Accavallate sempre la stessa gamba? Ecco cosa può succedere a bacino, schiena e nervi
Circa il 62% delle persone accavalla sempre la stessa gamba sull’altra quando si siede. Succede in riunione, davanti al computer, a cena con le amiche. Spesso per ore, senza pensarci troppo.
Medici e fisioterapisti ormai concordano su un punto: non esiste una sola postura perfetta, ma esistono abitudini che, se ripetute all’infinito, creano squilibri. L’accavallare “sempre” le gambe rientra proprio in questa categoria.
Perché il corpo ama le gambe accavallate
Accavallare le gambe accavallate è una scorciatoia intelligente del corpo. Stabilizza il bacino, riduce il lavoro dei muscoli posturali del core e vi fa sentire subito più “raccoglienti” e rilassate sulla sedia. È una posizione che il cervello interpreta come economica.
Un panel di fisioterapisti, in uno studio pubblicato sulla rivista Manual Therapy, ha spiegato che questa posizione, presa a piccole dosi, non rovina automaticamente la colonna vertebrale. Anzi, cambiare spesso posizione durante la giornata, a volte con le gambe incrociate, aiuta a distribuire meglio i carichi della seduta prolungata.
Bacino, colonna e nervi: cosa succede se lo fate sempre
Il problema nasce quando quella gamba sopra l’altra diventa la vostra firma posturale fissa. Se incrociate sempre dallo stesso lato, un’anca tende a salire rispetto all’altra. Nel tempo il bacino si può inclinare leggermente e la colonna compensa con piccole curve.
Su una schiena già delicata, con scoliosi o mal di schiena cronico, questo squilibrio può far emergere dolori lombari, tensioni a una sola spalla, fastidi cervicali. Alcuni studi citati anche da ortopedici e chiropratici collegano l’abitudine prolungata a sindrome dolorosa del grande trocantere, cioè dolore nella zona laterale dell’anca.
C’è poi il capitolo nervi. Stare a lungo con le gambe incrociate può comprimere il nervo peroneo, che passa vicino al ginocchio. Vi siete mai alzate sentendo il piede “addormentato” o debole nel sollevarsi? Può essere il segnale che quella compressione è durata troppo. Non è drammatico se succede ogni tanto, ma non va ignorato se diventa routine quotidiana.
Gambe accavallate, circolazione e gravidanza: miti e realtà
Per anni si è detto che le gambe incrociate causano vene varicose. Le evidenze, citate anche da centri come Humanitas, raccontano altro: le vere varici nascono da un difetto delle valvole venose, con fattori di rischio come familiarità, età, stile di vita sedentario, gravidanza. Accavallare non è la causa, ma se restate immobili a lungo può accentuare il ristagno.
Sul fronte pressione, la scienza è più netta. Studi pubblicati sul Journal of Clinical Nursing e sul Journal of Hypertension mostrano che incrociare le gambe all’altezza del ginocchio provoca un aumento temporaneo della pressione arteriosa. Il sangue viene “spinto” verso il tronco e i vasi si comprimono. L’effetto sparisce appena cambiate posizione, ma chi soffre di ipertensione arteriosa dovrebbe evitare di restare così a lungo, soprattutto durante la misurazione.
Durante la gravidanza, l’utero che cresce sposta il baricentro e aumenta la tendenza a gonfiore e crampi. Secondo gli esperti di ginecologia, tenere le gambe incrociate non fa male al bambino, però può peggiorare il senso di pesantezza alle caviglie. Meglio preferire piedi ben appoggiati a terra o leggermente sollevati su un poggiapiedi.
Come sedervi meglio senza rinunciare alle gambe incrociate
Le linee guida di molti ambulatori di fisiatria e di centri come Humanitas sono chiare: posizione di base con piedi a terra, ginocchia a circa 90 gradi, schiena leggermente reclinata (circa 110 gradi) e supporto lombare. Su questa “base” potete giocare, ma con qualche regola pratica.
Prima: non tenete le gambe accavallate più di 10-15 minuti di fila. Mettete un promemoria sullo smartphone, se serve. Seconda: alternate il lato, per non creare un solo schema di inclinazione del bacino. Terza: preferite, quando potete, l’incrocio alle caviglie invece che al ginocchio, che carica meno ginocchia e circolazione e non è legato ai picchi di pressione.
La vera protezione per la vostra postura resta il movimento. Ogni 30-45 minuti alzatevi, fate due minuti di camminata, qualche passo sulle punte e sui talloni, un semplice allungamento per anche e glutei. Secondo diversi studi sulla sedentarietà, sono queste “pause attive” a ridurre davvero il rischio di dolori da scrivania, più di qualsiasi posizione perfetta mantenuta per ore.
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