Nel cuore di Torino, potete gustare le caramelle dell'antica confetteria amata dai Savoia e da Cavour
Gli interno di Stratta 1836 - Courtesy Press Office
Le vetrine di Stratta 1836 - Courtesy Press Office
Cosa assaggiare oggi: dalle Ginevrine alle Gioie di Cavour
Dietro il bancone trovate circa cinquanta referenze tra cioccolati, bonbon e caramelle. Tutta la produzione è torinese, lavorata in piccolo laboratorio: niente catene, niente stabilimenti anonimi. Solo pentoloni, zucchero, frutta, spezie e mani esperte.
Il cuore dell’esperienza sono le caramelle. Le Ginevrine, piccole pastiglie traslucide, sono un tuffo nell’Ottocento: gusti come mela verde, viola, rosa, vaniglia, banana, pesca, ciliegia. Hanno una dolcezza essenziale, quasi “educata”, che le rende perfette con un caffè ristretto o dopo cena. Accanto, i Semi carminativi: gusci croccanti che racchiudono spezie come zenzero, finocchio, cannella, curcuma, rosmarino, kummel, lavanda, coriandolo e anice. Sono le caramelle ideali per chi ama i profumi intensi e leggermente balsamici.
Per chi cerca morbidezza ci sono le Gelée di frutta, con limone, arancia, fragolina di bosco, pompelmo, mela verde, eucalipto e menta, pesca, ribes. I Confettati alla frutta giocano invece sul contrasto tra guscio zuccherino e cuore tenero, nei toni della liquirizia, del lime, della pera, della fragola, fino a cannella, mandarino, limone e mirtilli. I più curiosi non possono saltare i Grani speziati e soprattutto i Fiori cristallizzati: petali veri di rosa, menta e violetta canditi, che croccano tra i denti e profumano di giardini ottocenteschi.
Il legame con Cavour oggi vive in una pralina: le Gioie di Cavour, un guscio di gianduia che racchiude una nocciola tostata. Un omaggio al conte e al Piemonte delle nocciole, perfetto da infilare in una scatola mista. E per il 190º anniversario, fino a fine 2026, c’è anche una nuova caramella “190” e una torta celebrativa: un motivo in più per programmare la visita adesso, non “quando capita”.
Visitare Stratta: un piccolo rito torinese (anche da lontano)
Il momento migliore per entrare? La mattina tardi, quando i turisti non hanno ancora riempito la piazza, oppure l’ora del tè, con la luce che filtra sotto i portici. Potete sedervi ai tavolini interni per un caffè con un paio di bonbon, oppure restare al banco e concentrarvi sulle caramelle, chiedendo una selezione “mista” per gusti.
Se vi piacciono le note floreali, puntate su Ginevrine alla rosa e Fiori cristallizzati di violetta. Chi ama le spezie sceglierà Semi carminativi e Grani all’anice o alla lavanda. Per le amiche “team frutta”, Gelée e Confettati alla pesca, al pompelmo o ai mirtilli. Le scatole, in latta o cartoncino decorato, trasformano subito l’acquisto in un regalo di rappresentanza: non a caso molte aziende torinesi le usano ancora come biglietto da visita dolce.
Usciti da Stratta, basta girare lo sguardo per avere tutta piazza San Carlo ai piedi: le chiese gemelle, i caffè storici, i portici che portano verso via Roma. Un micro-itinerario ideale prevede sosta alle vetrine, passeggiata in piazza, foto al monumento e, magari, una seconda entrata “di ripensamento” per completare la scorta di caramelle.
Chi non riesce a venire a Torino può comunque ordinare tramite il negozio online della confetteria, che spedisce in tutta Italia. Le caramelle diventano così un piccolo frammento di storia sabauda da tenere in dispensa, tirare fuori nelle cene speciali o regalare a chi, di fronte a una Ginevrina, potrebbe scoprire che le caramelle preferite dal re e da Cavour non appartengono solo ai libri di storia.
Le Ginevrine di Stratta 1836, storici confettini traslucidi amati dai torinesi - Courtesy Press Office
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