Le "Interferenze" di Valentino a Roma: 5 highlight della sfilata FW26
Valentino è tornato a Roma: dopo anni nella Ville Lumiére, il direttore creativo Alessandro Michele ha scelto di svelare “Interferenze”, la nuova collezione FW26, nella città eterna, proprio lì dove tutto è iniziato.
Trasmesso per la prima volta in live streaming su alcuni maxi schermi di Milano, Roma e Napoli, fuori dal tradizionale calendario delle sfilate, lo show ha segnato un grande cambiamento nella moda che non vuole più essere riservata a pochi eletti ma cerca un dialogo diretto con il suo pubblico, trasformando la bellezza in un’esperienza da condividere.
La nuova collezione, presentata a Palazzo Barberini, è un omaggio a Valentino Garavani e alla storia della Maison che oggi più che mai appare saldamente legata alle proprie radici ma pronta a esplorare nuovi orizzonti creativi.
Ma ecco 5 cose da ricordare della sfilata.
01. La location
A far da cornice allo show, Palazzo Barberini che è diventato parte integrante della narrazione della collezione. Alessandro Michele, esplorando il dialogo tra moda e architettura, ha svelato perchè ha scelto proprio questo luogo per presentare la sua collezione. Il palazzo a prima vista appare solido e armonioso: la facciata, il cortile e la disposizione dei livelli seguono regole precise e creano equilibrio e continuità. In realtà al suo interno convivono elementi in tensione tra loro. Ordine e caos, stabilità e movimento, chiarezza e disorientamento: forze opposte che convivono senza annullarsi.
02. La moda come un campo di forze contrapposte
Per il direttore creativo, anche la moda può essere letta come un campo di forze contrapposte che coabitano nel corpo e sul corpo. “Come l’architettura, la moda struttura lo spazio e orienta l’identità. L’abito costruisce lo spazio prossimale del corpo così come l’architettura costruisce l’ambiente abitabile. Entrambe mettono in forma dei campi di tensione capaci di interferire sulle condizioni di presenza del soggetto, sulle modalità attraverso cui il corpo si espone, si muove, viene visto. La costruzione di un abito, come quella dell’edificio, è sempre l’esito provvisorio di una negoziazione tra codice e invenzione, tra memoria e mutazione. Ogni gesto creativo si misura con una tradizione che lo precede, e proprio in questo confronto trova la possibilità di uno slittamento capace di mettere in crisi una struttura normativa prestabilita”, si legge nel comunicato della Maison.
03. Il glamour anni '80
La collezione FW26 è un gioco di tensioni, contrasti e sovrapposizioni. Il glamour degli anni ’80 rivive attraverso abiti tempestati di paillettes, pellicce dalle scollature audaci con la cintura in vita, voluminose gonne a balze indossate con sensualissimi body in pizzo e pantaloni see-through che convivono con pezzi più attuali, come jeans skinny, sneakers e stivali. A esaltare quest’estetica opulenta, gli accessori, come i sandali Rockstud con il tacco vertiginoso, le preziosissime collane chunky o gli occhiali con visiera in formato XXL.
04. L'abito Rosso Valentino
A chiudere lo show, un abito con la schiena scoperta e un lungo strascico, che è un omaggio a Valentino Garavani. Il colore? Non poteva che essere Rosso Valentino, una nuance che ha completamente rivoluzionato il mondo della moda e che è poi diventata il simbolo della Maison romana.
05. Il front row
Arrivati a Roma per assistere allo show, tantissimi special guest e amici del brand. Tra loro, Gwyneth Paltrow, che ha fatto il suo ingresso con Giancarlo Giammetti, compagno di una vita di Valentino Garavani, Lily Allen, Bianca Balti, Alessandro Borghi, Iris Law, Georgina Rodrìguez e Ghali. E poi Alessandra Mastronardi, Pierfrancesco Favino, Mariacarla Boscono e Philippine Leroy-Beaulieu. O ancora Valentina Romani, Nicolas Maupas, Vittoria Puccini, Micaela Ramazzotti, Carlotta Antonelli, Giulia Michelini insieme a tanti altri.
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