Addio ritenzione idrica alle braccia: con queste sane abitudini la strategia per sgonfiare e dare sollievo!
La ritenzione idrica sulle braccia nasce da un insieme di fattori: alimentazione, sedentarietà, ormoni, talvolta vere patologie. La buona notizia è che in molti casi si può migliorare intervenendo su quello che fate ogni giorno. Qui trovate le mosse chiave per combattere la ritenzione idrica sulle braccia con dieta, idratazione, movimento mirato e qualche avvertenza di sicurezza.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il nostro corpo è fatto per circa il 60% di acqua. Quando questi liquidi ristagnano tra i tessuti si parla di ritenzione idrica. Non riguarda solo cosce e caviglie: maniche che tirano, reggiseno che segna, braccia improvvisamente "paffute" sono spesso lo stesso problema. Dare la colpa al formaggio della sera prima, però, è riduttivo.
Cos’è davvero la ritenzione idrica alle braccia
Ritenzione idrica significa accumulo di liquidi negli spazi tra le cellule, quello che i medici chiamano edema. Alle braccia si vede come un gonfiore diffuso, tessuti morbidi, sensazione di "pieno". Se premete con un dito può restare per qualche secondo una piccola fossetta, gli orologi stringono, le vene sembrano meno evidenti la sera. Il grasso è diverso: più compatto, non cambia molto tra mattino e sera. Ancora un’altra cosa è il lipedema, con braccia molto voluminose, spesso dolenti e con lividi facili, che richiede sempre valutazione specialistica.
Perché accumuliamo liquidi proprio sulle braccia
La ritenzione inizia spesso dal piatto. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Salute un adulto non dovrebbe superare 5 grammi di sale al giorno, compreso quello "nascosto" in salumi, formaggi stagionati, pane salato, snack e piatti pronti. Quando il sodio è sempre alto e il potassio di frutta, verdura e legumi è scarso, il corpo trattiene più acqua, anche su braccia e mani.
Un’altra protagonista è la sedentarietà "da scrivania". Ore al computer o sullo smartphone con le braccia ferme, le spalle chiuse e pochi movimenti ampi riducono il lavoro dei muscoli sul sistema linfatico, che è il principale "autobus" dei liquidi dagli arti verso il torace. A questo si possono sommare ciclo, pillola, terapie ormonali, alcuni antiipertensivi e cortisonici, oltre a malattie di cuore, reni, fegato o del sistema linfatico, che aumentano la tendenza al gonfiore.
Cosa mangiare per combattere la ritenzione idrica sulle braccia
La base è un’alimentazione vicina alla dieta mediterranea, ricca di vegetali e povera di prodotti industriali salati. Ridurre il sale vuol dire cucinare di più in casa, assaggiare prima di salare, limitare insaccati, formaggi stagionati, dadi e salse pronte, usare erbe aromatiche e spezie per dare sapore. In cambio aumentate frutta, verdura, legumi e cereali integrali, privilegiando verdure acquose come finocchi, zucchine e cetrioli: offrono potassio, magnesio, fibre e antiossidanti utili al bilancio dei liquidi.
Secondo i LARN italiani, per l’adulto sano servono circa 0,8 grammi di proteine per chilo di peso corporeo. Aiutano a mantenere buona l’albumina, la proteina che trattiene l’acqua nel circolo sanguigno. Vanno bene pesce, carni magre, uova, legumi, latticini freschi. I grassi dovrebbero arrivare soprattutto da olio extravergine di oliva, pesce azzurro e frutta secca al naturale, mentre fritture e prodotti da forno ricchi di grassi andrebbero limitati. Anche alcolici, dolci confezionati e bibite zuccherate favoriscono infiammazione e rendono più evidente il gonfiore.
Quanta acqua bere e come muovere le braccia
Molte pensano di doversi "asciugare" bevendo meno, ma l’effetto è opposto. Se l’acqua introdotta è troppo poca, l’organismo riduce la diuresi e trattiene liquidi. Le linee guida italiane indicano come riferimento 1,5-2 litri di acqua al giorno per un adulto sano, modulando la quantità in base a caldo, sudorazione, attività fisica e indicazioni mediche. Meglio bere a piccoli sorsi nell’arco della giornata, anche ai pasti, privilegiando acqua e tisane non zuccherate. I preparati molto diuretici vanno usati solo dopo aver parlato con il medico, soprattutto se ci sono problemi cardiaci o renali.
Il secondo pilastro è il movimento delle braccia. Oltre ad attività globali come camminata con braccia attive o nuoto, può aiutare una mini routine quotidiana da dieci minuti, anche alla scrivania: alcune circonduzioni lente delle spalle, aperture e chiusure delle braccia all’altezza del petto, sollevamenti delle braccia sopra la testa, flessioni dei polsi e un breve stretching dei pettorali appoggiando gli avambracci allo stipite di una porta. Ripetuta con costanza, migliora il drenaggio locale.
Quando il gonfiore alle braccia richiede il medico
Non tutto il gonfiore è "normale" o legato allo stile di vita. Va valutato rapidamente dal medico un edema improvviso, marcato e concentrato su una sola braccia o mano, soprattutto se accompagnato da dolore, rossore o calore. Anche gonfiore che non migliora dopo il riposo notturno, formicolii intensi, perdita di forza o problemi nel muovere le dita meritano attenzione. In presenza di malattie cardiache, renali, epatiche o in gravidanza qualsiasi cambiamento va riferito allo specialista: le regole su alimentazione, acqua e movimento sono un supporto, non una terapia.
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