Tutto quello che c'è da sapere su Angelina Jolie oggi, tra figli, film e Brad Pitt

Dal divorzio da Brad Pitt ai film: ecco tutto quello che c'è da sapere su Angelina Jolie tra vita privata e carriera
Angelina Jolie è sempre stata una star, in tutte le declinazioni che questo termine si porta dietro.
Con tre divorzi alle spalle e sei figli all'attivo, ha una vita privata all'altezza di quella lavorativa, dove vanta due Oscar e tre Golden Globe (oltre decine di film di successo in catalogo, sia come attrice che come regista), anche grazie al suo impegno nel sociale - è ambasciatrice delle Nazioni Unite.
Più volte dichiarata donna più bella del mondo, inserita tra le 100 persone più influenti del globo, nel 2013 è stata l'attrice più pagata di Hollywood, con un reddito di 33 milioni di dollari.
Tra figli, divorzio, ex fidanzati e tatuaggi, ve la presentiamo in tutte le sfaccettature.
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Angelina Jolie e il divorzio da Brad Pitt
A settembre 2016 sulle prime pagine di tutti i giornali campeggia la notizia del divorzio da Brad Pitt: Angelina ha depositato istanza di separazione citando differenze inconciliabili.
Dopo qualche giorno si scopre che i due hanno avuto una lite furibonda, che ha coinvolto anche il figlio maggiore, Maddox.
Brad finisce sotto inchiesta per maltrattamento di minore, mentre Angelina chiede l'affidamento esclusivo depositando la richiesta in tribunale poco prima dell'orario di chiusura.
A distanza di mesi, in occasione della prima apparizione ufficiale, l'attrice ha rilasciato la sua prima dichiarazione a riguardo:
«Posso dire che è stato un periodo molto difficile, ma siamo una famiglia. E saremo sempre una famiglia. Supereremo questo momento e, si spera, saremo una famiglia più forte per questo».
I due si erano fidanzati ufficialmente nell'aprile del 2012 e sposati due anni dopo, il 23 agosto 2014, con una cerimonia intima e tenuta segreta al mondo nel loro castello a Miraval, in Costa Azzurra.
Le foto del matrimonio sono state vendute a Hello e People per 5 milioni di dollari, e la cifra donata in beneficenza alla loro fondazione, la Jolie-Pitt Foundation.
Angelina Jolie e il rapporto con i figli
Da quando Brad Pitt e Angelina Jolie si sono separati è lei a tenere in custodia i figli, tre adottivi e tre avuti con Pitt.
Dopo un primo periodo in cui sembrava che fosse impossibile trovare un accordo - con l'attore che avrebbe potuto incontrare i figli solo in presenza di uno psicologo - sembra che per il bene dei figli i due abbiano sepellito l'ascia di guerra.
Stando a quanto rivelato, infatti, Brad Pitt si sarebbe offerto di acquistare la nuova casa di Angelina Jolie, a patto che lui possa tenere quella di Los Feliz, dove vivevano tutti insieme.
«Le ha detto che vuole quel posto per i bambini, con la piscina gigantesca e la pista da skateboard, è il luogo che vuole tenere per la famiglia. Non porterà mai nessun altro lì».
Sempre secondo la fonte, Brad sarebbe disposto a tutto per il bene dei figli, persino lasciare un mazzo di chiavi ad Angelina per permetterle di poterci andare quando vuole: basterà informarlo del suo arrivo in tempo e lui, qualora lei lo richiedesse, si dileguerà.
Angelina Jolie, altezza e peso
Angelina Jolie è sempre stata considerata una delle donne più sexy del mondo.
Negli ultimi anni, però, l'attrice si è mostrata spesso troppo magra, tanto che in molti hanno sospettato che soffrisse di anoressia.
La star è alta 1,69 e il suo peso è sempre stato piuttosto variabile.
Lontani i tempi delle curve di Lara Croft, già prima del divorzio si vociferava che Brad Pitt le avesse lanciato un ultimatum, stufo di vederla così magra.
Dopo la separazione, alcuni tabloid hanno calcolato che il suo peso si aggiri intorno ai 40 chili, decisamente troppo poco rapportato all'altezza.
I segreti di bellezza di Angelina Jolie
Nonostante i problemi col peso, la bellezza dell'attrice è indiscutibile e anche ora che ha superato la soglia dei quarant'anni (ne ha appena compiuti 42) la sua pelle sembra liscia come quando ne aveva venti.
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Il vero nome di Angelina Jolie
Angelina Jolie è nata il 4 giugno 1975 da due genitori attori: Jon Voight, premio Oscar per Tornando a casa, e Marcheline Bertrand.
I due divorziarono quando lei aveva appena un anno.
Da allora, Angelina crebbe con la madre e non ebbe rapporti col padre fino a quando non recitarono insieme in Lara Croft: Tomb Raider, nel 2001.
Rapporti che in seguito si incrinarono nuovamente dopo che il padre dichiarò in un'intervista che la figlia soffriva fin da bambina di disturbi mentali.
L'anno dopo Angelina presentò richiesta per cambiare legalmente nome, rinunciando al cognome paterno e adottando quello attuale.
Jolie (che in francese significa carina) è dunque in realtà il suo secondo nome.
Angelina Jolie, gli ex fidanzati
La vita sentimentale di Angelina è sempre stata piuttosto turbolenta, tanto che, quando la storia con Brad Pitt divenne ufficiale, furono in pochi a scommettere sulla durata del loro legame.
I gossip sull'attrice iniziano a girare già negli anni Novanta quando frequenta la collega di set Jenny Shimizu.
«Mi innamorai di lei la seconda volta che la vidi. Probabilmente avrei sposato Jenny se non avessi sposato mio marito», dichiarò la star in un'intervista.
Nel 1996 sposa l'attore inglese Jonny Lee Miller appena qualche mese dopo averlo conosciuto. Al matrimonio indossa dei pantaloni in latex e si separano l'anno successivo.
Nel 2000 sposa Billy Bob Thornton, più grande di lei di 20 anni. Anche qui, matrimonio lampo, celebrato a Las Vegas in jeans e maglietta.
La relazione fra i due fa parecchio discutere perché sugellata da tatuaggi e un patto di sangue: ognuno conservava quello dell'altro in una boccetta attaccata al collo.
Tre anni dopo si separano, finché la Jolie, nel 2004, conosce Brad Pitt sul set di «Mr. e Mrs. Smith».
Angelina Jolie, nuovo film su Netflix
A febbraio Angelina è volata in Cambogia per presentare in anteprima il suo nuovo lavoro da regista, First They Killed My Father.
La pellicola racconta la storia della scrittrice e attivista Loung Ung, orfana cambogiana che all'età di cinque anni, durante la tirannia dei Khmer Rossi, fu separata dai fratelli e mandata nei campi di addestramento per bambini soldato.
Il film, che arriverà nel 2017 su Netflix, è stato girato in Cambogia e interpretato da attori locali, con la partecipazione di due dei figli Jolie-Pitt, Maddox (adottato proprio in Cambogia nel 2002) e Pax, di origine vietnamita, adottato nel 2007.
Il rapporto di amore che lega Angelina Jolie alla Cambogia risale al 2000, quando ci si è recata per le riprese di Tomb Raider.
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Nicola Peltz e il presunto assegno milionario dal padre: il retroscena che riaccende la faida con i Beckham

Nel pieno della frattura ormai apertissima tra Brooklyn Beckham e la sua famiglia, un nuovo elemento si è inserito nel racconto mediatico, alimentando curiosità e sospetti: la presunta “paghetta” da un milione di dollari al mese che Nicola Peltz riceverebbe dal padre, il miliardario americano Nelson Peltz.
Un’indiscrezione che ha fatto rapidamente il giro dei media internazionali, diventando l’ennesimo capitolo di una storia familiare sempre più complessa.
La voce è nata durante una puntata del podcast The Rest Is Entertainment, dove la giornalista Marina Hyde ha sostenuto che l’attrice e imprenditrice, oggi moglie di Brooklyn Beckham, riceverebbe un assegno mensile da un milione di dollari dal padre. Un’affermazione forte, che ha immediatamente attirato l’attenzione anche perché inserita nel confronto implicito tra due famiglie potentissime, ma profondamente diverse: da un lato i Beckham, simbolo di un impero costruito su lavoro, immagine e controllo; dall’altro i Peltz, dinastia americana riservata, lontana dai riflettori ma fortissima economicamente.
**Brooklyn Beckham rompe il silenzio: «Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia»**
Secondo quanto riportato, la presunta disparità economica sarebbe stata anche motivo di tensione indiretta tra le famiglie. Nel podcast si è infatti ipotizzato che Nelson Peltz avrebbe messo in discussione il fatto che David e Victoria Beckham non “sostenessero” economicamente il figlio con la stessa generosità.
Una fonte vicina alla coppia ha definito le voci “false al 100%”, chiarendo che «la citazione in questione non ha alcuna fonte perché non è vera. È semplicemente una voce inventata dal nulla».
**Brooklyn e Nicola Peltz dopo l’attacco ai Beckham: «Siamo felici di averlo fatto»**
Tra soldi e accuse pubbliche: perché il nome di Nicola Peltz è diventato centrale
Il nome di Nicola Peltz è diventato centrale nel racconto non solo per il suo background familiare, ma perché Brooklyn Beckham ha più volte ribadito come la moglie sia stata, negli ultimi anni, la sua principale fonte di sostegno emotivo.
«Ho sentito più supporto da mia moglie in tre anni che dai miei genitori in tutta la vita» avrebbe confidato il giovane Beckham a persone a lui vicine. Una dichiarazione che sposta il focus dalla questione economica a quella, ben più delicata, dell’alleanza affettiva.
Nel suo lungo messaggio pubblico, Brooklyn ha affermato di non voler più riallacciare i rapporti con la famiglia, accusando i genitori di aver tentato di «rovinare» la sua relazione e di aver controllato per anni la narrativa mediatica sulla famiglia.
Tra gli episodi citati, anche la cancellazione all’ultimo minuto dell’abito da sposa di Nicola e il presunto «dirottamento» del primo ballo durante il matrimonio del 2022, definito da lui «umiliante».
Nel frattempo, mentre David e Victoria mantengono un silenzio pubblico definito «dignitoso» da fonti a loro vicine, Brooklyn Beckham e Nicola Peltz sembrano voler mandare un messaggio diverso: foto sorridenti, passeggiate mano nella mano, una quotidianità condivisa lontano dal clamore londinese.
**David Beckham commenta le accuse del figlio**
Che la voce sull’assegno mensile sia vera o meno, appare chiaro che il denaro è solo un pretesto narrativo. Al centro della storia resta una frattura emotiva profonda, in cui Nicola Peltz è diventata, volente o nolente, il simbolo di una scelta di vita: quella di Brooklyn di separarsi non solo dalla famiglia, ma anche dal “Brand Beckham” che per anni ha definito la sua identità.
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David e Victoria Beckham sono pronti a riavvicinarsi a Brooklyn, ma a una condizione

David e Victoria Beckham sarebbero disposti a fare pace con il figlio, Brooklyn, ma solo a una condizione. Una posizione che, invece di spegnere le tensioni, sembra averle rese ancora più evidenti.
Al centro del conflitto c’è il rapporto ormai compromesso tra Brooklyn e i genitori, esploso pubblicamente dopo una lunga dichiarazione condivisa sui social dal primogenito della coppia. Parole dure, in cui Brooklyn ha spiegato di non voler ricucire i rapporti e ha accusato la famiglia di averlo controllato per tutta la vita, arrivando a causargli una profonda sofferenza emotiva.
«Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia» aveva scritto su Instagram, sottolineando di sentirsi finalmente libero e sostenuto, per la prima volta, dalla moglie Nicola Peltz.
**Brooklyn e Nicola Peltz dopo l’attacco ai Beckham: «Siamo felici di averlo fatto»**
Secondo una fonte vicina alla famiglia Beckham, però, «David e Victoria credono che col tempo Brooklyn tornerà. Ma fino ad allora non possono fare nulla».
**David Beckham commenta le accuse del figlio**
La condizione imposta da David e Victoria Beckham per fare pace con il figlio Brooklyn
Secondo alcune indiscrezioni, David e Victoria Beckham non avrebbero chiuso del tutto la porta a un riavvicinamento con il figlio.
«David e Victoria amano Brooklyn e hanno paura di perderlo. Lo riprenderebbero con sé in un attimo» ha raccontato una fonte; che ha però aggiunto il dettaglio più delicato: «Ma non hanno alcuna intenzione di riconciliarsi con lui se Nicola resta nella sua vita».
Un’ipotesi che, secondo gli insider, difficilmente Brooklyn accetterà: «Non è un ultimatum su cui lui è disposto a cedere».
Brooklyn, dal canto suo, avrebbe confidato di aver sentito «più sostegno da parte di sua moglie negli ultimi tre anni di quanto ne abbia mai ricevuto dai suoi genitori in tutta la sua vita». Un’affermazione che rende evidente quanto la frattura non sia solo recente, ma il risultato di tensioni accumulate nel tempo.
Le accuse mosse dal figlio sono pesanti e toccano momenti simbolici; in primis il suo matrimonio con Nicola. Brooklyn ha raccontato che la madre avrebbe annullato all’ultimo momento la realizzazione dell’abito da sposa di Nicola e avrebbe poi «dirottato» il primo ballo degli sposi, ballando su di lui in modo «molto inappropriato» e facendolo sentire «umiliato». Episodi che, secondo lui, rappresenterebbero solo la punta dell’iceberg.
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Taylor Swift si sente «violata» per la pubblicazione dei messaggi privati con Blake Lively

Quando messaggi privati diventano documenti giudiziari, il confine tra vita personale e spazio pubblico si assottiglia fino quasi a scomparire. È quello che sta accadendo a Taylor Swift, coinvolta suo malgrado nel caso legale che vede protagonista Blake Lively contro Justin Baldoni.
La pubblicazione di alcune conversazioni private tra la cantante e l’attrice, desecretate in vista di un’udienza, ha riportato la popstar al centro di un dibattito che va ben oltre il gossip: quello sul diritto alla privacy, soprattutto quando si è una delle figure più esposte al mondo.
Secondo alcune fonti, la pop star avrebbe vissuto la diffusione dei messaggi come un’esperienza profondamente destabilizzante.
«È stato davvero difficile per lei» ha raccontato un insider, spiegando che la cantante si sarebbe sentita «esposta» e «violata», come se qualcosa di intimo non le appartenesse più. Un sentimento che pesa ancora di più considerando che Taylor Swift non è parte in causa nel procedimento, ma una figura laterale trascinata in una vicenda giudiziaria che non riguarda direttamente il suo lavoro.
I messaggi privati tra Blake Lively e Taylor Swift
Il materiale finito agli atti include due filoni principali: da un lato i commenti di Taylor Swift su Justin Baldoni, dall’altro uno scambio più delicato e personale che racconta un momento di distanza emotiva tra lei e Blake Lively.
In uno dei messaggi più citati, la cantante avrebbe scritto all’amica prima della pubblicazione dell’inchiesta del New York Times che accusava Baldoni di aver orchestrato una campagna diffamatoria.
Ma è nel dialogo sul loro rapporto che emergono i passaggi più intimi. Blake Lively apre la conversazione confessando di sentirsi una «cattiva amica», troppo concentrata sui propri problemi e sulla battaglia legale in corso. Taylor Swift risponde con sincerità, riconoscendo la complessità del momento ma ammettendo di aver percepito «un cambiamento» nel modo in cui l’attrice le parlava. Alcuni messaggi, scrive, le sono sembrati «come email aziendali inviate in massa», lontane dalla complicità che aveva sempre caratterizzato la loro amicizia.
La popstar parla apertamente del desiderio di ritrovare la sua «amica divertente, che parla normalmente», sottolineando che non servono scuse, ma un ritorno all’autenticità. Lively, dal canto suo, riconosce il punto, spiegando come l’ansia e la pressione mediatica l’abbiano portata a filtrare ogni parola, temendo che qualsiasi contenuto digitale potesse diventare pubblico.
Nonostante il chiarimento, secondo indiscrezioni successive le due non avrebbero più avuto contatti dall’inverno seguente. Un epilogo che rende ancora più delicata la scelta di rendere pubbliche quelle parole, nate in uno spazio di fiducia reciproca.
Per Taylor Swift, che da anni combatte per il controllo della propria narrazione pubblica, la vicenda riapre una ferita mai del tutto rimarginata: quella di una privacy continuamente negoziata, spesso sacrificata.
E se la cantante ha costruito una carriera trasformando esperienze personali in canzoni, questa volta la sensazione è diversa. Non si tratta di scegliere cosa raccontare, ma di vederlo sottratto. Un dettaglio che, ancora una volta, racconta quanto il prezzo della fama possa essere più alto di quanto sembri.
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Il principe Harry: «I tabloid hanno reso la vita di Meghan un inferno»

Lo sguardo rivolto al giudice, la voce che si spezza. È così che il principe Harry ha concluso una delle giornate più intense della sua lunga battaglia legale contro la stampa britannica.
Davanti all’Alta Corte di Londra, il duca di Sussex ha parlato non solo di articoli, intercettazioni e presunte violazioni della privacy, ma soprattutto del prezzo umano pagato da lui e dalla sua famiglia. Al centro del suo racconto c’è Meghan Markle, la moglie che, secondo quanto ha detto Harry, è stata trascinata per anni in una spirale di attacchi mediatici che le hanno reso la vita «un inferno assoluto».
Il principe Harry, 41 anni, ha testimoniato per quasi due ore nel procedimento contro Associated Newspapers, editore del tabloid britannico Daily Mail. Al termine della deposizione, parlando direttamente al giudice, ha spiegato perché questa causa non è solo una questione legale: «Il fatto di essere qui e di essermi opposto a loro ha fatto sì che continuassero ad accanirsi contro di me», ha detto con la voce rotta dall’emozione. «E hanno reso la vita di mia moglie un inferno assoluto».
Nel corso dell’udienza, il principe Harry ha chiarito che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la situazione non si è attenuata con il passare del tempo: «Nel corso di questo contenzioso la situazione è solo peggiorata, non migliorata. È profondamente sbagliato sottoporre continuamente la mia famiglia a tutto questo ancora una volta. È un’esperienza orribile. Quello che serve è una scusa e un’assunzione di responsabilità».
**È ufficiale: il principe Harry e Meghan Markle tornano a Londra! Ecco tutti i dettagli**
(Continua sotto la foto)
Cosa sappiamo della battaglia legale del principe Harry contro il Daily Mail
Il principe Harry è uno dei sette ricorrenti di alto profilo (tra cui anche Elton John ed Elizabeth Hurley) che accusano l’editore di aver fatto ricorso per decenni a pratiche illegali di raccolta di informazioni.
Accuse che Associated Newspapers respinge con forza, ma che hanno portato a uno dei processi più significativi degli ultimi anni sul rapporto tra celebrità e stampa nel Regno Unito.
Per il principe Harry questa causa rappresenta anche l’ultima grande azione legale attiva contro i tabloid britannici, dopo anni di scontri giudiziari.
Nella sua dichiarazione testimoniale, il duca ha spiegato di essersi sentito costretto ad agire soprattutto dopo l’inizio della relazione con Meghan nel 2016.
«Quando la mia relazione con Meghan, oggi mia moglie, è diventata pubblica, ho iniziato a essere sempre più turbato dalla scelta di non agire contro la stampa di fronte ad attacchi persistenti, feroci, a molestie e ad articoli invasivi, talvolta razzisti. E la situazione è solo peggiorata quando è rimasta incinta e dopo la nascita di nostro figlio Archie».
Il duca del Sussex ha raccontato anche il clima di «sorveglianza costante» in cui dice di aver vissuto per anni, parlando di una vera e propria ossessione mediatica.
In un passaggio particolarmente duro, ha accusato i giornali di volerlo «probabilmente spingere verso droghe e alcol per vendere più copie» e ha definito «oltre ogni crudeltà» la pubblicazione di articoli che riportavano conversazioni private avute con la famiglia dopo la morte della madre, Diana.
Alla fine della giornata, il duca ha riassunto così il senso della sua presenza in tribunale: «Oggi abbiamo ricordato al gruppo Mail chi è sotto processo e perché». Un’affermazione che conferma come, per il principe Harry, questa battaglia non sia solo una questione di passato, ma una presa di posizione definitiva per proteggere la propria famiglia e, soprattutto, la donna che ama.
**Il principe William è finalmente disposto a incontrare Harry, ma a questa condizione**
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