Le richieste più assurde che alcune celebrità hanno inserito nei loro contratti

Essere una celebrità non significa solo successo, fama e red carpet. Significa anche poter fare e chiedere (quasi) qualsiasi cosa.
Un esempio lampante sono gli eventi e le tournée di alcune star, che quando viaggia non si accontentano di una semplice stanza d’albergo con frutta fresca e champagne.
Nei loro contratti, infatti, alcune celebrità inseriscono richieste così particolari da sembrare uscite da un film di fantascienza.
Dalle stanze completamente bianche ai bagni da costruire e poi distruggere, ecco alcune delle richieste più stravaganti avanzate da icone della musica moderna.
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Capricci da star: le richieste più folli delle celebrità nei loro contratti
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Coldplay: cartoline per i figli
Anche le celebrità possono sentire la mancanza di casa. Per i Coldplay, il problema della distanza dai figli si risolve con un piccolo gesto: nel loro tour rider (che, per chi non lo sapesse, è un documento che fa parte del contratto di esibizione tra l'artista/band e il promotore o il locale che ospita l'evento), oltre a snack e bevande, chiedono cartoline da ogni città in cui si esibiscono.
L’obiettivo, per i membri della band, è scriverle e spedirle ai loro bambini, creando un legame tangibile nonostante la lontananza. Tra le richieste eccentriche delle star, questa è sicuramente una delle più dolci.
Katy Perry: fiori sì, ma niente garofani
Katy Perry ha gusti precisi, soprattutto quando si tratta di arredare il camerino. Per sentirsi a casa, pretende mobili moderni e decorazioni in tonalità pastello.
Ma il vero punto fermo è la composizione floreale: solo ortensie bianche e viola, rose rosa e peonie. Se queste non sono disponibili, possono essere sostituite con fiori stagionali bianchi. Ma mai, in nessun caso, con garofani. Per la popstar, quel fiore è un divieto assoluto.
Madonna: bagni nuovi che nessuno ha usato prima di lei
Essere una delle icone pop più longeve e influenti della storia ha i suoi vantaggi, e Madonna lo sa bene. Nei suoi tour, la cantante di Like a Virgin è nota per una richiesta decisamente singolare: i bagni a sua disposizione devono essere completamente nuovi e mai utilizzati da nessun altro. Non importa che si tratti di un hotel di lusso o di un backstage attrezzato, i servizi igienici devono essere installati appositamente per lei. E dopo il suo utilizzo? Devono essere rimossi e distrutti.
Ma non è tutto: Madonna chiede che il suo camerino venga arredato con rose e gigli bianchi con i gambi tagliati esattamente a 15 centimetri, dimostrando un’attenzione quasi maniacale ai dettagli.
Justin Bieber: pasti con i nomi delle sue hit
Lusso e stravaganza vanno di pari passo nel mondo delle celebrità, e Justin Bieber lo sa bene. Durante la sua tournée in India, è infatti emerso che le richieste includevano una Rolls Royce personale, un jet privato e una jacuzzi trasportabile.
Ma la trovata più originale è stata quella di chiedere che i pasti preparati dallo chef privato avessero i nomi delle sue canzoni. Il menù preciso non è - ahimè - noto.
Beyoncé: ghiaccio scolpito a mano e carta igienica rossa
Quando si parla di richieste stravaganti, Beyoncé non è da meno. Nei suoi contratti si trovano richieste che vanno dal ghiaccio scolpito a mano per rinfrescare la gola dopo ogni concerto, all’acqua alcalina servita rigorosamente a 21 gradi con cannucce di titanio da 900 dollari.
Tra le più curiose, quella di avere un nuovo sedile del WC personalizzato in ogni venue e carta igienica rossa. Il motivo di questa scelta rimane un mistero.
Adele: miele rigorosamente non biologico
Tra snack e bevande, la cantante britannica ha un’unica richiesta su cui non transige: il miele deve essere rigorosamente non biologico. Una scelta che sembra andare controcorrente rispetto alla tendenza salutista delle star, ma che probabilmente è legata a una preferenza di gusto o a esigenze vocali.
Oltre a questa richiesta, il suo camerino deve essere rifornito con panini al pollo, vino rosso italiano di alta qualità e sigarette Marlboro Light. Niente di troppo stravagante, ma comunque molto specifico.
Jennifer Lopez: total white o niente
La popstar non accetta di alloggiare in stanze d’hotel che non siano completamente bianche. Pareti, mobili, lenzuola e addirittura le candele devono seguire questa regola cromatica senza eccezioni.
Ma non è finita qui: nel suo camerino devono esserci bouquet di gigli bianchi e candele profumate al pino e al pompelmo. Insomma, tutto deve essere perfettamente armonizzato per creare un’atmosfera di puro relax e raffinatezza.
Cher: una stanza solo per le parrucche
Chi conosce Cher sa che la sua immagine è costruita su look iconici e trasformazioni sceniche. Non sorprende quindi che, durante i suoi tour, richieda un’intera stanza dedicata alla sua collezione di parrucche.
Per completare l’atmosfera, la cantante chiede anche fontane di cioccolato e una macchina per fare le granite.
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Barack Obama: «Gli alieni esistono, ma non li ho mai visti»

C'è una domanda che ci siamo fatti tutti almeno una volta nella vita: gli alieni esistono?
Dai sorrisi dolci di E.T. alle saghe fantascientifiche più inquietanti, l’immaginario collettivo non ha mai smesso di interrogarsi sulla vita oltre la Terra.
Ora a dare (forse) una risposta a questa domanda è un ex presidente degli Stati Uniti, che ha trasformato una battuta in un caso mediatico.
È quello che è successo a Barack Obama durante un’intervista al podcast No Lie di Brian Tyler Cohen, pubblicata il 14 febbraio. Nel corso di un rapido botta e risposta, alla domanda diretta “Gli alieni esistono?”, l’ex presidente ha risposto con disarmante semplicità: «Sono reali, ma non li ho visti».
Una frase che ha immediatamente acceso il dibattito online, alimentando ipotesi e rilanciando (ancora una volta) il mito di Area 51.
Obama ha infatti aggiunto: «Non sono tenuti nell'Area 51. Non c’è alcuna struttura sotterranea - a meno che non esista un’enorme cospirazione e l’abbiano nascosta al Presidente degli Stati Uniti».
Una precisazione ironica, ma sufficiente a trasformare il passaggio in un clip virale.
Nel giro di 24 ore, complice il clamore social, l’ex presidente è dovuto infatti intervenire su Instagram per chiarire il senso delle sue parole:
«Stavo cercando di restare nello spirito del botta e risposta veloce, ma visto che ha attirato attenzione lasciatemi chiarire.
Statisticamente, l’universo è così vasto che è probabile che là fuori ci sia vita. Ma le distanze tra i sistemi solari sono così grandi che le probabilità che siamo stati visitati dagli alieni sono basse, e durante la mia presidenza non ho visto alcuna prova che esseri extraterrestri abbiano avuto contatti con noi. Davvero!».
Cosa sappiamo veramente sulla vita aliena?
Al di là della battuta, la vicenda riapre una questione affascinante: quanto può sapere, e soprattutto rivelare, un presidente su temi come UFO, UAP e alieni? Nell’immaginario popolare, il capo della Casa Bianca avrebbe accesso a ogni segreto custodito dal governo. La realtà, però, è più complessa.
Le informazioni classificate vengono condivise secondo il principio del “need to know”, anche ai massimi livelli istituzionali. Ciò significa che nemmeno un presidente dispone automaticamente di ogni dettaglio su programmi sensibili o dossier riservati. I briefing arrivano dalle agenzie di intelligence e riguardano ciò che è stato verificato e ritenuto rilevante.
Inoltre, le regole sulla segretezza non cessano con la fine del mandato. Anche dopo aver lasciato la Casa Bianca, un ex presidente resta vincolato alle norme sulla classificazione e sulla segretezza di alcuni documenti.
È anche per questo che, su temi delicati come gli alieni, il tono resta spesso prudente, ironico o volutamente generico.
L’interesse pubblico, però, non accenna a diminuire. E in questo clima, anche una frase pronunciata con leggerezza può diventare un titolo. Obama, con il suo «Sono reali, ma non li ho visti», ha intercettato perfettamente lo spirito del tempo: tra curiosità cosmica e bisogno di concretezza.
Per ora, almeno ufficialmente, nessuna prova di visite extraterrestri. Ma la fascinazione per gli alieni, quella sì, sembra più viva che mai.
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Vi sveliamo un segreto sul balcone di Buckingham Palace che in pochi conoscono

Ogni volta che la famiglia reale si affaccia dal balcone di Buckingham Palace, il mondo si ferma per qualche minuto. Gli abiti impeccabili, il saluto alla folla e, negli ultimi anni, le espressioni irresistibili del principe Louis sono diventati parte di un rituale collettivo.
Eppure, dietro quell’immagine iconica che sembra immutabile nel tempo, si nasconde un dettaglio sorprendente che in pochi conoscono.
Secondo quanto rivelato a HELLO! Magazine da una fonte di Palazzo, durante le apparizioni ufficiali vengono posizionati dei televisori nascosti sul balcone.
Il motivo è pratico: il Queen Victoria Memorial, situato proprio davanti a Buckingham Palace , impedisce ai membri della famiglia reale di avere una visuale completa del The Mall quando si affacciano. Per questo motivo «vengono collocate delle tv negli angoli del balcone, leggermente inclinati. La balaustra è coperta da tessuto rosso, così tutta l’attrezzatura può essere nascosta dietro» ha spiegato l’insider.
Un dettaglio che cambia la prospettiva su quelle immagini così familiari. I reali non vedono direttamente la folla come potremmo immaginare, ma si affidano a schermi discreti che permettono loro di seguire il momento in tempo reale - e persino di vedere se stessi.
Una rivelazione che ha fatto sorridere molti osservatori: il piccolo Louis potrebbe essere ancora più teatrale sapendo di potersi guardare in camera?
**6 cose che non pensereste di trovare dentro Buckingham Palace (e invece ci sono)**
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Harper Beckham potrebbe essere il nuovo volto dell’impero di famiglia: ecco perché

Harper Beckahm potrebbe distogliere l'attenzione del mondo dallo scontro pubblico tra Brooklyn Beckham e i genitori, Victoria e David, culminato in dichiarazioni, assai forti, che hanno fatto il giro delle prime pagine globali.
«Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia» ha scritto Brooklyn su Instagram, parlando di un’ansia «opprimente» vissuta per anni e spiegando che, da quando si è allontanato, «quell’ansia è scomparsa». Parole forti, a cui la famiglia non ha risposto direttamente, scegliendo un profilo basso.
**Ecco perché siamo così ossessionati dalla faida della famiglia Beckham**
Ecco perché in questo scenario complesso, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe un altro membro della famiglia a poter assumere un ruolo più visibile nei prossimi anni: Harper Beckham.
La più giovane dei quattro figli di David e Victoria avrebbe tutte le carte in regola per diventare il “nuovo volto” del brand familiare, almeno stando alle fonti vicine alla coppia.
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Gossip Girl sta tornando! È in arrivo un "sequel" sulla vita di Blair Waldorf

C’è stato un tempo in cui l’Upper East Side dettava legge e Blair Waldorf era molto più di un personaggio televisivo: era un’icona. Oggi, a distanza di quasi vent'anni anni dalla fine della serie, Gossip Girl è pronto a tornare. Ma lo fa in una forma diversa, più adulta, più consapevole, e forse ancora più interessante.
L’universo di Gossip Girl si espande infatti con un nuovo romanzo sequel interamente dedicato a Blair Waldorf.
La notizia arriva da Deadline e segna un passaggio importante per il franchise: l’autrice originale dei romanzi, Cecily von Ziegesar, ha annunciato che il sequel letterario ritrova la queen dell'Upper East side quarantenne, di nuovo a New York, pronta a rimettere in discussione equilibri e ambizioni che credeva di aver lasciato alle spalle.
I dettagli della trama sono ancora top secret, ma la premessa è chiara e irresistibile: Blair Waldorf non ha finito di dire la sua. Il libro, previsto per l’estate 2027, sarà pubblicato negli Stati Uniti e nel mercato anglofono internazionale, con Alloy Entertainment (già dietro a successi come The Vampire Diaries, You e Pretty Little Liars) che ha acquisito anche i diritti televisivi e cinematografici, qualora il progetto dovesse suscitare interesse per un futuro adattamento.
**Leighton Meester commenta il possibile ritorno di Blair in Gossip Girl: «Mai dire mai»**
La nuova storia di Blair Waldorf: cosa sappiamo sul sequel letterario di Gossip Girl
Nel nuovo romanzo, Blair, resa iconica sullo schermo da Leighton Meester, tornerà a muoversi in un Upper East Side profondamente cambiato, ma ancora ossessionato dal potere, dall’immagine e dallo status.
Non si tratta di un semplice esercizio di nostalgia: l’idea è quella di raccontare cosa resta di quella fame di controllo e perfezione quando l’età adulta impone nuove domande, nuove fragilità e nuovi compromessi.
L’operazione arriva dopo anni di tentativi, più o meno riusciti, di riportare Gossip Girl al centro della cultura pop. Il reboot targato HBO Max, debuttato nel 2021, aveva scelto una strada radicalmente diversa, svelando fin dal primo episodio l’identità della blogger anonima: un gruppo di insegnanti guidati da Kate Keller.
Nonostante l’ambizione, il reboot non ha mai raggiunto l’impatto culturale dell’originale ed è stato cancellato dopo due stagioni. Proprio per questo, il ritorno alle origini con Blair Waldorf, New York, il potere sociale appare oggi come una scelta strategica.
Del resto, i romanzi originali pubblicati a partire dal 2002 hanno venduto oltre sei milioni di copie, sono stati tradotti in 25 lingue e sono rimasti per più di 100 settimane nella classifica dei bestseller del New York Times, prima di trasformarsi nella serie che ha lanciato star come Blake Lively, Leighton Meester e Penn Badgley.
Al momento non è confermato se altri personaggi storici torneranno nel libro, né se Serena van der Woodsen avrà un ruolo nella nuova storia.
Ma una cosa è certa: riportare Blair al centro significa riattivare l’immaginario più potente di Gossip Girl, quello fatto di ambizione, rivalità, stile e controllo, e interrogarsi su come tutto questo possa esistere, oggi, nell’età adulta.
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