Le installazioni più instagrammabili del Fuorisalone 2022

Salone e Fuorisalone sono una fonte inesauribile di ispirazione (per chi lavora nel design o anche solo vuole arredare casa) ma anche (spesso) una gioia per gli occhi di chi riesce a ritagliarsi qualche ora per girare la città in fibrillazione e decorata in ogni suo angolo.
** Dove andare e cosa vedere al Fuorisalone 2022 **
Per chi ha sempre la fotocamera accesa, poi, sono un'infinita fucina di immagini spettacolari e spettacolose.
Se siete tra questi ultimi, o semplicemente volete ottimizzare il tempo a disposizione e andare a vedere le location a più alto tasso visivo, ecco una mappa (in aggiornamento) di quelle che sono le installazioni da non perdere.
A voi resta solo da infilare un paio di scarpe comode e uscire di casa con la batteria del cellulare ben carica.
Le installazioni più instagrammabili del Fuorisalone 2022
(Continua sotto la foto)
TOILETPAPER STREET dreamed with ORGANICS by Red Bull
In Via Balzaretti – zona Città Studi - la via è stata decorata con alcune delle grafiche più iconiche del magazine.
** Ecco la (nuova) via più instagrammabile di Milano **
A fianco della ormai famosa “casa con i rossetti” che ospita la sede di TOILETPAPER (al civico 4), non perdete le nuove grafiche - Trumpets, Flowers with Holes e Roses.
«WE» di Philip Morris
Dal 7 al 12 giugno all’interno dell’Opificio 31 – nel cuore del Distretto Tortona - IQOS ospita WE, un intervento di temporary art realizzato da Truly Design Crew, il collettivo di artisti urbani attivi dal 1996 noti sulla scena internazionale per l’utilizzo distintivo della tecnica della distorsione anamorfica, un artificio artistico grazie al quale le immagini raffigurate si dissolvono quando si cambia il punto di vista: un invito da parte degli artisti a immaginare un nuovo futuro e inedite possibilità.
Il lavoro realizzato con IQOS, e svelato al pubblico con il party inaugurale del 6 giugno, rappresenta il legame fra arte e innovazione, sostenibilità e progresso.
L’opera anamorfica immersiva a firma di Truly Design Crew è realizzata su una struttura trattata con una vernice innovativa progettata da Airlite per ridurre gli agenti inquinanti nell’aria.
Sidereal Station, l’installazione di Whirlpool al Fuorisalone
Questa sorta di cannocchiale è l’installazione di Whirlpool, realizzata in collaborazione con Alucobond, che porta avanti il progetto iniziato nel 2021 con l’architetto Michele De Lucchi e AMDL CIRCLE.
** La mostra di Interni in Statale **
L'opera, in esposizione presso il Cortile d’Onore dell’Università degli Studi di Milano, punta verso il cielo e contemporaneamente mira a un obiettivo: quello di trovare un’armonia per stare bene con se stessi e con gli altri, preservando l’ambiente fisico in cui tutti viviamo.
All’interno di Sidereal Station è possibile vivere un’esperienza immersiva: uno stimolo per pensare a un futuro di benessere per il singolo e per l’ambiente.
L'Infinity room di Stella McCartney
Una stanza con i pavimenti di specchio e sculture a sagoma di fungo alte due metri consentono un'immersione psichedelica nel tema della collezione Estate 2022 di Stella McCartney e scatti a dir poco grandiosi, unendo moda e design all'avanguardia con un forte messaggio di sostenibilità, di cui la stilista è portavoce da sempre, consapevole del fatto che «L'innovazione dei materiali è il futuro del nostro pianeta e il design è ciò che lo rende desiderabile».
Realizzate in Green Cast®, con lastre acriliche riciclabili al 100% e provenienti interamente da materiali riciclati, le sculture illuminate a neon, riproposte dalle vetrine di Old Bond Street, trasportano gli ospiti in un'esperienza totalmente immersiva anche grazie alla colonna sonora della stanza, composta dal musicista Cosmo Sheldrake utilizzando suoni bioelettrici di piante e funghi, registrazioni sotterranee tra le radici delle piante, stridulazione di insetti e rumori della terra.
Future of Fashion: An innovation conversation with Stella McCartney è in mostra ai Caselli 11-12 di Porta Nuova fino al 12 Giugno ed è anche l'occasione per la stilista di presentare due importanti collaborazioni: con B&B Italia e la storica casa di carta da parati britannica Cole & Son.
La cucina in giardino di Very Simple Kitchen
In un allestimento curato dall’architetto Davide Fabio Colaci, Very Simple Kitchen presenta Very Simple Bellezza, un concept dedicato alla nuova linea di cucine outdoor in esposizione all’interno del cortile dello storico circolo culturale milanese Arci Bellezza.
Un “giardino nel giardino” dove i moduli cucina dialogano con lo spazio naturale e architettonico circostante, creando inedite relazioni tra visitatore e allestimento. Un’oasi conviviale e scanzonata nella quale le linee pulite e semplici dei prodotti si incontrano armoniosamente con l’ambiente informale del circolo culturale.
Durante tutto il Fuorisalone è anche possibile prenotare un pranzo, un aperitivo o una cena all’interno del giardino per fotografie super invidiabili.
King Kong che fa pole dance
Di fronte allo storico bar Basso di via Plinio, King Kong si diletta nella pole dance grazie a Fatboy e Street Art Frankey che hanno scelto un’ospite speciale per la loro apparizione meneghina.
Un animale sinonimo di forza, che ruota elegantemente intorno a un palo della luce mentre bilancia l’iconica lampada Edison di Fatboy sulla zampa anteriore.
La stampa 3D, alta 2 metri, è la scommessa vinta in grado di coniugare il design leggero di Fatboy con l’arte irriverente di Street Art Frankey.
Pauline Barendregt, Direttore Creativo di Fatboy spiega:
«Insieme a Street Art Frankey stiamo portando il divertimento per le strade. Frankey ha lo stesso nostro senso dell'umorismo, il che rende la nostra cooperazione molto naturale».
Haier a Superstudio Più
Haier pone al centro dell'attenzione la persona che diventa protagonista attiva dello spazio e di una storia cucita sulle sue preferenze e scelte.
Un momento in cui internet of beings, intelligenza artificiale e tecnologia premium trovano la massima espressione. L’ecosistema completo di elettrodomestici e soluzioni connesse Haier viene concettualizzato attraverso un gioco interattivo e coinvolgente di specchi, luci e suoni, un sistema intelligente che percepisce la presenza della persona, ne segue i movimenti e si plasma su di essa offrendo un’esperienza tailor-made.
L’installazione Touch&Feel cattura i visitatori offrendo la possibilità di essere attori di diversi scenari domestici e dell'affascinante mondo della casa intelligente guidati dall’app hOn.
Dove: Superstudio Più | SuperDesign Show — via Tortona, 27, Milano
La tavola imbandita di Bitossi Home al Fuorisalone
In occasione della Milano Design Week 2022, Bitossi Home ha inaugurato la sua prima boutique milanese, nel cuore delle quartiere Cinque Vie (in Via Santa Marta 19).
Lo spazio riflette lo spirito colorato e vivace del brand e si ispira alla gioia italiana dello stare a tavola, ed ecco perché al suo interno c'è una grande tavola apparecchiata - e super instagrammabile.
Il pezzo forte? Il piatto in edizione speciale Ciao Milano, per segnare il debutto di Bitossi Home a Milano (disponibile in esclusiva allo store Milanese).
All’interno della boutique anche un piccolo salotto dedicato ai libri sull’arte di apparecchiare la tavola, dove trovare nuove ispirazioni.
The A-maze Garden, il labirinto di specchi di Amazon in Statale
Il progetto, ispirato ai labirintici giardini all’italiana, vede la distribuzione di forme che reinterpretano lo Smile di Amazon all’interno del Cortile della Farmacia all'Università Statale di Milano.
Le pareti curve e di diverse altezze, rivestite di specchio, sono disseminate nello spazio a ricordare la scomposizione dell’albero di Piet Mondrian, richiamando così i valori dell’impegno ambientale sancito da Amazon con il Climate Pledge, condiviso da oltre 200 aziende, il cui obiettivo è raggiungere zero emissioni nette di CO2 entro il 2040, 10 anni prima rispetto a quanto stabilito dall’Accordo di Parigi.
The Art of Dreams, di Porsche
L'esordio di Porsche alla Milano Design Week fa parte della serie di interventi artistici immersivi “The Art of Dreams”.
Il brand, insieme all’artista floreale Ruby Barber dello Studio Mary Lennox, ha realizzato un'opera d'arte scultorea edificante che combina la fragilità dei fiori alla prospettiva tecnologica del XXI secolo. Affascinante già nello stato di riposo, l'installazione onirica prende vita attraverso performance coreografate.
"The Art of Dreams" di Porsche è in mostra a Palazzo Clerici (Via Clerici 5) nel cuore di Brera.
Oltre alla programmazione di eventi esclusivi, sarà possibile scoprire nel giardino del secondo cortile di Palazzo Clerici un temporary bar che consentirà ai visitatori di godere un momento di relax e degustare un caffè con gli amici.
E gni mattina sarà possibile iscriversi e partecipare a sessioni di yoga e meditazione, realizzate in collaborazione con Ciaomondo, per iniziare in maniera più consapevole le vivaci giornate del Salone del Mobile.
Per iscriversi alle sessioni di yoga cliccate qui
Le performance sono previste tutti i giorni alle 11:00 / 14:00 / 17:00 / 20:00 dal 7 all' 11 giugno.
Saranno previste aperture straordinarie Domenica.
Momentum all'Acquario Civico
"Tra Spazio e Tempo". È tra questi due concetti e le loro possibili declinazioni che si pone il tema del Fuorisalone 2022. Stark, coglie questa opportunità interrogandosi attraverso un'installazione visuale ed esperienziale sulle relazioni tempo-spazio/ambiente.
È così che prende forma l’installazione “Momentum”, un’opera che mette a sistema due visioni del tempo, il tempo scientifico e il tempo della vita umana, quello percepito.
Negli ultimi due anni le percezioni spaziali e temporali sono cambiate drasticamente e l’esperienza del proprio presente, passato e futuro si è dilatata e confusa, con una progressiva perdita di riferimenti.
A questa indeterminatezza che caratterizza la nuova quotidianità, si accostano le alterazioni ambientali e climatiche. Queste sono sovente minimizzate e trascurate poiché percepite come più lontane, lente e graduali rispetto alla reale velocità e imprevedibilità con cui avvengono i cambiamenti.
Immergendosi nell’opera, le persone vivono un’esperienza condivisa raccontata da luce e suoni, in cui si attraversa la relazione tra il tempo scandito, che avanza inesorabilmente e il tempo percepito, sul quale è possibile agire. Ad uno scenario caotico, dove percepire la conseguenza di ogni azione, dove i movimenti vengono amplificati ed esasperati, si contrappone uno scenario regolare e costante, in cui gocce di luce si ripetono incessantemente e ogni istante è separato dall’altro. Le gocce formano così il tempo della scienza, un tempo sul quale non è possibile intervenire.
L'opera invita così a riflettere sulle azioni compiute da ognuno di noi, le quali si relazionano con lo spazio e, interferendo con esso, lo trasformano: nonostante l’avanzare inesorabile del tempo, è ancora possibile decidere.
Dove: Acquario Civico, Viale Gadio 2
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Come funziona il metodo dei 90 minuti per svegliarsi sempre riposati

Quante volte vi siete svegliate con la sensazione di non aver dormito affatto, nonostante abbiate passato una buona dose di tempo a letto? Il segreto per alzarsi riposati non risiede tanto nella quantità di ore dormite, quanto nella qualità dei cicli del sonno: ed è qui che entra in gioco il metodo 90 minuti.
Secondo gli esperti, il nostro riposo è scandito da fasi che si susseguono in cicli di circa un’ora e mezzo, e sintonizzarsi su questi intervalli può fare la differenza tra svegliarsi stanchi o sentirsi davvero rigenerate.
Non è un trucco di magia, né l’ennesima moda di benessere: è un approccio basato sulla fisiologia del sonno, che può essere facilmente adattato alla routine quotidiana.
Il metodo 90 minuti nasce, infatti, dall’osservazione che il sonno non è un blocco uniforme, ma una successione di fasi (nello specifico dalla leggerezza al sonno profondo, fino al REM, la fase in cui sogniamo) che si ripetono ciclicamente.
Comprendere e rispettare questa dinamica può aiutarci a scegliere l’ora migliore per andare a letto e, soprattutto, per svegliarci nel momento giusto del ciclo.
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Perché dormire a cicli di 90 minuti aumenta il benessere
Il nostro sonno è suddiviso in più fasi: leggera, profonda e REM, ognuna con una funzione precisa. Queste fasi si susseguono in cicli di circa 90 minuti: un periodo biologico naturale durante il quale il cervello e il corpo passano da uno stato all’altro.
Se ci si sveglia nel bel mezzo di un ciclo, per esempio, durante il sonno profondo, è molto più probabile alzarsi con quella spiacevole sensazione di pesantezza e confusione mattutina, spesso definita “inerzia del sonno”.
Il metodo dei 90 minuti sfrutta questa conoscenza: se programmiamo il risveglio alla fine di un ciclo completo, il corpo è già in una fase più leggera e il cervello più pronto a “ripartire”.
Come applicare il metodo 90 minuti nella vita reale
Applicare questo metodo richiede un po’ di pianificazione, ma non è complicato. Il primo passo è capire a che ora volete svegliarvi, e da lì contare i cicli all’indietro. Un esempio pratico? Se vi addormentate alle 23:00:
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un ciclo da 90 minuti vi porta alle 00:30,
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tre cicli (4,5 ore) alle 03:30,
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quattro cicli (6 ore) alle 05:00,
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cinque cicli (7,5 ore) alle 06:30.
Per chi fatica ad addormentarsi, può essere utile avvicinarsi gradualmente al metodo: fissare un orario fisso per andare a letto e puntare a completare, per esempio, quattro o cinque cicli completi. Anche l’uso di app che monitorano i cicli del sonno può dare un’indicazione utile se non siete ancora in sintonia con i vostri ritmi naturali.
Un altro aspetto importante è prepararsi al meglio per un sonno regolare: ridurre l’uso di schermi prima di dormire, limitare caffeina e alcol già dal primo pomeriggio, e creare un ambiente buio, fresco e silenzioso dopo potersi riposare. Queste abitudini non solo favoriscono l’addormentamento, ma aiutano anche a mantenere cicli del sonno più coerenti e regolari.
Infine, è importante ricordare che non esiste una “formula perfetta” valida per tutti: il metodo 90 minuti è uno strumento che può aiutare molte persone a ottimizzare il proprio riposo, ma ogni organismo ha le sue differenze. Tuttavia, ascoltare il proprio corpo, rispettare i ritmi naturali e puntare a cicli di sonno completi può essere un passo concreto verso una sveglia più leggera e più energia per la giornata.
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Perché tutti stanno postando foto e trend del 2016

Il 2026 è il nuovo 2016.
Sicuramente già visto questa frase sulle vostre bacheche social, soprattutto su Instagram e TikTok. Utenti che stanno rispolverando foto, filtri, look e riferimenti dell’anno che ora sembra un’epoca d’oro digitale: il 2016.
Non si tratta solo di una semplice tendenza, di un salto nel passato per gioco, ma di una riflessone culturale, che racconta come molti stiano guardando indietro con nostalgia verso un tempo percepito come più semplice, spontaneo e autentico.
Ma cosa significa davvero il trend 2016 e perché sta prendendo piede proprio ora? Ecco la risposta.
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Che cos’è il trend del 2016
“2026 is the new 2016” è un movimento di nostalgia digitale che sta spopolando sui social da inizio anno. Gli utenti condividono foto e video risalenti a dieci anni fa, spesso con filtri vintage o estetiche che ricordano i primi anni dell’era smartphone, come effetti sgranati e selfie con filtri di Snapchat.
L’hashtag #2016 è tornato virale e conta milioni di post, mentre molte clip includono riferimenti alla cultura pop di quel periodo; dalla mania di Pokémon Go alle hit musicali che definivano l’estate, fino all’abbigliamento iconico con skinny jeans, maxi orecchini, chokers.
Come e perché è nato questo fenomeno
Alla base di questo boom nostalgico ci sono diversi fattori. In primo luogo, il 2016 segna un periodo che molti ricordano come spensierato, soprattutto rispetto all’attuale contesto globale e digitale più frenetico e complesso.
Esperti di social media e cultura digitale sottolineano che per molti utenti, soprattutto millennial e parte della Gen Z, il 2016 rappresenta un tempo precedente alla saturazione degli algoritmi, alla pubblicità invasiva e alla cooptazione dei social da parte dell’intelligenza artificiale. La piattaforma stessa (Instagram, ovviamente) era meno curata, più casual. Un luogo di condivisione semplice piuttosto che uno spazio di branding personale.
Proprio per questo, in un periodo in cui le notizie globali sembrano sempre più pesanti e le piattaforme digitali più performative che mai, guardare al passato è diventato un modo per ritrovare leggerezza e autenticità.
Una nostalgia che va oltre le immagini
Il ritorno al 2016 non è solo un tuffo nei vecchi selfie con filtri: è una risposta emotiva a un presente percepito come frammentato e iper-curato.
Secondo gli esperti di comunicazione, infatti, molti utenti ricordano quel periodo come un’epoca in cui la condivisione era spontanea, l’estetica meno meditata e l’esperienza digitale più leggera, prima delle dinamiche algoritmiche che oggi dominano ogni feed.
La nostalgia si esprime in modo lieve e giocoso, ma al tempo stesso intenso, perché non riguarda solo la memoria personale: riporta in vita un’epoca in cui i social (Instagram in particolare) erano meno performativi, meno perfezionati e più “reali”.
E mentre le conversazioni sulla nostalgia virtuale continuano a dominare i social, c’è chi invita a non dimenticare che il 2016 non era perfetto; e che ogni epoca, per quanto ricordata con affetto, ha le sue complessità. Ma forse è proprio nell’idea di semplicità che tanti stanno trovando, oggi, un piccolo spazio di conforto.
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Una nuova collezione di IKEA prova a guarirci dallo stress facendoci giocare

Storing is boring, a meno che non si usi il gioco per farlo. Lo ha dimostrato Mary Poppins schioccando le dita, lo proclama Ikea a ogni nuova collezione. E ancora di più oggi che lancia GREJSIMOJS, una linea che proprio dal gioco prende spunto per realizzare prodotti che piacciano sia ai grandi che ai piccoli.
33 pezzi dedicati all'importanza del gioco come migliore alleato contro lo stress - una ricerca dell’IKEA Play Report ha dimostrato infatti che il gioco aiuta a ridurre lo stress e stimolare creatività e curiosità anche negli adulti.
Da lì la trasformazione degli oggetti di uso comune in elementi divertenti, che si tratti di un gattino porta oggetti, un pouf che al suo interno nasconde uno spazio di archiviazione (e dei denti da mostro) o di un cactus appendiabiti su cui lanciare il cappello al rientro a casa come un cowboy nei saloon.
O, ancora: cuscini a forma di peluche o colorati e impilabili uno sull'altro, casse bluetooth a forma di porcellino, soprammobili che si montano e smontano per creare forme e animali diversi.
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La collezione è nata da un appello aperto ai designer: immaginate una casa divertente, che lo sia per i bambini ma anche per i grandi.
Hanno risposto in 20 designer, e le creazioni di 12 di loro sono poi diventate questi 33 prodotti che due anni dopo quell'appello arriveranno nei negozi Ikea di tutto il mondo.
Per realizzarla, i designer hanno reinterpretato gesti e giochi dell'infanzia trasformandoli in oggetti utili quanto divertenti.
«Le nostre giornate sono piene di cose da fare, ricordare, sbrigare. Il nostro intento è stato quello di alleggerire parte di quello stress, cercando di sostituire ai piccoli momenti stressanti piccoli momenti di svago. Tuo figlio entra in casa e butta per terra giacca e cappello? Forse se la sfida è quella di lanciare il cappello sul braccio di un cactus come fosse un cowboy non lo farà più. Riordinare ti annoia? Vedere i denti all'interno di un pouf che si rivelano potrebbe regalarti un sorriso», ci spiega Maria Törn, Range Area Manager di Ikea, «vogliamo che il gioco diventi parte integrante della casa».
E in effetti la collezione, con cui abbiamo giocato che abbiamo visto dal vivo in anteprima, ti porta davvero a giocare.
O ad accarezzare la testa di una lampada a forma di giraffa seduta, che si accende e si spegne schiacciandole il naso.
«Abbiamo visto che la collezione avrebbe funzionato quando abbiamo notato che gli stessi designer si affezionavano ai prodotti che c'erano in ufficio», racconta Akanshka Deo, una delle designer della collezione.
«Ogni prodotto Ikea viene fatto testare nelle case dei dipendenti, per verificarne la qualità, la comodità e il funzionamento, ma in questo caso anche prima di entrare nelle case il feedback era chiaro: chi passava di fianco a una scrivania dove c'era una lampada a forma di cagnolino non poteva fare a meno di accarezzarla».
In questo caso, poi, il test è stato fatto fare anche ai bambini, a cui è stato chiesto di interagire con i prodotti per verificarne la funzionalità.
«Per un adulto il gioco non è più intuitivo come lo è per un bambino mentre volevamo che questi prodotti lo fossero per consentire anche agli adulti di ottenerne i benefici», spiega Maria Törn.
«Anche la scelta dei colori rivela la doppia destinazione dei prodotti: non colori primari ma la loro variante più sabbiosa o elaborata: i cuscini impilabili hanno volontariamente dei toni che piacciono ai bambini ma che stanno bene nelle stanze degli adulti», riprende Akanshka Deo, «proprio perché la destinazione di questa collezione non è necessariamente la stanza dei bambini, ma è un invito per tutti a giocare».
La collezione GREJSIMOJS, che si pronuncia come se le J fossero I (greisimois) e che in svedese significa più o meno piccola cosa divertente, o oggettino divertente, sarà in vendita nei negozi IKEA e online a febbraio 2026
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Come coltivare la resilienza: 7 pratiche per affrontare la vita con più forza e leggerezza

Nel lessico del benessere contemporaneo c’è una parola che torna con insistenza: resilienza. Non perché sia di moda, ma perché risponde a un bisogno concreto. Viviamo in un tempo segnato da cambiamenti rapidi, incertezze diffuse e una stanchezza che non è solo fisica ma anche, e soprattutto, mentale.
E così, più che cercare soluzioni drastiche o trasformazioni improvvise, cresce il desiderio di costruire una forza diversa: meno appariscente, ma più stabile.
Parlare oggi di resilienza significa interrogarsi su come affrontiamo gli imprevisti, lo stress quotidiano, le fasi di passaggio e tutto quanto la vita ci mette davanti. Non si tratta di “tenere duro” a tutti i costi, ma di sviluppare strumenti interiori che permettano di adattarsi, recuperare, ripartire.
Una competenza che non è innata, ma che si può coltivare nel tempo, attraverso abitudini consapevoli e pratiche alla portata di tutti.
Cos’è la resilienza e perché è così importante
La resilienza non è una parola astratta o una moda del momento: è la capacità di affrontare eventi stressanti o difficili e di uscirne con maggiore consapevolezza. Non significa essere immuni alle difficoltà, ma imparare a gestirle con strumenti che potenziano la tranquillità mentale e l’adattamento emotivo. È un processo dinamico che cresce con l’esperienza, la riflessione e la cura di sé, e che ci rende capaci di guardare avanti anche quando il cammino si fa accidentato.
Ecco allora sette pratiche che aiutano a rafforzare la resilienza e a vivere le difficoltà con maggiore equilibrio e lucidità.
**Il vero segreto della felicità è la resilienza: cos’è e come allenarla**
(Continua sotto la foto)
1. Coltivare una mentalità di crescita
Avere una mentalità di crescita significa vedere gli ostacoli non come muri invalicabili, ma come opportunità di apprendimento. Invece di pensare “non sono capace”, si impara a dire “sto imparando”.
Questa prospettiva riduce l’ansia, incentiva la curiosità e alimenta la resilienza perché sposta l’attenzione dal fallimento alla scoperta. Alcune strategie includono abbracciare consapevolmente le imperfezioni, accettare critiche costruttive, prendere rischi calcolati e dare a se stessi il tempo di lavorare attraverso le sfide.
2. Prendersi cura di sé con amore
La cura di sé non è un lusso, è una necessità per costruire resilienza. Prendersi cura del corpo e della mente significa individuare ciò che ci nutre davvero (che sia un bagno caldo, una camminata nel parco o semplicemente dieci minuti di respiro profondo) e farne una priorità.
Fondamentale è anche definire limiti sani: dire no quando serve, ascoltare la propria stanchezza e dare valore al riposo. Strategie semplici come tenere un diario delle emozioni, seguire un’alimentazione equilibrata, dormire bene e praticare attività fisica regolare contribuiscono a consolidare un equilibrio profondo.
3. Scegliere obiettivi realistici
Un altro ingrediente della resilienza è la capacità di porsi obiettivi raggiungibili. Suddividere una grande ambizione in piccoli passi concreti permette non solo di registrare progressi reali, ma anche di costruire fiducia in sé stessi. Se il vostro obiettivo è correre una 5 km, ad esempio, non aspettatevi di riuscirci subito: iniziate invece con brevi tratti, celebrate ogni passo avanti e concedetevi la pazienza di crescere gradualmente.
Questo approccio trasforma la frustrazione in motivazione e fa sentire ogni piccolo successo come un mattone solido nella costruzione della vostra resilienza.
4. Accettare il cambiamento con flessibilità
La vita raramente va esattamente come programmato. Accettare che il cambiamento e l’incertezza fanno parte della quotidianità aiuta a rispondere alle difficoltà con meno tensione.
Piuttosto che arrabbiarsi con ciò che sfugge al controllo, provate quindi a vedere il quadro generale e a mantenere uno sguardo flessibile. Imparate a riconoscere i pensieri rigidi, come “non ce la farò mai”, e a sostituirli con frasi più aperte e sostenibili. Coltivare speranza, anche nei momenti complessi, è uno dei modi migliori per rafforzare la resilienza emotiva.
5. Sviluppare capacità di problem solving
Essere resilienti significa anche affrontare gli ostacoli con efficacia. Allenare il problem solving implica costruire una “cassetta degli attrezzi” mentale: imparare a identificare chiaramente un problema, esplorare possibili soluzioni, provarle e valutare i risultati.
Mantenere la calma, chiedere aiuto quando serve e ricordarsi che la prima idea non è sempre la migliore sono tutti comportamenti che aumentano la fiducia nelle proprie risorse. Questo processo, se praticato nel tempo, genera una resilienza più solida e consapevole.
6. Integrare mindfulness e meditazione nella quotidianità
Mindfulness e meditazione non sono rituali complicati, ma modi per ricentrarsi e rafforzare la presenza mentale. Essere consapevoli del momento presente - mentre cucinate, camminate o respirate profondamente - aiuta a ridurre l’ansia e a regolare le emozioni.
La meditazione, sia guidata che libera, favorisce il rilassamento e promuove una maggiore chiarezza mentale. Che scegliate una passeggiata meditativa, yoga dolce o cinque minuti di respiro profondo, integrare queste pratiche nella routine quotidiana favorisce una resilienza che parte dal cuore e arriva alla mente.⁵
7. Tenere un diario e riflettere
Scrivere i propri pensieri, le emozioni e le esperienze è uno strumento potente per aumentare la consapevolezza di sé e coltivare resilienza. Non è necessario essere scrittori: basta annotare ciò che si prova al mattino, elencare le preoccupazioni per liberare la mente la sera o tenere un diario di gratitudine.
Riflettere su ciò che avete imparato dagli eventi della giornata aiuta a riconoscere i vostri progressi e a dare un senso anche alle difficoltà, trasformandole in lezioni preziose.
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