Svegliarsi presto al mattino dopo le vacanze è un trauma? Non questo semplice trucco!
Ogni fine estate milioni di persone passano in pochi giorni dai risvegli senza allarme alla sveglia puntata alle sei o alle sette. Il risultato lo conoscete: occhi gonfi, testa pesante, desiderio di rimettersi subito sotto le lenzuola.
Durante le vacanze l’orario di addormentamento si sposta in avanti, ci si concede più sonno mattutino e il corpo si abitua. Quando il lavoro o la scuola ricominciano, vi ritrovate con un piccolo “fuso orario” da smaltire: non pigrizia, ma un vero mini jet-lag da rientro.
Perché dopo le vacanze è così difficile svegliarsi presto
Il protagonista invisibile è il vostro ritmo circadiano, l’orologio biologico che regola sonno e veglia in base a luce, buio e abitudini. In vacanza tarda l’ora di cena, si esce la sera, le luci restano accese più a lungo: il cervello inizia a produrre melatonina, l’ormone del sonno, sempre più tardi.
Al risveglio entra in gioco la cosiddetta inerzia del sonno: per qualche minuto dopo la sveglia ci si sente confusi, lenti, poco lucidi. Uno studio pubblicato sulla rivista Industrial Health da Hilditch, Dorrian e Banks ha mostrato che questa fase può durare anche mezz’ora, ma viene ridotta da luce forte, movimento e attività semplici appena alzati.
Prima del rientro: rimettere in orario l’orologio biologico
L’ideale sarebbe non arrivare al primo giorno di lavoro con un cambio drastico di tre ore di colpo. Nei tre-quattro giorni precedenti, cercate di anticipare sveglia e ora di andare a letto di 15-30 minuti al giorno, finché non raggiungete l’orario desiderato. Chi può, si regali due giorni “cuscinetto” a casa, con orari già simili a quelli dell’ufficio o delle lezioni.
Gli esperti di igiene del sonno ricordano che conta molto anche la qualità del riposo. Nelle ore serali riducete l’uso di smartphone e tablet, che con la loro luce blu frenano la produzione di melatonina. Meglio una cena leggera, poco alcol, niente caffeina dopo il pomeriggio e una piccola routine rilassante: libro, musica tranquilla, doccia tiepida. Il messaggio per il cervello deve essere chiaro: “sta arrivando la notte”.
Il mattino del rientro: strategie per alzarsi alla prima sveglia
La prima regola è semplice: non abusare del tasto rinvio. Ogni “ancora cinque minuti” spezza il sonno senza dare vero riposo e prolunga la sensazione di stordimento. Meglio mettere la sveglia lontano dal letto, così dovete alzarvi per spegnerla, e aprire subito le tapparelle. La luce naturale riduce la produzione di melatonina e manda al cervello il segnale che la giornata è iniziata. Se potete, fate qualche minuto sul balcone o in strada.
Una volta in piedi, aiuta creare un micro rituale fisso: un bicchiere d’acqua per reidratarvi, qualche passo in casa o due minuti di stretching dolce, poi una colazione semplice ma completa. Il caffè è un alleato se non diventa una stampella: uno o due al mattino vanno bene, ma diverse ricerche mostrano che assumerlo nel tardo pomeriggio può ridurre il sonno profondo. Se dopo pranzo la sonnolenza è insopportabile, con cedimento delle palpebre in riunione, concedetevi un pisolino breve di 20-30 minuti massimo, non oltre metà pomeriggio.
La sera dei primi giorni: abitudini che facilitano la sveglia presto
Nei primi giorni dopo il rientro giocate tutto sulla regolarità. Cercate di mantenere la stessa ora per andare a letto e per la sveglia presto, anche nel weekend successivo: altrimenti l’orologio biologico non capisce mai quale sia il nuovo ritmo. Almeno mezz’ora prima di coricarvi abbassate le luci di casa e spegnete gli schermi; diversi studi sul sonno indicano che la luminosità intensa serale ritarda ancora di più la comparsa della sonnolenza.
Muoversi durante il giorno aiuta a dormire meglio. Una camminata sostenuta, una lezione di yoga o un po’ di palestra nel tardo pomeriggio favoriscono un sonno più profondo, purché l’allenamento non sia troppo intenso a tarda sera. In genere servono da tre a sette giorni di orari regolari perché l’organismo si riabitui alla sveglia mattutina. Se, nonostante queste accortezze proseguite per alcune settimane, restano insonnia marcata, russamento forte con pause respiratorie o sonnolenza diurna importante, conviene parlarne con il medico o con un centro specializzato nei disturbi del sonno.
Con qualche giorno di pazienza, la sveglia che oggi vivete come un nemico può diventare l’inizio di un nuovo spazio per voi: dieci minuti di silenzio prima che la casa si svegli, una colazione fatta con calma, il tempo di scegliere l’outfit senza correre. Il rientro dalle vacanze non sarà mai la vostra festa preferita, ma un buon mattino può rendere molto più dolce tutto il resto della giornata.
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