Biscotti senza zuccheri: i migliori secondo Altroconsumo e l’avvertimento OMS nascosto a molti
Il 24 aprile 2026 Altroconsumo ha pubblicato un nuovo test dedicato ai biscotti senza zucchero venduti nei supermercati italiani. Obiettivo: capire quali prodotti “senza zuccheri aggiunti” hanno la composizione migliore dal punto di vista nutrizionale e degli ingredienti.
La buona notizia è che una piccola classifica dei promossi c’è. Quella meno rassicurante è che perfino i migliori biscotti senza zucchero restano in una fascia solo intermedia di qualità, con punteggi tra 47 e 52 su 100. Tradotto: meglio di altri, sì, ma non sono un lasciapassare per mangiarne a volontà.
Perché i biscotti “senza zucchero” non sono automaticamente più sani
Nel test Altroconsumo, i biscotti sono stati valutati con un punteggio da 0 a 100, assegnato da un algoritmo che combina valori nutrizionali (calorie, grassi, zuccheri, fibre) e lista ingredienti, inclusi additivi, aromi, sciroppo di glucosio e amidi modificati. Nessun prodotto ha raggiunto le fasce alte perché i biscotti, per definizione, sono ricchi di grassi.
I biscotti senza zucchero testati hanno in media circa 440 kcal ogni 100 grammi, contro circa 470 kcal dei frollini tradizionali. Il vantaggio calorico esiste, ma è modesto: non sono prodotti davvero “leggeri”.
In più, lo zucchero viene sostituito da polioli come il maltitolo. Hanno circa la metà delle calorie dello zucchero e un impatto minore sulla glicemia, ma non sono neutri: 2,4 kcal per grammo, e se se ne abusa possono dare effetti lassativi.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, gli zuccheri liberi non dovrebbero superare il 5% dell’energia giornaliera, circa 25 grammi al giorno in una dieta da 2000 kcal. I biscotti senza zuccheri aggiunti possono aiutare a stare sotto questa soglia, ma vanno comunque trattati come dolci occasionali.
La classifica Altroconsumo dei biscotti senza zucchero al supermercato
Al primo posto Altroconsumo ha messo i “Cuor di cereale integrale con fiocchi di avena senza zuccheri aggiunti” Gullón. Punteggio 52 su 100, il migliore del test. Sono dolcificati con maltitolo, forniscono circa 430 kcal per 100 grammi e contengono solo 1 grammo di zuccheri naturalmente presenti. Il punto forte è l’apporto di fibre, intorno ai 14 grammi su 100, grazie alla farina di frumento integrale: indicati per chi cerca più sazietà a colazione.
Secondo gradino del podio per i “Zeropiù 7 cereali corn flakes” Balocco, con 47 su 100. Hanno circa 436 kcal per 100 grammi, 17 grammi di grassi e solo 2,2 grammi di zuccheri. I polioli arrivano a 21 grammi per 100 grammi, sempre a base maltitolo. Sono ricchi di cereali diversi e corn flakes (circa il 12%): piaceranno a chi ama una consistenza più croccante.
Terzo posto, ancora con 47 su 100, per i “Equilibrio frollini ai 5 cereali” Esselunga. Apporto energetico di 446 kcal per 100 grammi, 20 grammi di grassi, 2,5 grammi di zuccheri e circa 16 grammi di polioli. Qui il plus è la fibra: 8 grammi su 100, grazie alla farina integrale e all’inulina aggiunta. Per chi fa la spesa da Esselunga e vuole qualcosa di un filo più saziante.
Quarto posto per i “Biscotti gusto cocco” Céréal, marca conosciuta per i prodotti senza glutine. Anche qui punteggio 47 su 100, con 431 kcal per 100 grammi e 15 grammi di grassi. Zuccheri totali pari a zero, polioli circa 19 grammi su 100 grammi. Il gusto cocco è dato da aroma allo 0,4%. Sono l’opzione più interessante se cercate un biscotto senza zuccheri aggiunti e anche senza glutine.
Piccolo riassunto veloce:
- Gullón: 52/100, 430 kcal, fibre alte, 1 g di zuccheri.
- Balocco Zeropiù: 47/100, 436 kcal, 2,2 g zuccheri, 21 g polioli.
- Esselunga Equilibrio: 47/100, 446 kcal, 8 g fibre, 2,5 g zuccheri, 16 g polioli.
- Céréal cocco: 47/100, 431 kcal, 0 g zuccheri, 19 g polioli, senza glutine.
Cosa significa davvero “senza zuccheri aggiunti” in etichetta
“Senza zuccheri aggiunti” vuol dire che nell’impasto non sono stati inseriti zuccheri come saccarosio, fruttosio, miele, sciroppi vari. Possono però esserci zuccheri naturalmente presenti in farine, latte, frutta secca.
Diverso da:
- “a ridotto contenuto di zuccheri”, dove una parte è stata semplicemente tagliata;
- “senza zuccheri”, che indica un contenuto praticamente nullo (al massimo 0,5 g per 100 g).
Quasi tutti i biscotti del test usano polioli, soprattutto maltitolo, per dare dolcezza. Hanno meno calorie dello zucchero, fanno salire meno la glicemia e non favoriscono la carie, ma se superano il 10% del prodotto in peso deve comparire in etichetta l’avvertenza che un consumo eccessivo può avere effetti lassativi. Gli esperti di nutrizione consigliano di non superare indicativamente i 10 grammi al giorno di polioli, l’equivalente di 5-8 biscotti a seconda del prodotto.
Per chi hanno senso questi biscotti (e come consumarli)
Se state cercando di ridurre gli zuccheri, i biscotti senza zuccheri aggiunti possono essere una scelta un po’ migliore rispetto ai frollini classici, purché non diventano una scusa per aumentare le quantità. Per un adulto, una porzione ragionevole sono 3-4 biscotti, intorno ai 30 grammi, da inserire in una colazione con latte o yogurt e frutta fresca, nello spirito della dieta mediterranea.
Per chi ha diabete o glicemia da tenere sotto controllo, l’uso dei polioli può aiutare a limitare i picchi glicemici. Altroconsumo ricorda però che restano prodotti ricchi di grassi, quindi la scelta va sempre concordata con il medico o il dietista. I biscotti, anche senza zucchero, sono un extra, non la base dell’alimentazione.
Come scegliere al supermercato: la check-list veloce
Quando siete davanti allo scaffale:
- guardate le calorie: intorno a 430-440 kcal per 100 g è nella media, non è un prodotto “dimagrante”;
- controllate la riga “zuccheri”: nei migliori si resta tra 0 e 2,5 g per 100 g;
- verificate quanti polioli contiene: più ci si avvicina a 20 g su 100, più conviene limitare i biscotti quotidiani;
- cercate almeno 6-8 g di fibre per 100 g, segno di una quota integrale interessante;
- leggete l’elenco ingredienti: farine integrali nei primi posti, pochi aromi, niente sciroppo di glucosio se possibile.
La scritta “senza zuccheri aggiunti” può essere un buon alleato, ma fa davvero la differenza solo se la usate insieme a queste verifiche... e alla capacità di richiudere il pacco dopo qualche biscotto.
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