Due Spicci: Zerocalcare mette a nudo se stesso e una generazione nella sua serie tv più bella

Dopo Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, Zerocalcare fa il suo attesissimo ritorno su Netflix con Due spicci, in streaming dal 27 maggio, un omaggio malinconico e allo stesso di una disillusione schiacciante di una generazione, la sua, ovvero quella dei quarantenni d’oggi che alla fine, per un motivo o per l’altro, non ce l’ha fatta. E questa volta l’ultima a morire non sarà certo la speranza.
Zero, Secco, Sara e Cinghiale tornano alle prese con i problemi della loro vita da adulti: sentimentali, famigliari, economici, lavorativi. Quel gruppo di amici che sembravano romanticamente indivisibili e inscalfibili “come i Goonies” devono fare i conti con una sonora verità: ci saranno sempre gli uni per gli altri, ma nella vita reale poi si cammina da soli. Ognuno con le proprie fobie, i propri rimpianti, i propri fallimenti.
È incredibile come Zerocalcalcare con Due spicci sia riuscito a costruire un commovente racconto generazionale - chi non ha quell’età difficilmente si calerà così bene nella storia - toccando anche con candore e profondità macro tematiche come bullismo, violenza (sulle donne e non) e povertà. Ci mostra come, chi nasce in basso nella piramide sociale, difficilmente riuscirà a scalarla per arrivare a essere qualcuno e, anche se lo farà come nel suo caso, sarà sempre a costo di qualcosa.
Due spicci è una serie dura, realizzata meravigliosamente mischiando come al solito tutto il background culturale di Zerocalcare (serie, videogame, musica…) e tecniche miste di messa in scena che vanno a impreziosire molti dei momenti cult della serie. Ne vorremmo vedere altre mille di serie così divertenti, commoventi e intelligenti.
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La trama di Due spicci
Siamo sempre a Rebibbia. In questi anni Zero è entrato in società con Cinghiale per aiutarlo a mandare avanti economicamente un piccolo bar di quartiere. Tra mille difficoltà, tutto sembrava procedere liscio, fino a quando un giorno i conti cominciano non tornare. Cosa sta accadendo? È così che Zero scopre che Cinghiale si è ficcato, per denaro, in un pasticcio che ora coinvolge diversi malavitosi locali. Per sostenerlo chiede aiuto anche al resto del gruppo, Sara e Secco, ognuno alle prese coi propri di problemi, a cui si aggiunge Smeralda, di cui Zero è stato innamorato per tanti anni da ragazzo, che ritrova oggi donna con la necessità di un posto dove stare per fuggire dal compagno violento.
Il disincanto dei millennials
In Due spicci Zerocalcare fa i conti con i suoi quarant’anni, un’età in cui si iniziano a fare valutazioni sul “fatto” più che sul “da fare”, e sulle condizioni della sua generazione: i tanto citati millennials che, nati in un mondo con speranze e aspettative, hanno visto quel tempo svanire rapidamente. Una generazione cresciuta a pane e precarietà, nella vita lavorativa così come in quella sentimentale, illusa dall’idea che prima o poi avrebbe raggiunto una stabilità che però ancora oggi manco vede all’orizzonte. E questo vale per tutti, da chi era il più bravo della classe (Sara) fino a quello dell’ultimo banco (Secco). E chi come Zero è riuscito in qualcosa, comunque è costretto a scontrarsi coi propri demoni, quelli che l’hanno portato a non fare delle scelte sui cui, a distanza di tempo, rischia di avere dei rimpianti (famiglia).
L’amicizia nell’età adulta
Serie di chiusura dell’ipotetica trilogia che Zerocalcare ha iniziato con Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo, in cui è da sempre il gruppo di amici a essere protagonista, Due spicci ripropone la tematica dell’amicizia, ma questa volta osservandola con gli occhi di un’età che ne mostra anche i limiti. Essere amici a volte non basta salvarti. Essere amici a quarant’anni purtroppo non vuol dire vivere in simbiosi, uniti e imbattibili contro il mondo, come si faceva da piccoli. Essere amici diventa sostegno, comprensione e anche aiuto materiale, ma ognuno da un proprio nuovo micro-cosmo. Che non è per forza male, ma è comunque diverso da quel destino eroico d'inseparabilità che si immaginava solo qualche anno prima.
L’ultimo lavoro di Zerocalcare per Netflix (?)
Con Due spicci Zerocalcare chiude il cerchio narrativo iniziato nel 2021 e al momento non ci sono annunci di altri lavori previsti. Ci mancherà moltissimo, perché è uno dei pochi autori che riesce a farci ridere alle lacrime e consumarci dal pianto. Le sue storie ci toccano tutti da vicino e sono scritte davvero benissimo. I suoi personaggi ormai sono un po’ anche amici nostri e vorremo continuare a essere aggiornati sulle loro vite, ma potremo solo aspettare e vedere cosa Michele Rech ha in serbo per noi nel futuro. Nel frattempo godetevi il suo ultimo gioiello.
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