Cos'ha da dire l'Haute Couture per l'inverno 2018

Back to basic: per la stagione invernale dell'Haute Couture, i designer sono tornati alle origini. Ognuno a modo suo.
La scorsa stagione dell'Haute Couture si è chiusa lasciando un punto interrogativo aperto sulla domanda "può questa tradizionale forma di moda essere contemporanea?" Oggi tutte le collezioni sembrano rispondere che la modernità va ripescata alle origini di quest’arte. E dunque una settimana all’insegna del ritorno all'eleganza, con omaggi ai padri fondatori delle maison, ai luoghi, agli anniversari (con chili di tulle e un'improvvisa mania collettiva per le piume).
Givenchy ha aperto con una dedica spassionata di Clare Waight Weller alla memoria di Hubert de Givenchy scomparso lo scorso marzo, riprendendo dall'archivio le sue shilouette classiche, come l'abito nero e molte altre, anche se Givenchy viene ricordato principalente per i look creati per Audrey Hepburn. La designer sottolinea la forza femminile evidenziando le spalle, con cappe, tuxedo senza lasciar da parte l'aspetto la delicatezza. Quasi un debutto per lei, dopo l’abito di nozze disegnato per Meghan Markle.
La stessa fiducia in se è nella collezione resort 2019 di Hermès, dove Nadège Vanhee-Cybulski sceglie come scarpe delle flip-flop (quasi da spiaggia) a sottolineare che si gioca tutto sull'attitudine di una donna: forte ma rilassata e sicura.
Sotto: @courtesy Givenchy
In quegli stessi giorni Miuccia Prada dedica la collezione resort Miu Miu 2019 alle donne, scherzando con i cliches della femminilità: negligè girly e un po datati che riescono bene nell'intento. Insieme a lei Acne Studio, minimal molto più organico e basic rispetto alle collezioni passate, con colori naturali e forme quasi dimesse.
Sonia Rikyel entra a far parte della Chambre Sindacale delle Couture, giusto in tempo per festeggiare i 50 anni dalla fondazione del marchio. Per la prima collezione della linea L'Atelier il direttore creativo Julie de Libran omaggia gli intenti di rottura della stilista con un catalogo dei suoi classici, che però rovescia: l'abito di maglia, il tabarro, il maglione a righe , nero e colori accesi, piume, paillette, ricami.
L'anima di Schiaparelli Bertrand Guyon disegna "Animalia Fantasia", una collezione con abiti come "Panthère des Neiges", "Gattopardo","Brera". Surrealismo e determinazione, che vanno molto lontano dall'estetica originaria del marchio, ma rimangono vicini al gusto eclettico e cosmopolita di chi ha viaggiato fisicamente ma anche con il pensiero, come la "Schiap". E il direttore creativo ne cita le passioni: farfalle, cani, stelle, arte, esoterismo, e rivisita i suoi look personali (completamente in antitesi rispetto al brand) essenziali, con molto nero e molto bianco.
Sotto: @courtesy Schiaparelli
Maria Grazie Chiuri cita "Il disordine del desiderio e della soggettività" (da un articolo di Alison Bancroft), proprio perchè, di disordinato, nella nuova collezione invernale che ha disegnato per Dior HC non c'è nulla. Mari Grazia celebra l’atelier dove prende vita la couture, mostrando tutta la sapienza della costruzione e della sartoria. È una collezione cerebrale e colta, che riporta al centro della scena l’essenza della moda, l'abito. Lo fa con variazioni di pieghe, sovrapposizioni di movimenti che si giocano tutto sulla modellistica, dato che anche i colori sono neutri.
Come per dire che oggi si è più concentrati alla scenografia e allo storytelling che all'abbigliamento in se: la location per non sbagliare era total white, allestita con le telette degli abiti che hanno sfilato. Monsieur Dior è chi dell’abito ha cantato maggiormente le lodi, come ha dimostrato la mostra chiusa a Les Arts Décoratifs che a breve aprirà a Londra (ampliata con una sezione dedicata alla sua fascinazione per la cultura British). Anche lei si ribella nel pieno rispetto della tradizione riprendendo i pezzi chiave come la giacca del tailleur Bar, cambiandola con delle maniche a pipistrello.
Sotto: courtesy@Dior
Per Karl Lagerfel invece tutto parte da Parigi, capitale dell’Haute Couture per eccellenza. Con lui la nuova stagione di Chanel HC ha i colori autunnali il periodo dove la città esce al suo meglio, quando
!mm,il verde dei tipici box per i libri lungo la Senna contrasta con i marroni della natura e il grigio del cielo e dei tetti di zinco. Tulle e ricami oro ricordano i dettagli secondo impero di cui la Parigi è piena.
Il tulle, quello del tutù delle ballerine, per Giambattista Valli è un materiale rivoluzionario e lo ripropone nei suoi modelli più famosi in verde acqua e fucsia insieme a motivi e ricami etnici indiani.
Sotto: @courtesy Chanel
Stile scultoreo e regale per Giorgio Armani Privè, con l'ennesima consacrazione del suo lavoro, accolto per l'occasione all'Ambasciata italiana: quasi un centinaio di look fatti di piume, tulle, velluto nero, seta verde acqua e chiffon fucsia.
John Galliano legato alla costruzione dell'abito punta tutto su tecnica, matericità e effetto scenografico per Maison Martin Margiela Artisanal con una collezione che prende ispirazione dal "nomade glamour" ovvero la comunità di follower costantemente connessa dell’era tecnologica "sedotta da curate immagini di glamour" ma che cerca artigianalità: costruisce capi due in uno, vestaglie che diventano mantelle, gonne che diventano giacche, utilizzando materiali poveri come fodere o imbottiture al posto di tessuti preziosi.
Lo stesso legame con le tecniche e le lavorazione vale per Fendi, dove gli effetti moderni, quasi dal futuro, vanno di pari passo alla tradizione e ai virtuosismi tecnici legati alla pelle e alla pelliccia.
Ed è Pier Paolo Piccioli a chiudere la stagione, portando sulla passerella una collezione molto personale ed emotiva per Valentino HC, con riferimenti alla tradizione classica, agli anni sessanta e alla visione occidentale dell'Oriente, sotto forma di stampe macro che mescola a bermuda. E in modo diverso ma simile anche Demna Gvasalia parla della sua storia con la Spring-Summer 2019 di Vetements: abbigliamento militare e riferimenti al conflitto bellico che hanno caratterizzato la sua infanzia in Georgia negli anni '90.
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Louis Vuitton celebra i 130 anni del Monogram: l’icona che ha fatto la storia del lusso
Ogni leggenda nasce da una firma. Per Louis Vuitton, quella firma è il Monogram: il motivo creato nel 1896 da Georges Vuitton come tributo al padre Louis e come risposta visionaria alle imitazioni dell’epoca.
A 130 anni dalla sua nascita, la Maison inaugura un anno di celebrazioni dedicato a quello che è diventato molto più di un decoro: un vero linguaggio universale di eleganza, savoir-faire e modernità.
Credits: Courtesy of Press Office
Registrato come brevetto nel 1897, il Monogram - con le iniziali LV intrecciate e i fiori stilizzati ispirati al neogotico e al giapponismo - rappresentò uno dei primi esempi di logo moderno.
Nato per proteggere l’autenticità dei bauli Louis Vuitton, si trasformò rapidamente in un’icona capace di attraversare epoche, culture e stili, accompagnando l’evoluzione del viaggio e della moda.
Dai bauli storici alle borse simbolo della Maison, il Monogram ha segnato la nascita di icone intramontabili come Speedy, Keepall, Noé, Alma e Neverfull, diventate compagne di vita e di viaggio per generazioni.
Nel tempo, il motivo si è anche aperto al dialogo con l’arte contemporanea grazie a collaborazioni leggendarie con artisti come Takashi Murakami, Yayoi Kusama, Jeff Koons e Urs Fischer, confermandosi una tela creativa sempre in movimento.
Credits: Courtesy of Press Office
Per celebrare questo anniversario storico, Louis Vuitton presenta tre collezioni speciali che reinterpretano il Monogram tra memoria e innovazione.
Monogram Origine rilegge il canvas originale in chiave vintage con nuove tonalità pastello; VVN rende omaggio alla pelle naturale, simbolo del savoir-faire della Maison; mentre Time Trunk trasforma l’eredità dei bauli in un sorprendente trompe-l’œil contemporaneo.
Credits: Courtesy of Press Office
Con collezioni dedicate, vetrine speciali e nuove creazioni in edizione limitata a partire da gennaio 2026, Louis Vuitton invita il mondo a riscoprire il Monogram non solo come un motivo iconico, ma come una leggenda vivente.
Un codice senza tempo che continua a definire l’arte del viaggio e del lusso contemporaneo.
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Valentino torna a Roma: la sfilata Autunno Inverno 2026/27 fuori calendario
Roma chiama, Valentino risponde. Maison Valentino infatti, presenterà la collezione Autunno Inverno 2026/27 a Roma, eccezionalmente fuori dal calendario ufficiale della Paris Fashion Week. L’appuntamento è fissato per il 12 marzo 2026, mentre la location resta (per ora) top secret.
Questa è sicuramente una scelta fortemente simbolica, che segna un ritorno alle origini: Roma è parte fondante della storia di Valentino, la città dove Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti fondarono la maison nel 1960 e dove ancora oggi batte il suo cuore creativo. Con questa sfilata-evento, Alessandro Michele rende omaggio all’eredità storica del brand, intrecciando memoria, identità e visione contemporanea.
Credits: Courtesy of Maison Valentino
Il défilé romano rappresenta una parentesi speciale nel percorso internazionale della maison: dopo la sfilata di marzo, Valentino tornerà regolarmente nel calendario delle sfilate parigine con la collezione successiva. Un gesto che non rompe con Parigi, ma rafforza il dialogo tra le capitali della moda.
Credits: Courtesy of Maison Valentino
L’ultimo grande show di Valentino a Roma risale al luglio 2022, quando Pierpaolo Piccioli portò l’Haute Couture tra Piazza Mignanelli e Trinità dei Monti. Oggi, sotto la direzione creativa di Michele, la maison sembra voler riscoprire il valore evocativo della Città Eterna, trasformandola ancora una volta in palcoscenico di moda, cultura e immaginazione.
Roma, dopotutto, non è solo una cornice: è un manifesto.
Cover credits: Fabio Lovino
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Fashion Pills: cos'è successo questa settimana nel mondo della moda in 7 news

Tra luci di Natale, capsule da collezione e collaborazioni che scaldano l’immaginario, la moda entra nel suo momento più brillante.
Le Fashion Pills di oggi mescolano stile, attitudine e desiderio, perfette da leggere tra un regalo e l’altro. #FashionPills
Fashion Pills: lunedì e Cortina si eleva tra moda, visione e futuro sulle Dolomiti
(Credits: courtesy of press office) FRANCO SOVILLA e BIANCA LUNA SANTORO
Dal 5 all’8 dicembre 2025 Cortina d’Ampezzo è tornata al centro della scena con la quindicesima edizione del Cortina Fashion Weekend, nel segno di ELEVATE – Rise with Excellence. Quattro giorni in cui moda, lifestyle, sport e cultura si intrecciano per raccontare un Made in Italy che guarda avanti, mentre la Regina delle Dolomiti si prepara alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.
Tra talk, concerti, installazioni, Ski Village, party serali e Charity Gala Dinner a favore del Soccorso Alpino, il paese diventa un palcoscenico diffuso e vibrante.
In agenda anche i dialoghi su Olimpiadi, creatività e leadership femminile, con protagonisti del mondo istituzionale e imprenditoriale.
A fare da filo rosso (e da sorriso complice) a questa edizione, anche un "pezzetto" di Grazia: la madrina dell’evento, Bianca Luna Santoro — sì, c’est moi — la vostra editor preferita di Grazia.it, voce delle Fashion Pills, pronta a raccontarvi Cortina tra stile, visione e un po’ di sana autoironia. #ElevateCortina
Fashion Pills: martedì e “Pinko state of mind”
(Credits: courtesy of press office)
PINKO accende Milano con PINKOMANIA, un party che è dichiarazione di energia, stile e libertà.
Il Teatro Alcione diventa la cornice perfetta: suggestioni liberty, anima contemporanea, tutto immerso in un rosa vibrante e ipnotico. Ad aprire la serata, il sound magnetico di Calliope, mentre la scena si prepara al momento chiave. Al centro, Paola Iezzi: icona trasversale, spirito libero, protagonista naturale di una visione che parla di empowerment senza etichette.
Tra luci, glitter e installazioni immersive, la pinkification si trasforma in esperienza totale, giocosa e consapevole.
Il live set riporta agli anni Duemila, tra carisma e pura energia, prima di lasciare spazio al DJ set di Silvie Loto che accompagna la notte fino all’ultimo beat.
Una serata che non si racconta: si vive. #Pinkomania
Fashion Pills: mercoledì e l’eleganza del balletto con VIVAIA
(Credits: courtesy of press office)
Per celebrare i 15 anni di Black Swan, VIVAIA firma la sua prima collaborazione cinematografica insieme a Searchlight Pictures. Ne nasce la Black Swan × VIVAIA Satin Sneakerina, una capsule in edizione limitata che traduce l’immaginario del film in un oggetto da indossare.
Bianco e nero si rincorrono, il raso cattura la luce, la linea resta essenziale. È una sneaker che si muove come una ballerina: leggera, flessibile, pensata per accompagnare ogni passo, tutto il giorno. L’eleganza del balletto incontra la praticità contemporanea, senza forzature. Al centro, la dualità: forza e grazia, controllo e abbandono, luce e ombra che convivono. #ModernBallet
Fashion pills: giovedì e Amarsi è uno stile
(Credits: courtesy of press office)
Luisa Spagnoli firma una capsule per donne che non cercano modelli, perché lo sono già. Donne che fanno della vita il proprio mood board, libere, consapevoli, profondamente presenti a sé stesse.
Da questa attitudine nasce Lui.Sa L’Amour: un gioco di parole e di identità, un invito gentile ma deciso all’amore per sé. Il punto di partenza è il mini abito in maglia visto in passerella FW25, che diventa il cuore di una capsule essenziale e simbolica.
Pullover oversize, t-shirt dal sapore college, accessori pensati per il quotidiano: ogni pezzo parla di forza tranquilla e femminilità autentica.
C’è la maglia, firma storica del brand, ma anche dettagli leggeri e funzionali che accompagnano i gesti di ogni giorno. #LuiSaLAmour
Fashion Pills: venerdì e una coperta, un gesto che conta
(Credits: courtesy of press office) EVELINA KROON
Con l’arrivo delle festività, ARKET sceglie la via più silenziosa e potente del design: quella che scalda davvero. Torna la collaborazione con l’artista svedese Evelina Kroon, questa volta a sostegno di UNHCR. Per l’AW25 nasce una coperta in edizione speciale, essenziale nei toni del blu, bianco e rosso, dove estetica e intenzione viaggiano insieme. Per ogni pezzo venduto, ARKET dona due coperte termiche alle famiglie sfollate: un oggetto domestico che esce di casa e diventa aiuto concreto.
Il blu è quello ufficiale dell’UNHCR, il bianco arriva da paesaggi osservati dall’alto, il rosso è una nota personale di calore e accoglienza. Perché il design, quando è fatto bene, non ha bisogno di spiegarsi troppo.#DesignThatCares
Fashion Pills: sabato e velocità, colore, memoria
(Credits: courtesy of press office)
Benetton riaccende i motori e torna in pista con Benetton Formula, la capsule che celebra trent’anni di vittorie in Formula 1 e un capitolo irripetibile della storia del brand. Una collezione che traduce l’adrenalina delle corse in linguaggio contemporaneo, tra spirito sportivo e design essenziale. Protagonista il colore, firma storica di Benetton, che corre insieme alla velocità: bomber blu con logo giallo, camicia worker sabbia con patch statement, t-shirt e felpe con la monoposto verde iconica. Capi unisex, diretti, pensati per chi ama lo stile con un passato che pesa — e conta. Non nostalgia, ma attitudine: quella di un brand che è stato il primo, nel mondo della moda, a guidare una scuderia di Formula 1 e a vincere davvero. Drive the color. Ancora una volta. #BenettonFormula
Fashion Pills: domenica e la luce che non fa rumore di Onitsuka Tiger
(Credits: courtesy of press office)
Onitsuka Tiger debutta nel mondo della profumeria con una prima collezione di Eau de Parfum che sceglie la via della misura. Wearing Quiet Radiance è un esercizio di equilibrio: presenza senza eccesso, intensità trattenuta.
A firmarla è Mark Buxton, che traduce il DNA del brand in quattro composizioni essenziali, costruite sul dialogo costante tra tradizione e modernità.
Le fragranze nascono interamente a Grasse, dove l’artigianalità incontra una visione contemporanea del profumo. I flaconi giallo brillante, scultorei, catturano la luce e la restituiscono in chiaroscuro, riflettendo l’estetica del contrasto cara al marchio. #QuietRadiance
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Arriva Maison Mytheresa a St.Moritz: dove la moda incontra il lifestyle

Dal 5 dicembre 2025 al 6 aprile 2026, Maison Mytheresa apre le sue porte a un’esperienza immersiva in cui il lusso dialoga con un tocco di leggerezza e l'online si trasforma in qualcosa di concreto, in collante per le persone che si possono incontrare e godere del tempo di qualità assieme.
L'ispirazione è l'alta hotellerie e i richiami sono ad un esclusivo club privato. Lo spazio interpreta l’universo Mytheresa attraverso ambienti raffinati, un servizio su misura e dettagli scenografici dal sapore cinematografico, capaci di evocare un’eleganza senza tempo.
Affacciata su Via Serlas, la via più iconica del lusso a St. Moritz, Maison Mytheresa propone un calendario dinamico di eventi riservati e attivazioni di brand, offrendo agli ospiti un’esperienza intima e avvolgente nello stile di vita Mytheresa.
Come sarà possibile partecipare?
Su invito sarà possibile assistere a trunk show, sessioni di styling personalizzate, workshop e incontri con protagonisti e visionari del settore. Al centro dello spazio, un’area conviviale pensata come luogo di incontro.
Inserita nello scenario suggestivo di St. Moritz e aperta per un periodo limitato, Maison Mytheresa è un percorso dedicato alla connessione tra le persone e al lusso contemporaneo. Qui sarà infatti possibile riposarsi, ma anche fare shopping online per poi ricevere i pacchi direttamente in hotel o alla Maison, per un servizio phygital completo.
Il progetto nasce in collaborazione con Laurent-Perrier e Oona Caviar che saranno presenti nello spazio.
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