Paris Fashion Week: il recap della settimana della moda Primavera-Estate 2023

COVER-pfw-2023-DESKCOVER-pfw-2023-MOB
Novità, colpi di scena e tendenze dall'ultima tappa del fashion month: scoprite com'è andata la settimana della moda di Parigi

Il mese dedicato ai trend Primavera-Estate 2023 si è concluso con l'ultima obbligatoria tappa all'ombra della Torre Eiffel. In una Parigi dall'allure autunnale sono salite in passerella le proposte di grandi nomi fashion system affiancati da alcuni brand emergenti che hanno catturato l'attenzione di addetti ai lavori e non, in una settimana che ha fatto notizia più per gli avvenimenti spettacolari che l'hanno contraddistinta che per le intuizioni stilistiche.

Accanto a trend e ispirazioni da approfondire infatti, ci sono stati svariati momenti ad alto contenuto mediatico: dall'abito realizzato in diretta, spruzzato sul corpo di Bella Hadid con una tecnica che vi racconteremo nel dettaglio a Cher che chiude lo show di Balmain, Taylor Russell che apre quello di Loewe e Kanye West, che con una tenuta a metà tra membro bodyguard e agente SWAT apre la passerella infangata di Balenciaga prima di lasciarsi andare a un imbarazzante rant (o meglio un vero e proprio episodio di bullismo) contro una giornalista americana che "ha osato" criticare il suo show e contro il colosso LVMH.

Oltre a tutto ciò, c'è la moda, non dimentichiamolo. Ci sono delle conferme per quanto riguarda le tendenze che avevamo già visto nelle precedenti settimane a New York, Londra e Milano. Abbiamo capito che la vita bassa andrà ancora di moda, proprio come le zeppe o i plateau, tanto quanto abiti e capi iper trasparenti da eliminare quel "non" dal proverbiale vedo-non vedo. Gli abiti saranno effetto seconda pelle, in maglia a coste o leggerissimi, guanti e collant in latex o in un ipnotico effetto monogram (da Valentino), e i blazer dalle linee oversize saranno un must per creare dei look che restituiscono una nuova idea di femminilità, meno zuccherina e disincantata, sexy ma consapevole.

Scopriamo insieme, da vicino, cosa ricorderemo di questa Paris Fashion Week e cosa indosseremo la prossima primavera.

Dior racconta il Rinascimento francese

dior-ss23

Maria Grazia Chiuri si ispira alla figura di Caterina de' Medici in quanto donna di grande potere. Una figura cinquecentesca determinante, che da orfana divenne regina di Francia, portando a corte l'avanguardia fiorentina, l'arte del balletto e della profumeria, il gusto per la biancheria intima di pregio. In passerella tutto ciò si traduce in una collezione che sembra uscita, per forme e colori, direttamente da una pala rinascimentale.

dior-ss23-2

Tanto pizzo, che evoca quello introdotto da Caterina alla corte di Francia, bustier e crinolina, platform dal disegno antico e accessori scolpiti alla perfezione come un fregio.

dettagli-dior-ss23

Coperni e l'abito "spruzzato" in passerella

Una performance che ha fatto il giro dei media ed è finita anche sulle prime pagine di chi non mastica il linguaggio della moda: sulla passerella di Coperni, il duo formato da Sébastien Meyer e Arnaud Vaillant, va in scena un finale curioso, che unisce al linguaggio della moda quello della tecnologia più avanzata.

L'abito realizzato sul momento addosso a Bella Hadid è in Fabrican, una fibra prodotta dall'omonima azienda spagnola. Si tratta di un tessuto "spray-on", un insieme di fibre di cotone o sintetiche, innovativo in termini ambientali: dopo essere stato indossato infatti, può essere rimosso e trasformato nuovamente in una soluzione, pronta per essere riutilizzata o meglio, ri-spruzzata addosso dandogli una nuova forma. Un esercizio interessante e innovativo che molti hanno letto come un tributo (i soliti "malpensanti" come un plagio) ad Alexander McQueen, e alla performance che portò in passerella nel 1998, quando braccia robotiche spruzzarono della vernice sull'abito bianco indossato da Shalom Harlow.

Balenciaga, Loewe e Louis Vuitton: tra reale e surreale

balenciga-ss23

Cosa c'è di più reale di una distesa di fango che inzacchera le scarpe a ogni passo? Tangibile e torbido, come il presente che ci circonda, fatto di guerre, catastrofi climatiche, estremismi e spinte nucleari. Per la SS23 di Balenciaga, Demna Gvasalia ha collaborato con l'artista spagnolo Santiago Serra, noto per le sue opere di denuncia politico-sociale nelle quali il fango gioca un ruolo chiave, facendogli ricreare la "passerella" sulla quale sfilano modelli dall'andatura sofferente, agguerrita, in un cammino di resistenza e di lotta. Accanto a questo ritratto reale e crudo, si staglia però una dimensione surreale, giocosa ma non troppo. Un mondo in cui si sovvertono gli ordini e si ingigantiscono i dettagli.

loewe-ss23

Sulla passerella di Loewe troviamo abiti pixelati e maxi fiori che sembrano inglobare chi li indossa divenendo un tutt'uno. Da Louis Vuitton tutto ciò che è mini diventa maxi: le zip rubano la scena, portachiavi e tag decoravi diventano borse oversize.

louis-vuitton-ss23

Unboxing moment: cosa c'è nella scatola di Valentino?

valentinoss23

Sull'invito alla sfilata campeggiava questa parola, unboxing: cos'ha tirato fuori da questa scatola Pierpaolo Piccoli? Sicuramente nulla di Pink PP, il fucsia che ha animato l'ultima passerella e che ritroviamo come trend del momento anche nella più remota catena di fast fashion. La Primavera-Estate 2023 sarà diversa, non solo in fatto di colore.

valentino-logo

Dalla scatola della Maison esce una celebrazione del logo che non diventa omologazione: il logo che si stampa sulla pelle non sovrasta chi lo indossa, ma ne esce plasmato. Il focus della sfilata è l'unicità del singolo, la libertà di essere se stessi e di brillare ricoperti di paillettes o su un paio di plateau vertiginosi (quelli tornano anche in questa stagione) anche in pieno giorno.

valentino-paillettes
valentino-platform

Vita bassa, maxi blazer e...

Entriamo nel vivo delle collezioni viste a Parigi: dal punto di vista dei trend abbiamo grandi conferme e molti ritorni. Le trasparenze si fanno strada sulle passerelle di Victoria Beckham, Miu Miu e Stella McCartney, su abiti, completi e jumpsuit.

trasparenze-ss23-beckham-miu-miu-mccartney

Da sinistra: Victoria Beckham - Miu Miu - Stella McCartney. Credits: Getty Images

A contrastare questo elemento iper femminile o forse a enfatizzarlo ancor di più, ci pensano i blazer oversize visti sempre da Beckahm e McCartney e da Dries Van Noten.

blazer-over

Da sinistra: Victoria Beckham - Stella McCartney - Dries Van Noten. Credits: Getty Images

Resiste e anzi, splende più che mai la vita bassa. Su gonne a tubino, pantaloni cargo, su un mix di tutte e due: quasi tutte le collezioni Primavera-Estate 2023 spingono il punto vita sotto l'ombelico, e lo fa anche Virginie Viard, che reinterpreta il classico tailleur Chanel aggiungendovi questo elemento che arriva dritto dai primi Duemila.

vita-bassa

Da sinistra: Chanel - Miu Miu - Givenchy. Credits: Getty Images

Da Cher a Kanye West, le celeb sfilano (e scivolano) in passerella

Non solo sul front row, le celebrities a Parigi brillano anche in passerella. Se a Milano avevamo assistito alla sfilata di Kim Kardashian, accanto a Domenico Dolce e Stefano Gabbana, con i quali ha firmato una capsule collection, Parigi alza l'asticella della celebrità. Neanche a farlo apposta, ad aprire lo show di Balenciaga ci ha pensato niente meno che Ye, al secolo Kanye West, mentre in chiusura per Balmain, ha fatto capolino un'icona come Cher.

Dopo aver aperto la sfilata di Balenciaga, Kanye West rimane il protagonista discusso degli ultimi giorni di fashion week. Al centro delle polemiche è lo show del suo marchio, Yeezey, durante il quale hanno fatto capolino delle tshirt con la provocatoria frase "white lives matter". Le polemiche per il gesto alquanto insulso non si sono fatte attendere e, alla critica costruttiva della editor di Vogue US Gabriella Karefa-Johnson, Kanye West ha risposto con un "rant" pubblico a mezzo social, postando delle sue foto sul proprio profilo Instagram e criticandola superficialmente per il look (!). Un brutto finale al quale non vorremmo più assistere e che, a giudicare dagli ultimi aggiornamenti, non è ancora del tutto scritto.

  • IN ARRIVO

Tale madre, tale figlia! Matilde Lucidi grande protagonista in passerella alla Milano Fashion Week

COVER_Matilde_Lucidi
Da Fendi a Max Mara, da Roberto Cavalli a Boss: Matilde Lucidi, l’astro nascente della moda italiana, è la star indiscussa di questa edizione della Milano Fashion Week.

È una delle giovani promesse del mondo della moda e già lo scorso ottobre, dopo il debutto da Dior e Miu Miu, avevamo intuito che avremmo sentito molto parlare di lei. 

Ora che l’abbiamo rivista sfilare per altri grandi big della Milano Fashion Week abbiamo avuto l’ennesima conferma: Matilde Lucidi è uno dei nomi destinati a dominare le passerelle nei prossimi anni.

03_Matilde_Lucidi

La figlia di Bianca Balti e Christian Lucidi, anche se è ancora giovanissima, ha tutte le carte in regola per lasciare il segno e grazie al suo portamento e alla sua forza espressiva è già richiestissima dalle grandi maison.

Chi è Matilde Lucidi

01_Matilde_Lucidi

Matilde è cresciuta tra Milano e Los Angeles e la moda ha sempre fatto parte della sua vita. Da bambina Bianca Balti la portava sempre con sé ed è proprio il tempo trascorso sui set fotografici e nel backstage delle sfilate che ha fatto crescere ancora di più la sua passione per la moda.

Dopo qualche apparizione in front row, qualche intervista al fianco della madre e un paio di campagne, adesso la modella è pronta a fare il grande salto e a seguire sì le orme della mamma ma anche a farsi apprezzare per il suo talento e non solo in quanto “figlia di”.

02_Matilde_Lucidi

In questi giorni l’abbiamo vista tornare in passerella confermando il suo ruolo da protagonista tra i volti emergenti di questa Milano Fashion Week.

04_Matilde_Lucidi

L’abbiamo notata da Fendi, durante il debutto di Maria Grazia Chiuri. Poi è riapparsa da Max Mara e da Boss per poi calcare nuovamente la catwalk ieri sera, in occasione dello show di Roberto Cavalli.

Ma la settimana della moda milanese non è ancora giunta al termine e ci sono ottime chance di rivederla presto sfilare anche per altre maison.

Foto: GettyImage

  • IN ARRIVO

Il debutto di Meryll Rogge da Marni: 5 punti chiave dello show FW26

COVER_Marni
Marni ha svelato la prima collezione realizzata dalla nuova direttrice creativa Meryll Rogge: ecco 5 highlight della sfilata.

Era uno dei momenti più attesi di questa edizione della Settimana della moda milanese e il suo debutto ha segnato uno dei passaggi più interessanti della terza giornata di sfilate: l’arrivo di Meryll Rogge alla guida di Marni ha portato con sé una grande aria di cambiamento  pur mantenendo intatta l’identità riconoscibile del marchio.

La collezione FW26 della nuova direttrice creativa rappresenta un ritorno all’essenza di Marni pur aprendo a nuove interpretazioni estetiche.

Il passato non si ripete, si reinterpreta. I segni distintivi del brand tornano in una veste rinnovata ed è così che pattern, proporzioni alterate e ornamenti diventano espressione della nuova visione contemporanea di Marni.

Ma ecco 5 punti salienti della sfilata di ieri.

01. L'allestimento

Per la sfilata Fall Winter 2026 di Marni, la Direttrice Creativa Meryll Rogge ha collaborato con Formafantasma a un allestimento che riflette un calore intrinseco, un’atmosfera familiare fatta di ambienti avvolgenti che invitano a restare. "Lo spazio è costruito attorno a una serie di superfici specchiate, parzialmente dipinte a mano con frammenti tratti dalla vita di tutti i giorni: un faro di auto, una sedia da ufficio, avanzi di cibo su un tavolo, una telecamera a circuito chiuso, una scheda aperta sul computer" si legge sul profilo Instagram del brand. 

02. La collezione FW26 di Marni

01_Marni

La collezione FW26 è un omaggio alle radici del brand e una reinterpretazione delle silhouette d’archivio. Le montagne che circondano Milano suggeriscono un immaginario da alpinista ed è così che per la prossima stagione lo sportswear viene reinterpretato da Marni in chiave couture. Pelle biker insieme a ciré industriale, organza e seta accanto a materiali tecnici: sono opposti che non si annullano, ma si completano. Tessuti, volumi e dettagli funzionali si combinano con elementi più raffinati, per assumere una nuova formalità, in uno scambio sempre attuale. Ci sono le gonne a tubino tempestate di maxi paillettes, i parka sportivi indossati con le cravatte, le camicie a stampa check che si abbinano a gilet e trench in pelle. E poi ancora le maglia in lana grossa, le gonne a vita alta fissate con clip metalliche e gli abiti midi con le cuciture a vista.

03. I dettagli

02_Marni

I dettagli della collezione riflettono uno spirito giocoso e raffinato: si spazia dai ricami naïf ai pois delicati e alla broderie anglaise, segni distintivi della brand. Accanto a loro, righe irregolari, check in sbieco, patchwork e poi ancora cuciture rovesciate, paillettes oversize ricamate su cotone e applicazioni in madreperla.

04. Gli accessori

03_Marni

Al centro della collezione FW26, stivali stringati e décolleté con il tacco altissimo, accessori in pellami spazzolati e gioielli dipinti a mano. Insieme a due grandi icone di Marni: il sandalo Fussbett, la borsa Trunk, ripensate e riprogettate con dettagli che ridefiniscono i codici di Marni con uno sguardo nuovo.

05. Il front row

04_Marni

In front row, ad assistere al debutto della nuova direttrice creativa, tanti amici del brand come Arianna Alessi e Renzo Rosso, Miyeon, Tamu McPherson, Eva Chen, Gala Gonzales, Alexandre Pato e molti altri.

Credits: GettyImage / Courtesy of press office

  • IN ARRIVO

WHITE riparte da “Tabula Rasa”: la nuova visione internazionale al centro della Milano Fashion Week

00_DESKTOP_White02_MOBILE_White
Dalle Secret Rooms alla nuova area WHITE Accessories: la CEO Brenda Bellei racconta la trasformazione del salone simbolo della Milano Fashion Week.

Nel cuore del Tortona Fashion District, dal 26 febbraio al 1° marzo, WHITE torna protagonista della Milano Fashion Week con un’edizione che segna un vero cambio di paradigma. Oltre 300 brand (con una crescita del +10% rispetto allo scorso febbraio e un 46% di presenze internazionali) animano il Superstudio Più, confermando il salone come piattaforma strategica per il womenswear contemporaneo.

Con 130 nuovi marchi e un significativo potenziamento dei buyer esteri, sostenuto anche dal supporto di ICE–Agenzia e dalle istituzioni, WHITE rafforza il proprio ruolo nel processo di internazionalizzazione del Made in Italy.

ok 5.CAMPAGNAWHITE

Credits: Courtesy of Press Office

Ma il dato numerico racconta solo una parte della storia. L’edizione di febbraio introduce una visione più netta e consapevole, sintetizzata nel concept “Tabula Rasa”: si tratta di un invito a ripartire dall’essenza del prodotto, dalla qualità e da un brand mix capace di coniugare ricerca estetica e concrete prospettive di business.

Dalle rinnovate Secret Rooms alla nuova area WHITE Accessories nella sala Daylight, fino allo sviluppo internazionale del progetto The Circle a Riyadh, WHITE non si limita a essere un hub espositivo, ma evolve in una piattaforma globale in dialogo con mercati emergenti e culture differenti.

Ne abbiamo parlato con Brenda Bellei, CEO di WHITE che ci ha raccontato la nuova visione del salone e le strategie per rafforzarne il posizionamento internazionale.

ok brenda foto 1

Brenda Bellei

Credits: Courtesy of Press Office

WHITE torna a febbraio con una visione molto forte. In che modo questa edizione rappresenta un nuovo punto di partenza per il salone e per la sua identità internazionale?

«Questa edizione segna un nuovo punto di partenza perché abbiamo completamente ridefinito il concetto di ricerca. Non parliamo più solo di prodotti particolari, ma di collezioni molto attuali e in linea con le richieste dei buyer. Proponiamo brand innovativi, ma con il giusto rapporto qualità-prezzo, così da consentire ai retailer internazionali di trovare a Milano il meglio dei prodotti nazionali e internazionali: creazioni giuste da acquistare e rivendere, capaci di incontrare l’estetica e il prezzo richiesto dal cliente finale».

“Tabula Rasa” è il cuore narrativo della nuova campagna. Cosa significa, oggi, per WHITE “ripartire da zero” e quali cambiamenti concreti porta questa filosofia nel progetto?

«Tabula Rasa è una dichiarazione di intenti. Ripartire da zero significa liberarsi dalle sovrastrutture e tornare all’essenza: prodotto, qualità, identità, ma al giusto prezzo. Per WHITE vuol dire ampliare i format, alleggerire ciò che è superfluo e rafforzare ciò che genera valore reale. È un invito a ripensare il sistema in modo più consapevole, sia dal punto di vista creativo sia commerciale. Oggi il mondo è globale e le opportunità sono molteplici: con “Tabula Rasa” siamo pronti a coglierle tutte, senza pregiudizi».

La campagna ideata da Massimiliano Bizzi parla di essenzialità e ritorno al valore reale delle collezioni. Quanto è importante, in questa fase di mercato complessa, offrire ai buyer non solo ispirazione ma vere prospettive di business?

press conference 6

Credits: Courtesy of Press Office

«In una fase di mercato complessa, l’ispirazione da sola non basta. I buyer cercano solidità, affidabilità e visione strategica. Il nostro compito è offrire un brand mix in cui la creatività sia sostenuta da una struttura commerciale concreta. Il valore di una collezione oggi non sta nell’eccesso, ma nella coerenza, nella qualità dei materiali, nella chiarezza del posizionamento. WHITE vuole essere il luogo dove l’estetica incontra il business, creando opportunità internazionali reali per i brand presenti».

Le Secret Rooms tornano con un’evoluzione significativa. Che tipo di creatività troveremo quest’anno e perché quest’area è così centrale nell’esperienza WHITE?

«Le Secret Rooms rappresentano la vetrina delle tendenze di WHITE Milano: uno spazio dedicato ai brand che incarnano l’estetica contemporanea e che, secondo la visione del salone, sono destinati a diventare protagonisti del fashion business. Nel tempo abbiamo intercettato e valorizzato marchi poi affermatisi anche in contesti prestigiosi come il LVMH Prize, tra cui KIDSUPER e BOTTER.

L’edizione di febbraio rafforza questa direzione con una selezione ancora più internazionale. Protagonisti saranno BATAKOVIC BELGRADE, fondato dalla designer Ivana Batakovic; SUSAN FANG, noto per l’estetica eterea e la fusione tra artigianato e tecnologia; LUCILLE THIEVRE, che ha fatto del jersey e del drappeggio la propria cifra stilistica; MII, ponte tra artigianalità indiana ed eleganza francese; e MADALINA CAMINSCHI, nuova realtà del lusso contemporaneo con sede a Milano.

ok 4.LUCILLE THIEVRE (1)

LUCILLE THIEVRE 

Credits: Courtesy of Press Office

ok 1.BATAKOVIC(1)

BATAKOVIC

Credits: Courtesy of Press Office

Le Secret Rooms incarnano la missione del salone: scoprire, sostenere e accompagnare nuove energie creative, facilitando relazioni di valore e l’incontro con buyer internazionali»

Accanto alle Secret Rooms debutta anche “WHITE Accessories” nell’area DAYLIGHT. Che ruolo ha oggi l’accessorio nella strategia di crescita del salone?

«L’accessorio è sempre più strategico e con un potenziale commerciale molto forte. Con WHITE Accessories vogliamo intercettare un pubblico trasversale: dai concept store ai department store internazionali, fino ai retailer specializzati. All’interno di Superstudio, nella sala DAYLIGHT, nasce un’area interamente dedicata agli accessori, con focus sulla calzatura, pensata come una vetrina d’eccellenza ad alto impatto scenografico.

Tra i brand presenti: MORSICA, special guest con il suo design d’avanguardia; CAMPER; STEFANO MUGNAI; MEXICANA; SPERRY; oltre ai label di borse VILLA NICCOLAI e al marchio di cappelli LA STRAMBERIA».

ok MORSICA

MORSICA

Credits: Courtesy of Press Office

WHITE rafforza sempre più la sua dimensione internazionale. Quanto è strategico il progetto The Circle a Riyadh?

«Il progetto The Circle a Riyadh è estremamente strategico: apre un dialogo diretto con un mercato in forte espansione e con un pubblico giovane e culturalmente dinamico. Per i brand di WHITE significa accedere a nuove opportunità distributive, partnership locali e maggiore visibilità in un contesto internazionale in evoluzione».

Guardando al futuro, quale sarà la vera sfida per le piattaforme fieristiche come WHITE?

«La vera sfida sarà continuare a essere non solo un hub espositivo, ma una piattaforma itinerante nel mondo. “Tabula Rasa” è la chiave per ripensare il modello: fare scouting e stringere accordi con piattaforme fuori dal comune, portando i brand verso un’internazionalizzazione sempre più ampia e variegata. Oggi dobbiamo guardare globale. WHITE non vuole solo adattarsi al cambiamento, ma contribuire a guidarlo».

  • IN ARRIVO

Prada e l’arte della stratificazione: 5 highlight della sfilata FW26

COVER_Prada
Dal ritorno di Bella Hadid in passerella ai pezzi chiave della collezione: 5 highlight della sfilata Autunno-Inverno 2026 di Prada.

Il terzo giorno della Milano Fashion Week è ufficialmente entrato nel vivo con una fitta agenda di show in programma. Ad aprire le sfilate del pomeriggio, Prada che ha portato in passerella la nuova collezione FW26 firmata da Raf Simons e Miuccia Prada

Presentata come sempre negli spazi della Fondazione Prada, la nuova collezione celebra la complessità e le molteplici sfaccettature delle donne e della vita stessa e gioca con la stratificazione dei look che si reinventano e si trasformano a seconda dei vari momenti della giornata.

Durante lo show, ogni modella ha indossato quattro look sovrapposti e ha percorso la passerella quattro volte togliendo a ogni giro uno strato e mostrando così outfit sempre diversi.

Sotto una giacca si nascondeva uno spolverino trasparente che a sua volta celava un tank top. Sotto il cappotto compariva un maglione over sovrapposto a sua volta a un abito midi: le combinazioni erano infinite.

Ed è proprio con questo gioco di layering che i due co-direttori creativi hanno voluto dimostrare come ogni look possa cambiarsi, adattarsi e riflettere le diverse sfumature di chi lo indossa.

Ma ecco 5 punti chiave dello show andato in scena qualche ora fa.

01. La location

01_Prada

In continuità con la sfilata maschile che è stata presentata lo scorso gennaio, anche la collezione donna del brand è stata svelata nel Deposito della Fondazione Prada, con lo stesso allestimento, tra caminetti e porte d’epoca.

02. Bella Hadid in passerella

01_Prada-2

Tra le 15 modelle che hanno interpretato i nuovi look della collezione della prossima stagione, Bella Hadid che è apparsa sulla catwalk in una versione inedita, più autentica e naturale del solito. In passerella, infatti, ha sfoggiato i suoi capelli biondi raccolti in un’acconciatura messy e un beauty look minimale, incarnando un’estetica decisamente più essenziale e meno costruita.

03. I pezzi chiave della collezione FW26 di Prada

03_Prada

Tra i pezzi cult della nuova collezione FW26 di Prada, i maglioni con la zip che sembrano quasi delle giacche varsity e si portano con gonne colorate, décolleté con kitten heels, calzettoni che si fermano appena sotto il ginocchio e sciarpe in maglia spessa al collo. Accanto a loro, anche cappotti dalla linea dritta, parka a stampa floreale o con dettaglio di pelliccia. Le zip ritornano anche sui nuovi abiti: si aprono fino a svelare le canottiere o le spalle. Grandi protagonisti, oltre ai completi rigorosi giacca-pantaloni, le gonne midi in organza e in satin, che si portano con camicie con i polsini arrotolati e pullover girocollo super basic.

04. Gli accessori

04_Prada

Al centro della nuova collezione realizzata da Raf Simons e Miuccia Prada, le calzature che spaziano da stringate con la suola robusta e i lacci colorati a contrasto agli stivaletti stringati, fino alle pumps gioiello coloratissime che si portano con calzini lunghi tempestati di applicazioni preziose. Tra le borse da mettere in wishlist, la mini bowling bag a stampa cocco e il secchiello in formato mini effetto snake

05. Il front row

05_Prada

Ricchissimo come sempre il parterre di ospiti avvistati in front row. Tra loro, Sarah Pidgeon, l’attrice che in “Love Story” veste i panni dell’icona di stile Carolyn Besset, Uma Thurman, Carey Mulligan. Insieme a loro anche la campionessa olimpica Eileen Gu, Anna Sawai, Elodie, Mark Zuckerberg con la moglie, Charli D’Amelio, Benedetta Porcaroli e molti altri.

Foto: GettyImage