Fashion Pills: cos'è successo questa settimana nel mondo della moda in 7 news

Sette notizie, un’unica direzione: tra nuove aperture, collaborazioni illuminate e talenti in ascesa, la moda entra nelle feste con energia fresca e scintille creative. Una settimana di visioni che brillano come il Natale, senza perdere un grammo di eleganza. #FashionPills
Fashion Pills: lunedì e Alysi conquista Parigi
(Credits: © Andrea Ferrari - courtesy of press office)
Alysi ha aperto per la prima volta uno store a Parigi e ha scelto Saint-Germain per il suo debutto francese: una terza boutique monomarca che segna un nuovo capitolo nell’espansione internazionale del brand. Rue de Grenelle 13b diventa così la cornice ideale per una maison che punta su visibilità, posizionamento e continuità nel contemporary di alta gamma.
Il negozio, progettato da Studiopepe, traduce l’identità Alysi in un set dal carattere deciso: rosa come tratto distintivo, accenti di giallo cedro, materiali ricercati e geometrie scultoree che incontrano arredi iconici del design italiano. Uno spazio immersivo, essenziale e calibrato, fedele al DNA del marchio.
Per Federico Impiombato, Managing Director, la nuova apertura è il risultato di una crescita misurata e di una selezione accurata delle location più rappresentative. E con prospettive di fatturato in aumento a doppia cifra nel 2025, Alysi continua a rafforzare la propria presenza nei mercati chiave, confermando solidità e desiderabilità internazionale. #AlysiParis
Fashion Pills: martedì e Levi’s apre il suo nuovo capitolo milanese
(Credits: courtesy of press office)
Levi’s sceglie Corso Vittorio Emanuele per il suo store più importante in Italia: 354 m² su due livelli che rileggono i codici del brand con materiali naturali, dettagli industriali e un soffitto in legno ondulato che diventa subito firma architettonica. Un luogo pensato come esperienza, più che semplice retail: le vetrine raccontano l’universo denim, gli interni raccolgono le proposte più attuali – dai 501® alle nuove silhouette di stagione – in un percorso immersivo che unisce heritage e lifestyle contemporaneo.
Per celebrarne l'apertura il brand ha organizzato un evento, tenutosi il 4 dicembre, un'esperienza tra moda, musica e arte contemporanea. Lo store, infatti, è stato il luogo di una speciale performance: al centro, infatti, è stata ospitata una speciale installazione artistica realizzata con tessuti come lana, cotone e ciniglia, opera delle textile artists Marilù Lembo e Giuditta Vettese, che hanno "ultimato" la loro opera sotto gli occhi dei presenti.
Infine la serata è stata animata da uno speciale DJ set firmato Not For Us by Tananai, e da Evissimax, a sottolineare il legame speciale che unisce Levi's al mondo della musica. #LevisMilano
Fashion Pills: mercoledì e l’innovazione ad alta quota di Mizuno X Woolmark
(Credits: courtesy of press office)
Mizuno e Woolmark firmano una collaborazione strategica che porta la lana Merino nel cuore della performance sportiva, realizzando base-layer e leggings pensati per lo Ski Team Sweden Alpine in vista di Milano Cortina 2026. La tecnologia Breath Thermo di Mizuno, storicamente sintentica, viene ora potenziata dalla Merino, che aggiunge regolazione termica, leggerezza e naturale resistenza agli odori.
I nuovi capi, certificati Woolmark Wool Blend, trasformano l’umidità corporea in calore e garantiscono un’elasticità morbida, ideale per gli allenamenti in condizioni estreme. Leggings e top condividono la stessa architettura tessile: generazione di calore, isolamento traspirante e totale libertà di movimento.
La scelta dello Ski Team svedese conferma la qualità dell’innovazione, sottolineata anche da Woolmark e Mizuno, unite da una visione comune sulla performance tecnica. Una partnership che nasce per supportare gli atleti d’élite, ma che apre la strada a un pubblico più ampio: la collezione sarà disponibile dal 12 novembre 2025 su Mizuno.com. #MerinoPerformance
Fashion Pills: giovedì e Canada Goose apre il suo flagship più elegante nel cuore di Milano
(Credits: courtesy of press office)
Canada Goose sbarca a Milano con un flagship che unisce spirito outdoor e sofisticazione metropolitana, trasformando Corso Giacomo Matteotti in una tappa d’autore del suo percorso internazionale. Snøhetta firma uno spazio che parla fluentemente la lingua della città: facciata storica preservata, ingresso in noce dal sapore anni ’50, pavimenti in Ceppo di Gré e arredi italiani che ancorano il progetto alla migliore tradizione del design locale.
Al centro, la Legacy Wall — una scultura-cartografia che celebra le Alpi — rende il negozio un luogo narrativo, più che meramente retail. Tra volumi morbidi, luci che seguono i ritmi del giorno e dettagli materici studiati, l’esperienza diventa immersiva e intima insieme.
La boutique ospita l’intero universo Canada Goose: outerwear tecnico, abbigliamento, calzature e accessori, con The Vault pensato per styling privati. È un flagship che riflette l’identità del brand nel suo punto più alto: protezione, artigianalità, innovazione e un legame autentico con i luoghi in cui sceglie di vivere. Milano, ora, è uno di questi. #CanadaGooseMilano
Fashion Pills: venerdì e Edoardo Gallorini riporta a Milano la sua “erotica noia borghese”
(Credits: courtesy of press office)
A dicembre Milano ritrova l’immaginario raffinato e un po’ sovversivo di Edoardo Gallorini con un temporary store che è più un salotto che una boutique: un rifugio estetico dove il superfluo diventa poesia e la noia si fa esercizio di stile. Per il 2025, il pop-up si veste da boudoir cinematografico, sospeso tra decadenza e ironia, pronto a sorprendere con una collezione di oggetti-regalo dal fascino rétro.
Cuscini stampati, foulard d’autore, spazzole e pettini esclusivi, candele profumate, set in seta e le t-shirt iconiche del brand compongono un cabinet de curiosités pensato per chi ama un’eleganza eccentrica e dichiaratamente fuori dagli schemi.
In Via Malpighi 7, nel cuore di Porta Venezia, Gallorini allestisce una scenografia d’atmosfera: intima, teatrale, quasi un set d’autore dove la bellezza è un capriccio da vivere senza pudore. Un invito a concedersi il lusso di un’estetica che non chiede permesso. #EroticaNoiaBorghese
Fashion Pills: sabato e Falconeri presenta “Natural Undyed Cashmere”
(Credits: courtesy of press office)
Falconeri firma una collezione che restituisce alla materia la sua voce più autentica: “Natural Undyed Cashmere” nasce da fibre non tinte, nei loro tre colori originari — bianco, light grey e brown — trasformate in capi dalle linee pulite, arricchite da trecce e coste che esaltano una raffinatezza discreta e senza tempo. Sei modelli per lei e tre per lui costruiscono un guardaroba essenziale, morbido, responsabile.
Il progetto visivo “People Behind Cashmere”, realizzato ancora una volta con Sam Youkilis, entra nel cuore produttivo di Biella, celebrando mani, gesti e maestria che danno vita al filato. È un racconto intimo, fatto di luce naturale e savoir-faire, che rivela la bellezza della filiera e il valore umano dietro ogni capo.
Con “Cashmere Factory”, l’editoriale ambientato negli stabilimenti, Falconeri rafforza l’idea di un lusso che nasce dalla cura: fibre trattate con rispetto, artigiani protagonisti e una qualità che parla da sé. #NaturalUndyedCashmere
Fashion Pills: domenica e Essentiel Antwerp punta sui talenti di domani
(Credits: courtesy of press office)
Essentiel Antwerp rinnova il suo legame con la Royal Academy of Fine Arts di Anversa, una delle fucine creative più influenti al mondo, e affida al giovane Conor Turley la seconda capsule nata da questa collaborazione. Turley, studente del master, rilegge la sua collezione ispirata ai ruggenti anni Venti e all’Eldorado berlinese, trasformando quell’immaginario queer — fatto di doppie vite, libertà notturne e tensioni identitarie — in quattro capi dal carattere deciso: un bomber, un abito, una camicia e una gonna.
La capsule è il risultato di un lavoro condiviso con il team creativo del brand, che accompagna i designer emergenti in ogni fase: dal design alla produzione, fino alla costruzione dell’immagine. Una palestra concreta e preziosa, pensata per dare spazio a nuove voci e nuove prospettive.
Per Essentiel Antwerp, sostenere i giovani non è un gesto simbolico ma una scelta strategica: alimenta il proprio universo estetico e mantiene vivo un dialogo con le energie più fresche della moda. Per Turley, è stata l’occasione per trasformare idee complesse in capi desiderabili, senza rinunciare alla propria poetica. La capsule debutta il 4 dicembre: un piccolo manifesto di creatività in evoluzione. #EssentielAntwerpNextGen
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Accademia del Lusso e Manteco: insieme nel segno dell'innovazione tessile sostenibile
circolare per definire i nuovi canoni dell'eco-design
Sostenibilità e innovazione tessile sono due pilastri della formazione moda firmata da Accademia del Lusso, che in collab con Manteco presenta una nuova iniziativa d’avanguardia: Fashion Nomads.
Il progetto ha coinvolto le studentesse del Master dell’Accademia in un percorso strutturato di ricerca è sviluppo. Il suo obiettivo è dimostrare come il design di alto livello possa oggi nascere solo da un approccio produttivo responsabile, circolare e trasparente.
Soluzioni innovative
Il cuore dell’iniziativa è la piattaforma Manteco System™, l’ecosistema di soluzioni a basso impatto basato su processi di riciclo meccanico, tracciabilità completa e riduzione certificata delle emissioni.
Attraverso l'utilizzo della lana rigenerata MWool®, le studentesse hanno esplorato performance tecniche d'eccellenza - dalla durabilità alla versatilità d’uso - per dare vita a prototipi che rispondono con efficacia alle sfide poste dalla società contemporanea e dai cambiamenti climatici.
Il progetto affronta con determinazione una delle criticità più urgenti del settore: si stima, infatti, che ogni anno una quota compresa tra il 15% e il 25% dei 400 miliardi di metri quadrati di tessuti prodotti venga sprecata già nella fase di taglio.
Per contrastare questo fenomeno, la collezione Fashion Nomads integra metodologie di Zero Waste Design, volte a eliminare totalmente i residui tessili, e soluzioni di design modulare, che garantiscono ai capi una versatilità funzionale capace di adattarsi a stili di vita in costante movimento.
Moda resiliente e consapevole
Il concetto di Fashion Nomads simboleggia così una moda resiliente e consapevole, che evolve insieme alla quotidianità di chi la indossa mantenendo un approccio profondamente rispettoso verso il pianeta.
Non si tratta solo di una serie di capi, ma di un invito esplicito rivolto all'intera industria, e con una visione dei giovani creativi del domani, a ripensare le logiche del vestire secondo il principio di una moda sostenibile per una vita altrettanto sostenibile.
Visione lungimirante
L’unione tra l’eccellenza industriale di Manteco e la visione dei futuri professionisti di Accademia del Lusso segna un passo avanti cruciale verso un sistema in cui la progettazione responsabile si traduce in soluzioni estetiche concrete, durevoli e perfettamente replicabili nei processi produttivi del lusso contemporaneo.
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Il MaxMara Art Prize for Women apre un nuovo capitolo e rivolge lo sguardo a Est
Nato nel 2005, su iniziativa di Max Mara Fashion Group e Collezione Maramotti, è stato fin dall’inizio un progetto pionieristico: il Max Mara Art Prize for Women si è ben presto affrancato dalla definizione di semplice "premio", per diventare "incubatore" di creatività nell'ambito dell'arte contemporanea "al femminile".
Pensato per offrire alle artiste donne (o che più ampiamente si definiscono appartenenti al genere femminile) tempo, spazio e risorse in un momento cruciale della loro carriera, il Max Mara Art Prize ha offerto in vent'anni dalla sua istituzione progetti di "residency" in Italia, ovvero un periodo di 6 mesi in cui le artiste vincitrici hanno potuto approfondire il proprio percorso artistico e realizzare un'opera inedita grazie a workshop, laboratori e incontri nell'ambiente dell'arte nel nostro paese.
Oggi, vent'anni e nove edizioni (e finaliste) dopo, celebrate con una mostra antologica lo scorso anno a Palazzo Strozzi a Firenze, il Max Mara Art Prize for Women sceglie di rinnovarsi, mantenendo intatta la propria missione e ampliando il raggio in una direzione globale con una scelta curatoriale forte e simbolica.
Se fino a ora, infatti, le artiste provenivano tutte geograficamente dall'Europa e nello specifico dal Regno Unito, grazie a un lavoro di selezione e collaborazione con la Whitechapel Gallery di Londra, da oggi i confini si allargheranno e guarderanno molto lontano.
Cecilia Alemani, Direttrice e Curatrice Capo di High Line Art a New York, figura di riferimento nel panorama artistico internazionale, guiderà la curatela di ogni edizione e, in accordo con Max Mara e Collezione Maramotti, individuerà un paese e l’istituzione partner, costruendo di volta in volta un dialogo specifico con contesti culturali diversi. Un approccio che trasforma il premio in uno strumento di scambio e diplomazia culturale, capace di mettere in relazione pratiche artistiche, tradizioni e visioni del contemporaneo.
In foto: Cecilia Alemani, Direttrice e Curatrice Capo della High Line Art di New York
La prima tappa di questo nuovo viaggio è l’Indonesia. Per l’edizione 2025–2027, il partner scelto è il Museum MACAN – Museum of Modern and Contemporary Art in Nusantara di Giacarta, primo museo di arte contemporanea del Paese e punto di riferimento per la scena artistica del Sud-Est asiatico. Fondato nel 2017, il Museum MACAN si è affermato negli ultimi anni come piattaforma dinamica per artisti e artiste locali e internazionali, grazie a un programma espositivo e educativo capace di coinvolgere pubblici diversi (con un pubblico composto in maggioranza di giovani e donne) e di attivare riflessioni sui temi del presente del paese.
"Resta centrale, anche in questa nuova fase, l’elemento che ha reso il Max Mara Art Prize for Women unico nel suo genere: la residenza di sei mesi in Italia", come ha affermato in conferenza Sara Piccinini, Direttrice Collezioni Maramotti, "progettata su misura per l’artista vincitrice e organizzata da Collezione Maramotti". La vincitrice dell'edizione 2025-2027, come per coloro che l'hanno preceduta, godrà di un tempo "sospeso" e prezioso, pensato come un laboratorio di ricerca in cui confrontarsi con una tradizione culturale millenaria e sviluppare un nuovo progetto, destinato a essere presentato in due mostre personali, una presso il Museum MACAN e l’altra negli spazi della Collezione Maramotti.
In foto: Sara Piccinini, Direttrice Collezioni Maramotti
A far parte della giuria, accanto a Cecilia Alemani, che ne è anche Presidente, ci sarà anche Venus Lau, Direttrice del Museum MACAN, la curatrice Amanda Ariawan, la gallerista Megan Arlin, la collezionista Evelyn Halim e l’artista Melati Suryodarmo: un gruppo eterogeneo di professioniste attive nella scena contemporanea, chiamate a individuare e sostenere nuove traiettorie artistiche.
Un passo che sancisce la "fine" dell’innovazione artistica vista come esclusiva del panorama occidentale e che apre, per il Max Mara Art Prize for Women, nuovi territori, riconoscendo la pluralità delle voci che animano l’arte contemporanea e creando condizioni di maggiore equità e visibilità per artiste provenienti da contesti storicamente meno rappresentati.
In foto: Venus Lau, Direttrice del Museum MACAN
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GUESS annuncia Chiara Ferragni come nuovo volto della campagna Primavera/Estate 2026
Guess?, Inc ha annunciato il nome (e volto) della campagna globale per la Primavera Estate 2026: si tratta della content creator e imprenditrice digitale Chiara Ferragni, scelta come protagonista per gli scatti della nuova stagione, curati dai Morelli Brothers.
“È un grande onore per me tornare a lavorare per GUESS dopo quasi 13 anni dalla nostra prima collaborazione. Questo progetto è stato molto più di una campagna: è arrivato in un momento in cui avevo voglia di ripartire, di raccontarmi per quella che sono oggi, una persona più consapevole e serena, e lavorare con un brand iconico come GUESS, che ha fatto la storia della moda, mi ha fatto sentire accolta e libera di esprimere tutte le mie sfaccettature.” ha dichiarato Chiara Ferragni.
Le immagini riprendono l’atmosfera delle leggendarie campagne GUESS, reinterpretandole attraverso una lente moderna e social-first con una serie di ritratti intensi che raccontano la versatilità di Ferragni: sofisticata e spontanea, sicura e naturalmente cool, in un equilibrio armonioso e contemporaneo.
La collezione Primavera/Estate 2026 reinterpreta l’American Dream, tema caro al brand, ispirandosi allo spirito audace del cowboy texano e al fascino degli spazi aperti, trasformandosi in una narrazione di femminilità, indipendenza ed espressione personale.
Tra i capi chiave della stagione spiccano il ritorno dei Bellflower Pants e l’iconico abito bandage, simboli di sensualità e del glamour inconfondibile che caratterizza il DNA GUESS.
Al centro della collezione si distingue, tra gli accessori, la Camden Bag, destinata a diventare must assoluto della Primavera/Estate 2026: audace e versatile, incarna l'essenza del brand con la silhouette scolpita, le texture preziose e i dettagli raffinati. Per Ferragni è il must-have della stagione, un accessorio che definisce «il perfetto equilibrio tra carattere, eleganza e praticità quotidiana».
"Siamo entusiasti di avere Chiara Ferragni come volto della nostra nuova campagna GUESS», dichiara Paul Marciano, Co-Founder e Chief Creative Officer di GUESS?, Inc. «Fin dall’inizio abbiamo percepito una forte affinità con Chiara: la sua energia, la sua sicurezza, il suo atteggiamento e naturalmente la sua bellezza erano perfettamente in sintonia con GUESS. Rappresenta una donna che crede in sé stessa e procede con forza, uno spirito che emerge in modo naturale nella collezione SS26: moderna, versatile e ricca di personalità"
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Valentino Garavani, vita e carriera dell'Imperatore della moda in 13 immagini indimenticabili

Raccontare una vita straordinaria non è mai una missione semplice e anzi, trovare le parole giuste per descrivere i 93 anni di una personalità come Valentino Garavani, potrebbe risultare quasi impossibile. L'Imperatore della moda, l'ultimo – parafrasando il documentario The Last Emperor a lui dedicato – si è spento nella giornata di lunedì 19 gennaio lasciando un'eredità fatta di creatività, di invenzioni, di intuizioni, di momenti sempre volti verso una precisa direzione: la ricerca della bellezza.
«Cosa desiderano le donne? Essere belle» così riassumeva lo scopo del suo lavoro: esaltare la bellezza di ogni donna, farla sentire speciale, elegante. Una missione che ha iniziato a seguire sin da bambino e che, attraverso gli studi e il grande lavoro, l'hanno portato a diventare un nome di riferimento per le donne di tutto il mondo. Famiglie reali, first lady, dive del cinema: sono tanti i volti che hanno fatto la storia e che l'hanno fatta anche grazie a lui e alle sue creazioni, che le hanno vestite per oltre mezzo secolo.
Per ricordarlo, e per raccontarlo come uomo e come grande creativo, abbiamo scelto di affiancare alle parole una serie di ritratti iconici: immagini che ripercorrono la vita di Valentino dagli esordi al ritiro, avvenuto nel 2008, e che racchiudono tutta la magia che ha portato, attraverso il suo lavoro, nel mondo della moda. Un mondo che con la sua scomparsa perde un grande pezzo di storia e si risveglia, oggi, un po' più vuoto. Del resto lo aveva detto lui stesso: «Dopo di me? Il diluvio!».
Valentino Garavani diventa Valentino
Valentino Garavani al lavoro nel suo atelier a Roma, 1959.
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Nato a Voghera l'11 maggio del 1932 con il nome di Valentino Ludovico Clemente Garavani, inizia fin da giovane a seguire i giusti passi verso una carriera nella moda: la scuola di figurino a Milano e il lungo periodo a Parigi, dove studiò stilismo presso l'École de la chambre syndicale de la couture parisienne, gli diedero la possibilità di collaborare inizialmente con Jean Dessès e Guy Laroche prima di fare rientro in Italia, ma a Roma, per lavorare accanto a Emilio Schubert. È il 1957 quando Garavani fonda la sua etichetta, Valentino.
Un sodalizio e un amore... forever
Giancarlo Giammetti e Valentino Garavani, nel 1967.
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Il primo passo nella moda di Valentino Garavani non andò per il verso sperato: l'azienda fondata nel '57 rischiò infatti la bancarotta, scongiurata grazie all'arrivo di una figura chiave del suo business. Nel 1959 Valentino conobbe Giancarlo Giammetti, che da allora iniziò ad affiancarlo sull'aspetto amministrativo dell'azienda permettendogli di concentrarsi unicamente sulla parte creativa. Tra i due, che sono stati compagni anche nella vita (per circa dodici anni), nasce un sodalizio che non ha mai vacillato. Un legame lungo 60 anni, interrotto solo dalla scomparsa dello stilista, al quale Giammetti ha dedicato un post Instagram fatto di un ritratto sorridente, in bianco e nero, e di un'unica parola: "...FOREVER..."
La nascita del Rosso
Una modella posa indossano la collezione Autunno-Inverno 1964/65 di Valentino, 1964.
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Uno dei simboli di Valentino è da sempre il colore rosso, non un rosso qualunque, il rosso Valentino. La storia di questo colore ha origini remote, risale addirittura a un avvenimento legato all'adolescenza di Garavani: lo stilista raccontò che, in occasione di un viaggio con la famiglia all’Opera di Barcellona, ebbe modo di ammirare un gran numero di donne in abiti eleganti di vari colori. Tra questi, a spiccare, era il rosso. Si innamorò di questo colore, di come tendeva a enfatizzare la bellezza di ogni donna, tanto da volerne proporre una nuance sua, vibrante, calda e inconfondibile.
Il successo della White Collection
Marisa Berenson (a destra) e altri due modelli indossano la Collezione Bianca di Valentino, 1968.
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Il suo colore è da sempre il rosso, ma è al bianco che Valentino Garavani deve gran parte del suo successo. Fu infatti la sua White Collection, datata 1968, a consacrarlo a livello mondiale.
Jackie, amica e musa
Valentino Garavani e Jacqueline Kennedy Onassis insieme a Capri nel 1970.
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Valentino divenne fin dalla metà degli anni Sessanta uno dei nomi di riferimento per alcune delle donne più importanti al mondo. Tra loro c'era lei, Jacqueline Kennedy, che scelse proprio una creazione dello stilista per le seconde nozze con il magnate Aristotele Onassis. Un abito al ginocchio, con collo alto e bande di pizzo che è passato alla storia.
L'abito da sposa realizzato da Valentino per Jacqueline Kennedy Onassis.
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Il fervore degli anni Settanta
Un ritratto di Valentino Garavani, 1968.
Credits: Getty Images
Quando Alessandro Michele ha debuttato nel ruolo di direttore creativo di Valentino, nel settembre 2024, in tanti hanno evidenziato un apparente "eccesso" di creatività: troppe stampe, ruches, colori, ricami. Chi negli ultimi anni aveva accomunato infatti il marchio Valentino a un insieme di linee e colori più minimali (focus del periodo creativo firmato Pierpaolo Piccioli) aveva però perso di vista le origini: la parte d'archivio anni Settanta, che vede Garavani misurarsi con una dichiarata opulenza, una ricchezza di elementi e di ispirazioni.
Imperatore della moda, e di Roma
Valentino Garavani ritratto all'interno dei Musei Capitolini nel 1991.
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A qualcuno sarà accaduto di leggere, nelle prime ore dalla scomparsa di Garavani, qualche erroneo "addio allo stilista romano". Un errore appunto, essendo lui nato a Voghera, che dà però la misura del suo forte legame con la Capitale: Roma è la città scelta da un giovane Valentino per aprire il proprio Atelier, ed è la città che ha fatto da sfondo a tutta la sua carriera, non solo come location di memorabili sfilate ma anche in termini di ispirazione artistica per le sue collezioni.
La passione per la bellezza
Valentino Garavani posa nel suo Atelier nel 1988.
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Menzionata sin dall'inizio, attraverso le sue parole e non solo, la passione di Valentino per la bellezza è sempre stata cosa nota. Un concetto da non interpretare come mera estetica, ma come un mix di cultura, personalità e buongusto, mai chiassosa, sempre raffinata.
Il legame con i suoi carlini
Ripercorrendo le immagini della vita e della carriera di Valentino Garavani non mancano mai loro, i suoi amati carlini. Lo stilista ha sempre avuto un forte attaccamento a questa razza canina, tanto da renderli parte del proprio lavoro. Emblematica fu l'idea di chiamare Oliver la celebre linea giovane del marchio, lanciata negli anni Ottanta, proprio in onore di uno dei suoi cani del cuore che lo hanno accompagnato per tutta la vita.
Una carriera in mostra
Valentino posa all'interno dell'Ara Pacis in occasione della mostra dedicata ai suoi 45 anni di carriera, 2007.
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In occasione dei 45 anni di carriera, nel 2007 Roma dedica allo stilista la mostra Valentino a Roma, una retrospettiva che ha raccolto circa 360 abiti e rari materiali d'archivio all'interno di uno scenografico allestimento nel Museo dell'Ara Pacis.
L'ultimo show
Il finale dell'ultima sfilata Haute Couture firmata da Valentino Garavani.
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Il 23 gennaio 2008 Valentino Garavani porta in passerella per l'ultima volta una collezione Haute Couture firmata a suo nome. Lo stilista, passato il testimone alla coppia creativa formata da Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, si ritira a vita privata dicendo addio, da un punto di vista creativo, al mondo della moda. Memorabile il finale, che vide tutte le modelle in passerella in lungo, ovviamente in rosso Valentino.
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