Comprare casa in Liguria a solo 1 Euro? In questi due borghi dell'entroterra è (ancora) possibile

Il mito è quello: voi, una casetta in pietra con rampicante poetico e aperitivo al tramonto su una terrazza ligure. La realtà delle case a 1 euro in Liguria è più complicata, più affascinante e decisamente più "ruvida" di così. Niente attico fronte porticciolo, ma comunque il fascino è quello di due borghi dell’entroterra che hanno deciso di usare il sogno immobiliare low cost come antidoto allo spopolamento.
I nomi da segnare in agenda sono solo due, e non ce ne sono altri: Pignone, nell’interno delle Cinque Terre, e Triora, in alta Valle Argentina. Sono le uniche vere case a 1 euro in Liguria. Due mondi opposti, uniti da un obiettivo semplice e ambizioso: riportare vita dove, per decenni, sono rimaste solo persiane chiuse e successioni infinite.
Perché in Liguria le case a 1 euro sono solo qui
La costa ligure non ha bisogno di essere salvata. Semmai di essere disintossicata dal turismo compulsivo. È l’interno che si svuota: borghi agricoli, mulattiere, castagneti, case di pietra rimaste ferme agli anni delle grandi migrazioni.
Ecco perché i due progetti di Pignone e Triora vanno letti al contrario rispetto all’immaginario da social. Non vi stanno vendendo il mare a prezzo simbolico, ma vi stanno chiedendo di diventare parte di una microcomunità, spesso lontana quanto basta dai servizi comodi, in cambio di un pezzo di storia da rimettere in piedi mattone dopo mattone.
Come funzionano davvero le case a 1 euro in Liguria
Schema base, valido per entrambi i comuni: il famoso euro è solo il biglietto d’ingresso. Il resto sono obblighi molto precisi. Dovete partecipare a un bando comunale, prendere in carico un rudere o quasi, presentare un progetto di ristrutturazione entro circa sei mesi e concludere i lavori in un arco di tre-quattro anni, a seconda del regolamento locale.
A Pignone, per esempio, il bando prevedeva una cauzione da 5,000 euro se i lavori restavano sotto i 50,000 euro e da 10,000 oltre quella soglia. Una cifra che vi viene restituita se rispettate tempi e progetti, ma che funziona come filtro: chi pensa di cavarsela con una mano di pittura resta fuori. A Triora, per una delle prime case aggiudicate, una famiglia varesina ha messo sul tavolo 15,500 euro solo per i lavori su un edificio di circa 180 metri quadrati. L’euro, a quel punto, fa quasi tenerezza.
Il vero collo di bottiglia, però, è la burocrazia: migliaia di richieste, pochissime case effettivamente abitate, perché dietro ogni porta chiusa ci sono spesso eredi sparsi, vecchie ipoteche, pratiche di successione che nessuno ha voglia di sciogliere.
Pignone: il microborgo agricolo dietro le Cinque Terre
Pignone è quella Liguria che non finite mai su Instagram, ma che fa innamorare chi è allergico ai trenini affollati delle Cinque Terre. Un paesino di circa 500-600 abitanti nella Val di Vara, circondato da castagneti, campi e antichi mulini ad acqua lungo il Vara. Il centro storico è minuscolo, medievale, raccolto in pochi vicoli.
Qui le case a 1 euro sono soprattutto rustici e vecchie abitazioni legate alla vita agricola, spesso sparse nelle frazioni o vicino ai mulini. Il primo bando ha messo sul piatto una ventina di immobili e ha raccolto quasi 3000 manifestazioni d’interesse in pochi mesi, circa la metà dall’estero. Il mood cercato dal Comune è chiaro: non l’acquirente mordi e fuggi, ma chi è disposto a vivere il paese per lunghi periodi, magari lavorando da remoto, magari aprendosi al turismo lento.
PRO: Siete a pochi chilometri dalle Cinque Terre, ma con un ritmo totalmente diverso, fatti di silenzi d’inverno e verde esplosivo in primavera. CONTRO: Pochissimi immobili ancora disponibili, lavori spesso strutturali e una dotazione di servizi da vero microborgo. Bella vita sì, ma solo se accettate che la serata tipo è più castagne e amici del bar che nightlife.
Triora: comprare casa nel paese delle streghe
Triora è l’altro estremo: un borgo teatrale, aggrappato alla montagna, 780 metri di quota e circa 400 residenti. Archi gotici, vicoli stretti, passaggi coperti, boschi fitti. E quella storia nera di processi per stregoneria tra Cinquecento e Seicento che oggi è diventata brand territoriale, musei inclusi.
Qui il Comune ha iniziato a giocare la carta delle case a 1 euro nel 2021, con una ventina di immobili antichi, spesso minuscoli, con muri spessi e affacci mozzafiato (ma anche scale improbabili e zero impianti moderni). La prima casa simbolica è andata, appunto, a una famiglia lombarda, che ha promesso 15,500 euro di ristrutturazione: il dato concreto che vi dice quanto sia ottimistico pensare di cavarsela con poco.
Nel frattempo il bando è stato riaperto più volte, anche con immobili nella spettacolare frazione di Realdo, e oggi l’unico consiglio sensato è monitorare ossessivamente il sito del Comune e il portale casea1euro.it. Triora è perfetta se amate la montagna, l’atmosfera un po’ gotica e l’idea di un rifugio lontano da tutto. Meno, se per voi la farmacia deve essere a cinque minuti a piedi.
Vi conviene davvero? Le domande da farvi prima della decisione
Prima di mandare una mail al Comune con oggetto “case a 1 euro Triora/Pignone”, fate un check spietato. Avete un budget realistico almeno nell’ordine delle decine di migliaia di euro, oltre a progettisti, geometri, imprese che conoscano i vincoli dei borghi storici? Siete pronti all’idea che il Wi-Fi balli, che d’inverno restiate voi, il camino e la chat di paese?
E soprattutto, volete davvero far parte di una comunità minuscola, dove il vostro arrivo sarà l’evento dell’anno, nel bene e nel male? Se la risposta è sì, allora il sogno delle case a 1 euro in Liguria non è più una favola virale, ma un progetto di vita che può avere senso. Basta trattarlo come un investimento serio, non come l’ennesima trovata da raccontare all’aperitivo.
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