età adulta.
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