Questa città è stata incoronata capitale mondiale delle librerie (e il motivo lascia a bocca aperta tutti i lettori)
C’è una città che conta circa 734 librerie, pari a circa 25 librerie ogni 100mila abitanti. Parliamo di Buenos Aires, la capitale argentina: secondo un’indagine del World Cities Culture Forum questa è la città con più librerie al mondo pro capite.
Hong Kong, con più di 1.500 librerie, arriva seconda con 22 ogni 100mila abitanti; poi Madrid e Shanghai, molto più indietro. Le grandi capitali europee restano lontane: Parigi si ferma a circa 9 librerie ogni 100mila abitanti, Londra intorno a 4.
Per una città di circa 2,8 milioni di abitanti, significa trovare una libreria quasi dietro ogni angolo. E i numeri vanno di pari passo con la produzione: nel 2014, secondo la Camera argentina del libro, in Argentina sono stati registrati oltre 28mila titoli e stampate circa 129 milioni di copie. Mentre in molte città le librerie faticano a sopravvivere, qui continuano a essere luoghi quotidiani, vivi, pieni. Un po’ come i bar sotto casa in Italia.
Perché Buenos Aires è la città con più librerie al mondo
Il record non è solo una curiosità statistica. Racconta una città che da decenni vive di libri, fra case editrici, festival letterari e caffè dove si discute di romanzi come da noi di calcio. Secondo molti studiosi della cultura argentina, leggere è stato a lungo uno dei passatemi più accessibili. I libri costavano meno del cinema o del teatro e diventavano un investimento considerato sicuro anche nei momenti di inflazione.
A questo si somma la tradizione editoriale: Buenos Aires è stata per tutto il Novecento uno dei principali centri del mondo ispanofono. Ha accolto scrittori in esilio, generazioni di intellettuali, un pubblico abituato a comprare saggi e narrativa. Non stupisce che dati locali recenti continuino a parlare di circa 25 librerie ogni 100mila abitanti, in linea con le rilevazioni del World Cities Culture Forum.
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Le librerie da vedere almeno una volta
La foto più famosa è quella di El Ateneo Grand Splendid: un ex teatro dei primi del Novecento trasformato in libreria monumentale. Si entra dalla hall con i lampadari, si scendono pochi gradini e ci si ritrova in platea, circondati da balconate piene di volumi. Il sipario c’è ancora; sul palco oggi c’è un caffè dove potete leggere sotto gli affreschi.
Pochi isolati più in là, nel quartiere centrale di San Nicolás e lungo Avenida Corrientes, si susseguono vetrine di librerie generaliste e specializzate. Alcune restano aperte fino a tardi, collegando presentazioni, reading, firmacopie. Per un lettore in viaggio è facile trasformare una passeggiata in un mini tour letterario senza neppure usare la metropolitana.
Le librerie a porte chiuse: salotti pieni di libri
La vera particolarità di Buenos Aires, però, sono le cosiddette librerías a puertas cerradas, le librerie a porte chiuse. Sono piccole librerie allestite dentro le case dei librai, spesso aperte solo alcuni pomeriggi o su appuntamento. Molte sono nate dopo la crisi economica del 2001, quando affittare un locale commerciale era impossibile, ma la voglia di vendere e condividere libri restava fortissima.
Ognuna ha una sua personalità precisa. Mi Casa, a Villa Crespo, punta su poesia e piccoli editori. Los Libros del Vendaval, a Colegiales, è specializzata in illustrati per bambini. A Cien Metros de la Orilla, a San Telmo, unisce libreria e corsi di scrittura. La Vaca Mariposa, a Palermo, ha il calore di un salotto venezuelano. In comune c’è l’idea di offrire cataloghi introvabili nelle grandi catene: edizioni artigianali, autori poco noti, case editrici indipendenti.
Dalle case ai social: le nuove librerie di Buenos Aires
Negli ultimi anni il fenomeno si è spostato anche online. In città sono nati micro-bookshop che vivono solo su un sito o sui social, ma mantengono un rapporto strettissimo con i clienti. Il libraio ascolta gusti e manie, propone titoli su misura, spedisce pacchi preparati come regali. È un servizio quasi da personal shopper del libro, pensato per chi non vuole perdere tempo a cercare tra scaffali infiniti.
La Vecina Libros, ad esempio, è partita da un piccolo stock di volumi consigliati su Instagram. El Divague Libros dialoga con i lettori tramite Facebook. Otra Lluvia ha chiuso lo spazio fisico per concentrarsi sulle vendite online. Escape a Plutón, invece, funziona come un club del libro in abbonamento: ogni mese arriva a casa un volume scelto fra piccoli editori argentini, insieme ad altri suggerimenti di lettura. Anche dall’Italia potete seguire questi progetti, segnare indirizzi e, magari, iniziare a progettare un viaggio nel paradiso delle librerie.
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