A che età il corpo inizia a invecchiare davvero? Non ve lo aspettereste, ci scommettiamo...
Per la medicina il corpo umano inizia a invecchiare già intorno ai 30 anni, poco dopo aver raggiunto la sua piena maturità. Non stiamo parlando di rughe profonde o bastone, ma di minuscoli cambiamenti in organi, tessuti e cellule. Il bello - o il brutto - è che questi cambiamenti non procedono tutti allo stesso ritmo.
Alcuni grandi studi pubblicati su riviste come Nature Aging e Cell mostrano che l'invecchiamento non è una discesa lineare. Esistono vere e proprie accelerazioni, dei piccoli "scalini" biologici che compaiono soprattutto tra i 40 e i 60 anni. Capire a che età il corpo inizia davvero a invecchiare significa quindi mettere insieme età anagrafica, età biologica e le famose età-scatto scoperte dai ricercatori.
Quando il corpo comincia davvero a invecchiare
L'invecchiamento è un processo naturale, continuo e graduale che accompagna l'intera vita, e consiste nel progressivo decadimento di funzioni e strutture dell'organismo. Questo processo, spiegano i geriatri, inizia nella prima età adulta, intorno ai 30 anni. Da quel momento la crescita è terminata e comincia una lenta riduzione dell'efficienza di organi e apparati, con un aumento del rischio di malattie croniche.
Per questo gli anni sulla carta d'identità raccontano solo una parte della storia. I medici distinguono tra età cronologica, cioè il numero di compleanni, età biologica, che descrive lo stato reale di organi e tessuti. Esiste poi l'età psicologica, legata a come una persona pensa, progetta, resta attiva. La vecchiaia, in senso convenzionale, inizia intorno ai 65 anni, ma c'è chi a 80 appare più giovane di un 60enne già molto malato.
Oltre a questo declino di fondo, la ricerca sta mappando momenti chiave in cui il corpo accelera l'invecchiamento. Uno studio della Stanford University pubblicato su Nature Aging ha seguito 108 adulti tra 25 e 75 anni. Nel corso di diversi anni sono stati analizzati oltre cinquemila campioni biologici e sono stati individuati due picchi principali di invecchiamento a 44 e a 60 anni. Un lavoro dell'Accademia delle scienze cinese, uscito su Cell, ha osservato un'altra grande transizione tra 45 e 55 anni, con un picco intorno ai 50.
Perché alcuni invecchiano prima degli altri
Che cosa rende questi scalini più ripidi o più dolci? Secondo le teorie più accreditate l'invecchiamento nasce da un intreccio di fattori genetici, ambientali e casuali, ma lo stile di vita può spostare in avanti o anticipare i picchi. Stress cronico, fumo, alimentazione ricca di zuccheri e grassi, poco movimento e sonno di scarsa qualità accelerano soprattutto il primo scatto intorno ai 40-45 anni, rendendo più probabile l'aumento di pressione, colesterolo e rischio cardiovascolare.
A questi si sommano fattori ambientali come inquinamento atmosferico, esposizione eccessiva ai raggi solari, contatto con sostanze tossiche e lavori molto usuranti o, all'opposto, totalmente sedentari. Le malattie croniche - dal diabete all'ipertensione, dalle cardiopatie alle patologie autoimmuni - fanno da moltiplicatore del danno e possono farvi sentire anziani con largo anticipo. Anche la componente mentale conta: una vita povera di relazioni e stimoli fa percepire ogni acciacco come definitivo, mentre chi resta curioso e attivo mantiene più a lungo una vera giovinezza psicologica.
Come spostare più avanti gli scatti dell'invecchiamento
L'invecchiamento non si può bloccare, ma si può cambiare il modo in cui il corpo lo vive e quando compaiono i momenti critici. Gli esperti di longevità sottolineano che ciò che fate tra i 30 e i 60 anni vale quasi più della genetica. Pensare per decenni, non per settimane, aiuta a scegliere abitudini che costruiscono una riserva di salute da spendere proprio quando arrivano gli scatti di cui parlano gli studi.
Nella fascia 30-39 anni l'obiettivo è costruire capitale: attività fisica regolare con spazio all'allenamento di forza per preservare muscoli e ossa, alimentazione ricca di vegetali e povera di eccessi, protezione dai raggi solari, sonno sufficiente. Tra i 40 e i 49 anni conviene mettere sotto controllo peso, circonferenza addominale, pressione, colesterolo e glicemia. È utile anche ridurre fumo e alcol, programmare controlli periodici dal medico e prendere sul serio gestione dello stress e qualità del riposo.
Dai 50 anni in poi è tempo di proteggere vasi sanguigni, cervello e metabolismo. Servono movimento quotidiano, esercizi di forza e di equilibrio per prevenire fragilità, una dieta che limiti zuccheri semplici e privilegi fibre, pesce, legumi, olio extravergine. In questa fase diventano cruciali anche gli screening consigliati dal Servizio sanitario nazionale e una vita mentale vivace: studiare qualcosa di nuovo, coltivare amicizie, occuparsi di progetti che vi fanno alzare dal divano.
Non esiste quindi un solo compleanno in cui si passa da giovani a vecchi. Il corpo inizia a cambiare presto, accelera intorno ai 44, 50 e 60 anni, ma molto dipende da come arrivate a quelle tappe. L'obiettivo realistico non è restare eternamente giovani, bensì presentarsi all'appuntamento con l'invecchiamento il più tardi possibile e nelle condizioni migliori.
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