Perché tanto scalpore se Zara è al Met Gala?
Lo scalpore c'è ma non si capisce perché se ne parli così tanto (almeno in Rete): Zara è approdato al MET GALA (ed era in buona compagnia)!
*** Met Gala 2026: tutti I look sul tappeto rosso***
Non è certo la prima volta che un brand fast fashion arrivi sul tappeto rosso del MET GALA, quello che viene considerato universalmente l'evento di maggior rilevanza per il mondo della moda.
In principio fu H&M che a partire dal 2015, e poi nel 2018 e nel 2024 ha vestito un cospicuo numero di talenti tra attrici e modelle tra cui Lili Reinhart, Olivia Munn, Alek Wek e Paloma Elsesser, volendo mostrare come anche un brand "popolare" possa realizzare creazioni di alta sartoria che possano far sognare il cliente che poi entrerà in negozio per acquistare i suoi prodotti.
Nel 2024 e nel 2025 Da'Vine Joy Randolph prima e Laura Harrier dopo avevano indossato per le due edizioni due abiti costumi made di GAP Studio realizzati dal Creative Director, Zac Posen. In quell'occasione il fatto che ci fosse un nome come quello del designer, per anni nel mondo del lusso, aveva placato gli animi dei puristi.
E allora perché oggi alcuni storcono il naso alla presenza di ZARA in questa occasione?
Zara sta sensibilmente lavorando negli ultimi anni per ridefinire il suo posizionamento: l'idea è quella di allontanarsi dalla visione del fast fashion tradizionale e avviarsi verso la strada del brand "democratico" ma con una forte vocazione design, attenta alle ultime tendenze e capace di produrre prodotti desiderabili e ambiti tanto quanto i marchi del lusso. In questo le ultime collaborazioni con personaggi apprezzati dagli addetti ai lavori della moda come Stefano Pilati, Ludovic de Saint Sernin, Willy Chavarria e, last but not least, John Galliano hanno segnato un punto importante bel "percepito" del brand spagnolo presso il grande pubblico (anche se con non poche perplessità).
Non trascurabile poi la presenza del brand come main sponsor del look della star Bad Bunny per il famoso "half time" dell'ultimo Super Bowl. Ed è proprio stato l'artista portoricano in un'inedita versione "invecchiata ad arte", a scegliere il marchio spagnolo per il MET GALA 2026: per lui un completo nero con maxi fiocco al collo di ispirazione vintage.
Ma non è stato certo il solo: a seguirne l'esempio c'era la cantante e artista Stevie Nicks, un'icona della musica statunitense, che ha indossato uno scenografico (e decisamente imponente) abito della nuova e attesissima collaborazione tra Zara e lo stilista John Galliano.
Anche questa volta il colosso del low cost non era il solo a rappresentare la categoria: Kendall Jenner ha scelto il già citato GAP Studio per il suo abito liberamente ispirato alla scultura greca della Nike di Samotracia.
*** Tutti gli abiti del MET GALA 2026 ispirati alle opere d'arte ***
E allora perché tanto clamore solo su Zara? Forse è solo perché si tratta di una novità o forse è proprio per quel "cambio di direzione" che il marchio sta portando avanti. Quel che è certo è che il brand ha voluto rimarcare la sua volontà di avvicinarsi a qualcosa di realmente "aspirazionale" e non solo "popolare" e "accessibile" in meri termini economici, soprattutto oggi, momento in cui Zara, Mango, H&M e tutti quelli che guidavano la corazzata del "fast fashion" si stanno scontrando con una concorrenza sempre più massiva di marchi come Shein o Temu e con una presa di coscienza ben precisa da parte dei consumatori nei confronti delle loro scelte di shopping.
Dall'atra parte il fatto che tra gli ospiti ci fosse anche Marta Ortega, Presidente del gruppo Inditex di cui ZARA fa parte, è un deciso segnale, un modo di dire, forse, che il vento sta cambiando anche per l'evento più ambito della moda.
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