Cosa significa sognare l'ex fidanzato?

Sognare un ex fidanzato può avere significati molto diversi: ecco quali messaggi nascondono questi sogni, nel bene e nel male
Sognare un ex fidanzato non significa che vi manca. Quasi mai, perlomeno.
Dunque, se vi siete svegliate in ansia perché avete sognato il vostro ex, e magari in preda ai rimorsi di coscienza perché vi siete risvegliate accanto al vostro attuale compagno, lasciate pure i sensi di colpa sul comodino, assieme al bite: quello onirico non è un tradimento.
E quasi mai nasconde la voglia di tornare con l’ex fidanzato in questione.
** Cosa significa (davvero) sognare qualcuno **
Piuttosto, potrebbe dirvi qualcosa di importante su di voi o sulla vostra attuale relazione.
Ecco tutto quello che c’è da sapere quando si sognano gli ex.
Innanzitutto i numeri da giocare: 22 per l’ex e 14 per il primo fidanzatino...
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Sognare l'ex non significa che volete tornare con lui. Forse
Sognare l’ex non significa quasi mai avere nostalgia di lui a livello sentimentale, anzi.
Anche quando il sogno può sembrarvi vagamente romantico e magari vi fa risvegliare con un pizzico di nostalgia, in realtà si tratta solo di una proiezione mentale che raramente combacia davvero con quello che era il vostro compagno.
Questo nel caso siate state voi a lasciarlo.
Se invece siete state lasciate, la cosa potrebbe complicarsi.
Nei primi tempi, provare ancora qualcosa per lui è normale e sognarlo potrebbe essere un modo per averlo in qualche modo nuovamente accanto.
Sognare l'ex serve al cervello per prendere coscienza che è finita
Nel primo periodo immediatamente conseguente alla rottura, il sogno potrebbe venire in aiuto di una presa di coscienza.
Sia che abbiate scelto voi di rompere o che l’abbia fatto lui, ogni separazione è sempre equivalente a un trauma emotivo e psicologico.
Quindi il cervello umano tende a cercare di sistemare gli equilibri e lo fa in maniera ottimale di notte, quando i pensieri non sono consci e non si rischia di rimuginare in maniera martellante.
Sognare l’ex in qualche modo rimette a posto i tasselli del puzzle emotivo andato in pezzi, volente o nolente.
I sogni in cui compare un ex potrebbero significare scelte importanti da compiere
Capita spesso che l’ex si ripresenti di notte (nei sogni, cosa avete capito?!) quando stiamo vivendo periodi di forte stress e conseguente disagio psicologico ed emotivo.
Sognare l’ex aiuta a riportare in una situazione che conosciamo perché passata, dunque un periodo di cui abbiamo il pieno controllo, a differenza dell’instabile presente e dell’incerto futuro che sempre mettono in ansia.
Fateci caso: sognare l’ex coincide con momenti cruciali della vita segnati da novità, cambiamenti di rotta e importanti scelte da compiere.
Ma in questo caso è un po’ come sognare la nonna o il peluche di quando eravate piccole quindi tranquille che non state tradendo il vostro attuale partner.
Quando sognare un ex significa nostalgia del passato, non di lui
Oltre a verificarsi nei momenti di presente e futuro particolarmente ansiogeni per ancorarsi a un passato di cui abbiamo padronanza totale (appunto perché è già passato, quindi sappiamo com’è andata, un po' come la "comfort experience" del guardare un film già visto), sognare l’ex potrebbe proprio significare avere nostalgia del passato.
Un passato in cui rientrava anche lui e che quindi ancora simboleggia.
Tuttavia è ormai risaputo che la mente umana tende a edulcorare lo ieri, spesso stravolgendolo parecchio e mitizzandolo.
Anche in questo caso i sogni giocano un ruolo fondamentale: attraverso la riesumazione onirica di persone, sensazioni, luoghi e oggetti di un tempo, si tende a cristallizzare quel periodo e pensare erroneamente che sia migliore di quello attuale.
Stessa cosa può capitare anche con i partner: a volte le menti più contorte sono portate a preferire all’attuale dolce metà l’ex che hanno lasciato perché non lo sopportavano più. Ma succede di rado, per fortuna.
Lati del vostro carattere da fare riemergere
Un ex fidanzato ha condiviso con noi tanto tempo, parecchie esperienze e quindi ci ha inevitabilmente ispirato alcuni tratti del nostro carattere.
Quando ci si lascia, si tende a odiare tutto ciò che ci ricorda la ormai amara metà, in primis i modi di dire, gli atteggiamenti e le sue caratteristiche entrate a fare parte anche del nostro essere.
Si cerca così di farle sparire ma spesso si rischia di rinnegare la propria personalità, di trascurarla o, peggio, di soffocarne aspetti peculiari che formano il nostro autentico spettro caratteriale.
Quando ciò accade, capita di sognare l’ex proprio come se si trattasse di un monito inconscio, per auto-comprendere che non dobbiamo soffocare nulla di noi stessi, anche quando quel qualcosa ci ricorda terribilmente il suo modo di mangiare, di tamburellare sulle ginocchia o di biascicare parlando.
Spesso l’ex nel sogno è il vostro attuale compagno
L’80% o quasi delle volte in cui sognate l’ex in realtà state sognando il vostro attuale fidanzato.
La pasta onirica che offusca tutte le cose immaginate nel sonno fa sì che confondiate l’uno con l’altro.
Anche se non si assomigliano fisicamente e men che meno caratterialmente, il loro avere ricoperto e ricoprire oggi lo stesso ruolo di partner li rende simili alla percezione della mente dormiente.
Ciò accade ancora più spesso quando state per incominciare una nuova relazione, cosa che molte interpretano come un: “Oh no! Se ho sognato il mio ex significa che questo qui non è quello giusto!”.
Non lasciatevi ingannare da voi stessi, anche se inconsciamente. Spesso l’inconscio tenta di minare la nostra felicità perché è collegato a un ego minuscolo che ci fa auto-sabotare, non ritenendoci abbastanza meritevoli per essere contenti.
La traccia emotiva che lascia un ex
Se di giorno non vi capita mai di pensare all’ex ma ogni notte ve lo ritrovate poi davanti non appena incominciate a russare, è un segno del segno che ha lasciato nella vostra anima.
Un segno indelebile, sia che le cose siano andate bene sia che il ricordo lasci alquanto a desiderare… Qualsiasi persona con cui trascorriamo una grande quantità nonché una qualità abbastanza buona di tempo lasciano tracce emotive difficilmente cancellabili.
Nonostante non si provi più nessun sentimento per lui, capita di sognarlo in quanto simbolo di una certa fase della propria vita.
E spesso è più quella fase che rimpiangiamo e il perché è chiarissimo: eravamo giovani e avevamo più tempo davanti. Tempo che inoltre conosciamo perché è già trascorso. E dunque non ci fa più paura.
Sogno riparatore: cosa significa sognare l'ex che ci ha lasciati
Nei casi in cui si venga lasciati in malo modo, abbandonati, traditi oppure quando non sono state date spiegazioni convincenti, l’animo umano tende a soffrire e continua a rimuginare in loop.
Il sogno può rivelarsi riparatore e altamente terapeutico, facendoci vivere situazioni che avremmo voluto accadessero davvero, tipo chiedere spiegazioni o anche insultarlo, urlare, picchiarlo.
Sognando di fare queste cose, ci si libererà pian piano dal rimpianto ossessivo di non averle fatte.
Cosa significa sognare un ex quando ci si sta per sposare
Poco prima di incominciare una nuova relazione, come abbiamo già accennato, è abbastanza frequente sognare l’ex fidanzato ma spesso si tratta in realtà di quello nuovo, camuffato da ex.
Sognare vecchi partner è anche il tipico segnale che manda in ansia le donne in odore di fiori d’arancio: la notte prima del fatidico sì può capitare di sognare proprio chi tra tutti non sarà invitato l’indomani.
Ma niente paura: è un modo per chiudere con il passato, liberando la propria coscienza dall’ombra storicamente minacciosa dell’ex.
Cosa significa sognare l'ex in bianco e nero oppure triste
Ci sono poi i casi in cui sognare l’ex è lo spioncino del senso di colpa per averlo trattato malissimo e lasciato senza spiegazioni.
Questi casi spesso sfociano in ossessivi sogni-incubi in cui si rivede l’ex in bianco e nero, di spalle, vestito tutto di nero, a indicare l’enorme distacco che ormai vi separa e la freddezza dei vostri rapporti.
Se lo sognate che piange, triste o addirittura malato, ferito, in ospedale, è un chiaro segnale di rammarico nei suoi confronti.
Ma non temete: la vostra mente crea questi sogni per metabolizzare il rimorso e prima o poi saranno acqua e sogno passati!
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Come funziona il metodo dei 90 minuti per svegliarsi sempre riposati

Quante volte vi siete svegliate con la sensazione di non aver dormito affatto, nonostante abbiate passato una buona dose di tempo a letto? Il segreto per alzarsi riposati non risiede tanto nella quantità di ore dormite, quanto nella qualità dei cicli del sonno: ed è qui che entra in gioco il metodo 90 minuti.
Secondo gli esperti, il nostro riposo è scandito da fasi che si susseguono in cicli di circa un’ora e mezzo, e sintonizzarsi su questi intervalli può fare la differenza tra svegliarsi stanchi o sentirsi davvero rigenerate.
Non è un trucco di magia, né l’ennesima moda di benessere: è un approccio basato sulla fisiologia del sonno, che può essere facilmente adattato alla routine quotidiana.
Il metodo 90 minuti nasce, infatti, dall’osservazione che il sonno non è un blocco uniforme, ma una successione di fasi (nello specifico dalla leggerezza al sonno profondo, fino al REM, la fase in cui sogniamo) che si ripetono ciclicamente.
Comprendere e rispettare questa dinamica può aiutarci a scegliere l’ora migliore per andare a letto e, soprattutto, per svegliarci nel momento giusto del ciclo.
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Perché dormire a cicli di 90 minuti aumenta il benessere
Il nostro sonno è suddiviso in più fasi: leggera, profonda e REM, ognuna con una funzione precisa. Queste fasi si susseguono in cicli di circa 90 minuti: un periodo biologico naturale durante il quale il cervello e il corpo passano da uno stato all’altro.
Se ci si sveglia nel bel mezzo di un ciclo, per esempio, durante il sonno profondo, è molto più probabile alzarsi con quella spiacevole sensazione di pesantezza e confusione mattutina, spesso definita “inerzia del sonno”.
Il metodo dei 90 minuti sfrutta questa conoscenza: se programmiamo il risveglio alla fine di un ciclo completo, il corpo è già in una fase più leggera e il cervello più pronto a “ripartire”.
Come applicare il metodo 90 minuti nella vita reale
Applicare questo metodo richiede un po’ di pianificazione, ma non è complicato. Il primo passo è capire a che ora volete svegliarvi, e da lì contare i cicli all’indietro. Un esempio pratico? Se vi addormentate alle 23:00:
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un ciclo da 90 minuti vi porta alle 00:30,
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tre cicli (4,5 ore) alle 03:30,
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quattro cicli (6 ore) alle 05:00,
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cinque cicli (7,5 ore) alle 06:30.
Per chi fatica ad addormentarsi, può essere utile avvicinarsi gradualmente al metodo: fissare un orario fisso per andare a letto e puntare a completare, per esempio, quattro o cinque cicli completi. Anche l’uso di app che monitorano i cicli del sonno può dare un’indicazione utile se non siete ancora in sintonia con i vostri ritmi naturali.
Un altro aspetto importante è prepararsi al meglio per un sonno regolare: ridurre l’uso di schermi prima di dormire, limitare caffeina e alcol già dal primo pomeriggio, e creare un ambiente buio, fresco e silenzioso dopo potersi riposare. Queste abitudini non solo favoriscono l’addormentamento, ma aiutano anche a mantenere cicli del sonno più coerenti e regolari.
Infine, è importante ricordare che non esiste una “formula perfetta” valida per tutti: il metodo 90 minuti è uno strumento che può aiutare molte persone a ottimizzare il proprio riposo, ma ogni organismo ha le sue differenze. Tuttavia, ascoltare il proprio corpo, rispettare i ritmi naturali e puntare a cicli di sonno completi può essere un passo concreto verso una sveglia più leggera e più energia per la giornata.
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Perché tutti stanno postando foto e trend del 2016

Il 2026 è il nuovo 2016.
Sicuramente già visto questa frase sulle vostre bacheche social, soprattutto su Instagram e TikTok. Utenti che stanno rispolverando foto, filtri, look e riferimenti dell’anno che ora sembra un’epoca d’oro digitale: il 2016.
Non si tratta solo di una semplice tendenza, di un salto nel passato per gioco, ma di una riflessone culturale, che racconta come molti stiano guardando indietro con nostalgia verso un tempo percepito come più semplice, spontaneo e autentico.
Ma cosa significa davvero il trend 2016 e perché sta prendendo piede proprio ora? Ecco la risposta.
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Che cos’è il trend del 2016
“2026 is the new 2016” è un movimento di nostalgia digitale che sta spopolando sui social da inizio anno. Gli utenti condividono foto e video risalenti a dieci anni fa, spesso con filtri vintage o estetiche che ricordano i primi anni dell’era smartphone, come effetti sgranati e selfie con filtri di Snapchat.
L’hashtag #2016 è tornato virale e conta milioni di post, mentre molte clip includono riferimenti alla cultura pop di quel periodo; dalla mania di Pokémon Go alle hit musicali che definivano l’estate, fino all’abbigliamento iconico con skinny jeans, maxi orecchini, chokers.
Come e perché è nato questo fenomeno
Alla base di questo boom nostalgico ci sono diversi fattori. In primo luogo, il 2016 segna un periodo che molti ricordano come spensierato, soprattutto rispetto all’attuale contesto globale e digitale più frenetico e complesso.
Esperti di social media e cultura digitale sottolineano che per molti utenti, soprattutto millennial e parte della Gen Z, il 2016 rappresenta un tempo precedente alla saturazione degli algoritmi, alla pubblicità invasiva e alla cooptazione dei social da parte dell’intelligenza artificiale. La piattaforma stessa (Instagram, ovviamente) era meno curata, più casual. Un luogo di condivisione semplice piuttosto che uno spazio di branding personale.
Proprio per questo, in un periodo in cui le notizie globali sembrano sempre più pesanti e le piattaforme digitali più performative che mai, guardare al passato è diventato un modo per ritrovare leggerezza e autenticità.
Una nostalgia che va oltre le immagini
Il ritorno al 2016 non è solo un tuffo nei vecchi selfie con filtri: è una risposta emotiva a un presente percepito come frammentato e iper-curato.
Secondo gli esperti di comunicazione, infatti, molti utenti ricordano quel periodo come un’epoca in cui la condivisione era spontanea, l’estetica meno meditata e l’esperienza digitale più leggera, prima delle dinamiche algoritmiche che oggi dominano ogni feed.
La nostalgia si esprime in modo lieve e giocoso, ma al tempo stesso intenso, perché non riguarda solo la memoria personale: riporta in vita un’epoca in cui i social (Instagram in particolare) erano meno performativi, meno perfezionati e più “reali”.
E mentre le conversazioni sulla nostalgia virtuale continuano a dominare i social, c’è chi invita a non dimenticare che il 2016 non era perfetto; e che ogni epoca, per quanto ricordata con affetto, ha le sue complessità. Ma forse è proprio nell’idea di semplicità che tanti stanno trovando, oggi, un piccolo spazio di conforto.
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Una nuova collezione di IKEA prova a guarirci dallo stress facendoci giocare

Storing is boring, a meno che non si usi il gioco per farlo. Lo ha dimostrato Mary Poppins schioccando le dita, lo proclama Ikea a ogni nuova collezione. E ancora di più oggi che lancia GREJSIMOJS, una linea che proprio dal gioco prende spunto per realizzare prodotti che piacciano sia ai grandi che ai piccoli.
33 pezzi dedicati all'importanza del gioco come migliore alleato contro lo stress - una ricerca dell’IKEA Play Report ha dimostrato infatti che il gioco aiuta a ridurre lo stress e stimolare creatività e curiosità anche negli adulti.
Da lì la trasformazione degli oggetti di uso comune in elementi divertenti, che si tratti di un gattino porta oggetti, un pouf che al suo interno nasconde uno spazio di archiviazione (e dei denti da mostro) o di un cactus appendiabiti su cui lanciare il cappello al rientro a casa come un cowboy nei saloon.
O, ancora: cuscini a forma di peluche o colorati e impilabili uno sull'altro, casse bluetooth a forma di porcellino, soprammobili che si montano e smontano per creare forme e animali diversi.
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La collezione è nata da un appello aperto ai designer: immaginate una casa divertente, che lo sia per i bambini ma anche per i grandi.
Hanno risposto in 20 designer, e le creazioni di 12 di loro sono poi diventate questi 33 prodotti che due anni dopo quell'appello arriveranno nei negozi Ikea di tutto il mondo.
Per realizzarla, i designer hanno reinterpretato gesti e giochi dell'infanzia trasformandoli in oggetti utili quanto divertenti.
«Le nostre giornate sono piene di cose da fare, ricordare, sbrigare. Il nostro intento è stato quello di alleggerire parte di quello stress, cercando di sostituire ai piccoli momenti stressanti piccoli momenti di svago. Tuo figlio entra in casa e butta per terra giacca e cappello? Forse se la sfida è quella di lanciare il cappello sul braccio di un cactus come fosse un cowboy non lo farà più. Riordinare ti annoia? Vedere i denti all'interno di un pouf che si rivelano potrebbe regalarti un sorriso», ci spiega Maria Törn, Range Area Manager di Ikea, «vogliamo che il gioco diventi parte integrante della casa».
E in effetti la collezione, con cui abbiamo giocato che abbiamo visto dal vivo in anteprima, ti porta davvero a giocare.
O ad accarezzare la testa di una lampada a forma di giraffa seduta, che si accende e si spegne schiacciandole il naso.
«Abbiamo visto che la collezione avrebbe funzionato quando abbiamo notato che gli stessi designer si affezionavano ai prodotti che c'erano in ufficio», racconta Akanshka Deo, una delle designer della collezione.
«Ogni prodotto Ikea viene fatto testare nelle case dei dipendenti, per verificarne la qualità, la comodità e il funzionamento, ma in questo caso anche prima di entrare nelle case il feedback era chiaro: chi passava di fianco a una scrivania dove c'era una lampada a forma di cagnolino non poteva fare a meno di accarezzarla».
In questo caso, poi, il test è stato fatto fare anche ai bambini, a cui è stato chiesto di interagire con i prodotti per verificarne la funzionalità.
«Per un adulto il gioco non è più intuitivo come lo è per un bambino mentre volevamo che questi prodotti lo fossero per consentire anche agli adulti di ottenerne i benefici», spiega Maria Törn.
«Anche la scelta dei colori rivela la doppia destinazione dei prodotti: non colori primari ma la loro variante più sabbiosa o elaborata: i cuscini impilabili hanno volontariamente dei toni che piacciono ai bambini ma che stanno bene nelle stanze degli adulti», riprende Akanshka Deo, «proprio perché la destinazione di questa collezione non è necessariamente la stanza dei bambini, ma è un invito per tutti a giocare».
La collezione GREJSIMOJS, che si pronuncia come se le J fossero I (greisimois) e che in svedese significa più o meno piccola cosa divertente, o oggettino divertente, sarà in vendita nei negozi IKEA e online a febbraio 2026
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Perché quando c’è la luna piena dormiamo male

È vero che quando c’è la luna piena dormiamo male?
La domanda si ripropone ogni mese, accompagnata da notti insonni, risvegli frequenti e la sensazione di non aver riposato davvero. Ma al di là delle credenze popolari, esistono spiegazioni scientifiche che aiutano a capire perché il plenilunio venga spesso associato a un sonno più leggero e irregolare.
Tra ritmi circadiani e fattori psicologici, il legame tra luna piena e qualità del riposo è meno misterioso di quanto sembri. Ve lo spieghiamo qui.
**C'è la Luna piena! 5 cose da fare (e 3 da non fare)**
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