Vegani famosi: 10 star che hanno detto addio ai cibi di origine animale

Da Michelle Pfeiffer a Natalie Portman e Joaquin Phoenix, ecco i vip vegani più famosi di Hollywood e del mondo delle celebrità
Essere vegano è prima ancora che una scelta alimentare una scelta di vita che regola non solo ciò che deve contenere la dispensa (zero derivati animali, nemmeno latte o uova) ma anche quello che deve esserci nell’armadio (solo ecopelle e materiali sintetici, niente cuoio, pellicce, piume né lana né seta) e nell’armadietto sopra al lavello (cosmetici certificati vegan e assolutamente cruelty free, non c’è nemmeno da dirlo).
Tra gli adepti del culto vegan, tantissimi divi hollywoodiani si battono per diffondere il verbo.
Pare che perfino il celeberrimo chef Gordon Ramsay voglia diventare vegano, così ha dichiarato su Twitter.
Aspettando che anche lui si aggiunga alla chilometrica lista, ecco i 10 vip vegani più famosi e influenti.
(Continua sotto la foto)
Michelle Pfeiffer
Michelle Pfeiffer è una delle vegane più militanti e millantanti di Hollywood.
Ha eliminato dalla dieta (e dal guardaroba) qualsiasi derivato animale da anni e in gioventù pare sia stata addirittura “breatheriana”, ossia dedita a una folle alimentazione che in verità non prevede alimentazione alcuna ma si basa semplicemente (e assurdamente) sul respiro.
Anne Hathaway
Anne Hathaway ha seguito per anni una dieta vegetariana ma dal 2012 si è convertita al veganesimo a tutto tondo.
Per il suo matrimonio con l'attore Adam Shulman ha offerto un banchetto rigorosamente vegano e, coerentemente alle sue scelte e idee, interpretando il personaggio di Fantine nel film Les Misérables ha indossato scarpe vegane (stivaletti privi di pellame animale, confezionati con ecopelle vegetale).
Una scelta virtuosa che le ha fatto anche vincere l'Oscar.
Demi Moore
Demi Moore ha abbracciato una sotto-branca della vegan diet, ossia quella Raw.
Si tratta del crudismo e si basa sul consumo di cibi crudi, principalmente frutta e verdura, al fine di mantenere intatte tutte le proprietà nutritive senza alterarle con la cottura.
Mike Tyson
Dopo avere assaggiato addirittura la carne umana, staccando l’orecchio a un avversario, Mike Tyson ha deciso di cambiare rotta e passare al vegan.
Dal “cannibalismo” al NO secco ai cibi animali il passo non è certo breve e infatti così è stato per l’ex campione di pugilato.
Dopo step intermedi di vegetarianismo, Tyson ha trovato il suo equilibrio psicofisico grazie all’alimentazione priva di qualsivoglia proteina animale.
Natalie Portman
Vegetariana fin da piccola, Natalie Portman si batte da sempre per i diritti degli animali e nel 2009, dopo aver letto Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer, ha deciso di diventare vegana.
Non segue solo un’alimentazione di questo tipo ma anche il suo vestiario rispecchia la sua nuova ideologia: niente pelle, cuoio, piume né pellicce.
Durante la gravidanza è tornata temporaneamente al vegetarianismo perché temeva che la dieta vegan fosse troppo drastica da seguire nei nove mesi di gestazione.
Pamela Anderson
L’acronimo dell’associazione che si batte per i diritti degli animali, PETA, sta per People for the Ethical Treatment of Animals anche se la P potrebbe essere tranquillamente quella di Pamela.
La Anderson, infatti, è uno dei volti più noti delle campagne di sensibilizzazione firmate PETA.
Più che volto, spesso è il corpo più noto: l’attrice mette le proprie curve riconoscibilissime a servizio della buona causa dei diritti animali.
Ovviamente è vegana e promotrice del veganismo.
Fin da adolescente segue una dieta vegetariana dopo lo schock provocato dall’uccisione di un animale da parte del padre cacciatore.
Jessica Chastain
L’attrice Jessica Chastain è vegana fin dalla tenera età.
Sua madre è stata una chef vegana che l’ha avvicinata a questo stile di alimentazione ma soprattutto di vita.
Oltre a non mangiare nulla di animale, la Chastain è sempre molto attenta alla scelta di cosmetici cruelty free e di abbigliamento privo di parti animali.
Joaquin Phoenix
L’attore Joaquin Phoenix ha scelto di essere vegano da giovanissimo, a seguito di un trauma subito quando a soli tre anni andò a pesca con la famiglia e assistette all’uccisione di un pesce.
Anche per lui, come per Pamela Anderson, è stato uno shock infantile a giocare un ruolo fondamentale nella scelta di vita vegan.
Non tutti i traumi vengono per nuocere, insomma.
Alanis Morissette
La mitica cantante Alanis Morissette segue una dieta “per l’80% vegana”, a sua detta.
Vegetariana fin dagli albori della sua carriera, è un’attivista ambientale e una militante dei diritti animali, addirittura nominata nel 2009 “una delle vegetariane della PETA più sexy".
Con un Curriculum del genere, la Morissette si rivela un concentrato di virtù, scelta a giusta ragione dal regista Kevin Smith per interpretare Dio nel film Dogma.
Avril Lavigne
La cantautrice canadese che ha collezionato successi su successi è vegana da quasi un decennio e segue spesso una dieta macrobiotica.
L’unico strappo alla regola vegan che Avril Lavigne si concede è la pizza, a cui ogni tanto non riesce proprio a dire di no.
Le crediamo senza troppi sforzi d'immaginazione.
© Riproduzione riservata
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
(Continua sotto la foto)
Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
© Riproduzione riservata