Harper Beckham potrebbe essere il nuovo volto dell’impero di famiglia: ecco perché

Harper Beckahm potrebbe distogliere l'attenzione del mondo dallo scontro pubblico tra Brooklyn Beckham e i genitori, Victoria e David, culminato in dichiarazioni, assai forti, che hanno fatto il giro delle prime pagine globali.
«Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia» ha scritto Brooklyn su Instagram, parlando di un’ansia «opprimente» vissuta per anni e spiegando che, da quando si è allontanato, «quell’ansia è scomparsa». Parole forti, a cui la famiglia non ha risposto direttamente, scegliendo un profilo basso.
**Ecco perché siamo così ossessionati dalla faida della famiglia Beckham**
Ecco perché in questo scenario complesso, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe un altro membro della famiglia a poter assumere un ruolo più visibile nei prossimi anni: Harper Beckham.
La più giovane dei quattro figli di David e Victoria avrebbe tutte le carte in regola per diventare il “nuovo volto” del brand familiare, almeno stando alle fonti vicine alla coppia.
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Gossip Girl sta tornando! È in arrivo un "sequel" sulla vita di Blair Waldorf

C’è stato un tempo in cui l’Upper East Side dettava legge e Blair Waldorf era molto più di un personaggio televisivo: era un’icona. Oggi, a distanza di quasi vent'anni anni dalla fine della serie, Gossip Girl è pronto a tornare. Ma lo fa in una forma diversa, più adulta, più consapevole, e forse ancora più interessante.
L’universo di Gossip Girl si espande infatti con un nuovo romanzo sequel interamente dedicato a Blair Waldorf.
La notizia arriva da Deadline e segna un passaggio importante per il franchise: l’autrice originale dei romanzi, Cecily von Ziegesar, ha annunciato che il sequel letterario ritrova la queen dell'Upper East side quarantenne, di nuovo a New York, pronta a rimettere in discussione equilibri e ambizioni che credeva di aver lasciato alle spalle.
I dettagli della trama sono ancora top secret, ma la premessa è chiara e irresistibile: Blair Waldorf non ha finito di dire la sua. Il libro, previsto per l’estate 2027, sarà pubblicato negli Stati Uniti e nel mercato anglofono internazionale, con Alloy Entertainment (già dietro a successi come The Vampire Diaries, You e Pretty Little Liars) che ha acquisito anche i diritti televisivi e cinematografici, qualora il progetto dovesse suscitare interesse per un futuro adattamento.
**Leighton Meester commenta il possibile ritorno di Blair in Gossip Girl: «Mai dire mai»**
La nuova storia di Blair Waldorf: cosa sappiamo sul sequel letterario di Gossip Girl
Nel nuovo romanzo, Blair, resa iconica sullo schermo da Leighton Meester, tornerà a muoversi in un Upper East Side profondamente cambiato, ma ancora ossessionato dal potere, dall’immagine e dallo status.
Non si tratta di un semplice esercizio di nostalgia: l’idea è quella di raccontare cosa resta di quella fame di controllo e perfezione quando l’età adulta impone nuove domande, nuove fragilità e nuovi compromessi.
L’operazione arriva dopo anni di tentativi, più o meno riusciti, di riportare Gossip Girl al centro della cultura pop. Il reboot targato HBO Max, debuttato nel 2021, aveva scelto una strada radicalmente diversa, svelando fin dal primo episodio l’identità della blogger anonima: un gruppo di insegnanti guidati da Kate Keller.
Nonostante l’ambizione, il reboot non ha mai raggiunto l’impatto culturale dell’originale ed è stato cancellato dopo due stagioni. Proprio per questo, il ritorno alle origini con Blair Waldorf, New York, il potere sociale appare oggi come una scelta strategica.
Del resto, i romanzi originali pubblicati a partire dal 2002 hanno venduto oltre sei milioni di copie, sono stati tradotti in 25 lingue e sono rimasti per più di 100 settimane nella classifica dei bestseller del New York Times, prima di trasformarsi nella serie che ha lanciato star come Blake Lively, Leighton Meester e Penn Badgley.
Al momento non è confermato se altri personaggi storici torneranno nel libro, né se Serena van der Woodsen avrà un ruolo nella nuova storia.
Ma una cosa è certa: riportare Blair al centro significa riattivare l’immaginario più potente di Gossip Girl, quello fatto di ambizione, rivalità, stile e controllo, e interrogarsi su come tutto questo possa esistere, oggi, nell’età adulta.
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William e Kate rompono il silenzio sul caso Epstein: «Profondamente preoccupati, il pensiero va alle vittime»

Per giorni hanno scelto il silenzio, mentre nuove rivelazioni continuavano ad alimentare uno degli scandali più delicati che abbiano mai investito la famiglia reale britannica. Ora, però, William e Kate hanno deciso di prendere la parola. Lo hanno fatto con una dichiarazione misurata ma significativa, affidata a Kensington Palace, in cui ammettono di essere «profondamente preoccupati» dalle rivelazioni contenute nei cosiddetti Epstein files e ribadiscono che «i loro pensieri restano rivolti alle vittime».
È la prima presa di posizione pubblica della coppia da quando il nome di Andrew Mountbatten-Windsor, zio del principe William, è tornato al centro dell’attenzione per i suoi legami con Jeffrey Epstein.
Un caso che ha già portato, lo scorso ottobre, alla decisione di re Carlo di revocare al fratello titoli e privilegi reali. Una linea dura che, come avevano fatto sapere fonti di Palazzo all’epoca, era stata sostenuta anche dall’erede al trono.
**Il principe William vuole cacciare il principe Andrea dalla monarchia**
La dichiarazione di William e Kate sugli Epstein File e le preoccupazioni per l'ex principe Andrea
«Posso confermare che il Principe e la Principessa sono stati profondamente preoccupati dalle continue rivelazioni. I loro pensieri restano focalizzati sulle vittime» ha dichiarato un portavoce di Kensington Palace ai media.
Tale dichiarazione di William e Kate è arrivata poche ore prima della partenza del Principe del Galles per l’Arabia Saudita, dove lo attende una visita ufficiale di tre giorni per conto del governo britannico.
Una scelta di tempi che non sembra casuale. Il viaggio di William a Riyadh è considerato uno dei più complessi della sua carriera diplomatica, in un Paese con cui Londra sta cercando di rafforzare i rapporti nonostante le persistenti preoccupazioni sui diritti umani.
Affrontare pubblicamente il caso Epstein prima ancora di atterrare è apparso come un modo per sgomberare il campo, permettendogli di concentrarsi sul ruolo istituzionale.
Nel corso della visita, William incontrerà il principe ereditario Mohammed bin Salman, visiterà il sito Unesco di At-Turaif a Diriyah, parteciperà a eventi legati allo sport e agli e-sports e si recherà ad Al Ula, dove seguirà i progetti di tutela ambientale e di reintroduzione di specie a rischio come il leopardo arabo.
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4 cose da sapere sullo show di Bad Bunny al Super Bowl

Non è stato solo uno degli halftime show più attesi degli ultimi anni: quello di Bad Bunny al Super Bowl 2026 è stato uno show, un racconto a più livelli, pensato per essere guardato, ascoltato e - soprattutto - decifrato.
Mentre il mondo ballava davanti allo schermo, sul palco prendeva forma uno spettacolo che parlava di identità, appartenenza, memoria e amore, usando la musica come linguaggio universale e i dettagli come chiave di lettura.
Perché se è vero che l’halftime show del Super Bowl è uno dei palcoscenici pop più potenti al mondo, è altrettanto vero che Bad Bunny lo ha usato come spazio narrativo, politico ed emotivo.
Ecco allora quattro cose che, forse, vi siete persi dello show che ha fatto ballare (e riflettere) oltre 125 milioni di spettatori.
Cos'ha reso incredibile lo show di Bad Bunny al Super Bowl
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1. Tutti i cameo di altre star (e perché non erano semplici apparizioni)
Durante Yo Perreo Sola, sotto il tetto colorato della casita portoricana ricostruita sul campo, a ballare non c’erano solo i dancer professionisti. Pedro Pascal, Cardi B, Karol G, Jessica Alba, Young Miko e persino Alix Earle sono apparsi come parte integrante della scena.
Non semplici celebrity cameo, ma una dichiarazione visiva di unità latina (e non solo).
A loro si sono aggiunti due ospiti musicali chiave: Lady Gaga e Ricky Martin. Lady Gaga ha cantato una versione in salsa di Die With a Smile, trasformando uno dei brani pop più celebri degli ultimi anni in un inno latino, prima di ballare con Bad Bunny sulle note di Baile Inolvidable. Ricky Martin, invece, ha portato sul palco Lo que le pasó a Hawái, in un momento carico di memoria e significato.
2. Il vero matrimonio celebrato sul palco
Tra i momenti più sorprendenti dello show, ce n’è stato uno che molti hanno scambiato per una semplice coreografia: il matrimonio. E invece era tutto reale. Una coppia si è davvero sposata durante la performance, come confermato dallo staff dell’artista.
Secondo quanto emerso dopo lo show, marito e moglie avevano inizialmente invitato Bad Bunny alle loro nozze. È stato lui a ribaltare la storia, invitandoli a dirsi sì davanti al pubblico del Super Bowl.
Un gesto simbolico, che ha trasformato lo spettacolo in una celebrazione collettiva dell’amore; personale, ma anche universale.
3. Il numero 64 sulla maglia (e il suo significato)
A colpire molti spettatori è stata anche la maglia da football bianca firmata Zara, con il cognome “Ocasio” e il numero 64. Un dettaglio apparentemente semplice, che ha acceso subito le interpretazioni online.
Non esiste una conferma ufficiale, ma il riferimento più citato riguarda l’uragano Maria e il primo bilancio delle vittime comunicato nel 2017. Un modo, silenzioso ma potente, per ricordare una ferita ancora aperta per Porto Rico.
Un esempio perfetto del linguaggio di Bad Bunny, che sceglie spesso i simboli al posto dei discorsi espliciti.
4. Il messaggio finale di Bad Bunny agli spettatori
Il cuore dello show, però, era il messaggio. Pronunciato, scritto, mostrato. Alla fine della performance, Bad Bunny ha detto in inglese «God Bless America» (in italiano: Che Dio benedica l'America), elencando poi tutti i Paesi delle Americhe. Subito dopo, ha mostrato un pallone da football con la scritta: Together, we are America.
Non solo. Mentre i fuochi d’artificio illuminavano lo stadio, sul maxi schermo è apparsa un’ultima frase: The only thing more powerful than hate is love (in italiano: L'unica cosa più forte dell'odio è l'amore) Una citazione che riecheggia il suo discorso ai Grammy, quando aveva detto: «Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani».
In un halftime show che ha fatto la storia come primo principalmente in lingua spagnola, Bad Bunny ha ricordato a tutti che ballare può essere un atto politico. E che, a volte, i dettagli parlano più forte delle canzoni.
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Bad Bunny svela nuovi dettagli sull’halftime show del Super Bowl: «Sarà una grande festa»

Il conto alla rovescia è ufficialmente iniziato: l’8 febbraio, durante il Super Bowl 2026, Bad Bunny sarà al il centro della scena dell’halftime show, firmando un momento destinato a entrare nella storia della cultura pop.
Non solo perché sarà il primo spettacolo dell’intervallo interamente in lingua spagnola, ma perché promette di essere una celebrazione collettiva, più che una semplice esibizione.
Alla vigilia dell’evento, l’artista portoricano ha scelto di non alimentare i rumors su potenziali altri cantanti a sorpresa e apparizioni stellari. Durante la conferenza stampa dell’Apple Music Super Bowl LX Halftime Show ha sorriso e tagliato corto: «È una cosa che non vi dirò. Non so perché me l’abbiate chiesto». Una risposta ironica, che però dice molto della direzione scelta: niente hype costruito a tavolino, ma un racconto che parte dalle radici.
Cosa sappiamo sull’halftime show di Bad Bunny
Più che di guest star, Bad Bunny preferisce parlare di “ospiti” in senso profondo. «Ho un sacco di ospiti», ha spiegato. «Ci saranno la mia famiglia, i miei amici e tutta la comunità latina nel mondo che mi sostiene. Ci sono tantissime persone che mi supportano ovunque». Un’idea di palco che diventa spazio condiviso, dove la musica è prima di tutto connessione.
Il set durerà 13 minuti e, parola dell’artista, sarà all’insegna del movimento.
«Non voglio fare spoiler. Vi dico solo che sarà divertente, sarà semplice e la gente dovrà preoccuparsi solo di ballare».
Un invito diretto anche a chi guarda da casa: meno performance da analizzare, più corpo da lasciar andare. «Credo che non ci sia danza migliore di quella che nasce dal cuore» ha aggiunto la star.
Arrivato a questo momento dopo un weekend trionfale ai Grammy (tre premi, incluso Album of the Year per Debí Tirar Más Fotos) Bad Bunny ha raccontato di sentirsi soprattutto grato. «Sto cercando solo di godermelo. So che mi divertirò, e si divertiranno anche tutte le persone che lavorano con me», ha spiegato, sottolineando come la sua priorità resti quella di creare e connettersi, non di inseguire traguardi.
Non è la prima volta che Bad Bunny calca il palco del Super Bowl: nel 2020 era stato ospite dello show di Jennifer Lopez e Shakira. Ma questa volta è diverso.
«Non stavo cercando tutto questo» ha ammesso il cantante, aggiungendo: «Stavo cercando di riconnettermi con le mie radici, con la mia gente, con la mia storia e con la mia cultura».
E sarà proprio quella cultura, portata sul palco senza filtri, a rendere questo halftime show qualcosa di più di uno spettacolo: una festa globale, in cui – parole sue – il mondo potrà «ballare e stare bene, anche solo per una sera».
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