Perché Beyoncé non sopporta Kim Kardashian

Sembravano amiche, ma tra Beyoncé e Kim Kardashian non scorre buon sangue: ecco perché
Beyoncé e Kim Kardashian non si sopportano. Le due sono spesso state viste insieme, alle sfilate o ai concerti dei rispettivi mariti, ma tra loro non scorre buon sangue come vorrebbero far credere.
E ora che anche Jay-Z e Kanye West hanno avuto qualche battibecco i rapporti sembrano essere chiusi.
A dirla tutta sarebbe Queen Bey a non nutrire una forte simpatia per la reality star, per via della sua brama di notorietà, ma non solo.
Viceversa Kim odia il modo in cui la popstar la snobba, sia in un pubblico che in privato.
Ma cos'è che ha portato le due donne più note dello showbiz a odiarsi reciprocamente?
Vi facciamo un riassunto.
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Perché Kanye West parla troppo
Uno dei più recenti motivi che hanno portato alla rottura dei rapporti potrebbe essere l'atteggiamento di Kanye West, che negli ultimi tempi ha continuato a dare adito a rumors sul conto di Bey e Jay.
E! News ha riportato le parole del rapper durante una tappa del suo Saint Pablo Tour lo scorso novermbre:
«Beyoncé, sono deluso perché ho sentito che hai detto che non ti saresti esibita se non avessi vinto il premio per il video dell'anno al posto mio. Ora, non sto cercando di offenderla. Lei è grandiosa, siamo tutti grandi. E siamo tutti equi, ma a volte diamo troppo spazio alla politica e ci dimentichiamo chi siamo solo per vincere».
Il monologo è andato avanti a lungo e Kanye non si è lasciato sfuggire l'occasione per mandare una frecciata anche a Jay-Z:
«Chiamami, fratello. Non mi hai ancora chiamato, chiamami. So che hai dei killer, ti prego non mandarli da me. Chiamami e parlami come un uomo».
Kim Kardashian è molto amica della peggior nemica di Beyoncé
La designer Rachel Roy è un'amica stretta di Kim, ma è al tempo stesso acerrima nemica di Beyoncé.
È lei secondo molti la causa della nota lite in ascensore fra Jay-Z e Solange, dopo il Met Gala del 2014.
Alcune fonti all'epoca hanno rivelato al New York Daily News che «Rachel è un po' troppo vicina a Jay-Z. E questo non va giù a Solange e nemmeno a Beyoncé».
Alcuni testimoni in quell'occasione hanno raccontato di come la Roy flirtasse palesemente con il rapper.
E sempre lei sarebbe uno dei motivi per cui Beyoncé non è voluta andare al matrimonio di Kim e Kanye.
Comprensibile, quindi, che tutti abbiano pensato alla stilista quando è uscito il singolo «Sorry» di Queen Bey, quello in cui viene nominata la celebre «Becky dai capelli belli».
Beyoncé è riservata, Kim Kardashian proprio no
Una è riuscita a tenere nascosti un fidanzamento, un matrimonio e una gravidanza gemellare.
L'altra è diventata famosa per un video hard e documenta in un reality ogni aspetto della sua vita, compreso il matrimonio lampo di 72 giorni.
Facile intuire come mai le due non riescano a essere amiche.
Stando a quanto rivelato da una fonte a Page Six «Beyoncé è sempre molto delusa da Kanye quando lui compare in qualche modo nello show».
La popstar e Jay-Z infatti provano un certo fastidio nel vedere quanto la coppia faccia di tutto per apparire e far parlare di sé:
«Jay ama avere i suoi spazi e la sua vita privata. La sua cerchia di amici è molto ristretta e Kanye è solo uno che vuole stare sotto i riflettori».
Altri beninformati hanno riferito a RadarOnline che «Beyoncé definisce Kim un’arrampicatrice sociale, che sfrutta la sua fama per i suoi scopi».
Jay-Z e Kanye West non sono più amici
L'exploit di Kanye West dello scorso novembre non è stato l'unico contro Jay-Z.
Già in ottobre il rapper aveva avuto da ridire sul collega, reo di non essersi fatto vedere dopo la rapina subita da Kim a Parigi.
«Non mi chiami dopo la rapina per chiedermi come sto. Vuoi sapere come mi sento? Vieni a casa mia, porta i bambini da me come fossimo fratelli. I nostri figli non hanno mai nemmeno giocato insieme».
Un'altra fonte ha dichiarato che l'amicizia tra i due era più un rapporto di reciproca convenienza:
«Jay non lo sopporta. Lo guarda come se fosse un pazzo eccentrico che tollera solo in piccole dosi. Kanye è solo una questione di soldi. Tutti lo sanno».
Kim Kardashian cerca di rubare i riflettori a Beyoncé
Lo scorso anno Kim è stata accusata di voler oscurare Queen Bey nel giorno in cui è uscito Lemonade.
Quando l'album ha fatto il suo debutto, la reality star ha pubblicato una serie di selfie particolarmente provocanti sul suo profilo Instagram, cosa che non è passata inosservata ai fan della cantante, che subito l'hanno accusata di voler attirare l'attenzione ai danni della popstar.
Nel 2012 Beyoncé ammaliò tutti al Met Gala con un abito con luccichii e trasparenze di Givenchy.
Tre anni dopo Kim ha indossato per la stessa occasione un abito di Roberto Cavalli del tutto simile al modello dell'amica/nemica, ma di colore bianco, sostenendo però di essersi ispirata a Cher.
Lo stesso Kanye, però, ha confermato che le due siano amichevolmente rivali:
«Si vogliono bene, si rispettano a vicenda. Quando Beyoncé stava lavorando al suo album aveva delle foto di Kim alla parete perché lei rappresenta una donna potente. Forse c'è un po' di rivalità, come tra campioni, stile LeBron James/Kobe Bryant, ma non posso dirlo con certezza».
Beyoncé è la moglie tradita, Kim è l'altra
Se, come molti credono, Lemonade era un album autobiografico, significa che Jay-Z ha tradito in qualche occasione Beyoncé.
Amber Rose, ex di Kanye, sostiene che il rapper e Kim Kardashian abbiano iniziato a vedersi quando loro stavano ancora insieme.
La Rose ha definito la reality star una «sfasciafamiglie», aggiungendo:
«Entrambi stavano tradendo, me e Reggie Bush. È importante che noi donne facciamo squadra invece di fregarci a vicenda in questo modo», versione che senz'altro sarà condivisa anche da Beyoncé.
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Nicola Peltz e il presunto assegno milionario dal padre: il retroscena che riaccende la faida con i Beckham

Nel pieno della frattura ormai apertissima tra Brooklyn Beckham e la sua famiglia, un nuovo elemento si è inserito nel racconto mediatico, alimentando curiosità e sospetti: la presunta “paghetta” da un milione di dollari al mese che Nicola Peltz riceverebbe dal padre, il miliardario americano Nelson Peltz.
Un’indiscrezione che ha fatto rapidamente il giro dei media internazionali, diventando l’ennesimo capitolo di una storia familiare sempre più complessa.
La voce è nata durante una puntata del podcast The Rest Is Entertainment, dove la giornalista Marina Hyde ha sostenuto che l’attrice e imprenditrice, oggi moglie di Brooklyn Beckham, riceverebbe un assegno mensile da un milione di dollari dal padre. Un’affermazione forte, che ha immediatamente attirato l’attenzione anche perché inserita nel confronto implicito tra due famiglie potentissime, ma profondamente diverse: da un lato i Beckham, simbolo di un impero costruito su lavoro, immagine e controllo; dall’altro i Peltz, dinastia americana riservata, lontana dai riflettori ma fortissima economicamente.
**Brooklyn Beckham rompe il silenzio: «Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia»**
Secondo quanto riportato, la presunta disparità economica sarebbe stata anche motivo di tensione indiretta tra le famiglie. Nel podcast si è infatti ipotizzato che Nelson Peltz avrebbe messo in discussione il fatto che David e Victoria Beckham non “sostenessero” economicamente il figlio con la stessa generosità.
Una fonte vicina alla coppia ha definito le voci “false al 100%”, chiarendo che «la citazione in questione non ha alcuna fonte perché non è vera. È semplicemente una voce inventata dal nulla».
**Brooklyn e Nicola Peltz dopo l’attacco ai Beckham: «Siamo felici di averlo fatto»**
Tra soldi e accuse pubbliche: perché il nome di Nicola Peltz è diventato centrale
Il nome di Nicola Peltz è diventato centrale nel racconto non solo per il suo background familiare, ma perché Brooklyn Beckham ha più volte ribadito come la moglie sia stata, negli ultimi anni, la sua principale fonte di sostegno emotivo.
«Ho sentito più supporto da mia moglie in tre anni che dai miei genitori in tutta la vita» avrebbe confidato il giovane Beckham a persone a lui vicine. Una dichiarazione che sposta il focus dalla questione economica a quella, ben più delicata, dell’alleanza affettiva.
Nel suo lungo messaggio pubblico, Brooklyn ha affermato di non voler più riallacciare i rapporti con la famiglia, accusando i genitori di aver tentato di «rovinare» la sua relazione e di aver controllato per anni la narrativa mediatica sulla famiglia.
Tra gli episodi citati, anche la cancellazione all’ultimo minuto dell’abito da sposa di Nicola e il presunto «dirottamento» del primo ballo durante il matrimonio del 2022, definito da lui «umiliante».
Nel frattempo, mentre David e Victoria mantengono un silenzio pubblico definito «dignitoso» da fonti a loro vicine, Brooklyn Beckham e Nicola Peltz sembrano voler mandare un messaggio diverso: foto sorridenti, passeggiate mano nella mano, una quotidianità condivisa lontano dal clamore londinese.
**David Beckham commenta le accuse del figlio**
Che la voce sull’assegno mensile sia vera o meno, appare chiaro che il denaro è solo un pretesto narrativo. Al centro della storia resta una frattura emotiva profonda, in cui Nicola Peltz è diventata, volente o nolente, il simbolo di una scelta di vita: quella di Brooklyn di separarsi non solo dalla famiglia, ma anche dal “Brand Beckham” che per anni ha definito la sua identità.
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David e Victoria Beckham sono pronti a riavvicinarsi a Brooklyn, ma a una condizione

David e Victoria Beckham sarebbero disposti a fare pace con il figlio, Brooklyn, ma solo a una condizione. Una posizione che, invece di spegnere le tensioni, sembra averle rese ancora più evidenti.
Al centro del conflitto c’è il rapporto ormai compromesso tra Brooklyn e i genitori, esploso pubblicamente dopo una lunga dichiarazione condivisa sui social dal primogenito della coppia. Parole dure, in cui Brooklyn ha spiegato di non voler ricucire i rapporti e ha accusato la famiglia di averlo controllato per tutta la vita, arrivando a causargli una profonda sofferenza emotiva.
«Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia» aveva scritto su Instagram, sottolineando di sentirsi finalmente libero e sostenuto, per la prima volta, dalla moglie Nicola Peltz.
**Brooklyn e Nicola Peltz dopo l’attacco ai Beckham: «Siamo felici di averlo fatto»**
Secondo una fonte vicina alla famiglia Beckham, però, «David e Victoria credono che col tempo Brooklyn tornerà. Ma fino ad allora non possono fare nulla».
**David Beckham commenta le accuse del figlio**
La condizione imposta da David e Victoria Beckham per fare pace con il figlio Brooklyn
Secondo alcune indiscrezioni, David e Victoria Beckham non avrebbero chiuso del tutto la porta a un riavvicinamento con il figlio.
«David e Victoria amano Brooklyn e hanno paura di perderlo. Lo riprenderebbero con sé in un attimo» ha raccontato una fonte; che ha però aggiunto il dettaglio più delicato: «Ma non hanno alcuna intenzione di riconciliarsi con lui se Nicola resta nella sua vita».
Un’ipotesi che, secondo gli insider, difficilmente Brooklyn accetterà: «Non è un ultimatum su cui lui è disposto a cedere».
Brooklyn, dal canto suo, avrebbe confidato di aver sentito «più sostegno da parte di sua moglie negli ultimi tre anni di quanto ne abbia mai ricevuto dai suoi genitori in tutta la sua vita». Un’affermazione che rende evidente quanto la frattura non sia solo recente, ma il risultato di tensioni accumulate nel tempo.
Le accuse mosse dal figlio sono pesanti e toccano momenti simbolici; in primis il suo matrimonio con Nicola. Brooklyn ha raccontato che la madre avrebbe annullato all’ultimo momento la realizzazione dell’abito da sposa di Nicola e avrebbe poi «dirottato» il primo ballo degli sposi, ballando su di lui in modo «molto inappropriato» e facendolo sentire «umiliato». Episodi che, secondo lui, rappresenterebbero solo la punta dell’iceberg.
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Taylor Swift si sente «violata» per la pubblicazione dei messaggi privati con Blake Lively

Quando messaggi privati diventano documenti giudiziari, il confine tra vita personale e spazio pubblico si assottiglia fino quasi a scomparire. È quello che sta accadendo a Taylor Swift, coinvolta suo malgrado nel caso legale che vede protagonista Blake Lively contro Justin Baldoni.
La pubblicazione di alcune conversazioni private tra la cantante e l’attrice, desecretate in vista di un’udienza, ha riportato la popstar al centro di un dibattito che va ben oltre il gossip: quello sul diritto alla privacy, soprattutto quando si è una delle figure più esposte al mondo.
Secondo alcune fonti, la pop star avrebbe vissuto la diffusione dei messaggi come un’esperienza profondamente destabilizzante.
«È stato davvero difficile per lei» ha raccontato un insider, spiegando che la cantante si sarebbe sentita «esposta» e «violata», come se qualcosa di intimo non le appartenesse più. Un sentimento che pesa ancora di più considerando che Taylor Swift non è parte in causa nel procedimento, ma una figura laterale trascinata in una vicenda giudiziaria che non riguarda direttamente il suo lavoro.
I messaggi privati tra Blake Lively e Taylor Swift
Il materiale finito agli atti include due filoni principali: da un lato i commenti di Taylor Swift su Justin Baldoni, dall’altro uno scambio più delicato e personale che racconta un momento di distanza emotiva tra lei e Blake Lively.
In uno dei messaggi più citati, la cantante avrebbe scritto all’amica prima della pubblicazione dell’inchiesta del New York Times che accusava Baldoni di aver orchestrato una campagna diffamatoria.
Ma è nel dialogo sul loro rapporto che emergono i passaggi più intimi. Blake Lively apre la conversazione confessando di sentirsi una «cattiva amica», troppo concentrata sui propri problemi e sulla battaglia legale in corso. Taylor Swift risponde con sincerità, riconoscendo la complessità del momento ma ammettendo di aver percepito «un cambiamento» nel modo in cui l’attrice le parlava. Alcuni messaggi, scrive, le sono sembrati «come email aziendali inviate in massa», lontane dalla complicità che aveva sempre caratterizzato la loro amicizia.
La popstar parla apertamente del desiderio di ritrovare la sua «amica divertente, che parla normalmente», sottolineando che non servono scuse, ma un ritorno all’autenticità. Lively, dal canto suo, riconosce il punto, spiegando come l’ansia e la pressione mediatica l’abbiano portata a filtrare ogni parola, temendo che qualsiasi contenuto digitale potesse diventare pubblico.
Nonostante il chiarimento, secondo indiscrezioni successive le due non avrebbero più avuto contatti dall’inverno seguente. Un epilogo che rende ancora più delicata la scelta di rendere pubbliche quelle parole, nate in uno spazio di fiducia reciproca.
Per Taylor Swift, che da anni combatte per il controllo della propria narrazione pubblica, la vicenda riapre una ferita mai del tutto rimarginata: quella di una privacy continuamente negoziata, spesso sacrificata.
E se la cantante ha costruito una carriera trasformando esperienze personali in canzoni, questa volta la sensazione è diversa. Non si tratta di scegliere cosa raccontare, ma di vederlo sottratto. Un dettaglio che, ancora una volta, racconta quanto il prezzo della fama possa essere più alto di quanto sembri.
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Il principe Harry: «I tabloid hanno reso la vita di Meghan un inferno»

Lo sguardo rivolto al giudice, la voce che si spezza. È così che il principe Harry ha concluso una delle giornate più intense della sua lunga battaglia legale contro la stampa britannica.
Davanti all’Alta Corte di Londra, il duca di Sussex ha parlato non solo di articoli, intercettazioni e presunte violazioni della privacy, ma soprattutto del prezzo umano pagato da lui e dalla sua famiglia. Al centro del suo racconto c’è Meghan Markle, la moglie che, secondo quanto ha detto Harry, è stata trascinata per anni in una spirale di attacchi mediatici che le hanno reso la vita «un inferno assoluto».
Il principe Harry, 41 anni, ha testimoniato per quasi due ore nel procedimento contro Associated Newspapers, editore del tabloid britannico Daily Mail. Al termine della deposizione, parlando direttamente al giudice, ha spiegato perché questa causa non è solo una questione legale: «Il fatto di essere qui e di essermi opposto a loro ha fatto sì che continuassero ad accanirsi contro di me», ha detto con la voce rotta dall’emozione. «E hanno reso la vita di mia moglie un inferno assoluto».
Nel corso dell’udienza, il principe Harry ha chiarito che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la situazione non si è attenuata con il passare del tempo: «Nel corso di questo contenzioso la situazione è solo peggiorata, non migliorata. È profondamente sbagliato sottoporre continuamente la mia famiglia a tutto questo ancora una volta. È un’esperienza orribile. Quello che serve è una scusa e un’assunzione di responsabilità».
**È ufficiale: il principe Harry e Meghan Markle tornano a Londra! Ecco tutti i dettagli**
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Cosa sappiamo della battaglia legale del principe Harry contro il Daily Mail
Il principe Harry è uno dei sette ricorrenti di alto profilo (tra cui anche Elton John ed Elizabeth Hurley) che accusano l’editore di aver fatto ricorso per decenni a pratiche illegali di raccolta di informazioni.
Accuse che Associated Newspapers respinge con forza, ma che hanno portato a uno dei processi più significativi degli ultimi anni sul rapporto tra celebrità e stampa nel Regno Unito.
Per il principe Harry questa causa rappresenta anche l’ultima grande azione legale attiva contro i tabloid britannici, dopo anni di scontri giudiziari.
Nella sua dichiarazione testimoniale, il duca ha spiegato di essersi sentito costretto ad agire soprattutto dopo l’inizio della relazione con Meghan nel 2016.
«Quando la mia relazione con Meghan, oggi mia moglie, è diventata pubblica, ho iniziato a essere sempre più turbato dalla scelta di non agire contro la stampa di fronte ad attacchi persistenti, feroci, a molestie e ad articoli invasivi, talvolta razzisti. E la situazione è solo peggiorata quando è rimasta incinta e dopo la nascita di nostro figlio Archie».
Il duca del Sussex ha raccontato anche il clima di «sorveglianza costante» in cui dice di aver vissuto per anni, parlando di una vera e propria ossessione mediatica.
In un passaggio particolarmente duro, ha accusato i giornali di volerlo «probabilmente spingere verso droghe e alcol per vendere più copie» e ha definito «oltre ogni crudeltà» la pubblicazione di articoli che riportavano conversazioni private avute con la famiglia dopo la morte della madre, Diana.
Alla fine della giornata, il duca ha riassunto così il senso della sua presenza in tribunale: «Oggi abbiamo ricordato al gruppo Mail chi è sotto processo e perché». Un’affermazione che conferma come, per il principe Harry, questa battaglia non sia solo una questione di passato, ma una presa di posizione definitiva per proteggere la propria famiglia e, soprattutto, la donna che ama.
**Il principe William è finalmente disposto a incontrare Harry, ma a questa condizione**
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