Più attivi, più risultati? I nuovi sieri viso cambiano le regole della skincare

Amiamo il retinolo, conosciamo i peptidi, non viviamo senza acido ialuronico e abbiamo imparato a confrontare le percentuali di vitamina C. Poi arrivano resveratrolo e PDRN e la lista dei desideri si allunga ulteriormente. Ma quanto ci dice davvero il nome di un attivo sul siero che stiamo per mettere nel carrello? Le novità skincare ci danno un buon motivo per farci questa domanda. Nei nuovi sieri viso - decisamente il prodotto di punta della stagione - una parte decisiva della ricerca riguarda ciò che dall’etichetta è più difficile capire: come si mantiene stabile un ingrediente, come viene rilasciato sulla pelle, come lavora insieme agli altri componenti della formula. Infatti, anche retinolo e acido ialuronico, che pensiamo di conoscere benissimo, possono riservare sorprese.
Siero viso: intervista a Camilla D'Antonio, co-founder di Miamo
Ne abbiamo parlato con Camilla D’Antonio, co-founder di Miamo, per capire che cosa aspettarci dalle nuove formule e quali informazioni contano quando scegliamo un siero. A seguire, la nostra selezione delle novità da conoscere, tra attivi familiari, nuove combinazioni e ricerca biotecnologica.
Grazia.it: Guardando ai lanci skincare più recenti, il siero sembra essere diventato uno dei principali terreni di innovazione cosmetica. Perché proprio questa categoria? Dal punto di vista formulativo, che cosa permette di fare un siero rispetto a una crema o ad altre texture?
Camilla D'Antonio: Il siero rappresenta oggi una delle categorie più interessanti perché consente di lavorare in modo molto mirato sulla concentrazione, sulla combinazione e sulla veicolazione degli attivi. La sua struttura formulativa, generalmente più leggera rispetto a quella di una crema, permette di costruire sistemi molto sofisticati intorno a ingredienti funzionali specifici.
Questo non significa che il siero sia necessariamente “più potente” di una crema. Sono prodotti con funzioni e caratteristiche diverse. La crema, per esempio, può offrire una componente lipidica e un’azione più orientata al mantenimento dell’idratazione e al supporto della barriera. Il siero, invece, permette spesso di concentrare maggiormente la ricerca sulla performance dell’attivo e sulla sua disponibilità a livello cutaneo.
È proprio questo che lo rende un terreno particolarmente fertile per l’innovazione: oggi possiamo progettare un siero non semplicemente aggiungendo un attivo, ma costruendo intorno a quell’attivo un vero e proprio sistema di delivery, stabilizzazione e tollerabilità.
G.: Retinoidi, vitamina C e acido ialuronico continuano a essere protagonisti, nonostante siano ingredienti che conosciamo e utilizziamo da anni. Dove si gioca oggi la vera innovazione: nella ricerca di nuove molecole oppure nel modo in cui gli attivi vengono combinati, stabilizzati e veicolati?
C.D.A.: Credo che oggi l’innovazione non sia necessariamente sinonimo di nuovo ingrediente. Abbiamo attivi che conosciamo da decenni e che continuano a essere estremamente interessanti perché abbiamo imparato a utilizzarli in maniera sempre più sofisticata.
La vera evoluzione è spesso nella tecnologia che permette di sfruttarne meglio il potenziale: la stabilizzazione, la protezione dall’ossidazione, la veicolazione, il rilascio controllato e, soprattutto, la combinazione razionale con altri attivi.
È un approccio che in Miamo consideriamo fondamentale: non ci interessa inseguire l’ingrediente del momento, tant’è che ci sono ingredienti che conosciamo da oltre 100 anni, ma capire quale tecnologia possa rendere un attivo realmente funzionale all’interno di una formula.
G.: Le nuove formule sono sempre più spesso multi-attivo e tecnologicamente complesse. Quali sono le difficoltà nel far convivere ingredienti diversi nello stesso siero preservandone stabilità, biodisponibilità e tollerabilità? E una formula più complessa è necessariamente una formula più performante?
C.D.A.: Assolutamente no. Una formula più complessa non è necessariamente una formula migliore.
Ogni ingrediente introduce una serie di variabili: pH, solubilità, stabilità, compatibilità con gli altri componenti, sensibilità alla luce o all’ossigeno, modalità di rilascio. Quando si lavora con più attivi, il compito del formulatore diventa proprio quello di trovare un equilibrio tra tutte queste esigenze. La complessità deve quindi essere funzionale a un obiettivo. Se inserisco cinque attivi che non dialogano tra loro, non sto necessariamente creando una formula più performante; potrei semplicemente creare una formula più difficile da stabilizzare e da tollerare. Per noi la sofisticazione formulativa coincide con la capacità di far lavorare insieme gli ingredienti in maniera sinergica e coerente, senza sovraccaricare la pelle. È una differenza importante, soprattutto oggi che il consumatore è esposto a formule con INCI sempre più lunghi e comunicazioni sempre più ricche di claim.
« Una formula più complessa non è necessariamente una formula migliore »
G.: Negli ultimi anni abbiamo imparato a leggere le percentuali degli attivi quasi fossero una misura dell’efficacia di un cosmetico. Quanto è realmente indicativo, per esempio, sapere che un siero contiene una determinata percentuale di retinolo o vitamina C? Cosa dovremmo imparare a valutare oltre alla concentrazione?
C.D.A.: La percentuale è un’informazione, ma da sola non racconta la qualità di una formula. Pensiamo proprio al retinolo: non conta soltanto quanto retinolo è presente, ma anche in quale forma, come viene stabilizzato, come viene veicolato e come viene rilasciato sulla pelle. Lo stesso vale per la vitamina C, per la quale stabilità e forma utilizzata possono avere un ruolo fondamentale. Dovremmo quindi imparare a guardare la formula come un sistema e non come una somma di percentuali.
G.: PDRN, esosomi, peptidi e ingredienti ottenuti attraverso processi biotecnologici stanno entrando sempre più spesso nelle formule e nel linguaggio della skincare. Quali sono, dal tuo punto di vista, le direzioni scientificamente più promettenti? E come possiamo distinguere un’innovazione formulativa sostanziale da un nuovo linguaggio di marketing?
C.D.A.: La biotecnologia è sicuramente una delle direzioni più interessanti perché sta ampliando enormemente la possibilità di progettare ingredienti e sistemi funzionali sempre più specifici. Penso, per esempio, alla ricerca sui peptidi, alla biologia molecolare applicata alla cosmetica e ai processi di fermentazione e bio-ingegnerizzazione. Ma proprio perché il linguaggio scientifico è diventato molto presente nella comunicazione beauty, bisogna essere ancora più rigorosi. Un termine scientifico non è automaticamente sinonimo di innovazione. Per distinguere la sostanza dal marketing bisogna tornare alle evidenze: qual è l’ingrediente? Qual è il suo meccanismo d’azione documentato? In quale concentrazione viene utilizzato? Esistono dati di efficacia? Sono stati effettuati test sul prodotto finito oppure abbiamo soltanto dati relativi al singolo ingrediente? È questo il passaggio che, secondo me, il consumatore deve imparare a fare: non lasciarsi impressionare dalla terminologia, ma chiedere quali evidenze ci siano dietro quella terminologia.
G.: Parallelamente alla ricerca di performance sempre migliori, sembra crescere l’attenzione alla tollerabilità e al rispetto della barriera cutanea. Sono due esigenze che oggi possono realmente convivere nella stessa formula? È cambiato il modo in cui viene progettato un siero ad alta efficacia rispetto a qualche anno fa?
C.D.A.: Sì, e direi che è proprio uno dei cambiamenti più importanti nella skincare contemporanea. Per molto tempo abbiamo associato l’efficacia alla sensazione che il prodotto fosse “forte”: pizzicore, rossore o desquamazione venivano quasi interpretati come segnali che il prodotto stesse funzionando. Oggi sappiamo che non è questo il concetto di performance. Una pelle infiammata o con una barriera compromessa non è necessariamente una pelle che sta ricevendo un trattamento più efficace.
Per questo, quando progettiamo formule ad alta performance, dobbiamo considerare contemporaneamente l’attività dell’ingrediente e il contesto biologico in cui quell’attività avviene. Nel caso di Miamo, questo significa associare agli attivi più performanti anche ingredienti che contribuiscono a sostenere idratazione e barriera cutanea. Nel nuovo Tri-Retinoid Resurfacing Serum, per esempio, abbiamo inserito ectoina, bisabololo ed estratto di zenzero proprio all’interno di un sistema formulativo che combina tre forme di retinoidi. L’obiettivo non è quindi rendere il trattamento più aggressivo, ma renderlo più intelligente e sostenibile nel tempo.
« L’obiettivo non è quindi rendere il trattamento più aggressivo, ma renderlo più intelligente e sostenibile nel tempo »
G.: Con il nuovo Tri-Retinoid Surge Resurfacing Serum, Miamo ha scelto di combinare tre forme di retinoidi. Qual è il razionale formulativo dietro questa scelta e che cosa permette di ottenere rispetto all’utilizzo di un singolo retinoide? Come avete lavorato sul rapporto tra efficacia e tollerabilità?
C.D.A.: Il razionale nasce dall’idea di costruire un sistema multi-livello, anziché affidare tutta la performance a un unico retinoide. Abbiamo combinato retinolo in liposomi a lento rilascio, retinal in nanovescicole vegane e hydroxypinacolone retinoate, tre forme caratterizzate da modalità di azione e caratteristiche differenti. L'obiettivo è lavorare contemporaneamente su diversi aspetti del rinnovamento cutaneo, della texture, delle imperfezioni e dei segni visibili dell’invecchiamento. La parte tecnologica è fondamentale: il retinolo è veicolato in un sistema liposomiale a lento rilascio, mentre il retinal è inserito in nanovescicole. Non abbiamo quindi semplicemente sommato tre retinoidi, ma abbiamo cercato di costruire un sistema di delivery coerente con le caratteristiche degli attivi.
Parallelamente abbiamo lavorato sulla tollerabilità, inserendo ingredienti come ectoina, bisabololo ed estratto di zenzero, che contribuiscono a mantenere l’idratazione e a supportare la funzione barriera. Il prodotto è stato inoltre testato su 30 volontarie, di cui 15 con pelle sensibile, per 56 giorni, con applicazione progressiva. Per me questo rappresenta bene l’evoluzione della skincare: non si tratta più semplicemente di chiedersi quale sia il retinoide più potente, ma di progettare un sistema in cui efficacia, veicolazione e tollerabilità siano parte dello stesso progetto formulativo.
I nuovi sieri viso da provare nell'Autunno Inverno 2026 2027
Tutti nuovi, tutti da scoprire. Ecco una selezione dei nuovi sieri viso da provare adesso. Idratanti, liftanti, anti macchia, lenitivi e anti imperfezioni, per tutti i budget e tutte le esigenze. Scorrete la gallery e scegliete quello perfetto per voi.
1. Miamo Tri-Retinoid Surge Resurfacing Serum
Retinolo in liposomi a lento rilascio, retinal in nanovescicole vegane e hydroxypinacolone retinoate: tre retinoidi per lavorare su rughe, grana irregolare e imperfezioni. Mentre ectoina, bisabololo ed estratto di zenzero sostengono idratazione e barriera cutanea. Un siero notte dalla texture leggera e setosa, da introdurre gradualmente nella routine.
2. Guerlain Orchidée Impériale Le Concentré de Longévité
Vent’anni di ricerca sulle orchidee si concentrano in un siero che rende la cura della pelle un piccolo rituale di lusso. La tecnologia Orchid Longevity, con Vanda coerulea e veicolazione in liposomi, si affianca a due acidi ialuronici per lavorare su densità, compattezza e idratazione. La texture fresca e vellutata avvolge la pelle; il prezioso flacone è ricaricabile.
3. RoC Retinol Correxion Line Smoothing Siero Tripla Azione
Retinolo, PDRN di origine vegetale da ginseng, acido ialuronico e vitamina B5 si incontrano in una texture leggera, senza profumo. Oltre 1.000 microcapsule si rompono durante l’applicazione, liberando gli attivi. Il focus: linee sottili, grana irregolare e pelle spenta, con un’azione idratante che accompagna quella levigante.
4. Tatcha The Brightening Serum
Un siero illuminante e rassodante a base di vitamina C, acido ferulico ed estratto di Namko Umo, la prugna giapponese. Adatta alla pelle spenta, la formula è a rilascio prolungato per 12 ore e sviluppata in Giappone tramite una tecnologia enzimatica.
5. Blugevity Re·Vive Concentrated Elixir [C.E.L.] Siero Viso
La botanica sarda incontra la ricerca sulla longevità cutanea: corbezzolo, elicriso e lentischio sono gli ingredienti distintivi di questo siero per la pelle adulta. Resina di lentischio e Isodon japonicus completano l’azione su rughe e compattezza; vitamina E e cere vegetali sostengono idratazione e comfort.
6. Caudalie Resveratrol-Lift Siero Liftante Rassodante
La ricerca sulla vite si arricchisce di oltre 500 peptidi biomimetici estratti dai vinaccioli, che affiancano resveratrolo e acidi micro-ialuronici. L’obiettivo è lavorare su rughe e perdita di tonicità, mantenendo la pelle idratata. Fluido, piacevolissimo da applicare e testato anche sulle pelli sensibili. Da oggi disponibile in flacone ricaricabile.
7. Biologique Recherche Sérum Vivant
Il colore bruno e l’odore caratteristico raccontano già la formula: al centro c’è l’estratto fermentato di lieviti, firma della gamma Vivant. Ispirato all’iconica maschera Masque Vivant, questo siero affronta le imperfezioni persistenti della pelle adulta e i rossori associati, sostenendo l’equilibrio del microbioma. La texture acquosa, leggermente gelificata, si assorbe rapidamente e lascia un finish confortevole, non grasso.
8. Natura Bissé Essential Shock (R)Evolution Pro-Exo Collagen Matrix
Il lusso della cura su misura, con una ricerca dedicata alla pelle che cambia in perimenopausa e menopausa. Questo siero associa collagene al 5%, elastina e un complesso pro-esosomi in un trattamento mirato alla perdita di compattezza ed elasticità. Una formula senza oli che mette al centro le esigenze cutanee di questa fase, per una pelle dall’aspetto più pieno e tonico.
9. Filorga Pro-Collagen Micro-Growth Factor Serum
Un siero tensore ultra-liftante e rassodante la cui formula si avvale di un peptide microframmentato, progettato per mimare i fattori di crescita, in un complesso concentrato al 7%. L’obiettivo? Una pelle più compatta ed elastica, con un effetto tensore rapido e un’azione rassodante nel tempo.
10. SVR [A] Ampoule Lift
Pensato per attenuare rughe, macchie e visibilità dei pori, questo nuovo siero ha una texture lattea dal finish setoso. Il suo scopo? Levigare la pelle e prendersi cura della sua barriera grazie a una formula a base di retinolo puro, NovoRetin, niacinamide e ceramidi. Da introdurre gradualmente nella routine della sera e abbinare durante il giorno alla protezione solare.
11. Nooance Paris Sérum Jeunesse siero antietà ai peptidi di rame
Peptidi di rame al 2% e un complesso di peptidi biomimetici per migliorare l’aspetto di rughe e perdita di compattezza. La formula affianca pantenolo, beta-glucano e acido ialuronico per sostenere idratazione e comfort cutaneo. La texture è in gel, senza profumo aggiunto.
12. Dior Capture PDRN-Shot
Trattamento intensivo pensato per illuminare, rivitalizzare e levigare la pelle. A base di PDRN di origine vegetale, vitamina Cg, niacinamide ed estratto di giglio, rivela un viso più fresco sin dalle prime applicazioni.
13. Rilastil Acnestil AZ - Siero anti-imperfezioni e anti-segni
Pensato per la pelle a tendenza acneica, dall’adolescenza all’età adulta, questo siero si occupa sia delle imperfezioni che dei segni post-acne, dalle macchie ai rossori. Con acido azelaico e niacinamide, vanta una formula oil free che aiuta anche a migliorare l'aspetto della grana della pelle.
14. Abib Jericho Rose Bifida Serum Firming Drop, su MiiN Korean Cosmetics
Estratto di rosa di Gerico e fermenti di bifida sono il cuore di questo nuovo siero viso coreano, pensato per migliorare elasticità e compattezza. Tra gli attivi troviamo anche niacinamide, bakuchiol e un peptide, affiancati da ceramide NP, squalano e pantenolo. Una proposta interessante per la pelle secca, che cerca idratazione e sostegno alla barriera insieme al trattamento dei segni del tempo.
15. Diego dalla Palma Milano Time Control Siero Antietà Globale
Pensato per trattare la pelle matura, questo siero offre un effetto levigato e luminoso, lavorando inoltre su rughe, perdita di tono e definizione dei contorni del viso. Il suo punto di forza? COLL-NAD+, il complesso che caratterizza la linea Time Control e unisce il tema del collagene a quello dell’energia cellulare.
16. The Beauty Biologist Siero RetiNO su QVC Shopping4Good per Fondazione Veronesi
Siero viso e corpo caratterizzato da una formula leggera che si assorbe facilmente. Il protagonista è il bakuchiol, affiancato dall’acido ialuronico per migliorare morbidezza e idratazione. Per la pelle secca, ruvida o spenta, in un formato generoso da 250 ml.
17. The Organic Pharmacy Retinal Renewal Night Serum
Un siero notte rigenerante a base di retinale e bakuchiol. Il suo obiettivo? Lavorare sull’aspetto di rughe, macchie e grana irregolare. Tra gli altri attivi anche burro di karité e olio di rosa canina biologici, dall'effetto comfort. Da introdurre con gradualità, partendo da due sere alla settimana, e completare con la crema idratante.
18. Rhode Peptide Glazing Fluid
Con peptidi, olio di marula e niacinamide, questo siero fluido rivitalizzante migliora la texture della pelle e illumina il viso, per un effetto luminoso filter-like.
19. Weleda Siero Purificante
Imperfezioni, rossori e lucidità? Questa formula si prende cura della pelle mista e grassa mentre la idrata e ne affina la texture. Tra i suoi attivi, zinco PCA e acido azelaico insieme a epilobio alpino biologico, dall’azione opacizzante. Certificato NATRUE e senza profumo, si assorbe rapidamente e si può usare da solo oppure mescolato alla crema giorno.
20. BioNike Cosmeceutical PDRN Microinject 40.000 ppm Siero Rigenerante ai Polinucleotidi
La particolarità è nel sistema di veicolazione: microscopiche spicule affiancano i polinucleotidi, protagonisti della formula, per favorirne la penetrazione cutanea. Il trattamento punta a migliorare tono ed elasticità, affinando la grana della pelle e restituendo luminosità. Senza profumo, si applica prima della crema: durante la stesura si può percepire un pizzicore, legato alla tecnologia utilizzata.
21. Shiseido Vital Perfection Intensive SculptDefine Serum
Oltre trent’anni di ricerca sul rilassamento cutaneo confluiscono in questo nuovo siero, pensato per migliorare compattezza, luminosità e definizione dei contorni. Al centro, il complesso brevettato D-AminoLift, con acido D-aspartico, niacinamide ed estratto di cartamo.
22. Lavera Vitamin C Boost Serum
Un boost di luminosità per il viso spento, con una squadra di antiossidanti che riunisce vitamine C ed E, resveratrolo e coenzima Q10 naturale. La formula aiuta a contrastare i radicali liberi e sostiene la produzione di collagene, per una pelle dall’aspetto più fresco e radioso.
23. L’Oréal Paris Revitalift Filler Siero Viso Acido Ialuronico + PDRN su Amazon
Il siero Revitalift Filler si aggiorna con PDRN ottenuto da biofermentazione, affiancato a tre tipi di acido ialuronico. Punta su una pelle più idratata, rimpolpata e luminosa, migliorando nel tempo l’aspetto delle linee sottili. La texture leggera, non grassa né appiccicosa, si inserisce facilmente nella routine del mattino e della sera.
24. Nuxe Super Serum [10], concentrato anti-età universale
Infusa di migliaia di microsfere di oli vegetali fondenti, questo nuovo concentrato universale ha una texture fresca e sensoriale. Il suo segreto? Il Complesso Longevità della Pelle, che combina ricerca botanica, acido ialuronico e niacinamide in un trattamento dedicato a rughe, macchie e perdita di compattezza.
25. Biofficina Toscana Siero Retinolo Glow Complex
Dal potere illuminante e levigante, la ricerca alla base della sua formula parte dal territorio: bucce d’uva e mirtillo bio toscani diventano infatti un complesso antiossidante veicolato in liposomi. Vegano, con il 96% di ingredienti di origine naturale, abbina un derivato della vitamina A a un’azione idratante e di sostegno alla barriera.
26. Avène Hyaluron Activ Procedure Siero Peeling
Grana irregolare, rughe e poca luminosità: il nuovo trattamento notte Avène lavora su questi tre fronti grazie al suo equilibrato blend di acido glicolico al 10%, retinal allo 0,05% e acido ialuronico allo 0,2%. L’esfoliazione si accompagna così all’azione levigante e idratante. Senza profumo, ha una texture non appiccicosa che si assorbe rapidamente.
27. ISDIN Isdinceutics Flavo-C Intense
Una proposta per la pelle spenta, con un’azione mirata anche su elasticità e compattezza. Questo nuovo siero bifasico punta sulla vitamina C al 15%, combinando tre forme dell’attivo con tre booster antiossidanti. La ricerca si concentra su stabilità e veicolazione, per migliorare luminosità, uniformità dell’incarnato e aspetto delle rughe.
28. Korff Supreme Pro Siero Viso Ristrutturante Exo-Boost
Gli esosomi vegetali entrano nella proposta Korff, affiancati da acido ialuronico cross-linkato, niacinamide e amminoacidi. Dedicato alla pelle matura, questo siero è pensato per attenuare le rughe e migliorare elasticità, idratazione e compattezza. Testato anche sulla pelle sensibile, si applica mattina e sera prima della crema.
Credits Ph.: Getty Images
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