Altro che New York, Londra o Milano: è questa la città più cara al mondo dove andare al ristorante
Ad ottobre 2026 il database internazionale Numbeo, punto di riferimento per il costo della vita, ha aggiornato le sue graduatorie. Risultato: la città più cara al mondo dove andare al ristorante non è New York, non è Londra, non è nemmeno Zurigo. È Lugano, affacciata sul Ceresio, a meno di un’ora da Como.
E non si parla di cene stellate, ma di gesti quotidiani: cappuccino, pranzo veloce, menù fast food, birra, cena di tre portate in un locale di fascia media. Insomma, esattamente quello che voi fate in una normale giornata di vacanza sul lago, credendo magari di essere ancora nell’orbita glamour ma “umana” del Lago di Como.
Lugano, sul Ceresio, batte tutti: i numeri di Numbeo 2026
Secondo l’ultima graduatoria 2026 di Numbeo, elaborata a partire da migliaia di prezzi inseriti e aggiornati dagli utenti, Lugano è la città con l’indice ristoranti più alto al mondo. QNItinerari, che ha analizzato il report, ricorda che sul costo della vita complessivo Lugano è solo quinta, ma quando si tratta di ristoranti e bar nessuna metropoli la raggiunge.
Il paniere utilizzato da Numbeo per i locali include diversi indicatori: dal pasto in un ristorante economico alla cena di tre portate per due in un ristorante medio, passando per menu fast food, birra alla spina, cappuccino, bibite e acqua. Su questo mix, Lugano supera città tradizionalmente considerate proibitive: circa il 30 per cento in più di New York, oltre il 50 per cento in più di Londra, quasi l’80 per cento in più di Milano e Parigi.
Interessante anche il confronto tutto svizzero. ComoZero, che ha ripreso le tabelle Numbeo, evidenzia come i ristoranti di Lugano risultino più cari di quelli di Zurigo, Ginevra, Basilea e Berna con differenze che vanno più o meno dal 7 al 20 per cento. Solo Lucerna si avvicina, restando comunque più economica. Insomma, sul fronte ristorazione Lugano è un’isola superlusso persino in un Paese notoriamente costoso.
Che cosa pagate davvero quando sedete al ristorante sul lago
Dietro l’indice ristoranti non ci sono solo location da cartolina e tovaglie impeccabili. Numbeo considera, fra le altre voci, il costo medio di un pasto in un locale semplice, il prezzo di un menu in catena di fast food, una cena di tre portate in ristorante di fascia media, una birra locale, un cappuccino al bar, una lattina di bibita e una bottiglia d’acqua. È il paniere di una giornata tipo di vacanza.
Tradotto in cifre, secondo i dati riportati da ComoZero sui rilevamenti Numbeo, una cena di tre portate per due persone in un ristorante medio a Lugano viaggia intorno ai 145 franchi svizzeri. A Como, per lo stesso tipo di esperienza, siamo circa a 78 euro. Già questo dà la misura di quanto il confine possa cambiare il peso dello scontrino, pur con paesaggi di lago molto simili.
Immaginate una gita in giornata sul Ceresio: colazione con cappuccino e cornetto, pranzo veloce in centro, aperitivo vista lago e cena seduti. Allineandosi alle medie Numbeo, non è difficile superare i 100 franchi a testa. Sulle sponde del Lario, per la stessa sequenza, restate spesso sotto i 70 euro, salvo location iper turistiche o ristoranti di alta gamma.
Va anche considerato il cambio: pagare in franchi con carta o smartphone senza fare i conti può dare un’impressione di “poco di più”. Ma quando controllate l’estratto conto, quel cappuccino che vi sembrava normale diventa improvvisamente un piccolo bene di lusso.
Como, Lugano e lo stesso sogno di lago: come evitare lo shock da conto
L’aspetto più curioso, per chi arriva da Milano, è che spesso Como e Lugano vengono vissute come un’unica grande destinazione di lago. Si sale sul treno per Como, poi si prosegue verso la Svizzera in auto o battello, e il paesaggio resta quello da cartolina. Secondo La Provincia di Como, i ristoratori ticinesi raccontano di turisti che chiedono ancora il resto in euro: nella loro testa sono sempre “sul Lago di Como”. Il Ceresio, però, presenta il conto in franchi.
Il quadro cambia se si guarda al potere d’acquisto. Numbeo assegna a Lugano un indice ben oltre quota 150, con New York posta a 100. Significa che, in media, chi vive e lavora a Lugano ha stipendi tali da assorbire meglio il caro-ristoranti rispetto a chi arriva da paesi dove gli stipendi sono molto più bassi, Italia compresa. Una cena da 145 franchi per due, per una coppia svizzera ben pagata, pesa molto meno che per chi ha uno stipendio medio italiano.
Non a caso, come ricorda l’associazione dei ristoratori GastroTicino, la forbice tra Ticino e località turistiche italiane vicine si è ristretta. Chi lavora con prodotti di qualità, da entrambe le parti del confine, è costretto a tenere certi prezzi per coprire materie prime, personale, affitti. Como non è più “cheap”, Lugano non è solo per milionari: la differenza la fa soprattutto la valuta con cui venite pagati a fine mese.
Se state programmando un weekend tra Lario e Ceresio, qualche accorgimento salva-portafoglio esiste. A Lugano conviene puntare sui menu pranzo o business lunch, spesso più convenienti delle cene, e leggere sempre con attenzione i listini esposti all’esterno. Spostarsi sul lato italiano del lago per la cena può alleggerire molto il conto complessivo del viaggio, senza rinunciare alla vista sull’acqua.
Attenzione anche alle abitudini di servizio: in Italia pagate il coperto e la mancia è davvero facoltativa, in Svizzera il servizio è incluso nei prezzi ma arrotondare il conto è ben visto. Tenere a mente tutto questo, e non solo la foto perfetta per i social, aiuta a godersi il fascino dei laghi senza trasformare ogni aperitivo in un piccolo investimento.
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