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Lo sappiamo che vi state facendo questa stessa domanda: durante un’ondata di calore, è meglio tenere le finestre chiuse o aperte?

Lo sappiamo che vi state facendo questa stessa domanda: durante un'ondata di calore, è meglio tenere le finestre chiuse o aperte?

foto di Grazia.it Grazia.it — 27 Maggio 2026
finestrafinestra 1
Quando l’ondata di caldo entra in casa, spalancare le finestre può sembrare l’unica salvezza. La verità, però, è che il momento in cui si aprono fa una grossa differenza

Al picco di un’ondata di calore, magari con allerta rossa, succede spesso la stessa cosa: rientrate a casa dal lavoro accaldate, sentite l’aria ferma e la prima cosa che fate è spalancare tutte le finestre “per far entrare un po’ di fresco”. Dopo mezz’ora, però, la casa è ancora più calda di prima.

Non è un’impressione. Non sapere gestire bene le finestre può trasformare l’appartamento in un piccolo forno.

La buona notizia è che c’è una logica molto semplice da seguire. E la Protezione Civile, nelle linee guida sulle ondate di caldo, la riassume così: di giorno si chiudono le finestre, quando fuori rinfresca si riaprono. Anche se, con qualche accortezza in più.

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(Continua sotto la foto)

caldo finestra

La regola d’oro: confrontare la temperatura interna con quella esterna

Tutto ruota intorno a una domanda concreta: in questo momento fuori fa più caldo o più fresco che dentro? Se fuori l’aria è più calda, aprire le finestre significa far entrare calore. Se fuori è più fresca, spalancarle aiuta a raffrescare e a cambiare l’aria.

Gli esperti del settore ricordano che il calore entra in casa soprattutto in due modi: attraverso l’irraggiamento solare sui vetri e con l’aria calda che passa dalle aperture. Ecco perché durante un’ondata di calore, nelle ore centrali della giornata, la casa spesso resta qualche grado più fresca dell’esterno: i muri fanno da “filtro” e si scaldano più lentamente dell’aria.

Tradotto in pratica: se dentro avete 27 °C e fuori 35 °C, tenere le finestre aperte è come invitare l’afa a entrare. Meglio chiudere bene e schermare i vetri. Se di notte fuori scende a 23 °C mentre in casa siete ancora a 28 °C, allora sì: finestre spalancate e via alla corrente d’aria.

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Quando tenere le finestre chiuse durante l’ondata di calore

Le linee guida diffuse da diversi Comuni italiani e dalla Protezione Civile, sono molto chiare: nelle giornate di caldo intenso le finestre vanno tenute chiuse durante il giorno e aperte solo nelle ore più fresche. In Italia, questo di solito significa indicativamente tra le 11 e le 18 (e oltre, nelle grandi città).

Chiudere però non basta: va schermato il vetro. Persiane, tapparelle, veneziane esterne, tende da sole sono le vostre migliori alleate. Il motivo è l’effetto serra domestico: il sole attraversa il vetro, scalda le superfici interne e il calore resta intrappolato. Se le persiane sono aperte e solo la finestra è chiusa, il vetro si arroventa e la stanza diventa una serra; se tenete le persiane chiuse ma la finestra aperta, l’aria calda passa lo stesso.

La combinazione più efficace nelle ore critiche è spesso questa: persiane o tapparelle abbassate e finestra chiusa, in modo da creare un cuscinetto d’aria relativamente più fresca tra esterno e interno. Questo vale a maggior ragione per mansarde e ultimi piani esposti a sud o ovest, che subiscono il pieno del sole.

Attenzione anche al climatizzatore. Le indicazioni sanitarie italiane suggeriscono di non impostare temperature polari e di mantenere in casa circa 24–26 °C, con una differenza rispetto all’esterno non superiore a 5 °C. Se il condizionatore è acceso, le finestre devono restare chiuse: aprirle significa solo sprecare energia e ridurre l’efficacia del raffrescamento.

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caldo

Quando e come aprire: notte, mattino presto e ventilazione incrociata

Lo stesso materiale informativo degli enti locali consiglia di aprire le finestre al mattino presto, la sera tardi e di notte, quando la temperatura esterna scende. In queste fasce orarie dovreste approfittarne al massimo: finestre spalancate, in particolare sui lati in ombra, per far entrare aria più fresca e “scaricare” il calore accumulato da muri e pavimenti.

Per aumentare l’effetto, giocate con la ventilazione incrociata: aprite finestre opposte o su lati diversi della casa, in modo da creare una corrente d’aria. Se vivete in città, l’asfalto trattiene calore e spesso la vera frescura arriva solo dopo le 22. Al mare o in collina, invece, l’escursione termica è maggiore e potete iniziare ad aprire un po’ prima.

Resta il tema della qualità dell’aria interna. Tenere tutto chiuso per ore può far salire umidità e anidride carbonica. La soluzione è il cosiddetto “ricambio d’aria rapido”: pochi minuti con le finestre spalancate, ma solo nelle ore in cui fuori fa uguale o meno caldo rispetto all’interno. Meglio questo che una finestra socchiusa tutto il pomeriggio con 36 °C fuori.

Errori tipici (che quasi tutte noi facciamo) con le finestre

Durante un’ondata di calore alcuni comportamenti sono piccoli autogol termici. Per esempio lasciare la finestra socchiusa “tanto per far respirare la casa” dalle 12 alle 17: se fuori la temperatura è superiore, state solo alimentando il forno. Oppure aprire perché “c’è un po’ di vento”: se il vento è caldo, entra comunque calore.

Altro classico: dimenticare le persiane aperte pensando che basti tirare la tenda interna. Le schermature interne attenuano la luce, ma bloccano male il calore; quello resta intrappolato tra vetro e tenda e finisce nella stanza. Infine, l’errore opposto: tenere tutto sigillato anche di notte per paura degli spifferi e poi lamentarsi del caldo al mattino. In assenza di rischi di sicurezza, la notte è il momento in cui la casa “respira” davvero e recupera un po’ di fresco in vista del giorno dopo.

© Riproduzione riservata

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