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La “Santiago della Sicilia” esiste davvero: 130 km tra borghi, boschi e leggende

La "Santiago della Sicilia" esiste davvero: 130 km tra borghi, boschi e leggende

foto di Grazia.it Grazia.it — 28 Agosto 2026
santiago della sicilia
Dal cuore della Sicilia ai Nebrodi, il Cammino di San Giacomo attraversa 130 chilometri tra borghi, boschi, santuari e leggende. Ecco le tappe, quando partire e come organizzare il percorso.

All'alba, tra le colline dell'entroterra siciliano, il rumore più forte sono i vostri passi sulla terra chiara. Davanti, una freccia con la conchiglia guida lungo 130 chilometri che molti chiamano già la "Santiago della Sicilia".

È il Cammino di San Giacomo in Sicilia: sei tappe da Caltagirone a Capizzi, nel cuore rurale dell'isola, lontano da spiagge affollate e movida. Un itinerario che unisce borghi quasi sconosciuti, boschi di eucalipti, santuari medievali e leggende.

Che cos’è la “Santiago della Sicilia”

Il Cammino di San Giacomo in Sicilia è un percorso di circa 130 chilometri, da fare in 6 giorni, che attraversa le province di Catania, Enna e Messina. Si parte dalla Basilica di San Giacomo a Caltagirone e si arriva al santuario normanno di Capizzi, sui Nebrodi, dopo una lunga diagonale tra colline, vallate e montagne.

La difficoltà è considerata media: salite, discese e sentieri sterrati richiedono un minimo di allenamento e di esperienza nel cammino.

Questo itinerario è nato nel 2018 grazie all'Associazione Amici del Cammino di San Giacomo in Sicilia, recuperando antiche vie percorse da pellegrini diretti verso Santiago de Compostela o di ritorno dalla Terra Santa. Oggi fa parte degli itinerari jacopei europei ed è anche una tappa del Camino Maltés, che collega Malta alla Spagna.

Borghi, tappe e leggende lungo il Cammino di San Giacomo

Si parte da Caltagirone, famosa per le ceramiche e la Scala di Santa Maria del Monte, dove la tradizione lega San Giacomo alla figura del Gran Conte Ruggero.

La prima tappa attraversa San Michele di Ganzaria e Mirabella Imbaccari, piccoli borghi dell'entroterra siciliano.

La seconda giornata conduce a Piazza Armerina, celebre per la Villa Romana del Casale, sito UNESCO, passando per l'Eremo di Leano e diversi guadi.

Il terzo giorno attraversa la Riserva naturale Rossomanno-Grottascura-Bellia, tra boschi di eucalipti e conifere. Qui si incontrano le suggestive Pietre Incantate, rocce modellate dal vento protagoniste di una delle leggende più famose del cammino.

Poco dopo si raggiunge la Croce di Ferro, luogo simbolico dove molti pellegrini lasciano una pietra colorata come gesto di affidamento.

Il percorso continua verso Valguarnera, la Piana di Dittaino e Assoro, dominata dalla Basilica di San Leone.

La quinta tappa segue parte di una ferrovia dismessa, attraversando Nissoria fino a Nicosia, conosciuta come la Città dei 24 Baroni.

L'ultima giornata porta nei Monti Nebrodi, raggiungendo quote di circa 1.200 metri prima dell'arrivo a Capizzi, spesso definita la Compostela siciliana, dove il Santuario di San Giacomo custodisce reliquie venerate da secoli.

Lungo tutto il percorso il viaggio è accompagnato dalla gastronomia siciliana: pane di grano duro, formaggi, salumi, pasta fresca, cassate, cannoli e dolci della tradizione.

Quando andare, come organizzarsi e per chi è questo cammino

I periodi migliori sono primavera e autunno, quando il clima è più mite e il paesaggio è nel suo momento migliore.

In estate le temperature possono essere molto elevate, soprattutto tra Valguarnera, Assoro e Nissoria, mentre in inverno alcuni tratti, come quelli lungo il Fiume Salso, possono risultare difficili per la presenza di fango e acqua.

Per raggiungere il cammino il punto di riferimento è l'Aeroporto di Catania Fontanarossa, da cui partono autobus verso Caltagirone. Chi viaggia in auto può raggiungere facilmente il punto di partenza attraverso la rete stradale siciliana.

L'arrivo è a Capizzi, nei Nebrodi, collegata con autobus locali verso Nicosia, Enna e Catania, anche se molti pellegrini preferiscono organizzare un transfer privato.

Lungo il Cammino di San Giacomo in Sicilia non mancano fontane e sorgenti, ma in alcune tappe sono molto distanti tra loro. Per questo è consigliabile partire sempre con una buona scorta d'acqua, una borraccia termica, consultare le mappe aggiornate e informarsi presso l'associazione che gestisce il percorso prima della partenza.

© Riproduzione riservata

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