Conoscete la truffa della bottiglietta sulla ruota? Ecco come funziona e come difendersi
Conoscete la cosiddetta truffa della bottiglietta sulla ruota? Ebbene, da un paio d'anni è tornata "in voga" tra i malviventi: denunce in aumento, avvisi delle Forze dell’Ordine, vademecum antitruffe diffusi da diversi Comuni italiani. Il meccanismo è disarmante per quanto è semplice, ed è pensato per colpire chiunque usi l’auto per la spesa, il lavoro, l’ospedale.
Tutto si gioca in pochi secondi: una bottiglietta di plastica incastrata tra ruota e passaruota, un rumore secco appena partite, la vostra reazione istintiva di scendere a controllare. Ed è proprio in quell’istante, mentre guardate lo pneumatico, che i ladri si avvicinano all’abitacolo.
Cos’è la truffa della bottiglietta sulla ruota
Non è una leggenda metropolitana di WhatsApp, ma uno schema di furto segnalato da vari quotidiani e dai vademecum antitruffe locali.
L’idea è semplice: usare un piccolo oggetto innocuo, appunto la bottiglietta di plastica vuota o schiacciata, per creare un rumore anomalo che vi faccia pensare a un guasto serio. La paura di “aver rotto qualcosa” fa il resto.
Secondo gli esperti di sicurezza, queste tecniche funzionano perché sfruttano distrazione, fretta e abitudini automatiche: quando salite in macchina non pensate certo di essere al centro di un trucco.
Come funziona, passo dopo passo
Lo schema, descritto anche dalle Forze dell’Ordine, è sempre più o meno lo stesso:
1. I ladri scelgono un’auto parcheggiata e controllano che il proprietario sia lontano.
2. Incastrano una bottiglietta di plastica tra ruota e passaruota sul lato passeggero, anteriore o posteriore. Così, salendo dal lato guida, non la vedete.
3. Voi salite, mettete in moto e iniziate a uscire dal parcheggio.
4. La ruota schiaccia la bottiglia contro la carrozzeria: si sente un forte scricchiolio, simile a una gomma che si lacera o a un pezzo di plastica che si rompe.
5. Per paura di danneggiare l’auto, frenate e scendete di colpo per controllare. Spesso lasciate portiere aperte, chiavi nel quadro, borsa e smartphone in bella vista.
6. In quel momento entra in scena il complice: sale in auto e scappa, oppure afferra al volo borse, portafogli, zaini, computer e si dilegua.
Nel giro di pochi istanti potete ritrovarvi senza auto o senza oggetti di valore, con la sensazione di “non aver visto nessuno”.
Dove colpisce e perché proprio lì
I casi segnalati riguardano soprattutto parcheggi di supermercati, centri commerciali, ospedali e grandi aree di sosta. Luoghi affollati, paradossalmente perfetti per chi vuole passare inosservato.
Di solito siete carichi di buste, magari con bambini o persone anziane da accompagnare, il telefono che squilla, la testa altrove. Una combinazione ideale per chi punta sulla vostra distrazione.
Non parliamo solo di persone vulnerabili: la trappola funziona anche con automobilisti esperti. Il rumore che ricorda un danno meccanico importante manda in tilt chiunque.
Come difendersi prima e durante la guida
La buona notizia è che ci sono piccoli gesti in grado di azzerare il rischio, senza trasformare ogni parcheggio in un film d’azione.
Prima di salire in auto:
- date uno sguardo rapido alle ruote, soprattutto sul lato passeggero;
- evitate di lasciare borse, giacche o computer in vista sui sedili;
- se qualcosa vi insospettisce, aspettate qualche secondo in più e osservate intorno.
Se, mentre partite, sentite un rumore strano dalla zona delle ruote:
- se potete, non fermatevi subito nel parcheggio; avanzate lentamente fino a una zona più illuminata e frequentata;
- chiudete i finestrini e tenete le portiere bloccate;
- se dovete per forza arrestarvi lì, spegnete il motore, togliete le chiavi, portatele con voi e chiudete l’auto prima di scendere;
- in presenza di persone sospette o se vi sentite a disagio, restate in macchina e chiamate il 112.
I vademecum antitruffe ricordano che anche usare clacson e luci per attirare l’attenzione è un deterrente: i ladri amano il silenzio e i gesti rapidi, non le scenate.
Se il furto è già avvenuto: i passi successivi
Se la truffa è andata a segno e vi hanno rubato l’auto o gli oggetti dall’abitacolo, muovetevi subito:
- presentate denuncia ai Carabinieri o alla Polizia, descrivendo luogo, orario, dinamica e oggetti sottratti;
- in caso di furto dell’auto, chiedete al Pubblico Registro Automobilistico la registrazione della perdita di possesso: serve a bloccare il pagamento del bollo mentre il mezzo non è più con voi;
- avvisate la vostra assicurazione entro i termini indicati in polizza, di solito pochi giorni, allegando copia della denuncia e mettendo a disposizione le chiavi, comprese quelle di riserva.
Per i dettagli su documenti e coperture conviene sempre leggere con calma la polizza o parlare con il proprio intermediario, senza affidarvi “al sentito dire”.
Truffe simili da tenere d’occhio
La logica è la stessa anche per altri raggiri in auto: distrarvi e costringervi a scendere. Gli esempi più citati sono la truffa dello specchietto, della gomma bucata apposta, del carrello piazzato dietro l’auto, della banconota o dell’adesivo sul parabrezza.
Cambiano gli oggetti, non lo schema: vi fermate, scendete, vi voltate, qualcuno approfitta di quei pochi secondi.
Checklist veloce da salvare
Prima di salire:
- guardate ruote e passaruota, soprattutto lato passeggero;
- non lasciate oggetti di valore in vista;
- se il parcheggio è vuoto o isolato, aumentate un minimo l’attenzione.
Quando partite:
- tenete portiere chiuse e cinture allacciate;
- se sentite rumori strani, allontanatevi e fermatevi in un punto sicuro.
Se notate una bottiglietta o un corpo estraneo nella ruota:
- restate in auto, spostatevi altrove se possibile;
- solo dopo, in un luogo tranquillo, scendete a controllare.
Dopo un furto:
- chiamate subito il 112;
- fate denuncia, chiedete al PRA la perdita di possesso se vi hanno rubato l’auto;
- avvisate l’assicurazione nei tempi previsti.
Una volta che conoscete il trucco, avete già fatto metà del lavoro: condividere queste informazioni con chi guida nella vostra famiglia può essere l’altra metà.
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