Maratea, la Dolce Vita sono 32 km sul Mar Tirreno

Se sognate di immergervi (oltre che in un bellissimo mare) in un angolo rimasto intatto di Dolce Vita preparate le valigie e inserite su Google Maps destinazione Maratea.
La sua storia recente, infatti, parte (a sorpresa) da Torino proprio negli anni a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, quando un imprenditore piemontese, il Conte Stefano Rivetti, si innamorò di quel piccolo tratto di costa, l'unico affaccio sul Tirreno della Basilicata, e decise di potenziare piccole e grandi opere infrastrutturali rendendo Maratea una località di turismo d'élite, protagonista di film, citata nei libri e sogno di molti.
Lo fece (anche) grazie all'Hotel Santavenere, un luogo di pace, dai pavimenti rosa (più sotto vi raccontiamo perché è un dettaglio importante) e l'affaccio a picco sul mare a cui si accede tramite una passeggiata in pineta, divenuto sin da subito sinonimo della preziosa Maratea e rimasto fedele a se stesso ancora oggi, fermando quel periodo storico per sempre tra le sue mura.
(Continua sotto la foto)
Perché Maratea è così famosa
Maratea si vocifera significhi la “Dea del Mare”, ma non è vero: l'origine del suo nome è marathus, che in greco indica la pianta del finocchietto selvatico, che cresce copioso su tutto il territorio.
Meta prediletta di grandi artisti, da Pier Paolo Pasolini (che in un libro scrive del Santavenere come dell'hotel degli industriali milanesi) a Domenico Modugno, ha incantato personaggi di spicco e registi, che l’hanno resa il teatro - o la protagonista - di grandi pellicole con attori di fama internazionale, come Anita Ekberg e Peppino De Filippo. I film ambientati o girati a Maratea sono tantissimi.
Il mare di Maratea
32 km di costa caratterizzata da insenature, grotte, scogli, secche e spiagge per lo più ciottolose, e una geodiversità unica: Maratea passa dal livello del mare ai 1505 metri del Monte Roccovello alle spalle e vanta una biodiversità riconosciuta dall'Unione Europea.
Oltre che bandiere di ogni colore: Maratea dal 2007 è ininterrottamente insignita della bandiera blu per la qualità dell'acqua e da più di 10 anni di quella verde, che viene assegnata alle spiagge che, sulla base di studi scientifici e di requisiti stringenti, incontrano le esigenze delle famiglie. E dal 2023 è stata inserita tra "I borghi più belli d'Italia".
E non solo, Legambiente la premia da anni con le 5 Vele e per due anni (nel 2015 e nel 2016 ha inserito le sue spiagge sul podio della classifica "La più bella sei tu", che elegge ogni anno la spiaggia italiana più bella.
Il rosa Maratea
Il nome del Conte Stefano Rivetti, nonostante siano passati alcuni decenni, risuona ancora di frequente nelle parole dei marateoti qualora vi capitasse di chiacchierarci.
E con il suo anche quello del Santavenere, un hotel che più che un hotel è un'istituzione del luogo, a cui si deve anche il rosa Maratea, quello delle sue piastrelle (nella foto qui sopra), che dovevano essere di un preciso punto di rosa e invece sono state cotte male per errore e sono arrivate tutte diverse.
Fu una scelta, vincente, del Conte, quella di tenerle comunque, e di realizzare un pavimento in tantissimi punti diversi di rosa.
Ma non solo, il Conte voleva che diventasse un colore distintivo del luogo e ha cercato di convincere gli abitanti di Maratea a colorare le loro case degli stessi toni - idea che non ha preso piede più di tanto però.
La statua del Redentore
Il Cristo Redentore (in cima alla foto qui sopra) che dalla vetta del Monte San Biagio domina la baia è una tappa imperdibile di ogni gita a Maratea.
Regalo (ve l'abbiamo detto che è impossibile parlare di Maratea senza parlare di lui) del Conte Stefano Rivetti, è stato commissionato a uno scultore fiorentino e realizzato nel 1965 in marmocemento (cemento con scaglie di marmo di Carrara) ed è palesemente ispirato a quello di Rio de Janeiro (con un paio di differenze, prima tra tutte che è rivolto a chi lo va a trovare e non verso il mare).
Dai suoi piedi si ha una visione completa di tutta Maratea, dal centro storico arroccato a 350 metri di altezza fino al porto.
Con i suoi 22 metri di altezza circa, è tra le statue più alte d'Italia e la sessantaseiesima più alta del mondo: osservandola da lontano pare guardare il mare, mentre invece ha lo sguardo rivolto verso i monti della Lucania e la Basilica di San Biagio con i resti del santo protettore.
Il centro storico
La citta vecchia è stata inserita tra i borghi più belli d’italia e per le sue innumerevoli chiese, cappelle e monasteri, Maratea è detta la città delle 44 chiese.
Con un'architettura definita barocco depotenziato vale la pena passeggiare tra i suoi stretti vicoli e fermarsi per una colazione in piazza col dolce tipico del luogo, che è il bocconotto (un dolcino di pasta frolla ripieno).
Le spiagge più belle
Maratea è l'unico comune della Basilicata che affaccia sul Tirreno e vanta alcune spiagge ritenute tra le più belle d'Italia (in foto qui sopra la terrazza sul mare del Santavenere).
La Spiaggia del Nastro di Cersuta e la spiaggia de 'I Vranne si sono aggiudicate secondo e primo posto nella classifica di Legambiente "La più bella sei tu", che ogni anno elegge la spiaggia italiana più bella.
Tra le più frequentate invece, perché più facili da raggiungere, ci sono la spiaggia nera di origine vulcanica, e Fiumicello.
E le gite in barca
Maratea conta 132 grotte marine e terrestri che scolpiscono la costa e dunque il modo migliore per vivere il suo mare è con una barca.
La spiaggia de 'I Vranne per esempio è raggiungibile solo via mare.
In generale la parte di costa che scende verso la Calabria offre le spiagge migliori e le grotte più belle, dunque salpate e dirigete la prua verso Sud.
Per un weekend romantico
Il luogo si presta per molte occasioni, ma dà il suo meglio forse quando si tratta di romanticismo.
L'Hotel Santavenere offre un'ampia gamma di esperienze, dalle degustazioni di vino per scoprire le eccellenze enologiche della regione, alle cooking class per imparare i segreti della cucina lucana e le cocktail lesson per esplorare il mondo del bere miscelato tra distillati, aromi e liquori.
Ma non solo.
I giardini dell’hotel diventano la cornice perfetta per cene private avvolti dal profumo inconfondibile delle piante aromatiche, dove i sapori mediterranei si fondono armoniosamente in un menù a base di piatti leggeri, freschi e gustosi.
Sotto il cielo dipinto dai colori del tramonto, uno scoglio appartato sulla spiaggia privata del ristorante Il Carrubo si trasforma in un angolo intimo e riservato, perfetto per una cena romantica realizzata in esclusiva a seconda delle esigenze di ciascun ospite. Il profumo salmastro si mescola al sapore di piatti che celebrano le delizie del mare, per un’esperienza indimenticabile da trascorrere con chi si ama.
Il picnic sull'erba
Oppure si fa il picnic: la scelta su dove sedersi è dell’ospite (spiaggia, teatro del mare, prato...), a disposizione ci sono circa 10 ettari di terreno su cui decidere dove prendere posto.
Mentre l’hotel fornisce un cestino ricco di prelibatezze locali, acqua fresca e vino pregiato e tutto il necessario, dalle bici ai teli e cuscini.
Cosa assaggiare
Tra le specialità da assaggiare ce n'è per tutti,
La mozzarella a forma di treccia di Massa, località vicino al Cristo, non manca mai sulla tavola dei marateoti.
Così come i peperoni cruschi (seccati e poi fritti), sono tipici lucani con il baccalà.
A colazione o per merenda c'è il bocconotto, un dolcino di pasta frolla ripieno.
Dove mangiare
Andate alla Locanda di Nettuno per mangiare pesce vista mare, o alla Taverna Rovita o Taverna di Zucicco nel centro storico se preferite la carne.
Se cercate un menù molto tipico e grande scelta di vini invece c'è I sapori di Marianna.
L'aperitivo si fa al porto da Yumara, e sempre al porto non rinunciate ad assaggiare il gelato della Gelateria Emilio.
In hotel la scelta è tra tre ristoranti, Le Lanterne (nella foto qui sopra), dove le finestre sono quadri naturali, il rosa è ricorrente e l'ampio patio permette di cenare all'esterno nelle calde serate estive, Gli Ulivi, una pizzeria a bordo piscina che offre anche piatti leggeri circondati dagli ulivi, dagli alberi di limone e dal profumo inconfondibile delle piante aromatiche della macchia mediterranea, e Il Carrubo, un'elegante terrazza sul mare, a due passi dal molo, dove gustare il pescato del giorno.
© Riproduzione riservata
Se siete amanti del mare d’inverno dovete conoscere questi 5 posti

C’è un momento, lontano dal clamore dell’estate, in cui il mare smette di essere una cartolina e torna a essere poesia. L’inverno infatti lo spoglia di tutto ciò che è superfluo: ombrelloni, rumori, file, fretta. Quello che resta del mare d'inverno è il respiro delle onde, il vento che accarezza le scogliere, i colori più intensi del cielo.
Il mare d’inverno non è qualcosa che si guarda: si ascolta. Un’esperienza intima, quasi segreta, fatta di passeggiate sulla battigia silenziosa, caffè caldi nei borghi vuoti, tramonti che sembrano dipinti a mano. Un lusso autentico, per chi cerca bellezza senza distrazioni.
Ecco cinque mete italiane dove goderselo.
Mare d'inverno: cinque mete da scoprire
(Continua sotto la foto)
Polignano a Mare, Puglia
Tutti conosciamo Polignano a Mare, ma non tutti sanno come questa località in inverno sembri sospesa nel tempo. Le sue scogliere bianche, a picco sull’Adriatico, si stagliano contro un mare di un blu quasi irreale.
Cala Lama Monachile è incredibilmente deserta. Immaginate una lingua di sabbia tra le falesie bianche, le case dei pescatori e quel mare blu che Domenico Modugno cantava in alcune delle sue canzoni. Il centro storico si attraversa con lentezza d'inverno, tra balconi fioriti e luci soffuse. Una meta romantica, per chi ama la bellezza senza filtri.
Portovenere, Liguria
Misteriosa e magnetica, Portovenere in inverno è un gioiello che non stanca mai. Le case colorate si riflettono su un mare spesso agitato, creando un contrasto potente e romantico. La prima cosa che salta agli occhi non appena arrivati è la meravigliosa vista che offre la palazzata delle case. Siamo abituati a vederla in foto, ma è impossibile non essere stupiti dalle case colorate verticali che si affacciano sul mare.
La Chiesa di San Pietro poi, un esempio di stile gotico genovese è affacciata sul promontorio e regala uno dei panorami più suggestivi d’Italia. Uno dei punti più romantici, anche di inverno, dove un tempo sorgeva il tempio pagano dedicato proprio a Venere, dea dell'amore, da cui questa località prende il suo nome "Portus Veneris" .
Scilla, Calabria
Qui il mare è leggenda, dopotutto anche Omero ne ha scritto nella sua Odissea. Scilla, con il suo borgo di Chianalea, sembra galleggiare sull’acqua. In inverno questo si svuota, e il suono delle onde diventa colonna sonora di giornate lente.
Questa località per molti è l'immagine simbolo di una Calabria fatta di borghi, leggende, spazi carichi di storia, tutti da scoprire. Scilla è sicuramente un luogo intimo, perfetto per chi cerca un Sud autentico, fatto di silenzi e luce dorata. A Scilla infatti il tempo sembra rallentare per permetterci di ascoltare ciò che resta: il mare, il mito, e quella bellezza discreta che esiste solo lontano dalla folla.
Alghero, Sardegna
Dimenticate la Sardegna mondana, d’inverno Alghero è elegante, malinconica e profondamente mediterranea. Ma è la destinazione perfetta per chi, anche in inverno, cerca eventi culturali, gastronomici e mercati stagionali con sapori autentici.
Alghero infatti è la meta ideale per coloro che sognano relax e avventura: le passeggiate tra i palazzi storici, il profumo dei dolci tipici del luogo, creano l'atmosfera ideale da scoprire, specialmente nei mesi più freddi, senza folla, più intima e romantica.
Le mura sul mare, le stradine in pietra, il vento che soffia dal nord: tutto racconta una storia antica.Il tramonto sul lungomare è uno spettacolo che resta nel cuore. E per gli amanti del vino, l'inverno è il periodo perfetto per scoprire i famosi vini locali, dal Vermentino, al Cannonau e Cagnulari.
Cefalù, Sicilia
Con la Rocca che domina il borgo e il Duomo che guarda il mare, Cefalù in inverno è un dipinto vivente. La spiaggia infatti è deserta e il centro storico, con i suoi palazzi e chiese barocche, vibra di una calma nuova. Tra le luci che illuminano le vie al profumo del mare, Cefalù è senza dubbio una destinazione perfetta anche con le temperature più rigide.
Qui il mare d’inverno ha il colore della nostalgia e il profumo degli agrumi. Non dimenticate di fare una visita al Parco delle Madonie, alle spalle di Cefalù, nell’entroterra montano della Sicilia settentrionale. Questo paesaggio incantevole caratterizzato da frassini secolari vi farà rimanere a bocca aperta. In questo luogo mare e montagna si incontrano, dando vita a un panorama davvero suggestivo.
Forse il mare d’inverno non è una fuga, ma un ritorno. Un ritorno alla bellezza senza rumore, ai luoghi che non chiedono di essere condivisi, ma vissuti. Lontano dall’estate, lontano da tutto, quello che resta è proprio il mare, che ci ricorda chi siamo quando impariamo a guardare davvero.
© Riproduzione riservata
Weekend a Cervinia: cosa fare in montagna (senza dover per forza sciare)

C’è un momento preciso in cui si arriva a Cervinia e si capisce che la montagna, qui, non è solo sinonimo di sci. Succede quando il Monte Cervino, maestosa montagna piramidale di 4.478 metri situata al confine tra Italia e Svizzera, compare imponente all’improvviso davanti ai nostri occhi.
Alzare lo sguardo verso il Cervino, che domina il paesaggio con una presenza costante e quasi magnetica, aiuta a capire perché questo angolo d’Italia abbia conquistato anche lo sguardo internazionale. Non a caso, il New York Times ha inserito Cervinia nella sua lista dei 52 luoghi da visitare nel 2026, uno per ogni settimana dell’anno, rimanendo letteralmente incantato dalla potenza di questo paesaggio alpino.
Un riconoscimento che racconta bene l’anima della località: non solo una destinazione per sciatori esperti, ma un luogo capace di offrire molto di più. Un weekend a Cervinia può essere vissuto con tempi più lenti, attività alternative e un’idea di vacanza che va oltre le piste.
Sempre più spesso, infatti, la montagna invernale si rivela una destinazione ideale anche per chi non scia (o semplicemente non ha voglia di farlo).
Cervinia è uno di quei luoghi capaci di accogliere tutti: chi cerca panorami estremi senza fatica, chi desidera camminare nella neve, provare esperienze nuove e alternative, o chi semplicemente è alla ricerca del silenzio. Un modo diverso di stare in montagna; più contemporaneo, più inclusivo e sorprendentemente completo.
(Continua sotto la foto)
Weekend a Cervinia: le attività per i più avventurosi
Vivere l’alta quota senza sci
Una delle prime cose da fare a Cervinia, anche senza sciare, è salire ad alta quota. Il comprensorio Breuil-Cervinia Valtournenche Zermatt è uno dei più vasti d’Europa e permette di raggiungere facilmente altitudini spettacolari anche a chi non pratica sport invernali.
Grazie agli impianti di risalita, si può arrivare fino al ghiacciaio del Plateau Rosà e al Piccolo Cervino, vivendo l’esperienza della montagna a oltre 3.500 metri.
È un modo accessibile e potente per capire cosa significhi stare in alta quota, osservare da vicino le pareti del Cervino e ammirare 38 vette che superano i 4.000 metri, restando comodamente seduti. Un’esperienza che rende qualsiasi weekend a Cervinia memorabile, anche senza sci ai piedi.
Matterhorn Alpine Crossing
Tra le esperienze più iconiche da fare a Cervinia, anche senza mettere gli sci ai piedi, c’è il Matterhorn Alpine Crossing, il collegamento transalpino che permette di attraversare le Alpi tra Italia e Svizzera sospesi nel vuoto, a oltre 3.500 metri di altitudine.
Non è solo un mezzo di trasporto, ma un vero e proprio viaggio panoramico, pensato anche per chi non scia ma vuole comunque vivere l’alta quota in modo accessibile.
Le cabine permettono di muoversi tra Breuil-Cervinia e Zermatt con una vista continua sulle pareti del Cervino, facendo tappa al Piccolo Cervino, dove lo sguardo si apre su decine di vette sopra i 4.000 metri. È un’esperienza che unisce stupore e consapevolezza: si osserva la montagna e se ne intuisce la forza, ma lo si fa senza fretta, restando comodamente seduti.
Anche qui non serve fatto essere sciatori: il viaggio è pensato anche per chi vuole semplicemente osservare, capire, lasciarsi attraversare dalla montagna.
Un modo diverso di “attraversare” le Alpi, che trasforma il concetto di spostamento in un racconto visivo continuo.
Weekend a Cervinia: le attività per chi vuole vivere la montagna slow
Camminare e ciaspolare
C’è un modo diverso di vivere la montagna d’inverno, fatto di passi lenti, respiri profondi e soste che diventano parte dell’esperienza.
A Cervinia, questo ritmo si trova lontano dalle piste, lungo i sentieri innevati che attraversano boschi e radure, perfetti per passeggiate e ciaspolate anche per chi non è particolarmente allenato.
Una delle mete più suggestive è senza dubbio il Lago Blu, raggiungibile con una camminata semplice ma scenografica, che in inverno si trasforma in un piccolo viaggio sospeso nel silenzio. Quando il lago è ghiacciato o leggermente innevato, il riflesso del Cervino sullo sfondo crea un’immagine quasi irreale, di quelle che invitano a fermarsi, più che a scattare una foto. Qui la montagna non chiede performance, ma presenza: camminare diventa un gesto meditativo, ciaspolare un modo per ascoltare il suono ovattato della neve sotto i piedi.
È questa dimensione più intima e contemplativa a rendere speciale un weekend a Cervinia, soprattutto per chi cerca un contatto autentico con la natura, lontano dal rumore e dalla fretta.
Provare la slitta trainata dai cani
Tra le esperienze più emozionanti da provare a Cervinia c’è senza dubbio la slitta trainata dai cani.
Un’attività avventurosa (ma al tempo stesso sicura) che sembra uscita da un film, ma che qui trova un contesto naturale perfetto; tra distese innevate e silenzi interrotti solo dal rumore soffice della neve.
Seduti sulla slitta, ci si lascia guidare dai cani lungo percorsi immersi nel paesaggio alpino, vivendo la montagna da una prospettiva completamente diversa, più istintiva e primordiale.
La cosa bella è che, come per la ciaspolata, anche qui non serve alcuna preparazione fisica particolare: l’esperienza è accessibile a tutti e regala una sensazione di libertà difficile da raccontare a parole.
È uno di quei momenti che restano impressi più per come fanno sentire che per quello che si vede, e che trasformano un weekend in montagna in un ricordo davvero fuori dall’ordinario, perfetto anche per chi cerca attività alternative allo sci ma non vuole rinunciare al lato più emozionale della montagna.
VRetreats Cervino, l'hotel perfetto per scoprire tutto quello che la montagna ha da offrire
Qui regna il silenzio, il paesaggio si apre e all’improvviso il Cervino appare davanti agli occhi, imponente e rassicurante allo stesso tempo.
Siamo al VRetreats Cervino, hotel 5 stelle parte del gruppo VRetreats, brand di hôtellerie di VOIhotels, catena alberghiera di Alpitour World, che ci fa entrare in una dimensione diversa, dove la montagna non è solo uno sfondo ma una presenza costante, quasi intima.
L’hotel, inaugurato nel 2021, si inserisce con naturalezza nel contesto alpino, senza mai forzarlo: linee pulite, materiali caldi, grandi vetrate che sembrano fatte apposta per incorniciare il panorama e portarlo dentro.
L’atmosfera è quella di un rifugio elegante, contemporaneo ma profondamente legato al territorio. Appena si entra, tutto invita a rallentare: la luce che filtra dalle vetrate, il legno, le tonalità neutre, il silenzio ovattato tipico della montagna d’inverno. È uno di quei luoghi in cui si ha subito la sensazione di essere arrivati, non solo geograficamente, ma mentalmente.
Le 66 camere (suddivise in Superior, Deluxe, Suite e Spa Suite) raccontano la stessa filosofia: un equilibrio riuscito tra lo stile classico della montagna e un design moderno ed essenziale, ma mai freddo.
I dettagli sono curati senza ostentazione, pensati per creare comfort e continuità con l’esterno. Al mattino, aprire le tende significa ritrovarsi davanti alla cresta del Cervino, ai boschi di larici, alla neve che cambia colore con la luce. È un risveglio lento, quasi rituale, che dà subito il senso di cosa voglia dire concedersi davvero un weekend a Cervinia.
All’esterno, terrazze e spazi comuni dialogano con il paesaggio circostante: un campo da golf che in inverno riposa sotto la neve e sentieri da escursione che partono proprio dall’hotel; con la montagna sempre lì, a fare da bussola. VRetreats Cervino non è solo un luogo dove dormire, ma una base ideale da cui partire per esplorare (o semplicemente osservare) la Valle del Cervino.
Un indirizzo che riesce a unire lusso e autenticità, comfort e senso del luogo, trasformando il soggiorno in parte integrante del viaggio, non in una semplice parentesi tra un’attività e l’altra.
Adara Spa: il lusso di fermarsi, davvero
C’è un momento preciso, dopo una giornata passata all’aria aperta, in cui la montagna chiede di essere vissuta in un altro modo. È allora che si entra alla Adara Spa, lo spazio benessere di VRetreats Cervino, pensato come un rifugio nel rifugio.
Oltre 600 metri quadri dedicati al recupero e al silenzio. Qui il tempo sembra perdere i suoi contorni abituali e farsi più morbido, più gentile.
La spa si apre con ambienti ampi, luminosi, in cui il legno e le superfici naturali dialogano con la luce che arriva dall’esterno. Le piscine permettono di immergersi nell’acqua calda mentre lo sguardo corre lungo il profilo delle montagne. È un'esperienza che non stanca mai, soprattutto d’inverno, quando il vapore sale lentamente e il Cervino resta lì, immobile, a fare da scenografia.
Accanto alle piscine, l’area relax invita a fermarsi senza fretta, tra lettini, tisane e silenzi che non hanno bisogno di essere riempiti. I trattamenti e i massaggi sono pensati per sciogliere tensioni e stanchezza, ma anche per accompagnare chi arriva qui semplicemente con il desiderio di prendersi cura di sé.
Non importa se la giornata è stata riempita di ciaspolate, passeggiate o puro dolce far niente: Adara Spa accoglie tutti allo stesso modo, con un’idea di benessere che non è mai performativa, ma profondamente rigenerante.
Dove (e cosa) mangiare a Cervinia
A Cervinia, il cibo è parte integrante del viaggio (quasi) quanto il paesaggio.
Qui la montagna si racconta anche a tavola, attraverso piatti che parlano di tradizione, di stagioni e di sapori pensati per scaldare. La cucina valdostana è fatta di ingredienti semplici ma decisi: fontina filante, polenta servita calda, zuppe sostanziose, carni saporite, funghi e formaggi che diventano protagonisti assoluti. È una cucina che non ha bisogno di effetti speciali, perché nasce dal territorio e dalla sua storia, e che dopo una giornata all’aria aperta diventa quasi un rito.
All’interno di VRetreats Cervino, questa tradizione trova una rilettura elegante al Ristorante Abrì, il ristorante che racconta la Valle d’Aosta in chiave contemporanea. Qui i piatti tipici vengono reinterpretati con rispetto e creatività, mantenendo intatta l’anima della cucina di montagna ma alleggerendone la forma. È il luogo ideale per assaggiare i sapori locali in un contesto raffinato ma mai rigido, dove la materia prima resta al centro e ogni piatto dialoga con il territorio che lo circonda.
Ma Cervinia è anche una destinazione capace di accogliere gusti diversi e internazionali. Lo dimostra il Panorama Restaurant di VRetreats Cervino, che propone una cucina più ampia, pensata per chi ama variare o semplicemente concedersi qualcosa di diverso. Il menù spazia tra piatti internazionali, proposte leggere e ricette più contemporanee, sempre con grande attenzione alla qualità e alla presentazione. Il tutto accompagnato, come suggerisce il nome, da una vista che abbraccia il Cervino e rende l’esperienza ancora più memorabile.
© Riproduzione riservata
Una notte nelle brughiere di "Cime Tempestose": la camera da letto di Cathy è su Airbnb

Ci sono storie che non smettono mai di parlare al presente. Cime Tempestose è una di queste: un romanzo che continua a essere riscoperto, reinterpretato, riletto attraverso il cinema, la moda, l’immaginario collettivo.
Proprio per celebrarne l'importanza e la fama internazionale, in occasione dell’uscita del nuovo film diretto da Emerald Fennell, atteso nelle sale il 12 febbraio con Margot Robbie e Jacob Elordi, Airbnb ha scelto di celebrare uno dei grandi amori tormentati della letteratura trasformandolo in un’esperienza di viaggio unica, immersa nei paesaggi selvaggi che hanno ispirato Emily Brontë.
Lo Yorkshire (in particolare il West Yorkshire, dove sono state girate molte scene del film) diventa così non solo uno sfondo, ma un vero e proprio personaggio.
Ed è proprio qui, tra brughiere battute dal vento e dimore cariche di storia, che Airbnb apre per la prima volta le porte della camera di Cathy Earnshaw a Thrushcross Grange, offrendo a tre coppie la possibilità di vivere una notte ispirata all’universo di Cime Tempestose.
Un’esperienza (che noi abbiamo vissuto in anteprima) pensata per chi sogna di abitare, anche solo per una sera, il romanticismo inquieto e assoluto di questo racconto senza tempo.
(Continua sotto la foto)
La camera di Cathy a Thrushcross Grange: dormire dentro una storia
Entrare nella camera di Cathy Earnshaw significa varcare una soglia emotiva prima ancora che fisica. L’ambiente, ricreato seguendo la visione cinematografica di Emerald Fennell, restituisce l’intensità del personaggio e il modo in cui viene idealizzato dallo sguardo di Edgar Linton. Nulla è decorativo in senso superficiale: ogni dettaglio contribuisce a evocare una presenza, un carattere, una tensione emotiva che richiama direttamente Cime Tempestose.
Lamoquette è rosa pallido. Le pareti sono ricoperte di venature. I tessuti ricchi di texture e i piccoli elementi simbolici (come le ciocche di capelli intrecciate nel tavolo) costruiscono uno spazio che sembra davvero vissuto. È una stanza che racconta una donna complessa, inquieta, passionale, e che invita chi vi soggiorna a rallentare, osservare, sentire.
L’esperienza non si limita alla camera da letto. Anche la sala da pranzo di Thrushcross Grange fa parte del soggiorno: qui gli ospiti vengono accolti per una cena a lume di candela ispirata ai sapori dello Yorkshire e ai pasti presenti nella trasposizione cinematografica.
Il racconto continua attraverso il cibo, in un’atmosfera intima che richiama l’eleganza austera delle dimore inglesi.
La serata prosegue con un momento di ascolto dedicato alla colonna sonora ufficiale del film, che include brani di Charli XCX, pensato come uno spazio di raccoglimento e connessione emotiva. A chiudere l’esperienza, un vinile esclusivo ispirato al film viene consegnato agli ospiti come ricordo tangibile di questa immersione nell’universo di Cime Tempestose.
Alla scoperta dei luoghi di Cime Tempestose
Dormire nella camera di Cathy è solo una parte di un racconto più ampio che lega Cime Tempestose al territorio che lo ha generato. Il soggiorno include infatti una serie di attività curato e ispirato al mondo del romanzo, e pensate per esplorare il legame profondo tra storia, paesaggio e immaginario letterario.
Tra le esperienze proposte, una passeggiata a cavallo attraverso le brughiere dello Yorkshire permette di attraversare fisicamente quei panorami aspri e indomiti che hanno alimentato l’atmosfera del romanzo e del film.
Non manca un tradizionale afternoon tea, dedicato ai sapori locali e alla convivialità, e la visita alla Brontë Parsonage, la casa museo delle sorelle Brontë, dove è possibile comprendere più da vicino il contesto culturale e familiare da cui è nato Cime Tempestose.
Come prenotare il soggiorno su Airbnb
L’esperienza è disponibile dal 27 febbraio al 4 marzo per tre soggiorni distinti, ciascuno per due persone, ed è completamente gratuita.
Le richieste di prenotazione potranno essere inviate a partire dal 20 febbraio sul sito web ufficiale.
© Riproduzione riservata
Grace La Margna: un nuovo indirizzo del lusso alpino a St Moritz

Aperto nel 2023, Grace La Margna segna un nuovo capitolo dell’ospitalità alpina, riportando in vita un indirizzo storico con uno sguardo decisamente contemporaneo. Una nuova visione per St. Moritz, pensata per chi cerca emozione, stile e autenticità.
Lo studio d'architettura londinese Divercity Architects e la designer d'interni Carole Topin sono stati incaricati dell'ideazione di questo progetto, con una missione: rileggere in chiave contemporanea una storica icona alpina senza perderne il fascino.
Missione compiuta, un nuovo esclusivo concetto di ospitalità, rivolto a chiunque sia alla ricerca di un luogo magico e accogliente per vivere la città in tutte le stagioni dell’anno. L’hotel, infatti, resta aperto per 365 giorni l’anno, perchè qui ogni stagione ha una storia da raccontare.
Immerso nella natura iconica dell’Engadina, Grace La Margna dialoga con il paesaggio e ne assorbe l’essenza. La vista sul Lago di St. Moritz è un invito silenzioso a lasciar andare i pensieri. L’acqua immobile riflette il cielo e le cime, mentre lo sguardo si perde in paesaggi ariosi, ampi, essenziali, capaci di far vagare la mente senza meta.
L’aria è pura, frizzante, quasi terapeutica. Entra dalle grandi vetrate ad arco, riempie le stanze, rigenera i sensi a ogni respiro. Tra luce alpina e silenzi preziosi, St. Moritz si rivela nella sua forma più autentica: elegante, naturale, profondamente rigenerante.
L’edificio La Margna, costruito all’inizio del XX secolo nello stile Art Nouveau, è una meravigliosa “cartolina”, elegante, scenografica, intrisa di un fascino senza tempo che racconta il passato più glamour di St. Moritz.
All’interno spazi sontuosamente restaurati, 47 suite e camere con una vista panoramica che comincia con il lago, prosegue verso le montagne e arriva fino al cielo. All’ala storica, si collega una nuova costruzione, con uno stile più moderno che punta sulla congiuntura tra interno ed esterno grazie alle ampie vetrate panoramiche. Qui le ulteriori 17 camere e suite spaziose e l’esclusiva Grace Penthouse, con terrazza privata e vasca idromassaggio, completano questo paradiso alpino.
Qui si viene per rallentare, rilassarsi, respirare. E non solo, qui infatti ogni ambiente invita a fermarsi un po’ di più. Punto di riferimento anche per la clientela locale, i bar e i ristoranti sono parte integrante dell'esperienza del Grace La Margna.
C’è qualcosa che richiama l’après-ski di una volta, quello fatto di eleganza rilassata e sorrisi arrossati dal freddo al N/5 - THE BAR, il luogo dove il passato glamour di St. Moritz incontra il presente. Guidato dal Bar Manager & Master Mixologist Mirco Giumelli, la cultura del bar viene celebrata e reinventata nell’imponente cornice delle pareti Art Nouveau, che hanno ascoltato tanto e tuttora continuano ad accogliere nuovi racconti (e brindisi).
E poi il THE VIEW, guidato dall’Executive Chef Andrea Bonini, che interpreta l’“all day fine dining” come un’esperienza conviviale, elegante ma senza rigidità. Affacciato sul lago, qui la giornata inizia con una colazione che è già un rituale: paste fatte in casa ogni giorno, da assaporare senza fretta, con la luce che entra morbida e il lago immobile là fuori (e magari qualche fiocco di neve per condire tutto di magia). La sera, l’atmosfera cambia ma non perde la sua anima. A cena, la pizza dal forno a legna diventa un invito a sentirsi altrove, sapori sinceri, piatti pensati per essere condivisi, con una cucina che sembra un viaggio sensoriale attraversa il Mediterraneo pur restando nel cuore delle Alpi.
E poi ancora il THE MAXMORITZ, legno e design alpino per una cucina tipica svizzera in un ambiente caldo e avvolgente e il Beefbar per un tocco internazionale e contemporaneo.
Infine, non poteva mancare la SPA, una vera e propria oasi di benessere, un angolo esclusivo di relax che si estende su 700 mq. Con una filosofia orientata al massimo comfort, offre saune, bagno turco, trattamenti personalizzati, un rifugio nel rifugio, per chi cerca rigenerazione totale.
Dopo una cena che scalda il cuore, una giornata dedicata al benessere o un risveglio lento tra design e luce alpina, tutti davanti all'imponente camino. Il cuore caldo delle serate alpine: fiamme che danzano lente, luce soffusa, conversazioni che potrebbero durare per sempre (come la nostra intervista, nata proprio qui). Un divano accogliente, un drink ben miscelato, il crepitio del fuoco — e il tempo smette di correre. Tutto, semplicemente, invita a restare ancora un po’.
© Riproduzione riservata